Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)
Antico, sono ubriacato dalla voce ch'esce
dalle tue bocche quando si schiudono come verdi campane
e si ributtano indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane, t'era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce e annuvolano l'aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro, mare, ma non più
degno mi credo del solenne ammonimento del tuo respiro.
Tu m'hai detto primo che il piccino fermento del mio cuore
non era che un momento del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso e insieme fisso:
e svuotarmi così d'ogni lordura come tu fai che sbatti
sulle sponde tra sugheri alghe asterie le inutili macerie
del tuo abisso.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Le sedie dormono in piedi

    Le sedie dormono in piedi
    anche il tavolo
    il tappeto sdraiato sul dorso
    ha chiuso gli arabeschi
    lo specchio dorme
    gli occhi delle finestre sono chiusi
    il balcone dorme
    con le gambe penzolanti nel vuoto
    i camini sul tetto dirimpetto dormono
    sui marciapiedi dormono le acacie
    la nuvola dorme
    stringendosi al petto una stella
    in casa fuori di casa dorme la luce

    ma tu ti sei svegliata
    mia rosa
    le sedie si sono svegliate
    si precipitano da un angolo all'altro anche il tavolo
    il tappeto si è messo a sedere
    gli arabeschi hanno aperto i petali
    lo specchio si è risvegliato come un lago all'aurora
    le finestre hanno spalancato
    immensi occhi azzurri
    il balcone si è risvegliato
    ha tirato su dal vuoto le gambe
    i camini dirimpetto si son messi a fumare
    le acacie han cominciato a chiacchierare
    sui marciapiedi
    la nuvola si è svegliata
    ha lanciato la sua stella nella nostra stanza
    in casa fuori di casa la luce si è risvegliata
    si è versata sui tuoi capelli
    è colata tra le tue palme
    ha cinto la tua vita nuda i tuoi piedi bianchi.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Il Bosco

      O vecchio bosco pieno d'albatrelli,
      che sai di funghi e spiri la malìa,
      cui tutto io già scampanellare udìa
      di cicale invisibili e d'uccelli:
      in te vivono i fauni ridarelli
      ch'hanno le sussurranti aure in balìa;
      vive la ninfa, e i passi lenti spia,
      bionda tra le interrotte ombre i capelli.
      Di ninfe albeggia in mezzo alla ramaglia
      or sì or no, che se il desìo le vinca,
      l'occhio alcuna ne attinge, e il sol le bacia.
      Dileguano; e pur viva è la boscaglia,
      viva sempre nè fior della pervinca
      e nelle grandi ciocche dell'acacia.
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        Scritta da: Maresa Schembri
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Mi sono innamorata

        Mi sono innamorata
        delle mie stesse ali d'angelo,
        delle mie nari che succhiano la notte,
        mi sono innamorata di me
        e dei miei tormenti.
        Un erpice che scava dentro le cose,
        o forse fatta donzella
        ho perso le mie sembianze.
        Come sei nudo, amore,
        nudo e senza difesa:
        io sono la vera cetra
        che ti colpisce nel petto
        e ti da larga resa.
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          Scritta da: goccia di miele
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Sulla morte, senza esagerare

          Non s'intende di scherzi,
          stelle, ponti,
          tessitura, miniere, lavoro dei campi,
          costruzione di navi e cottura di dolci.

          Quando conversiamo del domani
          intromette la sua ultima parola
          a sproposito.

          Non sa fare neppure ciò
          che attiene al suo mestiere:
          né scavare una fossa,
          né mettere insieme una bara,
          né rassettare il disordine che lascia.

          Occupata ad uccidere,
          lo fa in modo maldestro,
          senza metodo né abilità.
          Come se con ognuno di noi stesse imparando.

          Vada per i trionfi,
          ma quante disfatte,
          colpi a vuoto
          e tentativi ripetuti da capo!

          A volte le manca la forza
          di far cadere una mosca in volo.
          Più di un bruco
          la batte in velocità.

          Tutti quei bulbi, baccelli,
          antenne, pinne, trachee,
          piumaggi nuziali e pelame invernale
          testimoniano i ritardi
          del suo svogliato lavoro.

          La cattiva volontà non basta
          e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
          è, almeno finora, insufficiente.

          I cuori battono nelle uova.
          Crescono gli scheletri dei neonati.
          Dai semi spuntano le prime due foglioline,
          e spesso anche grandi alberi all'orizzonte.

          Chi ne afferma l'onnipotenza
          è lui stesso la prova vivente
          che essa onnipotente non è.

          Non c'è vita
          che almeno per un attimo
          non sia immortale.

          La morte
          è sempre in ritardo di quell'attimo.

          Invano scuote la maniglia
          d'una porta invisibile.
          A nessuno può sottrarre
          il tempo raggiunto.
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            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Ape regina

            Accarezzami musica
            scorri su me come acqua d'argilla,
            scorri sulla mia bianca pietà:
            io sono innamorata di un aedo,
            sono innamorata del cosmo tutto,
            sono piena d'amore
            sono l'ape regina
            col ventre gonfio dei due golfi perfetti,
            dolcissimo chiaro preludio
            a una polluzione d'amore.
            L'uomo scorre sulle mie bianche viscere
            non s'innamora mai
            perché sono accademia di poesia.
            Composta mercoledì 25 marzo 2015
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              Scritta da: Randle
              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Sono molte le civette
              che non sanno altri canti
              oltre le proprie strida.
              Li conosciamo, tu ed io,
              gli impostori che rendono onore
              solo a un più grande impostore,
              e portano al mercato
              la propria testa in un cesto
              per venderla al primo che passa.
              Conosciamo il pigmeo
              che insulta l'uomo del cielo.
              E sappiamo
              cosa dice la mala erba
              della quercia e del cedro.
              So dello spaventapasseri:
              le sue sporche e lacere vesti
              si agitano sul grano
              e al vento sonoro.
              So del ragno senz'ali:
              è per gli esseri alati
              che intreccia la rete.
              Conosco gli abili suonatori
              di corno e di tamburo,
              che nel loro frastuono
              non sentono l'allodola
              né il vento di Levante nella foresta.
              Conosco quelli che remano
              contro ogni corrente
              senza trovare mai la sorgente,
              e percorrono tutti i fiumi
              senza osare mai avventurarsi nel mare.
              Composta venerdì 20 aprile 2012
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