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in Poesie (Poesie d'Autore)
Pensando, intrecciando ombre nella solitudine profonda.
Persino tu sei lontana, oh, più lontana di tutti.
Pensando, liberando uccelli, dileguando immagini,
sotterrando lampade.
Campanili di nebbie, così distante, lassù in alto!
Soffocando lamenti, macinando oscure speranze,
silenzioso mugnaio,
la notte cade bocconi ai tuoi piedi, lontano dalla città.

La tua presenza mi è estranea, curiosa come quella di un oggetto.
Penso, cammino a lungo, la mia vita prima di te.
La mia vita prima di tutti, la mia ruvida vita.
Il grido di fronte al mare, tra le pietre,
che corre libero, folle, nel vapore del mare.
La furia triste, il grido, la solitudine del mare.
Straripante, violento, teso verso il cielo.

Tu, donna, che cos'eri lì, quale piega, quale stecca
di quell'immenso ventaglio? Eri lontana come ora.
Incendio nel bosco! Arde in croci azzurrine.
Arde, arde, infiamma, sfavilla in alberi di luce.
Crolla, crepita. Incendio. Incendio.
E la mia anima balla ferita da trucioli infuocati.
Chi chiama? Quale silenzio popolato di echi?
Ora della nostalgia, ora della gioia, ora della solitudine,
ora mia tra tutte!
Conchiglia in cui il vento passa cantando.
Tanta passione di pianto avvinghiata al mio corpo.

Sussulto di tutte le radici,
assalto di tutte le onde!
Girava, allegra, triste, interminabile, la mia anima.

Pensando, sotterrando lampade nella solitudine profonda.
Chi sei tu, chi sei?
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    Scritta da: Elisa Iacobellis
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Ti amo come se mangiassi il pane

    Ti amo come se mangiassi il pane
    spruzzandolo di sale
    come se alzandomi la notte bruciante di febbre
    bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
    ti amo come guardo il pesante sacco della posta
    non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
    pieno di sospetto agitato
    ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
    ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
    crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
    ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Romanza

      Romanza, che ami annuire e cantare
      col capo assonnato e le ali ripiegate,
      tra verdi fronde, quali agita
      nel suo fondo un ombroso lago,
      fu per me un variopinto pappagallo
      - oh, a me familiare uccello -
      che m'apprese a dir l'alfabeto
      e a balbettare le prime parole,
      quando nel bosco selvaggio io giacevo,
      fanciullo - dall'occhio sagace.

      Ma da un pezzo, del Condor gli eterni anni
      così scuotono il cielo stesso là in alto,
      con tumulto di tuoni mentre passano,
      che non ho io più tempo per oziose cure,
      mentre spio l'inquieto cielo.
      E quando un'ora con più lievi ali
      getta su di me le sue morbide piume,
      dissipar quel breve tempo con lira e rime
      (vietate cose! ) - delittuoso parrebbe al mio cuore:
      a meno che con le corde non vibri anch'esso.
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        Scritta da: goccia di miele
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Sulla morte, senza esagerare

        Non s'intende di scherzi,
        stelle, ponti,
        tessitura, miniere, lavoro dei campi,
        costruzione di navi e cottura di dolci.

        Quando conversiamo del domani
        intromette la sua ultima parola
        a sproposito.

        Non sa fare neppure ciò
        che attiene al suo mestiere:
        né scavare una fossa,
        né mettere insieme una bara,
        né rassettare il disordine che lascia.

        Occupata ad uccidere,
        lo fa in modo maldestro,
        senza metodo né abilità.
        Come se con ognuno di noi stesse imparando.

        Vada per i trionfi,
        ma quante disfatte,
        colpi a vuoto
        e tentativi ripetuti da capo!

        A volte le manca la forza
        di far cadere una mosca in volo.
        Più di un bruco
        la batte in velocità.

        Tutti quei bulbi, baccelli,
        antenne, pinne, trachee,
        piumaggi nuziali e pelame invernale
        testimoniano i ritardi
        del suo svogliato lavoro.

        La cattiva volontà non basta
        e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
        è, almeno finora, insufficiente.

        I cuori battono nelle uova.
        Crescono gli scheletri dei neonati.
        Dai semi spuntano le prime due foglioline,
        e spesso anche grandi alberi all'orizzonte.

        Chi ne afferma l'onnipotenza
        è lui stesso la prova vivente
        che essa onnipotente non è.

        Non c'è vita
        che almeno per un attimo
        non sia immortale.

        La morte
        è sempre in ritardo di quell'attimo.

        Invano scuote la maniglia
        d'una porta invisibile.
        A nessuno può sottrarre
        il tempo raggiunto.
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          Scritta da: Andrea De Candia
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Ape regina

          Accarezzami musica
          scorri su me come acqua d'argilla,
          scorri sulla mia bianca pietà:
          io sono innamorata di un aedo,
          sono innamorata del cosmo tutto,
          sono piena d'amore
          sono l'ape regina
          col ventre gonfio dei due golfi perfetti,
          dolcissimo chiaro preludio
          a una polluzione d'amore.
          L'uomo scorre sulle mie bianche viscere
          non s'innamora mai
          perché sono accademia di poesia.
          Composta mercoledì 25 marzo 2015
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            Scritta da: Randle
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Sono molte le civette
            che non sanno altri canti
            oltre le proprie strida.
            Li conosciamo, tu ed io,
            gli impostori che rendono onore
            solo a un più grande impostore,
            e portano al mercato
            la propria testa in un cesto
            per venderla al primo che passa.
            Conosciamo il pigmeo
            che insulta l'uomo del cielo.
            E sappiamo
            cosa dice la mala erba
            della quercia e del cedro.
            So dello spaventapasseri:
            le sue sporche e lacere vesti
            si agitano sul grano
            e al vento sonoro.
            So del ragno senz'ali:
            è per gli esseri alati
            che intreccia la rete.
            Conosco gli abili suonatori
            di corno e di tamburo,
            che nel loro frastuono
            non sentono l'allodola
            né il vento di Levante nella foresta.
            Conosco quelli che remano
            contro ogni corrente
            senza trovare mai la sorgente,
            e percorrono tutti i fiumi
            senza osare mai avventurarsi nel mare.
            Composta venerdì 20 aprile 2012
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