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Poesie di Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)

Poeta, pittore e filosofo, nato sabato 6 gennaio 1883 a Bsharre (Libano), morto venerdì 10 aprile 1931 a New York (USA - Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Randle
Sono molte le civette
che non sanno altri canti
oltre le proprie strida.
Li conosciamo, tu ed io,
gli impostori che rendono onore
solo a un più grande impostore,
e portano al mercato
la propria testa in un cesto
per venderla al primo che passa.
Conosciamo il pigmeo
che insulta l'uomo del cielo.
E sappiamo
cosa dice la mala erba
della quercia e del cedro.
So dello spaventapasseri:
le sue sporche e lacere vesti
si agitano sul grano
e al vento sonoro.
So del ragno senz'ali:
è per gli esseri alati
che intreccia la rete.
Conosco gli abili suonatori
di corno e di tamburo,
che nel loro frastuono
non sentono l'allodola
né il vento di Levante nella foresta.
Conosco quelli che remano
contro ogni corrente
senza trovare mai la sorgente,
e percorrono tutti i fiumi
senza osare mai avventurarsi nel mare.
Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
Composta venerdì 20 aprile 2012
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    Scritta da: mor-joy

    Ricordo

    Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo
    svanisca con le nuvole,
    ed è la mia perenne consapevolezza del passato
    che causa a volte il mio dolore.
    ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,
    non scambierei i dolori del mio cuore
    con le gioie del mondo intero.
    Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
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      Uno sguardo che rivela
      il tormento interiore
      aggiunge bellezza al volto,
      per quanta tragedia e pena riveli,
      mentre il volto
      che non esprime, nel silenzio,
      misteri nascosti non è bello,
      nonostante la simmetria dei lineamenti.
      Il calice non attrae le labbra
      se non traluce il colore del vino
      attraverso la trasparenza del cristallo.
      Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Friendship

        And a youth said, "Speak to us of Friendship".
        And he answered, saying:
        Your friend is your needs answered.
        He is your field which you sow with love and reap with
        thanksgiving.
        And he is your board and your fireside.
        For you come to him with your hunger, and you seek
        him for peace.
        When your friend speaks his mind you fear not the
        "nay" in your own mind, nor do you withhold the "ay".
        And when he is silent your heart ceases not to listen to
        his heart;
        For without words, in friendship, all thoughts, all
        desires, all expectations are born and shared, with joy
        that is unacclaimed.
        When you part from your friend, you grieve not;
        For that which you love most in him may be clearer in
        his absence, as the mountain to the climber is clearer
        from the plain.
        And let there be no purpose in friendship save the
        deepening of the spirit.
        For love that seeks aught but the disclosure of its own
        mystery is not love but a net cast forth: and only the
        unprofitable is caught.
        And let your best be for your friend.
        If he must know the ebb of your tide, let him know its
        flood also.
        For what is your friend that you should seek him with
        hours to kill?
        Seek him always with hours to live.
        For it is his to fill your need, but not your emptiness.
        And in the sweetness of friendship let there be
        laughter, and sharing of pleasures.
        For in the dew of little things the heart finds its.
        Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
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          Scritta da: Maresa Schembri

          Amore

          Dicono che lo sciacallo e la talpa
          bevano allo stesso ruscello
          dove viene a bere il leone.

          E dicono che l'aquila e l'avvoltoio
          infilino il becco nella stessa carcassa,
          e stanno in pace l'uno con l'altro, davanti alla cosa morta.

          O amore, che con la tua regale mano
          hai imbrigliato i miei desideri,
          e hai elevato la mia fame e la mia sete
          a dignità di orgoglio,
          non permettere che il forte e il durevole in me
          mangino il pane e bevano il vino
          che tentano il mio io più debole.
          Lasciami piuttosto morire di fame,
          e consenti che il mio cuore bruci dalla sete
          e lasciami morire e avvizzirmi,
          prima che io stenda la mano
          verso una coppa che tu non abbia riempito
          o una ciotola che tu non abbia benedetto.
          Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            Laws

            Then a lawyer said, "But what of our Laws, master? "
            And he answered:
            You delight in laying down laws,
            Yet you delight more in breaking them.
            Like children playing by the ocean who build sand-towers
            with constancy and then destroy them with
            laughter.
            But while you build your sand-towers the ocean brings
            more sand to the shore,
            And when you destroy them, the ocean laughs with
            you.
            Verily the ocean laughs always with the innocent.
            But what of those to whom life is not an ocean, and
            man-made laws are not sand-towers,
            But to whom life is a rock, and the law a chisel with
            which they would carve it in their own likeness?
            What of the cripple who hates dancers?
            What of the ox who loves his yoke and deems the elk
            and deer of the forest stray and vagrant things?
            What of the old serpent who cannot shed his skin, and
            calls all others naked and shameless?
            And of him who comes early to the wedding-feast, and
            when over-fed and tired goes his way saying that all
            feasts are violation and all feasters law-breakers?
            What shall I say of these save that they too stand in the
            sunlight, but with their backs to the sun?
            They see only their shadows, and their shadows are
            their laws.
            And what is the sun to them but a caster of shadows?
            And what is it to acknowledge the laws but to stoop
            down and trace their shadows upon the earth?
            But you who walk facing the sun, what images drawn
            on the earth can hold you?
            You who travel with the wind, what weathervane shall
            direct your course?
            What man's law shall bind you if you break your yoke
            but upon no man's prison door?
            What laws shall you fear if you dance but stumble
            against no man's iron chains?
            And who is he that shall bring you to judgment if you
            tear off your garment yet leave it in no man's path?
            People of Orphalese, you can muffle the drum, and you
            can loosen the strings of the lyre, but who shall
            command the skylark not to sing ?
            Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              Non sono né un artista né un poeta.
              Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
              ma non sono in sintonia
              con i miei giorni e le mie notti.
              Sono una nube,
              una nube che si confonde con gli oggetti,
              ma ad essi mai si unisce.
              Sono una nube,
              e nella nube è la mia solitudine,
              la mia fame e la mia sete.
              La calamità è che la nube, la mia realtà,
              anela di udire qualcunaltro che dica:
              <<Non sei solo in questo mondo
              ma siamo due, insieme,
              e io so chi sei tu>>.
              Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
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                Scritta da: asterisco

                Sull'amicizia

                E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
                E lui rispose dicendo:
                Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
                È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
                È la vostra mensa e il vostro focolare.
                Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

                Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
                E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
                Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
                Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
                La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
                E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
                Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

                E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
                Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
                Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
                Cercatelo sempre nelle ore di vita.
                Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
                E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
                Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
                Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
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