Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Il Natale

Qual masso che dal vertice
Di lunga erta montana,
Abbandonato all'impeto
Di rumorosa frana,
Per lo scheggiato calle
Precipitando a valle,
Batte sul fondo e sta;
Là dove cadde, immobile
Giace in sua lenta mole;
Né, per mutar di secoli,
Fia che riveda il sole
Della sua cima antica,
Se una virtude amica
In alto nol trarrà:
Tal si giaceva il misero
Figliol del fallo primo,
Dal dì che un'ineffabile
Ira promessa all'imo
D'ogni malor gravollo,
Donde il superbo collo
Più non potea levar.
Qual mai tra i nati all'odio
Quale era mai persona
Che al Santo inaccessibile
Potesse dir: perdona?
Far novo patto eterno?
Al vincitore inferno
La preda sua strappar?
Ecco ci è nato un Pargolo,
Ci fu largito un Figlio:
Le avverse forze tremano
Al mover del suo ciglio:
All'uom la mano Ei porge,
Che si ravviva, e sorge
Oltre l'antico onor.
Dalle magioni eteree
Sgorga una fonte, e scende
E nel borron dè triboli
Vivida si distende:
Stillano mele i tronchi;
Dove copriano i bronchi,
Ivi germoglia il fior.
O Figlio, o Tu cui genera
L'Eterno, eterno seco;
Qual ti può dir dè secoli:
Tu cominciasti meco?
Tu sei: del vasto empiro
Non ti comprende il giro:
La tua parola il fè.
E Tu degnasti assumere
Questa creata argilla?
Qual merto suo, qual grazia
A tanto onor sortilla?
Se in suo consiglio ascoso
Vince il perdon, pietoso
Immensamente Egli è.
Oggi Egli è nato: ad Efrata,
Vaticinato ostello,
Ascese un'alma Vergine,
La gloria d'Israello,
Grave di tal portato:
Da cui promise è nato,
Donde era atteso uscì.
La mira Madre in poveri.
Panni il Figliol compose,
E nell'umil presepio
Soavemente il pose;
E l'adorò: beata!
Innanzi al Dio prostrata
Che il puro sen le aprì.
L'Angel del cielo, agli uomini
Nunzio di tanta sorte,
Non dè potenti volgesi
Alle vegliate porte;
Ma tra i pastor devoti,
Al duro mondo ignoti,
Subito in luce appar.
E intorno a lui per l'ampia
Notte calati a stuolo,
Mille celesti strinsero
Il fiammeggiante volo;
E accesi in dolce zelo,
Come si canta in cielo,
A Dio gloria cantar.
L'allegro inno seguirono,
Tornando al firmamento:
Tra le varcate nuvole
Allontanossi, e lento
Il suon sacrato ascese,
Fin che più nulla intese
La compagnia fedel.
Senza indugiar, cercarono
L'albergo poveretto
Què fortunati, e videro,
Siccome a lor fu detto,
Videro in panni avvolto,
In un presepe accolto,
Vagire il Re del Ciel.
Dormi, o Fanciul; non piangere;
Dormi, o Fanciul celeste:
Sovra il tuo capo stridere
Non osin le tempeste,
Use sull'empia terra,
Come cavalli in guerra,
Correr davanti a Te.
Dormi, o Celeste: i popoli
Chi nato sia non sanno;
Ma il dì verrà che nobile
Retaggio tuo saranno;
Che in quell'umil riposo,
Che nella polve ascoso,
Conosceranno il Re.
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    Scritta da: Dario Coia
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Generale, il tuo carro armato

    Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

    spiana un bosco e sfracella cento uomini.
    Ma ha un difetto:
    ha bisogno di un carrista.

    Generale, il tuo bombardiere è potente.
    Vola più rapido d'una tempesta e porta più di un elefante.
    Ma ha un difetto:
    ha bisogno di un meccanico.

    Generale, l'uomo fa di tutto.
    Può volare e può uccidere.
    Ma ha un difetto:
    può pensare.
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      Scritta da: Gabriella Stigliano
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      I poeti lavorano di notte

      I poeti lavorano di notte
      quando il tempo non urge su di loro,
      quando tace il rumore della folla
      e termina il linciaggio delle ore.

      I poeti lavorano nel buio
      come falchi notturni od usignoli
      dal dolcissimo canto
      e temono di offendere Iddio.

      Ma i poeti, nel loro silenzio
      fanno ben più rumore
      di una dorata cupola di stelle.
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        Scritta da: Giorgia Stella
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La persona sbagliata

        Pensandoci bene,
        in tutto ciò che vediamo, viviamo intensamente,
        ascoltiamo e pensiamo
        non esiste una persona giusta per noi.
        Esiste una persona che,
        se ti fermi un attimo a pensare,
        è in realtà la persona sbagliata.
        Perché la persona giusta fa tutto giusto,
        arriva puntuale, dice le cose giuste,
        fa le cose giuste,
        ma non è che abbiamo sempre bisogno delle cose giuste.
        La persona sbagliata ti fa perdere la testa,
        fare pazzie, scappare il tempo
        morire d'amore.
        Verrà il giorno in cui la persona sbagliata non ti cercherà
        e sarà proprio in quel momento in cui vi incontrerete
        che il vostro donarsi l'un l'altra sarà più vero.
        La persona sbagliata è, in realtà,
        quello che la gente definisce
        una persona giusta.
        Quella persona ti farà piangere,
        ma un'ora dopo ti asciugherà le lacrime.
        Quella persona ti farà perdere il sonno,
        ma ti darà in cambio una notte d'amore
        indimenticabile.
        Quella persona forse ti ferisce
        e dopo ti riempie di gentilezze chiedendo il tuo perdono.
        Quella persona potrà anche non essere sempre al tuo fianco
        ma ti penserà in continuazione...
        è bene che ci sia una persona sbagliata per ognuno di noi
        perché la vita non è sicura,
        niente qui è sicuro,
        quello che è proprio sicuro è che dobbiamo vivere,
        ogni momento,
        ogni secondo,
        amando, sorridendo, piangendo,
        emozionando, pensando, agendo,
        desiderando, ottenendo.
        È solo così è possibile che si arrivi
        a quel momento della giornata,
        in cui diciamo:
        "Grazie a Dio, è andato tutto come doveva andare"
        Quando in realtà,
        tutto ciò che lui vuole,
        è che noi incontriamo la persona sbagliata,
        in modo che le cose inizino veramente
        a funzionare per il verso giusto
        per noi.
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