Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

L'addio

L'uomo dice alla donna
t'amo
e come:
come se stringessi tra le palme
il mio cuore, simile a scheggia di vetro
che m'insanguina i diti
quando lo spezzo
follemente.

L'uomo dice alla donna
t'amo
e come:
con la profondità dei chilometri
con l'immensità dei chilometri
cento per cento
mille per cento
cento volte l'infinitamente cento.

La donna dice all'uomo
ho guardato

con le mie labbra
con la mia testa col mio cuore
con amore con terrore, curvandomi
sulle tue labbra
sul tuo cuore
sulla tua testa.
E quello che dico adesso
l'ho imparato da te
come un mormorio nelle tenebre
e oggi so
che la terra
come una madre
dal viso di sole
allatta la sua creatura più bella.
Ma che fare?
I miei capelli sono impigliati ai diti di ciò che muore
non posso strapparne la testa
devi partire
guardando gli occhi del nuovo nato
devi abbandonarmi.

La donna ha taciuto
si sono baciati
un libro è caduto sul pavimento
una finestra si è chiusa.

È così che si sono lasciati.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    A una in Paradiso

    Eri per me quel tutto, amore,
    per cui si struggeva la mia anima -
    una verde isola nel mare, amore,
    una fonte limpida, un'ara
    di magici frutti e fiori adornata:
    e tutti erano miei quei fiori.

    Ah, sogno splendido e breve!
    Stellata speranza, appena apparsa
    e subito sopraffatta!
    Una voce del Futuro mi grida
    "Avanti, avanti! " - ma è sul Passato
    (oscuro gugite! ) che la mia anima aleggia
    tacita, immobile, sgomenta!
    Perché mai più, oh, mai più per me
    risplenderà quella luce di Vita!
    Mai più - mai più - mai più -
    (è quel che il mare ripete
    alle sabbie del lido) - mai più
    rifiorirà un albero percosso dal fulmine,
    nè potrà più elevarsi un'aquila ferita.

    Vivo, trasognato, giorni estatici,
    e tutte le mie notturne visioni
    mi riportano ai tuoi grigi occhi di luce,
    a là dove tu stessa ti porti e risplendi,
    oh, in quali eteree danze,
    lungo rivi che scorrono perenni.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Il Natale

      Qual masso che dal vertice
      Di lunga erta montana,
      Abbandonato all'impeto
      Di rumorosa frana,
      Per lo scheggiato calle
      Precipitando a valle,
      Batte sul fondo e sta;
      Là dove cadde, immobile
      Giace in sua lenta mole;
      Né, per mutar di secoli,
      Fia che riveda il sole
      Della sua cima antica,
      Se una virtude amica
      In alto nol trarrà:
      Tal si giaceva il misero
      Figliol del fallo primo,
      Dal dì che un'ineffabile
      Ira promessa all'imo
      D'ogni malor gravollo,
      Donde il superbo collo
      Più non potea levar.
      Qual mai tra i nati all'odio
      Quale era mai persona
      Che al Santo inaccessibile
      Potesse dir: perdona?
      Far novo patto eterno?
      Al vincitore inferno
      La preda sua strappar?
      Ecco ci è nato un Pargolo,
      Ci fu largito un Figlio:
      Le avverse forze tremano
      Al mover del suo ciglio:
      All'uom la mano Ei porge,
      Che si ravviva, e sorge
      Oltre l'antico onor.
      Dalle magioni eteree
      Sgorga una fonte, e scende
      E nel borron dè triboli
      Vivida si distende:
      Stillano mele i tronchi;
      Dove copriano i bronchi,
      Ivi germoglia il fior.
      O Figlio, o Tu cui genera
      L'Eterno, eterno seco;
      Qual ti può dir dè secoli:
      Tu cominciasti meco?
      Tu sei: del vasto empiro
      Non ti comprende il giro:
      La tua parola il fè.
      E Tu degnasti assumere
      Questa creata argilla?
      Qual merto suo, qual grazia
      A tanto onor sortilla?
      Se in suo consiglio ascoso
      Vince il perdon, pietoso
      Immensamente Egli è.
      Oggi Egli è nato: ad Efrata,
      Vaticinato ostello,
      Ascese un'alma Vergine,
      La gloria d'Israello,
      Grave di tal portato:
      Da cui promise è nato,
      Donde era atteso uscì.
      La mira Madre in poveri.
      Panni il Figliol compose,
      E nell'umil presepio
      Soavemente il pose;
      E l'adorò: beata!
      Innanzi al Dio prostrata
      Che il puro sen le aprì.
      L'Angel del cielo, agli uomini
      Nunzio di tanta sorte,
      Non dè potenti volgesi
      Alle vegliate porte;
      Ma tra i pastor devoti,
      Al duro mondo ignoti,
      Subito in luce appar.
      E intorno a lui per l'ampia
      Notte calati a stuolo,
      Mille celesti strinsero
      Il fiammeggiante volo;
      E accesi in dolce zelo,
      Come si canta in cielo,
      A Dio gloria cantar.
      L'allegro inno seguirono,
      Tornando al firmamento:
      Tra le varcate nuvole
      Allontanossi, e lento
      Il suon sacrato ascese,
      Fin che più nulla intese
      La compagnia fedel.
      Senza indugiar, cercarono
      L'albergo poveretto
      Què fortunati, e videro,
      Siccome a lor fu detto,
      Videro in panni avvolto,
      In un presepe accolto,
      Vagire il Re del Ciel.
      Dormi, o Fanciul; non piangere;
      Dormi, o Fanciul celeste:
      Sovra il tuo capo stridere
      Non osin le tempeste,
      Use sull'empia terra,
      Come cavalli in guerra,
      Correr davanti a Te.
      Dormi, o Celeste: i popoli
      Chi nato sia non sanno;
      Ma il dì verrà che nobile
      Retaggio tuo saranno;
      Che in quell'umil riposo,
      Che nella polve ascoso,
      Conosceranno il Re.
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        Scritta da: Gabriella Stigliano
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        I poeti lavorano di notte

        I poeti lavorano di notte
        quando il tempo non urge su di loro,
        quando tace il rumore della folla
        e termina il linciaggio delle ore.

        I poeti lavorano nel buio
        come falchi notturni od usignoli
        dal dolcissimo canto
        e temono di offendere Iddio.

        Ma i poeti, nel loro silenzio
        fanno ben più rumore
        di una dorata cupola di stelle.
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          Scritta da: Giorgia Stella
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          La persona sbagliata

          Pensandoci bene,
          in tutto ciò che vediamo, viviamo intensamente,
          ascoltiamo e pensiamo
          non esiste una persona giusta per noi.
          Esiste una persona che,
          se ti fermi un attimo a pensare,
          è in realtà la persona sbagliata.
          Perché la persona giusta fa tutto giusto,
          arriva puntuale, dice le cose giuste,
          fa le cose giuste,
          ma non è che abbiamo sempre bisogno delle cose giuste.
          La persona sbagliata ti fa perdere la testa,
          fare pazzie, scappare il tempo
          morire d'amore.
          Verrà il giorno in cui la persona sbagliata non ti cercherà
          e sarà proprio in quel momento in cui vi incontrerete
          che il vostro donarsi l'un l'altra sarà più vero.
          La persona sbagliata è, in realtà,
          quello che la gente definisce
          una persona giusta.
          Quella persona ti farà piangere,
          ma un'ora dopo ti asciugherà le lacrime.
          Quella persona ti farà perdere il sonno,
          ma ti darà in cambio una notte d'amore
          indimenticabile.
          Quella persona forse ti ferisce
          e dopo ti riempie di gentilezze chiedendo il tuo perdono.
          Quella persona potrà anche non essere sempre al tuo fianco
          ma ti penserà in continuazione...
          è bene che ci sia una persona sbagliata per ognuno di noi
          perché la vita non è sicura,
          niente qui è sicuro,
          quello che è proprio sicuro è che dobbiamo vivere,
          ogni momento,
          ogni secondo,
          amando, sorridendo, piangendo,
          emozionando, pensando, agendo,
          desiderando, ottenendo.
          È solo così è possibile che si arrivi
          a quel momento della giornata,
          in cui diciamo:
          "Grazie a Dio, è andato tutto come doveva andare"
          Quando in realtà,
          tutto ciò che lui vuole,
          è che noi incontriamo la persona sbagliata,
          in modo che le cose inizino veramente
          a funzionare per il verso giusto
          per noi.
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