Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Ti amo come se mangiassi il pane

Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.
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    Scritta da: Antonella Marotta
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    A volte sulla sponda della via
    preso da infinito scoramente
    mi seggo; e dove vado mi domando,
    perché cammino. E penso la mia morte
    e mi vedo già steso nella bara
    troppo stretta fatoccio inanimato...

    Quant'albe nasceranno ancora al mondo
    dopo di noi!
    Di ciò che abbiam sofferto
    di tutto ciò che in vita ebbimo a cuore
    non rimarrà il più piccolo ricordo

    Le generazioni passan come
    onde di fiume...

    Una mortale pesantezza il cuore
    m'opprime.
    Inerte vorrei esser fatto
    come qualche antichissima rovina
    e guardare succedersi le ore,
    e gli uomini mutare i passi, i cieli
    all'alba colorirsi, scolorirsi
    a sera...
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      Scritta da: Eclissi
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Canzone d'autunno

      Oggi sento nel cuore
      un vago tremore di stelle,
      ma il mio sentiero si perde
      nell'anima della nebbia.
      La luce mi spezza le ali
      e il dolore della mia tristezza
      bagna i ricordi
      alla fonte dell'idea.
      Tutte le rose sono bianche,
      bianche come la mia pena,
      e non sono le rose bianche,
      perché ci ha nevicato sopra.
      Prima ci fu l'arcobaleno.
      Nevica anche sulla mia anima.
      La neve dell'anima ha
      fiocchi di baci e di scene
      che sono affondate nell'ombra
      o nella luce di chi le pensa.
      La neve cade dalle rose,
      ma quella dell'anima resta
      e l'artiglio degli anni
      ne fa un sudario.
      Si scioglierà la neve
      quando moriremo?
      O ci sarà altra neve
      e altre rose più perfette?
      Scenderà la pace su di noi
      come c'insegna Cristo?
      O non sarà mai possibile
      la soluzione del problema?
      E se l'amore c'inganna?
      Chi animerà la nostra vita
      se il crepuscolo ci sprofonda
      nella vera scienza
      del Bene che forse non esiste
      e del Male che batte vicino?
      Se la speranza si spegne
      e ricomincia Babele
      che torcia illuminerà
      le strade della Terra?
      Se l'azzurro è un sogno,
      che ne sarà dell'innocenza?
      Che ne sarà del cuore
      se l'Amore non ha frecce?
      Se la morte è la morte,
      che ne sarà dei poeti
      e delle cose addormentate
      che più nessuno ricorda?
      O sole della speranza!
      Acqua chiara! Luna nuova!
      Cuori dei bambini!
      Anime rudi delle pietre!
      Oggi sento nel cuore
      un vago tremore di stelle
      e tutte le rose sono
      bianche come la mia pena.
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        Scritta da: Rea
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Il tuo sorriso

        Toglimi il pane, se vuoi,
        toglimi l'aria, ma
        non togliermi il tuo sorriso.

        Non togliermi la rosa,
        la lancia che sgrani,
        l'acqua che d'improvviso
        scoppia nella tua gioia,
        la repentina onda
        d'argento che ti nasce.

        Dura è la mia lotta e torno
        con gli occhi stanchi,
        a volte, d'aver visto
        la terra che non cambia,
        ma entrando il tuo sorriso
        sale al cielo cercandomi
        ed apre per me tutte
        le porte della vita.

        Amore mio, nell'ora
        più oscura sgrana
        il tuo sorriso, e se d'improvviso
        vedi che il mio sangue macchina
        le pietre della strada,
        ridi, perché il tuo riso
        sarà per le mie mani
        come una spada fresca.

        Vicino al mare, d'autunno,
        il tuo riso deve innalzare
        la sua cascata di spuma,
        e in primavera, amore,
        voglio il tuo riso come
        il fiore che attendevo,
        il fiore azzurro, la rosa
        della mia patria sonora.

        Riditela della notte,
        del giorno, delle strade
        contorte dell'isola,
        riditela di questo rozzo
        ragazzo che ti ama,
        ma quando apro gli occhi
        e quando li richiudo,
        quando i miei passi vanno,
        quando tornano i miei passi,
        negami il pane, l'aria,
        la luce, la primavera,
        ma il tuo sorriso mai,
        perché io ne morrei.
        Composta lunedì 6 settembre 2010
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          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Ho dimenticato di dimenticarti.
          Non te la prendere.
          Problema mio.
          Che sotto la doccia un po' ti penso.
          E spesso rido.
          E spesso piango.
          Ma non si vede.
          Acqua nell'acqua.
          E non si sente.
          Vuoto nel vuoto.
          I miei pensieri pesano poco.
          Prendono il volo.
          Il tuo, però, è ancora qua.
          Nella mia testa
          tra le mie gambe
          sopra la schiena.
          Dentro le ossa.
          Non se ne va.
          E chiudo spesso gli occhi senza pensare a niente.
          E metto spesso le cuffie senza ascoltare niente.
          E stringo spesso le mani senza afferrare niente.
          Ti chiuderei a giro sulla mia pelle in questo istante
          per fartela sentire quanto è forte
          questa voglia di rinascere
          che senza te, però, non ce la fa a partire.
          Ci vorrà un bel po' per riprendere a mangiare.
          Riesce a farmi schifo
          persino la lasagna di mia madre
          quando non ci sei.
          Converrai da te
          che la situazione è alquanto grave.
          Io ti ho avvisata
          ora vedi che puoi fare.
          Ho fatto crescere i capelli
          così posso disfarli come un letto.
          A te ne non sono mai piaciuti,
          dici che un uomo deve
          tenerli sempre corti.
          Questione di gusti.
          Talvolta l'intelligenza
          è tutta nel baciare
          i punti giusti.
          Ho dimenticato di dimenticarti.
          Non te la prendere.
          Problema mio.
          Questa mattina ho fatto un sogno.
          Era d'estate. Faceva caldo. Nevicava.
          Dicevi: sei il mio miracolo più bello.
          Io prima ti ho baciata.
          Poi ti ho risposto: non credo nei miracoli.
          E forse il mio problema è proprio quello.
          Non credo nei miracoli.
          E forse il mio problema è solo quello.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Una sera che ero uscito a spasso

            Una sera che ero uscito a spasso,
            a spasso in Bristol Street,
            sul lastrico le folle erano campi
            di grano pronto per la mietitura.

            E lungo il fiume in piena
            udii un innamorato che cantava
            sotto un'arcata della ferrovia:
            "l'amore non ha fine".

            "Io ti amerò, mio caro, ti amerò
            finché la Cina e l'Africa s'incontrino
            e il fiume schizzi sopra la montagna
            e per la strada cantino i salmoni".

            "Io ti amerò finché l'oceano sia
            ripiegato e steso ad asciugare
            e vadano la sette stelle urlando
            come oche in giro per il cielo".

            "Come conigli correvano gli anni
            perché io tengo stretto fra le braccia
            il Fiore delle Età
            e il primo amore al mondo".

            Ma tutti gli orologi di città
            si misero a vibrare e rintoccare:
            "Oh, non lasciarti illudere dal Tempo,
            non puoi vincere il Tempo".

            "Nelle tane dell'Incubo,
            dove Giustizia è nuda,
            dall'ombra il Tempo vigila
            e tossisce se ha voglia di baciare".

            "Tra emicranie e in ansia
            vagamente la vita cola via
            e il Tempo avrà vinto la partita
            domani o ancora oggi".

            "In molte verdi valli
            si accumula la neve spaventosa;
            il Tempo spezza le danze intrecciate
            e dell'alteta lo stupendo tuffo".

            "Oh, immergi nell'acqua le tue mani,
            giù fino al polso immergile
            e guarda, guarda bene nel catino
            e chiediti che cosa hai perduto".

            "Nella credenza scricchiola il ghiacciaio,
            il deserto sospira dentro il letto
            e nella tazza la crepa dischiude
            un sentiero alla terra dei defunti".

            "Dove i barboni vincono bei soldi
            e il Gigante fa le moine a Jack
            e l'Angioletto è un nuovo Sacripante
            e Jill finisce giù lunga distesa".

            "Oh, guarda, guarda bene nello specchio,
            guarda nella tua ambascia;
            la vita è ancora una benedizione
            anche se benedire tu non puoi".

            "Oh, rimani, rimani alla finestra
            mentre bruciano e sgorgano le lacrime;
            tu amerai il prossimo tuo storto
            con il tuo storto cuore".

            Era tardi, già tardi quella sera,
            loro, gli amanti, se ne erano andati;
            tutti i rintocchi erano cessati
            e il gran fiume correva come sempre.
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              Scritta da: L. Ti
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              A uno sconosciuto

              Sconosciuto che passi! Tu non sai con che desiderio ti
              guardo,
              Devi essere colui che cercavo, o colei che cercavo (mi
              arriva come un sogno),
              Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita
              di gioia,
              Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo, mentre
              passiamo veloci uno vicino all'altro,
              Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo
              o giovanetta,
              Ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo non è più
              solo tuo né ha lasciato il mio corpo solo mio,
              Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua
              carne, passando, in cambio prendi la mia barba, il
              mio petto, le mie mani,
              Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in
              disparte o mi sveglio di notte, tutto solo,
              Devo aspettare, perché t'incontrerò di nuovo, non ho
              dubbi,
              Devo vedere come non perderti più.
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