Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Cupido, loser, eigenwilliger Knabe!

Cupido, loser, eigenwilliger Knabe!
Du batst mich um Quartier auf einige Stunden.
Wie viele Tag'und Nächte bist du geblieben!
Und bist nun herrisch und Meister im Hause geworden!
Von meinem breiten Lager bin ich vertrieben;
Nun sitz ich an der Erde, Nächte gequälet;
Dein Mutwill schüret Flamm auf Flamme des Herdes,
Verbrennet den Vorrat des Winters
und senget mich Armen.
Du hast mir mein Geräte verstellt und verschoben;
Ich such und bin wie blind und irre geworden.
Du lärmst so ungeschickt; ich fürchte das Seelchen
Entflieht, um dir zu entfliehn, und räumet die Hütte.
Cupido, monello testardo!
Cupido, monello testardo!
M'hai chiesto un riparo per poche ore,
e quanti giorni e notti sei rimasto!
Adesso il padrone in casa mia sei tu!
Sono scacciato dal mio ampio letto;
sto per terra, e di notte mi tormento;
il tuo capriccio attizza fiamma su fiamma nel fuoco,
brucia le scorte d'inverno
e arde me misero.
Hai spostato e scompigliato gli oggetti miei,
io cerco, e sono come cieco e smarrito.
Strepiti senza ritegno, e io temo che l'animula
fugga via per sfuggire te, e abbandoni questa capanna.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Ad un'ignota

    Tutto ignoro di te: nome, cognome,
    l'occhio, il sorriso, la parola, il gesto;
    e sapere non voglio, e non ho chiesto
    il colore nemmen delle tue chiome.

    Ma so che vivi nel silenzio; come
    care ti sono le mie rime: questo
    ti fa sorella nel mio sogno mesto,
    o amica senza volto e senza nome.

    Fuori del sogno fatto di rimpianto
    forse non mai, non mai c'incontreremo,
    forse non ti vedrò, non mi vedrai.

    Ma più di quella che ci siede accanto
    cara è l'amica che non mai vedremo;
    supremo è il bene che non giunge mai!
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Viaggio a Montevideo

      Io vidi dal ponte della nave
      I colli di Spagna
      Svanire, nel verde
      Dentro il crepuscolo d'oro la bruna terra celando
      Come una melodia:
      D'ignota scena fanciulla sola
      Come una melodia
      Blu, su la riva dei colli ancora tremare una viola...
      Illanguidiva la sera celeste sul mare:
      Pure i dorati silenzii ad ora ad ora dell'ale
      Varcaron lentamente in un azzurreggiare:...
      Lontani tinti dei varii colori
      Dai più lontani silenzii
      Ne la ceste sera varcaron gli uccelli d'oro: la nave
      Già cieca varcando battendo la tenebra
      Coi nostri naufraghi cuori
      Battendo la tenebra l'ale celeste sul mare.
      Ma un giorno
      Salirono sopra la nave le gravi matrone di Spagna
      Da gli occhi torbidi e angelici
      Dai seni gravidi di vertigine. Quando
      In una baia profonda di un'isola equatoriale
      In una baia tranquilla e profonda assai più del cielo notturno
      Noi vedemmo sorgere nella luce incantata
      Una bianca città addormentata
      Ai piedi dei picchi altissimi dei vulcani spenti
      Nel soffio torbido dell'equatore: finché
      Dopo molte grida e molte ombre di un paese ignoto,
      Dopo molto cigolìo di catene e molto acceso fervore
      Noi lasciammo la città equatoriale
      Verso l'inquieto mare notturno.
      Andavamo andavamo, per giorni e per giorni: le navi
      gravi di vele molli di caldi soffi incontro passavano lente:
      Sì presso di sul cassero a noi ne appariva bronzina
      Una fanciulla della razza nuova,
      Occhi lucenti e le vesti al vento! Ed ecco: selvaggia a la fine di un giorno che apparve
      La riva selvaggia là giù sopra la sconfinata marina:
      E vidi come cavalle
      Vertiginose che si scioglievano le dune
      Verso la prateria senza fine
      Deserta senza le case umane
      E noi volgemmo fuggendo le dune che apparve
      Su un mare giallo de la portentosa dovizia del fiume,
      Del continente nuovo la capitale marina.
      Limpido fresco ed elettrico era il lume
      Della sera e là le alte case parevan deserte
      Laggiù sul mar del pirata
      De la città abbandonata
      Tra il mare giallo e le dune...
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Roberta68
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Quercia sfrondata

        Ti abbiamo tagliato,
        albero!
        Come sei spoglio e bizzarro.
        Cento volte hai patito,
        finché tutto in te fu solo tenacia
        e volontà!
        Io sono come te. Non ho
        rotto con la vita
        incisa, tormentata
        e ogni giorno mi sollevo dalle
        sofferenze e alzo la fronte alla luce.
        Ciò che in me era tenero e delicato,
        il mondo lo ha deriso a morte,
        ma indistruttibile è il mio essere,
        sono pago, conciliato.
        Paziente genero nuove foglie
        Da rami cento volte sfrondati
        e a dispetto di ogni pena
        rimango innamorato
        del mondo folle.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Maresa Schembri
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Amore

          Dicono che lo sciacallo e la talpa
          bevano allo stesso ruscello
          dove viene a bere il leone.

          E dicono che l'aquila e l'avvoltoio
          infilino il becco nella stessa carcassa,
          e stanno in pace l'uno con l'altro, davanti alla cosa morta.

          O amore, che con la tua regale mano
          hai imbrigliato i miei desideri,
          e hai elevato la mia fame e la mia sete
          a dignità di orgoglio,
          non permettere che il forte e il durevole in me
          mangino il pane e bevano il vino
          che tentano il mio io più debole.
          Lasciami piuttosto morire di fame,
          e consenti che il mio cuore bruci dalla sete
          e lasciami morire e avvizzirmi,
          prima che io stenda la mano
          verso una coppa che tu non abbia riempito
          o una ciotola che tu non abbia benedetto.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Sonia Dem.
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            La chiesa del silenzio

            La più bella Ave Maria, l'ho cantata in una chiesa vuota...
            su un altare profumato di mimosa...
            mentre evocavo pensieri
            e cingeva desideri.

            E ho cantato di me nel silenzio...
            forgiando autunni in un cielo immenso...

            e pregavo di appassire...
            come foglia che cade dal ramo...
            per non sentire t'amo, dalla bocca di nessuno...
            "Nessuno che non fosse lui che Amo".

            La più bella poesia...
            l'ho scritta in mezzo a un rovo
            tra le sbarre di un dolore lacerante più del fuoco,
            consumato a poco a poco...
            dentro i margini di un giuoco.

            E tremavo di malinconia...
            usignoli e falchi portavano via la storia mia...
            "Occorreva un grande amore per amarci"
            l'abbiam Fatto...
            ora cosa resta alle mie ore...
            in questo lento naufragare del mio cuore!
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Valeria S
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Chino sulle sere

              Chino sulle sere tiro le mie tristi reti
              ai tuoi occhi oceanici.

              Lì si distende e arde nel più alto fuoco
              la mia solitudine che fa girare le braccia come un naufrago.

              Faccio rossi segnali ai tuoi occhi assenti
              che ondeggiano come il mare sulla riva di una faro.

              Conservi solo tenebre, donna distante e mia,
              dal tuo sguardo emerge a volte la costa del terrore.

              Chino sulle sere getto le mie tristi reti
              in quel mare che scuote i tuoi occhi oceanici.

              Gli uccelli notturni beccano le prime stelle
              che scintillano come la mia anima quando ti amo.

              Galoppa la notte sulla sua cavalla cupa
              spargendo spighe azzurre sul prato.
              Vota la poesia: Commenta