Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Marilù Rossi
in Poesie (Poesie d'Autore)

Pena d'amore

Il clamore d'un passero sulle grondaie,
La luna brillante e tutto il latteo cielo,
E tutta quella famosa armonia di foglie,
Avean cancellato l'immagine dell'uomo ed il suo grido.

Una fanciulla sorse che aveva labbra rosse e dolenti
E sembrava la grandezza del mondo in lacrime,
Condannata come Odisseo e le navi travagliate
E orgogliosa come Priamo assassinato con i suoi pari.

Sorse, e sull'istante le grondaie piene di clamore,
Una luna che si arrampicava su un vuoto cielo,
E tutto quel lamento delle foglie,
Potevano soltanto comporre l'immagine dell'uomo e il suo grido.
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    Scritta da: Elisa Iacobellis
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Sono una stella del firmamento
    che osserva il mondo, disprezza il mondo
    e si consuma nel proprio ardore.

    Io sono il mare di notte in tempesta
    il mare urlante che accumula nuovi
    peccati e agli antichi rende mercede.

    Sono dal vostro mondo
    esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato,
    io sono il re senza corona.

    Son la passione senza parole
    senza pietre del focolare, senz'arma nella guerra,
    è la mia stessa forza che mi ammala.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Notturno in tram a Berlino

      La vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia tutti
      e quattro camminiamo fianco a fianco senza parlarci

      ciascuno cammina solo ma siamo l'uno a fianco dell'altro

      che cosa non avremmo dato gli uni e gli altri per non sentire
      il rumore dei passi gli uni degli altri

      dentro di noi abbiamo pietà imprechiamo gli uni contro
      gli altri ma ci amiamo perché non crediamo gli uni negli altri

      che cosa non avremmo dato per arrivare a un incrocio e infilare presto
      quattro strade diverse ma non so se uno di noi morisse se quelli che restano sarebbero contenti

      la vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia tutti e
      quattro camminiamo fianco a fianco

      la notte prendiamo il tram i tram che non sappiamo dove vadano

      la notte i tram puliti larghi a tre vagoni ci portano in
      qualche luogo con stridori sferragliamenti

      a un tratto si levano davanti a noi dei muri bruciati e sotto
      il riverbero dei lampioni marciano diritti e testardi verso di noi

      delle finestre appaiono davanti a noi e vengono in folla verso
      di noi schiaciandosi l'una con l'altra

      finestre che non hanno nè vetri nè infissi che non sono finestre
      delle stanze degli uomini ma finestre del vuoto

      passiamo davanti alle porte senza battenti le porte che aprono su nulla

      sui marciapiedi degli uomini con tre punti sopra il bracciale aspettano il tram

      sono appoggiati sui loro bastoni dalle punte di gomma

      non so se tutti i muti sono anche dei sordi ma certo la maggior parte dei ciechi sono dei ciechi con gli occhi aperti e le luci dei tram cadono nei loro occhi aperti ma loro non si rendono conto che la luce cade nei loro occhi

      vecchie bigliettaie stanche fanno salire i ciechi sui tram

      donne che mi avete guidato teneramente tenendomi per mano

      a quasi tutte voi non ho dato che qualche poesia e forse un po' di tristezza

      sono grato a voi tutte

      traversiamo le tenebre degli spiazzi vuoti dove crescono i ciuffi d'erbacce

      i tram traversano le piazze i cui palazzi barocchi sono distrutti

      e le pietre bruciate spezzate si somigliano talmente che la testa
      ci gira e giriamo in tondo

      questa città è tutta bucata perché ha mandato i suoi soldati a distruggere altre città

      ho visto città rase al suolo avevano mandato i loro soldati a distruggere altre città e i soldati delle altre città le avevano rase al suolo

      ho visto città che preparavano i loro soldati per mandarli
      a distruggere altre città ed essere distrutte esse stesse

      dei violinisti salgono in tram con le scatole dei violini sotto
      il braccio e i loro lunghi capelli tristi non riescono a
      nascondere la loro calvizie

      questo agosto è forse l'ultimo agosto del mondo ha chiesto uno dei violinisti alla bigliettaia in una lingua che non conosco
      sulle piattaforme dei tram ci sono dei giovani in collera

      credo ch'essi stessi non sappiano perché e contro chi sono in collera

      che ora sarà adesso all'Avana amore mio sarà notte o giorno

      le ragazze scendono dai tram

      le loro gambe sono abbastanza ben fatte

      senza fare un gesto seduto dove sono le seguo e sotto il ponte
      di pietra sento vicinissimo al mio viso il calore delle loro bocche e volto la testa a una giovane donna che mi tocca la spalla senza ch'io sappia dov'è

      i suoi capelli son paglia d'oro le sue ciglia azzurre

      il suo collo bianco è lungo e rotondo

      alle fermate vecchie donne terribili con cappelli di
      paglia nera traversano le rotaie tenendosi per mano

      l'uomo seduto alla mia destra s'è inabissato dentro se stesso
      s'è perduto dentro se stesso

      è così lo so è così che la vecchiaia comincia

      tuttavia non è in mio potere non cadere nelle onde tristi

      così comincia la vecchiaia

      l'uomo seduto alla mia destra è caduto ancora nelle onde tristi

      alla porta del deposito siamo scesi dall'ultimo tram

      rientriamo a piedi

      tutti e quattro

      la vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia

      quando arriviamo all'albergo il sole comincia a spuntare

      nella nostra stanza apriamo la radio

      parla dei vascelli cosmici.
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        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Sogno

        Il mio cuore riposa presso la fonte fredda.

        (Riempilo dei tuoi fili,
        regno dell'oblio. )

        L'acqua di quella fonte gli diceva i suoi canti.

        (Riempila dei tuoi fili,
        ragno dell'oblio. )

        Il mio cuore svegliato diceva i suoi amori.

        (Ragno del silenzio,
        tessigli il tuo mistero. )

        E l'acqua della fonte lo ascoltava ombrosa.

        (Ragno del silenzio,
        tessigli il tuo mistero. )

        Il cuore si rovescia su quella fonte fredda.

        (Mani bianchi, lontane,
        trattenete l'acqua! )

        Lo porta via l'acqua cantando d'allegria.

        (Mani bianche, lontane,
        niente resta nell'acqua! )
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          Scritta da: Impenitente
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Due corpi

          Due corpi, uno di fronte all'altro,
          sono a volte due onde
          e la notte è oceano.

          Due corpi, uno di fronte all'altro,
          sono a volte due pietre
          e la notte deserto.

          Due corpi, uno di fronte all'altro,
          sono a volte radici
          nella notte intrecciate.

          Due corpi, uno di fronte all'altro,
          sono a volte coltelli
          e la notte lampo.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Forse sono ferito senza sanguinare

            Forse sono ferito senza sanguinare
            da un raggio della tua vita
            e a mezza selva mi trattiene l'acqua:
            la pioggia che cade col suo cielo.

            Allora tocco il cuore madido:
            lì so che i tuoi occhi penetrarono
            la regione estesa del dolore
            e un sussurro d'ombra sorge solo:

            Chi è? Chi è? Ma non ebbe nome
            la foglia o l'acqua oscura che palpita
            a mezza selva, sorda, sul cammino,

            e così, amor mio, seppi che fui ferito
            e lì nessuno parlava, solo l'ombra,
            la notte errante, il bacio della pioggia.
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              Scritta da: Gabriella Stigliano
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Non disprezzare il poco

              Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza
              L'umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
              Perché quando saranno passati amori e battaglie
              Nell'ultimo camminare, nella spoglia stanza

              Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
              Ma braci, un sorso d'acqua, una parola sussurrata, una nota
              Il poco, il meno il non abbastanza.
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