Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Marilù Rossi
in Poesie (Poesie d'Autore)
Perché tu debba cercarlo
Per ammazzare il tempo?
Cercalo sempre per vivere il tempo.
Deve colmare infatti le tue necessità,
non il tuo vuoto.
E nella dolcezza dell'amicizia
Ci siano risate,
E condivisione di momenti gioiosi.
Poiché nella rugiada
delle piccole cose
Il cuore trova il suo mattino
E si rinfresca.
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    Scritta da: Marilù Rossi
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Un campo d'erba

    Quadro e libro rimangono,
    Un campo d'erba verde
    Per prendere un po' d'aria,
    Ora che le forze del corpo se ne vanno;
    Mezzanotte, una vecchia casa
    In cui solo un topo si muove.

    La mia tentazione è la quiete.
    Qui al termine della vita
    Né la sbrigliata immaginazione,
    Né la macina della mente
    Che ne consuma cenci e ossa,
    Riescono a render nota la verità.

    Mi sia concessa la frenesia di un vecchio,
    Devo rifare me stesso
    Fino ad essere Timone o Lear
    O quel William Blake
    Che bussò sul muro
    Tanto che la Verità rispose al suo richiamo;

    Una mente quale la conobbe Michelangelo
    Tale da penetrare le nuvole,
    O ispirata dalla frenesia
    Da scuotere i morti nei sudari;
    Del resto dimenticata dal genere umano:
    La mente d'aquila di un vecchio.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Il Nunzio

      Un murmure, un rombo...
      Son solo: ho la testa
      confusa di tetri
      pensieri. Mi desta
      quel murmure ai vetri.
      Che brontoli, o bombo?
      Che nuove mi porti?
      E cadono l'ore
      giù giù, con un lento
      gocciare. Nel cuore
      lontane risento
      parole di morti...
      Che brontoli, o bombo?
      Che avviene nel mondo?
      Silenzio infinito.
      Ma insiste profondo,
      solingo smarrito,
      quel lugubre rombo.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Felicità raggiunta

        Felicità raggiunta, si cammina
        per te sul fil di lama.
        Agli occhi sei barlume che vacilla
        al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
        e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

        Se giungi sulle anime invase
        di tristezza e le schiari, il tuo mattino
        è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
        Ma nulla paga il pianto di un bambino
        a cui fugge il pallone tra le case.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          A quanto pare mia madre non dovrebbe avermi abortito

          Vinco le parole al fiato
          lacero le fibre necessarie
          sanguino il sanguinabile
          giro il cannocchiale verso di me
          non compro nessuna macchina usata da quel tizio
          la macchina usata ce l'ho già
          infilo il mare
          ne vengo sputato
          cedo la ragione al vento
          dò forma alla strada con l'ombra del machete
          dò forma alla mia ombra col gesso
          conosco il muschio senza fargli conoscere me
          conosco il bordo del mondo per sentito dire
          non mi lascio minacciare nel futuro
          inalo il monte rosa
          scalcio
          giro le trottole
          conservo la soglia del dolore
          mi presento gli occhi che per poco non ho usato
          mi concedo, mi assumo, mi spingo, mi apposto, mi bracco
          mi invito alla festa
          dirigo l'attenzione con bacchette in ciliegio
          riconosco il piacere
          rilascio le spalle
          non trattengo urla
          non trattengo nascite
          non dubito delle stelle
          non dubito del fatto che mia madre non mi abbia abortito

          non ho intenzione di sentirmi abusivo.
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