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Poesie di Oscar Wilde

Poeta, aforista, scrittore, drammaturgo, giornalista, nato lunedì 16 ottobre 1854 a Dublino (Irlanda), morto venerdì 30 novembre 1900 a Parigi (Francia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Marzia Ornofoli

Eppure primavera è nell'aria

Pieno inverno: il contadino vigoroso
Trasporta le fascine della legnaia gelida
e batte i piedi contro il focolare.
Sul fuoco che langue getta i ceppi freschi
e ride perché la vampata spaventa
i suoi bambini. Eppure, primavera è nell'aria.
Cinta di erba gioia, verde sorridente.
E avanti indietro per il campo va il seminatore
e dietro a lui ridendo un ragazzino spaventa i corvi
Rapaci, coi suoi strilli. Allora il castagno si veste
Splendidamente, e sull'erba si iega il fiore cremoso
In eccesso odoroso.
Oscar Wilde
Composta lunedì 17 agosto 2009
dal libro "Poesie" di Oscar Wilde
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    Scritta da: Marzia Ornofoli

    È pieno inverno

    È pieno inverno, sono nudi gli alberi
    Tranne là dove si rifugia il gregge
    Stringendosi sotto il pino.
    Belano le pecore nella neve fangosa
    Addossate al recinto. La stalla è chiusa
    Ma strisciando i cani tremanti escono fuori,
    Scendono al ruscello gelato. Per ritornare
    Sconsolati indietro. Avvolti in un sospiro
    Sembrano i rumori dei carri, le grida dei pastori.
    Le cornacchie stridono in cerchi indifferenti
    Intorno al pagliaio gelato. O si acquattano
    Sui rami sgocciolanti. Si rompe il ghiaccio
    Tra le canne dello stagno dove sbatte le ali il tarabuso
    e allungando il collo schiamazza alla luna.
    Saltella sui prati una povera lepre,
    Piccola macchia scura impaurita
    e un gabbiano sperso, come una folata improvvisa
    Di neve, si mette a gridare contro il cielo.
    Oscar Wilde
    Composta martedì 11 agosto 2009
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      Scritta da: Marzia Ornofoli

      Se non avessimo amato

      Se noi non avvessimo amato,
      Chi sa se quel narciso avrebbe attratto l'ape
      Nel suo grembo dorato,
      Se quella pianta di rose avrebbe ornato
      Di lampade rosse i suoi rami!
      Io credo non spunterebbe un foglia
      In primavera, non fosse per le labbra degli amanti
      Che baciano. Non fosse per labbra dei poeti
      Che cantano.
      Oscar Wilde
      Composta martedì 11 agosto 2009
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        Scritta da: Marzia Ornofoli

        Noi opprimiamo la nostra natura

        Ma noi opprimiamo la nostra natura, affamati,
        Nutrendoci di pentimenti vuoti
        -Dio o destino nostri nemici.
        Siamo nati troppo tardi, non possiamo
        Trovare sollievo in un seme secco di papavero,
        Noi, che in un solo battito di tempo
        Costringiamo la gioia dell'amore infinito
        e il dolce dolore feroce dell'infinito peccato.
        Siamo stanchi di questo senso di colpa,
        Stanchi della disperazione cruda del piacere,
        Stanchi dei templi che abbiamo costruito
        e delle preghiere giuste inascoltate.
        L'uomo è debole, Dio dorme.
        Il cielo è in alto. Una scintilla.
        Grande Amore. Morte.
        Oscar Wilde
        Composta lunedì 10 agosto 2009
        dal libro "Pantea" di Oscar Wilde
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          Scritta da: Marzia Ornofoli

          Santa Dacca

          Sono morti gli dèi, non più serti d'ulivo
          a Pallade dagli occhi grigi, o spighe offerte
          Alla figlia di Demetra. Non più canti
          Lieti di pastori al sole.
          Pan è morto, e con lui ogni piacere segreto
          In vallette nascoste tra anfratti:
          Più non cerca sorgenti il fanciullo.
          È morto Pan, regna i figli di Maria.
          Eppure... forse, in quest'isola rapita dal mare,
          Tra gli asfodeli, qualche Dio si nasconde,
          e morde amaro il frutto del ricordo.
          Se così fosse, amore, meglio fuggire
          Alla sua invidia, all'ire. Ma, forse... vedi
          Le foglie mosse? Stiamo un po' qui a guardare.
          Oscar Wilde
          Composta lunedì 10 agosto 2009
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            Scritta da: Marzia Ornofoli

            Les silhouettes

            Il mare è sriato di sbarre grig,
            Stonato e cupo è il vento.
            Come una foglia appassita, la luna
            Passa sulla baia di tempesta.
            Tagliandosi sulla sabbia pallida
            Resta una barca nera: un ragazzino
            Ridendo vi si arrampica,
            Le mani bagnate luccicanti.
            E là dove stridendo gli uccelli,
            Sull'erba scura passano
            i giovani abbronzati mietitori,
            Come silhouettes contro il cielo.
            Oscar Wilde
            Composta venerdì 7 agosto 2009
            dal libro "Poesie" di Oscar Wilde
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              Scritta da: Marzia Ornofoli

              Una bianca fanciulla

              Una banca fanciulla assetata d'amore
              Accanto a lui si distese.
              Lo chiamò dolcemente giocando coi riccioli,
              Ma gli straziò la bocca con labbra bollenti
              Per timore che non si svegliasse. Poi per timore
              Che si svegliasse troppo in fretta fuggì via,
              Folle rinnegata. E ritentò l'assalto
              Per l'intera giornata seduta al suo fianco.
              Cantava. E rideva del nuovo gioco,
              Gli stringeva la mano.
              Si incupì però vedendo come fosse restio
              a intrecciarsi con ei. Non sapeva
              Che ormai da tre giorni i suoi occhi
              Avevano visto Proserpina.
              Oscar Wilde
              Composta venerdì 7 agosto 2009
              dal libro "Poesie" di Oscar Wilde
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