Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Dove la luce

Come allodola ondosa
Nel vento lieto sui giovani prati,
Le braccia ti sanno leggera, vieni.
Ci scorderemo di quaggiù,
E del mare e del cielo,
E del mio sangue rapido alla guerra,
Di passi d'ombre memori
Entro rossori di mattine nuove.
Dove non muove foglia più la luce,
Sogni e crucci passati ad altre rive,
Dov'è posata sera,
Vieni ti porterò
Alle colline d'oro.
L'ora costante, liberi d'età,
Nel suo perduto nimbo
Sarà nostro lenzuolo.
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    Scritta da: Marzia Ornofoli
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Noi opprimiamo la nostra natura

    Ma noi opprimiamo la nostra natura, affamati,
    Nutrendoci di pentimenti vuoti
    -Dio o destino nostri nemici.
    Siamo nati troppo tardi, non possiamo
    Trovare sollievo in un seme secco di papavero,
    Noi, che in un solo battito di tempo
    Costringiamo la gioia dell'amore infinito
    e il dolce dolore feroce dell'infinito peccato.
    Siamo stanchi di questo senso di colpa,
    Stanchi della disperazione cruda del piacere,
    Stanchi dei templi che abbiamo costruito
    e delle preghiere giuste inascoltate.
    L'uomo è debole, Dio dorme.
    Il cielo è in alto. Una scintilla.
    Grande Amore. Morte.
    Composta lunedì 10 agosto 2009
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      Scritta da: mor-joy
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Elogio alla morte

      Se la morte fosse un vivere quieto,
      un bel lasciarsi andare,
      un'acqua purissima e delicata
      o deliberazione di un ventre,
      io mi sarei già uccisa.
      Ma poiché la morte è muraglia,
      dolore, ostinazione violenta,
      io magicamente resisto.
      Che tu mi copra di insulti,
      di pedate, di baci, di abbandoni,
      che tu mi lasci e poi ritorni senza un perché
      o senza variare di senso
      nel largo delle mie ginocchia,
      a me non importa perché tu mi fai vivere,
      perché mi ripari da quel gorgo
      di inaudita dolcezza,
      da quel miele tumefatto e impreciso
      che è la morte di ogni poeta.
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        in Poesie (Poesie d'Autore)

        I lamenti di un icaro

        Gli amanti delle prostitute
        sono allegri, gagliardi e ben pasciuti;
        quanto a me, ho le braccia a pezzi
        a forza di abbracciare nuvole!

        È grazie agli incomparabili astri
        che ardono nel profondo del cielo
        che i miei occhi consunti
        non vedono che ricordi di soli.

        Vanamente ho preteso di trovare
        la fine e il centro dello spazio!
        Sento che la mia ala si spezza
        sotto non so che occhio di fuoco!

        e arso dall'amore del bello,
        non avrò l'onore supremo
        di dare il mio nome all'abisso
        che mi servirà da tomba.
        Composta martedì 26 febbraio 2013
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Le ossa di mio zio

          Le ossa di mio Zio
          montavano una moto ad Arcadia
          e violentarono una casalinga
          dentro un garage
          pieno di tubi e rastrelli,
          le ossa di mio Zio
          si lasciarono dietro
          1. un vaso di burro d'arachidi
          e
          2. due bambine chiamate
          Katherine &
          Betsy e
          3. una moglie stracciata che piangeva
          continuamente.
          Le ossa di mio Zio
          scommettevano anche
          sui cavalli
          e
          fabbricavano moneta falsa -
          per lo più nichelini, e l'F. B. I. lo ricercava
          per qualcosa di più grave
          anche se da allora
          ho dimenticato cosa fosse.
          Le ossa di mio Zio tirate per il lungo
          sembravano troppo corte
          e guardate
          mentre venivano verso di te
          si curvavano come archi
          sotto le ginocchia.

          Le ossa di mio Zio
          fumavano e bestemmiavano
          e sono state sepolte
          dove si seppelliscono le ossa
          che non hanno
          quattrini.
          Quasi quasi scordavo di dirvi:
          le sue ossa si chiamavano - John -
          e
          avevano occhi verdi
          che non
          durarono.
          Composta mercoledì 25 settembre 2013
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            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Restate vicini
            anche quando la vita
            è contraria
            quando i muri si alzano
            e le strade spariscono.
            Mostrate la bellezza
            a chi oramai ha smesso di cercarla.
            Respirate profondamente
            anche senza un motivo
            abbracciate profondamente
            anche senza un perché.
            Certi dolori
            hanno bisogno
            di carezze forti
            prima per andare via.
            Poi, per non tornare più.
            Scusarsi per un errore
            equivale a non averlo fatto;
            fatelo. Fatelo spesso.
            Giudicatevi voi, meglio degli altri
            e non vergognatevi mai di piangere
            per qualcuno: le lacrime non si nascondono.
            Guarite la rabbia leggendo poesia.
            Siate sempre chiari con voi stessi.
            Fatevi mettere all'angolo solo
            per farvi riempire di baci.
            Abbiate cura della vostra solitudine
            e non avrete bisogno
            di altri consigli.
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