Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Ciò che ho scritto di noi

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole

ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
è la tua assenza
quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Miei occhi e il cuore son venuti a patti (Sonetto 47)

    I miei occhi e il cuore son venuti a patti
    ed or ciascuno all'altro il suo ben riversa:
    se i miei occhi son desiosi di uno sguardo,
    o il cuore innamorato si distrugge di sospiri,
    gli occhi allor festeggian l'effigie del mio amore
    e al fantastico banchetto invitano il mio cuore;
    un'altra volta gli occhi son ospiti del cuore
    che a lor partecipa il suo pensier d'amore.
    Così, per la tua immagine o per il mio amore,
    anche se lontano sei sempre in me presente;
    perché non puoi andare oltre i miei pensieri
    e sempre io son con loro ed essi son con te;
    o se essi dormono, in me la tua visione
    desta il cuore mio a delizia sua e degli occhi.
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      Scritta da: Maresa Schembri
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Sì. Detta così l'ispirazione:
      la mia libera fantasia s'appiglia
      sempre a quei luoghi dov'è umiliazione,
      dov'è sporcizia e tenebra e indigenza.
      Laggiù, laggiù, con più umiltà, più in basso, -
      di là si scorge meglio un altro mondo...
      Hai mai visto i bambini a Parigi
      o sul ponte i poveri d'inverno?
      Dischiudi gli occhi, schiudili al più presto
      sul fittissimo orrore della vita,
      prima che un grande nubifragio spazzi
      tutto quello che c'è nella tua patria, -
      lascia maturare il giusto sdegno,
      prepara al lavoro le braccia...
      E se non puoi, fa sì che in te si accumuli
      e divampi il fastidio e la mestizia...
      Ma di questo vivere mendace
      cancella l'untuoso rossetto
      e, come talpa timida, nasconditi
      sotto terra alla luce ed impietrisci,
      tutta la vita odiando con ferocia
      e tenendo in dispregio questo mondo,
      e, anche se tu non veda l'avvenire,
      dicendo no alle cose del presente!
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        Scritta da: Elisabetta
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Tramontata è la Luna

        Tramontata è la luna
        e le Pleiadi a mezzo della notte
        anche giovinezza già dilegua,
        e ora nel mio letto resto sola.

        Scuote l'anima mia Eros,
        come vento sul monte
        che irrompe entro le querce;
        e scioglie le membra e le agita,
        dolce amara indomabile belva.

        Ma a me non ape, non miele;
        e soffro e desidero.
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          Scritta da: rainbow
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Tristezze della luna

          Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera:
          come una bella donna su guanciali profondi,
          che carezzi con mano disattenta e leggera
          prima d'addormentarsi i suoi seni rotondi,

          lei su un serico dorso di molli aeree nevi
          moribonda s'estenua in perduti languori,
          con gli occhi seguitando la apparizioni lievi
          che sbocciano nel cielo come candidi fiori.

          Quando a volte dai torpidi suoi ozi una segreta
          lacrima sfugge e cade sulla terra, un poeta
          nottambulo raccatta con mistico fervore

          nel cavo della mano quella pallida lacrima
          iridescente come scheggia d'opale.
          e, per sottrarla al sole, se la nasconde in cuore.
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            Scritta da: Giulio Pintus
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            A Edith

            Per molti lunghi anni
            ho cercato la pace.
            Ho trovato l'estasi, ho trovato angosce,
            ho trovato follia,
            ho trovato solitudine.
            Ho trovato la pena solitaria
            che dilania il cuore.
            Ma la pace, quella non l'ho trovata.
            Ora, vecchio e prossimo alla fine,
            ho conosciuto te,
            e incontrandoti
            ho trovato estasi e pace insieme,
            conosco il riposo.
            dopo tanti anni di solitudine
            ora so quel che possono essere vita e amore
            Ora, se dormo,
            dormirò appagato.
            Composta sabato 5 novembre 2011
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              in Poesie (Poesie d'Autore)
              C'era una luna blu.
              Potevo essere qualsiasi cosa tranne una nuvola.

              La gente ride quando vede una nuvola.
              La gente ride quando sente un poeta.

              I capelli sono una cosa da grandi,
              le emozioni sono una cosa da uomini.

              Se ognuno ha la sua croce,
              se in cielo c'è una torta di panna e vi sentite un po' stranieri
              dateci il tempo di arrivare e magari capiremo che c'è ancora strada da fare...
              senza colori e senza odori
              quelli ce li metteremo noi che almeno saranno veri.
              Composta giovedì 4 aprile 2013
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                Scritta da: Gabriella Stigliano
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Alla finestra

                Si piegano i pini ad ascoltare i mormorii del vento autunnale
                che i neri pioppi fa agitare in un isterico riso
                mentre la casa del giorno lentamente chiude le sue imposte
                orientali.
                In fondo alla valle, confusamente le lapidi del cimitero - lontane
                si raggruppano, avvolgendo la loro vaghezza nel grigio sudario
                della nebbia,
                ormai che nel crepuscolo i lampioni all'improvviso hanno
                iniziato a sanguinare.
                Fuori dalla finestra volano le foglie e passando una parola
                pronunciano al viso che fissa l'esterno, guardando
                se soffia la notte un pensiero o un messaggio sui vetri.
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                  Scritta da: Walter Girardi
                  in Poesie (Poesie d'Autore)
                  Di nuovo chiede la mia bocca lieta
                  d'essere benedetta dal tuo bacio,
                  voglio tenere le tue care dita,
                  ripiegarle per gioco tra le mie,
                  il mio sguardo assetato al tuo appagare,
                  nei tuoi capelli sprofondare il viso,
                  con membra sempre vigili e fedeli,
                  rispondere allo slancio delle tue,
                  rinnovare con fiamma sempre nuove
                  la tua bellezza mille e mille volte,
                  finché beati e grati entrambi al fato,
                  abiteremo sopra ogni dolore,
                  finché il giorno e la notte, il presente e il passato
                  accoglieremo con fraterno amore,
                  finché al di sopra di ogni agire umano
                  trasfigurati vagheremo in pace.
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