Poesie d'Autore migliori


Scritta da: asterisco
in Poesie (Poesie d'Autore)

Lettera ad un figlio

Se puoi vedere distrutto il lavoro di tutta la tua vita
e senza dire una parola ricominciare,
se puoi perdere i guadagni di cento partite
senza un gesto e senza un sospiro di rammarico,
se puoi essere un amante perfetto
senza che l'amore ti renda pazzo,
se puoi essere forte senza cessare di essere tenero
e sentendoti odiato non odiare, pure lottando e difendendoti.
Se tu sai meditare, osservare, conoscere,
senza essere uno scettico o un demolitore,
sognare senza che il sogno diventi il tuo padrone,
pensare senza essere soltanto un pensatore,
se puoi essere sempre coraggioso e mai imprudente,
se tu sai essere buono e saggio
senza diventare né moralista, né pedante.
Se puoi incontrare il Trionfo e la Disfatta
e ricevere i due mentitori con fronte eguale,
se puoi conservare il tuo coraggio e il tuo sangue freddo
quando tutti lo perdono.
Allora i Re, gli Dei, la Fortuna e la Vittoria
saranno per sempre tuoi sommessi schiavi
e, ciò che vale meglio dei Re e della Gloria,
Tu sarai un uomo.
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    Scritta da: Marilù Rossi
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Ormai sei mia

    Ormai sei mia. Riposa coi tuo sonno nel mio sonno.
    Amore, dolore, affanni, ora devono dormire.
    Gira la notte sulle sue ruote invisibili
    presso me sei pura come l'ambra addormentata.

    Nessuna più, amore, dormirà con i miei sogni.
    Andrai, andremo insieme per le acque del tempo.
    Nessuna viaggerà per l'ombra con me,
    solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna.

    Ormai le tue mani aprirono i pugni delicati
    e lasciarono cadere dolci segni senza rotta,
    i tuoi occhi si chiusero come due ali grige,

    mentr'io seguo l'acqua che porti e che mi porta:
    la notte, il mondo, il vento dipanano il loro destino,
    e senza te ormai non sono che il tuo sogno solo.
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      Scritta da: Carmine Carmine
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Una sfida alle tenebre

      Colpito in un occhio
      colpito nel cervello
      colpito nel culo
      colpito come un fiore che sta danzando

      Meravigliandomi per come la morte vinca senza fatica
      meravigliandomi per come si presti fede a stupide forme di vita

      Meravigliandomi per come il riso venga soffocato
      meravigliandomi per come il vizio sia così una costante

      Devo in fretta dichiarare una mia guerra alla loro guerra
      devo aggrapparmi al mio ultimo pezzo di suolo
      devo proteggere il piccolo spazio che mi sono ritagliato e che mi ha permesso di vivere

      La mia vita non la loro morte
      la mia morte non la loro morte...
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        Scritta da: Marzia Ornofoli
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Noi opprimiamo la nostra natura

        Ma noi opprimiamo la nostra natura, affamati,
        Nutrendoci di pentimenti vuoti
        -Dio o destino nostri nemici.
        Siamo nati troppo tardi, non possiamo
        Trovare sollievo in un seme secco di papavero,
        Noi, che in un solo battito di tempo
        Costringiamo la gioia dell'amore infinito
        e il dolce dolore feroce dell'infinito peccato.
        Siamo stanchi di questo senso di colpa,
        Stanchi della disperazione cruda del piacere,
        Stanchi dei templi che abbiamo costruito
        e delle preghiere giuste inascoltate.
        L'uomo è debole, Dio dorme.
        Il cielo è in alto. Una scintilla.
        Grande Amore. Morte.
        Composta lunedì 10 agosto 2009
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Asfodeli

          Madonna, se il cuore v'offersi,
          il cuore giovine e scarlatto,
          e se voi, con un magnifico atto,
          lo accettaste insieme à miei versi
          di fanciullo poeta, e se voi
          con l'olio del vostro amore
          teneste vivo il suo splendore
          e lo appagaste dè suoi
          capricci assiduamente,
          perché ieri lo faceste
          sanguinare, lo faceste
          lagrimare dolorosamente?
          Tutte le sue gocce rosse
          caddero a terra, mute,
          e poi che furono cadute
          il cuore più non si mosse
          e come per incantamento
          in ognuna fiorì un asfodelo,
          il triste giglio del cielo
          da l'eterno ammonimento.
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