Come questa pietra del S. Michele così fredda così dura così prosciugata così refrattaria così totalmente disanimata Come questa pietra è il mio pianto che non si vede La morte si sconta vivendo.
Nessuno può rivelarvi nulla se non ciò che già si trova in stato di dormiveglia nell’albeggiare della nostra conoscenza. L’insegnante che avanza nell’ombra del tempio, fra i suoi discepoli, non trasmette la sua sapienza, ma piuttosto la sua fede e la sua amorevolezza. Se è veramente saggio, non vi introdurrà nella casa della sua sapienza, ma vi accompagnerà alla soglia della vostra mente.
E i bicchieri erano vuoti e la bottiglia in pezzi E il letto spalancato e la porta sprangata E tutte le stelle di vetro della bellezza e della gioia risplendevano nella polvere della camera spazzata male Ed io ubriaco morto ero un fuoco di gioia e tu ubriaca viva nuda nelle mie braccia.
Non è che dalle cuspidi amorose crescano i mutamenti della carne, Milano benedetta Donna altera e sanguigna con due mammelle amorose pronte a sfamare i popoli del mondo, Milano dagli irti colli che ha veduto qui crescere il mio amore che ora è defunto. Milano dai vorticosi pensieri dove le mille allegrie muoiono piangenti sul Naviglio.
Sognai che lei sedeva vicino al mio capo, arruffando teneramente i capelli con le dita, suonando la melodia del suo tocco. Guardai il suo volto, e lottai con le lacrime, finché l'agonia di parole non dette lacerò il mio sonno come una bolla.
Mi sedetti sul letto e guardai lo splendore della Via Lattea sopra la finestra, come un mondo di silenzio in fiamme, e mi chiesi se in questo momento lei sognasse un sogno simile al mio.
Pesci nei placidi laghi sfoggiano scie di colori, cigni nell'aria invernale hanno un candore perfetto e incede il grande leone per il suo bosco innocente; leone, pesci e cigno in scena e già sono andati sull'onda irruente del Tempo.
Noi, finché i giorni d'ombra son maturi, noi dobbiamo piangere e cantare del dovere il sopruso consapevole, il Diavolo nell'orgoglio, la bontà portata attentamente per espiazione o per nostra fortuna; noi i nostri amori li dobbiamo perdere, volgendo uno sguardo invidioso a ogni animale e uccello che si muove.
Sospiri per folliecompiute e dette attorcono i nostri angusti giorni, ma devo benedire e celebrare che tu, mio cigno, avendo tutti i doni che Natura impulsiva ha dato al cigno, la maestà e l'orgoglio, vi aggiungessi ieri notte il tuo amore volontario.
E così te ne vai, amore mio, mio signore, mio sposo, mio amico, mio tutto! Voglio avere tue notizie ogni giorno dell'ora, sì, dell'ora, ci sono molti giorni in un minuto... Ahimè, a contare il tempo in questo modo, chi sa quanti anni avrò prima di rivedere il mio Romeo!
Non m'importa che la mia sorte terrena Abbia assai poco di terreno in sé, che anni d'amore si siano perduti in un solo minuto di rancore. Né mi addolora che altri disperati Di me, mia cara, siano più felici, ma che tu soffra per questo mio destino, che mi porta a fuggire sempre via.