Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Federico
in Poesie (Poesie d'Autore)

L'uomo e il mare

Sempre il mare, uomo libero, amerai!
Perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell'infinito svolgersi dell'onda
l'anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l'abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal suo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d'ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!
Vota la poesia: Commenta
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Un giorno esisterà la fanciulla e la donna, il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per sé, qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine, ma solo a vita reale: l'umanità femminile. Questo progresso trasformerà l'esperienza dell'amore, che ora è piena d'errore, la muterà dal fondo, la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano, non più da maschio a femmina. E questo più umano amore somiglierà a quello che noi faticosamente prepariamo, all'amore che in questo consiste, che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Sonia Dem.
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Come un poeta

      Cantavo al cielo
      la mia delicata malinconia
      e mi volarono incontro tutti i sogni e i desideri miei,
      stormi di parole,
      dolci melodie irrequiete,
      vite di donne sognanti alla luna.
      Tacciono i venti,
      la calma si apre alle mie spalle,
      innanzi a me il sorriso,
      dietro il passato,
      oltre i miei passi il tempo.
      Composta giovedì 14 gennaio 2010
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: mor-joy
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Contro la Morte

        Morte, non essere troppo orgogliosa, se anche
        qualcuno ti chiama terribile e possente
        Tu non lo sei affatto: perché
        quelli che pensi di travolgere
        in realtà non muoiono, povera morte, né puoi uccidere me.
        Se dal riposo e dal sonno, che sono tue immagini,
        deriva molto piacere, molto più dovrebbe derivarne da Te, con cui proprio i nostri migliori se ne vanno,
        per primi, tu che riposi le loro ossa e ne liberi l'anima.
        Schiava del caso e del destino, di re e disperati,
        Tu che dimori con guerra e con veleno, con ogni infermità,
        l'oppio e l'incanto ci fanno dormire ugualmente,
        e molto meglio del colpo che ci sferri.
        Perché tanta superbia?
        Perché tanta superbia? Trascorso un breve sonno,
        eternamente, resteremo svegli, e la morte
        non sarà più, sarai Tu a morire.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Barbara Brussa
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Per Milano

          Non è che dalle cuspidi amorose
          crescano i mutamenti della carne,
          Milano benedetta
          Donna altera e sanguigna
          con due mammelle amorose
          pronte a sfamare i popoli del mondo,
          Milano dagli irti colli
          che ha veduto qui
          crescere il mio amore
          che ora è defunto.
          Milano dai vorticosi pensieri
          dove le mille allegrie
          muoiono piangenti sul Naviglio.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Cristian Fantuzi
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Sognai che lei sedeva vicino al mio capo,
            arruffando teneramente i capelli
            con le dita, suonando la melodia
            del suo tocco.
            Guardai il suo volto,
            e lottai con le lacrime,
            finché l'agonia di parole non dette
            lacerò il mio sonno come una bolla.

            Mi sedetti sul letto e guardai lo splendore
            della Via Lattea sopra la finestra,
            come un mondo di silenzio in fiamme,
            e mi chiesi se in questo momento
            lei sognasse un sogno simile al mio.
            Vota la poesia: Commenta
              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
              Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
              Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
              Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
              Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
              Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
              Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
              Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
              Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
              Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
              Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
              Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d'acqua.
              E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
              immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
              assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
              Chiedo scusa all'albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
              Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
              Verità, non prestarmi troppa attenzione.
              Serietà, sii magnanima con me.
              Sopporta, mistero dell'esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
              Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
              Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
              Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
              So che finché vivo niente mi giustifica,
              perché io stessa mi sono d'ostacolo.
              Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
              e poi fatico per farle sembrare leggere.
              Vota la poesia: Commenta