Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Dormi, Liù

Dorme la corriera
dorme la farfalla
dormono le mucche
nella stalla

il cane nel canile
il bimbo nel bimbile
il fuco nel fucile
e nella notte nera
dorme la pula
dentro la pantera

dormono i rappresentanti
nei motel dell'Esso
dormono negli Hilton
i cantanti di successo
dorme il barbone
dorme il vagone
dorme il contino
nel baldacchino
dorme a Betlemme
Gesù bambino
un po' di paglia
come cuscino
dorme Pilato
tutto agitato

dorme il bufalo
nella savana
e dorme il verme
nella banana
dorme il rondone
nel campanile
russa la seppia
sul'arenile
dorme il maiale
all'Hotel Nazionale
e sull'amaca
sta la lumaca
addormentata

dorme la mamma
dorme il figlio
dorme la lepre
dorme il coniglio
e sotto i camion
nelle autostazioni
dormono stretti
i copertoni

dormono i monti
dormono i mari
dorme quel porco
di Scandellari
che m'ha rubato
la mia Liù
per cui io solo
porcamadonna
non dormo più.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Il poeta solitario

    O dolce usignolo che ascolto
    (non sai dove), in questa gran pace
    cantare cantare tra il folto,
    là, dei sanguini e delle acace;
    t'ho presa - perdona, usignolo -
    una dolce nota, sol una,
    ch'io canto tra me, solo solo,
    nella sera, al lume di luna.
    E pare una tremula bolla
    tra l'odore acuto del fieno,
    un molle gorgoglio di polla,
    un lontano fischio di treno...
    Chi passa, al morire del giorno,
    ch'ode un fischio lungo laggiù
    riprende nel cuore il ritorno
    verso quello che non è più.
    Si trova al nativo villaggio,
    vi ritrova quello che c'era:
    l'odore di mesi-di-maggio
    buon odor di rose e di cera.
    Ne ronzano le litanie,
    come l'api intorno una culla:
    ci sono due voci sì pie!
    Di sua madre e d'una fanciulla.
    Poi fatto silenzio, pian piano,
    nella nota mia, che t'ho presa,
    risente squillare il lontano
    campanello della sua chiesa.
    Riprende l'antica preghiera,
    ch'ora ora non ha perché;
    si trova con quello che c'era,
    ch'ora ora ora non c'è...
    Chi sono? Non chiederlo. Io piango,
    ma di notte, perch'ho vergogna.
    O alato, io qui vivo nel fango.
    Sono un gramo rospo che sogna.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Allora

      Allora... in un tempo assai lunge
      felice fui molto; non ora:
      ma quanta dolcezza mi giunge
      da tanta dolcezza d'allora!
      Quell'anno! Per anni che poi
      fuggirono, che fuggiranno,
      non puoi, mio pensiero, non puoi,
      portare con te, che quell'anno!
      Un giorno fu quello, ch'è senza
      compagno, ch'è senza ritorno;
      la vita fu vana parvenza
      sì prima sì dopo quel giorno!
      Un punto!... così passeggero,
      che in vero passò non raggiunto,
      ma bello così, che molto ero
      felice, felice, quel punto!
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        Scritta da: Lorenzo Mariani
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Malasorte

        Per sollevare un così grande peso,
        Sisifo, il tuo coraggio ci vorrebbe!
        Per quanto ardore s'abbia nell'impresa,
        l'arte è lunga e il tempo è breve.

        Lontano dalle sepolture celebri,
        verso un cimitero isolato,
        il mio cuore, tamburo velato,
        va battendo marce funebri.

        -Quanti gioielli dormono sepolti
        nell'oblio e nelle tenebre,
        lontano dalle zappe e dalle sonde;

        quanti fiori effondono il profumo,
        dolce come un segreto, con rimpianto,
        nelle solitudini profonde.

        Malasorte.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Furbi (Clever)

          I furbi scendono la corrente come pesci bianchi
          sulla cresta d'acque blu, oltre le rapide.
          I furbi, con le loro gole e sopracciglia da furbi,
          i loro furbi peli nel naso, entrambe le scarpe allacciate, tutte le tragedie cancellate,
          denti splendenti.
          I furbi non si scompongono. Anche le loro morti sono morti al quadrato, furbi furbi furbi.
          Hanno case migliori, auto migliori, risate migliori.
          Persino i loro incubi sono sogni sgargianti.
          Questi furbi ti siedono di fronte, con un sorriso pulito, che li riempe, financo i capelli sprizzano nitore.
          Quanto ho vissuto e quanti ne ho visti.
          Sapete cos'è davvero la morte?
          È uno di questi furbi rottinculo che ti stringe la mano e ti abbraccia.
          Sapete cos'è davvero la morte?
          Venite a vedermi mentre allungo la carta di credito
          al cameriere disprezzandovi. O peggio.
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            Scritta da: Davide Bidin
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Poesia

            Il jazz s'è suicidato
            Fate che la poesia non faccia la stessa fine
            Non temiate
            l'aria fredda della notte
            Non date retta alle istituzioni
            quando trasformate i manoscritti in
            arenaria
            non inchinatevi né fate a cazzotti
            per i pionieri di Edith Wharton
            o per la prosa alla nebraska di ursula major
            no, statevene nel vostro giardinetto
            & ridete, suonate
            il trombone di mollica
            & se poi qualcuno vi regala perline
            ebree, marocchine, o vattelappesca,
            addormentatevi con quella collana al collo
            È probabile che facciate sogni più belli
            La pioggia non c'è
            non ci sono più me
            te lo dico io, ragazzo,
            affidabile come la merda.
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              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Non ti amo come fossi rosa di sale

              Non ti amo come fossi rosa di sale, topazio
              o freccia di garofani che propagano il fuoco,
              t'amo come si amano certe cose oscure,
              segretamente, tra l'ombra e l'anima.
              Ti amo come pianta che non fiorisce e reca
              dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori,
              e grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
              il denso aroma che sale dalla terra.
              Ti amo senza sapere come, né quando, né da dove,
              ti amo direttamente senza problemi né orgoglio,
              ti amo così perché non so amare altrimenti
              che in questo modo in cui non sono e non sei,
              tanto vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
              tanto vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio
              sonno.
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                Scritta da: Gabriella Stigliano
                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Che importa se la voce si è fatta fioca.
                L'anima ha più vigore: son casti i pensieri.
                In questo cielo solcato dal vento
                io, senza amore, rifiorisco libera.

                S'è diradata l'ombra dell'insonnia,
                più non languisco sulla grigia cenere,
                e non è più una ferita mortale
                dell'orologio della torre il battito.

                Il passato non preme la sua mano
                sul mio cuore. Rinasco nel perdono
                assorta a un raggio che già primavera
                sopra l'edera madida accende.
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