Poesie d'Autore migliori


in Poesie (Poesie d'Autore)
Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.

Non so se potrà trovare
posto nella tua ghirlanda
ma onoralo con la carezza pietosa
della tua mano - e coglilo.

Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l'ora dell'offerta.

Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore
finché c'è tempo - e coglilo.
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    Scritta da: Marilù Rossi
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Non celare il segreto del tuo cuore

    Non celare il segreto del tuo cuore,
    amico mio.
    Dillo a me, solo a me, in segreto.
    Tu che sorridi tanto gentilmente,
    sussurralo sommessamente,
    il mio cuore l'udrà,
    non le mie orecchie.

    La notte è fonda,
    la casa è silenziosa,
    i nidi degli uccelli
    son coperti di sonno.

    Dimmi tra lacrime esitanti,
    tra sorrisi titubanti,
    tra dolore e dolce vergogna,
    il segreto del tuo cuore.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Ti sei stancata di portare il mio peso

      Ti sei stancata di portare il mio peso
      ti sei stancata delle mie mani
      dei miei occhi della mia ombra
      dei miei tradimenti
      le mie parole erano incendi
      le mie parole erano pozzi profondi
      le mie parole erano stanchezza, noia serale,
      un giorno improvvisamente
      sentirai dentro di te
      il peso dei miei passi
      che si allontanano esitando
      quel peso sarà quello più grave.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        A Lou Andreas-Salomé

        Non posso ricordare. Ma quei momenti
        puri dureranno in me come
        in fondo a un vaso troppo pieno.
        Non penso a te, ma sono per amore tuo
        e questo mi dà forza.
        Non ti invento nei luoghi
        che adesso senza te non hanno senso.
        Il tuo non esserci
        è già caldo di te, ed è più vero,
        più del tuo mancarmi. La nostalgia
        spesso non distingue. Perché
        cercare allora se il tuo influsso
        già sento su di me lieve
        come un raggio di luna alla finestra.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Altro sogno

          Una rondine vola
          lontano!...

          Ci sono fioriture di rugiada
          sul mio sogno,
          e il mio cuore gira
          pieno di noia,
          come una giostra su cui la Morte
          porta i suoi bambini.
          Vorrei a questi alberi
          legare il tempo
          con una corda di notte nera
          e tingere poi
          del mio sangue le rive
          pallide dei ricordi!
          Quanti figli ha la Morte?
          Li ho tutti nel cuore!

          Una rondine viene da molto lontano?
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            Scritta da: Andrew Ricooked
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Dove ero finito?

            Non sapevo da dove venissi
            o dove stessi
            andando.
            Ero perso.
            Mi ritrovavo seduto
            in strani ingressi
            per ore,
            senza pensare
            semza muovermi
            finché mi chiedevano
            di andarmene.

            Non voglio dire che ero
            idiota o
            stupido.
            Quello che voglio dire è che
            ero senza
            interessi.

            Non me ne fregava niente se cercavate
            di uccidermi.
            Non vi avrei fermato.

            Stavo vivendo un esistenza che
            non significava niente per
            me.

            Trovavo posti dove stare.
            Stanzette in affitto. Bar. Prigioni.
            Sonno e indifferenza sembravano
            le uniche
            possibilità.
            Tutto il resto sembrava
            privo di senso.

            Una volta rimasi tutta la notte a guardare
            il Mississipi.
            Non so perché.
            Il fiume scorreva lì accanto e
            l'unica cosa che ricordo è che
            puzzava.

            Mi sembrava sempre di essere
            su una corriera
            che attraversava il paese
            diretta
            da qualche parte.
            A guardare fuori da un finestrino
            sporco
            il nulla
            assoluto.

            Sapevo sempre esattamente quanti
            soldi avevo
            con me.
            Per esempio:
            un biglietto da cinque e due da uno
            nel portafoglio
            una moneta da venticinque, una da dieci e una
            da due centesimi nella tasca
            destra davanti.

            Non avevo voglia di parlare
            con nessuno e non volevo che nessuno
            mi parlasse.

            Ero considerato un
            disadattato e un tipo
            strambo.
            Mangiavo pochissimo ma
            ero incredibilmente
            forte.
            Una volta, quando lavoravo in una fabbrica
            dei ragazzotti giovani, strafottenti,
            stavano cercando di sollevare un pezzo
            di macchinario pesante
            dal pavimento.
            Non ci riusciva nessuno.

            "Ehi, Hank, provaci tu!" Dissero
            ridendo.

            Mi avvicinai, lo sollevai,
            lo rimisi a terra,
            tornai al
            lavoro.

            Mi valse il loro rispetto
            non so perché
            ma io non lo
            volevo.

            A volte abbassavo
            le tapparelle nella mia stanza
            e me ne stavo a letto per una
            settimana o più.

            Ero in uno strano viaggio
            ma era
            privo di senso.
            Non avevo idee.
            Non avevo progetti.
            Dormivo.
            Non facevo altro che dormire
            e aspettare.

            Non mi sentivo solo.
            Non soffrivo di vittimismo.
            Ero solo invecchiato in una
            vita nella quale
            non riuscivo a trovare alcun
            senso.

            Allora ero
            un giovanotto di
            mille anni.

            Adesso sono un vecchio
            che aspetta di rinascere.
            Composta domenica 3 gennaio 2010
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              Scritta da: Gaetano Toffali
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Bum

              Noi inchiodati
              qui
              a scrivere poesie.
              So
              che questa
              non è poesia.
              È la storia di un treno.
              So
              che su quel treno
              c'erano
              un barbone
              un emigrante
              un operaio
              una studentessa
              un padre di famiglia.
              So
              che il barbone
              ha la mia età
              senza denti
              senza capelli
              e ride e piange
              e non va da nessuna parte
              e non ha nessuna valigia.
              So
              che l'emigrante ha cinquantatré anni
              e viene dalla Germania.
              So
              che va in Sicilia
              e nella valigia
              una stecca di cioccolata.
              So
              che l'operaio
              lavora all'Alfa Romeo.
              So
              che ha quarantadue anni
              nella valigia
              l'ultima busta paga.
              So
              che la studentessa
              è molto bella
              e ha diciassette anni.
              So
              che va a vedere Roma,
              nella valigia
              la macchina fotografica.
              So
              che il padre di famiglia
              ha gli occhiali sessantadue anni
              un nipote a Bari
              e nella valigia
              "la cena per i suoi rondinini".
              So
              che stanno aspettando qualcosa
              e ridono
              e il treno ride
              e le valigie ridono
              e la democrazia
              nascosta sotto i binari
              come sempre
              ride.
              Bum.
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