Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Patty Diphusa
in Poesie (Poesie d'Autore)
La tua anima è un fiume, mio amore
scorre in alto tra le montagne
tra le montagne verso la piana
verso la piana senza poterla raggiungere
senza raggiungere il sonno dei salici piangenti
la quiete dei larghi archi di ponte
dell’erbe acquatiche dell’anatre della testa verde
senza raggiungere la dolcezza triste delle superfici piane
senza raggiungere i campi di grano al chiaro di luna
scorre verso la piana
scorre in alto tra le montagne
il sole azzurro delle nevi delle montagne
scorre schiumeggiando mescolando nel fondo le pietre nere
con quelle bianche
scorre coi suoi pesci che nuotano contro corrente
vigili nelle curve
s’inabissa e s’inalbera
pazza del proprio fragore
scorre in alto tra le montagne
tra le montagne verso la piana
verso la piana inseguendola
senza poterla raggiungere.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Calypso

    Più svelto, macchinista, e fammi in fretta
    la Springfield Line sotto il sole splendente.
    Via come un razzo, non fermarti mai
    finché non freni in Grand Central, New York.
    Perché ad aspettarmi c'è laggiù,
    in mezzo a quel salone, colui che fra tutti amo di più.
    Se non è lì quando arrivo in città
    starò sul marciapiede e piangerò.
    Perché è lui che voglio rimirare,
    l'acme di perfezione e di bontà.
    Se mi serra la mano e mi dice "ti amo",
    ed è per me un fenomeno sublime.
    I boschi sono tutti verdi e lustri ai lati del binario
    ; anche gli alberi hanno i loro amori, pur diversi dal mio.
    Ma il povero banchiere vecchio e obeso, in carrozza di lusso,
    non ha nessuno che lo ami eccetto il suo avana.
    Se fossi io il Capo dela Chiesa o dello Stato,
    m'inciprierei il naso e ordinerei a tutti di aspettare.
    Perché l'amore conta ed è potente
    ben più di un prete o di un politicante.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Sono quella che sono

      Sono quella che sono
      Sono fatta così
      Se ho voglia di ridere
      Rido come una matta
      Amo colui che m'ama
      Non è colpa mia
      Se non e sempre quello
      Per cui faccio follie
      Sono quella che sono
      Sono fatta così
      Che volete ancora
      Che volete da me
      Son fatta per piacere
      Non c'è niente da fare
      Troppo alti i miei tacchi
      Troppo arcuate le reni
      Troppo sodi i miei seni
      Troppo truccati gli occhi
      E poi
      Che ve ne importa a voi
      Sono fatta così
      Chi mi vuole son qui
      Che cosa ve ne importa
      Del mio proprio passato
      Certo qualcuno ho amato
      E qualcuno ha amato me
      Come i giovani che s'amano
      Sanno semplicemente amare
      Amare amare...
      Che vale interrogarmi
      Sono qui per piacervi
      E niente può cambiarmi.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Al fiume

        Bel fiume! Nel tuo limpido flutto
        di lucido cristallo, acqua errabonda,
        tu sei emblema d'una fulgente
        beltà - cuore non disvelato -
        piacevole intrico dell'arte
        nella figlia del vecchio Alberto;

        ma quando la tua onda ella contempla -
        che scintilla allora e tremola,
        oh, allora il più leggiadro rivo
        si fa simile a colui che l'adora:
        ché nel cuore di lui, come nel tuo scorrere,
        l'immagine di colei è radicata:
        in quel cuore che tremola al raggio
        di occhi che cercano l'anima.
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          Scritta da: Marianna Mansueto
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          The Raven - Il Corvo

          "Siano queste parole d'addio" alzandomi gridai
          "uccello o creatura del male, ritorna alla tempesta,
          Alle plutonie rive e non lasciare una sola piuma in segno
          Della tua menzogna. Intatta lascia la mia solitudine,
          Togli il becco dal mio cuore e la tua figura dalla porta"
          Disse il Corvo: "Mai più
          E quel Corvo senza un volo siede ancora, siede ancora
          Sul pallido busto di Pallade sulla mia porta.
          E sembrano i suoi occhi quelli di un diavolo sognante
          E la luce della lampada getta a terra la sua ombra.
          E l'anima mia dall'ombra che galleggia sul pavimento
          Non si solleverà "Mai più" mai più.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
            Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
            Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
            Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
            Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
            Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
            Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
            Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
            Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
            Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
            Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
            Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d'acqua.
            E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
            immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
            assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
            Chiedo scusa all'albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
            Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
            Verità, non prestarmi troppa attenzione.
            Serietà, sii magnanima con me.
            Sopporta, mistero dell'esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
            Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
            Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
            Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
            So che finché vivo niente mi giustifica,
            perché io stessa mi sono d'ostacolo.
            Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
            e poi fatico per farle sembrare leggere.
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              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Attraversa l'anima

              Attraversa l'anima
              come una lama
              e ne sonda i paesaggi
              ora mesti, ora bui
              dove corvi neri come pece
              gracchiano così forte
              da grattarti le pareti del cuore.

              Percorre deliziosi giardini
              decorati da candide margherite
              e scaldati da un tiepido sole primaverile.
              Ma quando la sua linfa
              Giunta all'apice scoppia
              il foglio si macchia.
              Unico tampone per tale ferita.
              Composta sabato 28 settembre 2013
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                Scritta da: Barbara Brussa
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Estate

                C'è un giardino chiaro, fra mura basse,
                di erba secca e di luce, che cuoce adagio
                la sua terra. È una luce che sa di mare.
                Tu respiri quell'erba. Tocchi i capelli
                e ne scuoti il ricordo.
                Ho veduto cadere
                molti frutti, dolci, su un'erba che so,
                con un tonfo. Così trasalisci tu pure
                al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
                come intorno accadesse un prodigio d'aria
                e il prodigio sei tu. C'è un sapore uguale
                nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.
                Ascolti.
                La parole che ascolti ti toccano appena.
                Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
                che ti finge alle spalle la luce del mare.
                Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
                con un tonfo, e ne stilla una pena antica
                come il succo dei frutti caduti allora.
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                  Scritta da: Andrea Baron
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  I giusti

                  Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
                  Chi è contento che sulla terra esista la musica.
                  Chi scopre con piacere una etimologia.
                  Due impiegati che in un caffè del sud giocano in silenzio agli scacchi.
                  Il ceramista che premedita un colore e una forma.
                  Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
                  Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
                  Chi accarezza un animale addormentato.
                  Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
                  Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
                  Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
                  Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
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