Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Mario Bellocchi
in Poesie (Poesie d'Autore)
La vita non è uno scherzo,
prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo,
prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini,
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.

La vita non è uno scherzo,
prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio,
pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli,
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Non è il tuo amore che domando

    Non è il tuo amore che domando.
    Si trova adesso in un luogo conveniente.
    Stanne pur certo, lettere gelose
    non scriverò alla tua fidanzata.
    Però accetta dei saggi consigli:
    dalle da leggere i mie versi,
    dalle da custodire i miei ritratti,
    sono così cortesi i fidanzati!
    E conta più per queste scioccherelle
    assaporare a fondo una vittoria
    che luminose parole di amicizia,
    e il ricordo dei primi, dolci giorni...
    Ma allorché con la diletta amica
    avrai vissuto spiccioli di gioia
    e all'anima già sazia d'improvviso
    tutto parrà un peso,
    non accostarti alla mia notte trionfale.
    Non ti conosco.
    E in cosa potrei esserti d'aiuto?
    Dalla felicità io non guarisco.
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      Scritta da: Eclissi
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Prima di venire

      Prima di venire
      Portami tre rose rosse
      Prima di venire
      Portami un grosso ditale
      Perché devo ricucirmi il cuore
      E portami una lunga pazienza
      Grande come un telo d'amore
      Prima di venire
      Dai un calcio al muro di fronte
      Perché li dentro c'è la spia
      Che ha guardato in faccia il mio amore
      Prima di venire
      Socchiudi piano la porta
      E se io sto piangendo
      Chiama i violini migliori
      Prima di venire
      Dimmi che sei già andato via
      Perché io mi spaventerei
      E prima di andare via
      Smetti di salutarmi
      Perché a lungo io non vivrei.
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        Scritta da: circe
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Foglietto illustrativo

        Sono un tranquillante,
        Agisco in casa,
        funziono in ufficio,
        affronto gli esami,
        mi presento all'udienza,
        incollo con cura le tazze rotte -
        devi solo prendermi,
        farmi sciogliere sotto la lingua,
        devi solo mandarmi giù
        con un sorso d'acqua.
        So come trattare l'infelicità,
        come sopportare una cattiva notizia,
        ridurre l'ingiustizia,
        rischiarare l'assenza di Dio,
        scegliere un bel cappellino da lutto.
        Che cosa aspetti -
        fidati della pietà chimica.
        Sei un uomo (una donna) ancora giovane,
        dovresti sistemarti in qualche modo.
        Chi ha detto che la vita va vissuta con coraggio?
        Consegnami il tuo abisso -
        lo imbottirò di sonno.
        Mi sarai grato (grata) per la caduta in piedi.
        Vendimi la tua anima.
        Un altro acquirente non capiterà.
        Un altro diavolo non c'è più.
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          Scritta da: Alessandro Pinto
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Desiderio proibito

          In tutti i divieti c'è
          una magica forza
          che induce alla tentazione.
          Il vietato è contagioso,
          i desideri proibiti
          si propagano in noi
          come tormento perenne
          infuriato dall'inibizione.
          L'ubbidienza al tabù
          presuppone la rinuncia,
          perché tutti i divieti
          sono menomazioni che
          nascondono desideri.
          Così la tentazione
          cresce a dismisura nella
          prigione dell'inconscio.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Se

            Se (Lettera al figlio, 1910)

            Se riesci a conservare il controllo quando tutti
            Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
            Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
            Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
            Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
            O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
            O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
            E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

            Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
            Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
            Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
            E trattare allo stesso modo quei due impostori;
            Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
            Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
            O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
            E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

            Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
            E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
            E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
            E non dire una parola sulla perdita;
            Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
            A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
            E a tener duro quando in te non resta altro
            Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

            Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
            E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
            Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
            Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
            Se riesci a occupare il minuto inesorabile
            Dando valore a ogni minuto che passa,
            Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
            E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

            Rudyard Kipling.
            Composta sabato 31 agosto 2013
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