Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Forse un mattino

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore da ubriaco.

Poi, come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi, case, colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    La stella

    Perdettero la stella un giorno.
    Come si a perdere
    La stella? Per averla troppo a lungo fissata…
    I due re bianchi,
    ch'eran due sapienti di Caldea,
    tracciaron al suolo dei cerchi, col bastone.

    Si misero a calcolare, si grattarono il mento…
    Ma la stella era svanita come svanisce un'idea,
    e quegli uomini, la cui anima
    aveva sete d'essere guidata,
    piansero innalzando le tende di cotone.

    Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
    si disse: " Pensiamo alla sete che non è la nostra.
    Bisogna dar da bere, lo stesso, agli animali":

    E mentre sosteneva il suo secchio per l'ansa,
    nello specchio di cielo
    in cui bevevano i cammelli
    egli vide la stella d'oro che danzava in silenzio.
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      Scritta da: Carmine Carmine
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Si si

      Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
      quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
      quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
      quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
      quando Dio creò Me creò Me
      quando Dio creò la scimmia stava dormendo
      quando creò la giraffa era ubriaco
      quando creò i narcotici era su di giri
      e quando creò il suicidio era a terra

      Quando creò te distesa a letto
      sapeva cosa stava facendo
      era ubriaco e su di giri
      e creò le montagne e il mare e il fuoco
      allo stesso tempo

      Ha fatto qualche errore
      ma quando creò te distesa a letto
      fece tutto il Suo Sacro Universo.
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        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Avrei davvero voluto morire
        quando lei mi lasciò in affannoso pianto
        tra molte cose dicendomi ancora:
        "Come soffriamo atrocemente, Saffo,
        io ti lascio contro il mio volere."
        Ed io a lei rispondevo:
        "Và serena e di me serba il ricordo.
        Sai quanto ti ho amata.
        Se mai tu lo dimenticassi, sempre
        io ricorderò i bei momenti che vivemmo.
        Quando di corone di viole
        e di rose e di croco, accanto a me
        ti cingevi il capo gentile,
        e mettevi intorno al collo
        ghirlande intrecciate di fiori.
        E cosparsa di essenze profumate
        sul morbido letto ti saziavi,
        né mai vi furono danze
        nei sacri boschi a cui fossimo assenti..."
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          Scritta da: Diego P.
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Parata dionisiaca

          Il sontuoso carro di Dioniso,
          Ricolmo di fiori e ghirlande,
          Avanza lento, trainato
          Da feroci bestie ammansite.
          È un percorso che irradia
          Magia: crollano le barriere,
          Si annullano i bisogni,
          Svaporano divieti e arbitrii.
          Riconciliazione, fusione,
          Riunione del singolo
          Con tutti in un'armonia
          Universale: ecco la suprema
          Beatificazione, l'ebbrezza
          Soprannaturale. Non camminiamo
          Più, né più parliamo:
          Cantiamo e danziamo invasati
          Simili a dèi rapiti, artisti
          Dionisiaci dell'ebbrezza.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)

            La più bella storia d'amore

            L'ultimo suono del tuo addio,
            mi disse che non sapevo nulla
            e che era giunto
            il tempo necessario
            di imparare i perché della materia.

            Così, tra pietra e pietra
            seppi che sommare è unire
            e che sottrarre ci lascia
            soli e vuoti.
            Che i colori riflettono
            l'ingenua volontà dell'occhio.

            Che i solfeggi e i sol
            implorano la fame dell'udito.
            Che le strade e la polvere
            sono la ragione dei passi.

            Che la strada più breve
            fra due punti
            è il cerchio che li unisce
            in un abbraccio sorpreso.

            Che due più due
            può essere un brano di Vivaldi.
            Che i geni amabili
            abitano le bottiglie del buon vino.

            Con tutto questo già appreso
            tornai a disfare l'eco del tuo addio
            e al suo posto palpitante a scrivere
            La Più Bella Storia d'Amore
            ma, come dice l'adagio
            non si finisce mai
            di imparare e di dubitare.

            E così, ancora una volta
            tanto facilmente come nasce una rosa
            o si morde la coda una stella fugace,
            seppi che la mia opera era stata scritta
            perché La Più Bella Storia d'Amore
            è possibile solo
            nella serena e inquietante
            calligrafia dei tuoi occhi.
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              Scritta da: Ayesha
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Svevo aveva ragione

              Svevo aveva ragione
              Fuori dalla penna non c'è salvezza
              diceva Svevo
              e io m'accorgo
              c'aveva ragione
              se questa è l'unica maniera
              che m'è rimasta di vivere
              ben venga tale splendore
              ornato di pezzi di carta
              e parole venute dal cuore,
              un cuore di plastica
              che scioglie al sole,
              auto combustibile
              e pieno di vapore -
              costretto a evaporare
              senza alcun pudore,
              lasciare il mondo
              cacciato dall'amore.

              Svevo aveva ragione
              che quando scrivo
              sento vita fluire
              nient'altro in questo paradiso
              mi allieta al punto da dire
              che vi sia qualcosa di meglio
              di migliaia di pagine da riempire,
              con svaghi di realtà e di orrore
              che paion fantasia
              all'occhi del lettore
              e che in verità
              son più reali
              di qualsiasi attore
              che impara a memoria un copione
              per compensare un vuoto interiore.

              Siamo attori di noi stessi
              e ci perdiamo tra i riflessi
              di una falsa ambizione
              costruita sulla notte
              e se mi chiami per nome
              allora posso dire
              che mi è concesso l'onore
              di portare vibrazione
              un vuoto d'emozione
              che parla più del sole
              un'assenza, una canzone
              una presenza priva di parole.

              Svevo aveva ragione
              non c'è salvezza senza penna
              senza un cuore lacerato
              che si apra alla vita
              e le faccia da antenna.
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