Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Federico
in Poesie (Poesie d'Autore)
Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
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    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Io sono l'unica il cui destino

    Io sono l'unica il cui destino
    lingua non indaga, occhio non piange;
    non ho mai causato un cupo pensiero,
    né un sorriso di gioia, da quando sono nata.

    Tra piaceri segreti e lacrime segrete,
    questa mutevole vita mi è sfuggita,
    dopo diciott'anni ancora così solitaria
    come nel giorno della mia nascita.

    E vi furono tempi che non posso nascondere,
    tempi in cui tutto ciò era terribile,
    quando la mia triste anima perse il suo orgoglio
    e desiderò qualcuno che l'amasse.

    Ma ciò apparteneva ai primi ardori
    di sentimenti poi repressi dal dolore;
    e sono morti da così lungo tempo
    che stento a credere siano mai esistiti.

    Prima si dissolse la speranza giovanile,
    poi svanì l'arcobaleno della fantasia;
    infine l'esperienza mi insegnò che mai
    crebbe in un cuore mortale la verità.

    Era già amaro pensare che l'umanità
    fosse insincera, sterile, servile;
    ma peggio fu fidarmi della mia mente
    e trovarvi la stessa corruzione.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Adolescente

      Su te, vergine adolescente,
      sta come un'ombra sacra.
      Nulla è più misterioso
      e adorabile e proprio
      della tua carne spogliata.
      Ma ti recludi nell'attenta veste
      e abiti lontano
      con la tua grazia
      dove non sai chi ti raggiungerà.
      Certo non io. Se ti veggo passare
      a tanta regale distanza,
      con la chioma sciolta
      e tutta la persona astata,
      la vertigine mi si porta via.
      Sei l'imporosa e liscia creatura
      cui preme nel suo respiro
      l'oscuro gaudio della carne che appena
      sopporta la sua pienezza.
      Nel sangue, che ha diffusioni
      di fiamma sulla tua faccia,
      il cosmo fa le sue risa
      come nell'occhio nero della rondine.
      La tua pupilla è bruciata
      dal sole che dentro vi sta.
      La tua bocca è serrata.
      Non sanno le mani tue bianche
      il sudore umiliante dei contatti.
      E penso come il tuo corpo
      difficoltoso e vago
      fa disperare l'amore
      nel cuor dell'uomo!

      Pure qualcuno ti disfiorerà,
      bocca di sorgiva.
      Qualcuno che non lo saprà,
      un pescatore di spugne,
      avrà questa perla rara.
      Gli sarà grazia e fortuna
      il non averti cercata
      e non sapere chi sei
      e non poterti godere
      con la sottile coscienza
      che offende il geloso Iddio.
      Oh sì, l'animale sarà
      abbastanza ignaro
      per non morire prima di toccarti.
      E tutto è così.
      Tu anche non sai chi sei.
      E prendere ti lascerai,
      ma per vedere come il gioco è fatto,
      per ridere un poco insieme.
      Come fiamma si perde nella luce,
      al tocco della realtà
      i misteri che tu prometti
      si disciolgono in nulla.
      Inconsumata passerà
      tanta gioia!
      Tu ti darai, tu ti perderai,
      per il capriccio che non indovina
      mai, col primo che ti piacerà.
      Ama il tempo lo scherzo
      che lo seconda,
      non il cauto volere che indugia.
      Così la fanciullezza
      fa ruzzolare il mondo
      e il saggio non è che un fanciullo
      che si duole di essere cresciuto.
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        Scritta da: Elisabetta
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Passione d'amore

        Quei parmi in cielo fra gli Dei, se accanto
        ti siede, e vede il tuo bel riso, e sente
        i dolci detti e l'amoroso canto!

        A me repente,
        con più tumulto il core urta nel petto:
        more la voce, mentre ch'io ti miro,
        su la mia lingua nelle fauci stretto
        geme il sorriso.

        Serpe la fiamma entro il mio sangue, ed ardo:
        un indistinto tintinnio m'ingombra
        gli orecchi, e sogno: mi s'innalza al gaurdo
        torbida l'ombra.

        E tutta molle d'un sudor di gelo,
        e smorta in viso come erba che langue,
        tremo e fremo di brividi, ed anelo
        tacito, esangue.
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          Scritta da: Elisabetta
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          L'eternità

          È ritrovata.
          Che cosa? L'Eternità.
          E il mare andato via
          Col sole.

          Anima sentinella,
          Mormoriamo la confessione
          Della notte così nulla
          E del giorno di fuoco.

          Dagli umani suffragi,
          Dai comuni slanci
          lì tu ti liberi
          E voli a seconda.

          Poiché soltanto da voi,
          Braci di raso,
          Il Dovere si esala
          Senza dire: finalmente.

          Là nessuna speranza,
          Nessun orietur.
          Scienza con pazienza,
          Il supplizio Ë certo.

          È ritrovata.
          Che cosa? - l'Eternità
          E il mare andato via
          Col sole.

          Maggio 1872.
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            Scritta da: mor-joy
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Confessione

            Aspettando la morte
            come un gatto
            che sta per saltare sul letto
            mi dispiace così tanto per
            mia moglie
            lei vedrà questo
            corpo
            rigido e
            bianco
            lo scuoterà una volta, e poi
            forse
            ancora:
            "Hank!"
            Hank non
            risponderà.
            Non è la mia morte che
            mi preoccupa, è lasciare
            mia moglie con questa
            pila di
            niente.
            Però vorrei che
            lei sapesse
            che tutte le notti
            dormite
            accanto a lei
            anche le discussioni
            inutili
            erano sempre
            cose splendide
            e le più difficili
            delle parole
            che ho sempre avuto paura
            a dire
            ora possono essere
            dette: "Ti amo".
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              Scritta da: Antonietta
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Se mi ami non piangere!

              Se conoscessi il mistero immenso del cielo
              dove ora vivo, se potessi vedere e sentire
              quello che io sento e vedo in questi orizzonti
              senza fine e in questa luce che tutto investe e
              penetra, non piangeresti se mi ami!
              Sono ormai assorbito dall'incanto di Dio
              dalle Sue espressioni di sconfinata bellezza.
              Le cose di un tempo sono così piccole e
              meschine al confronto! Mi è rimasto l'affetto per te, una tenerezza che non hai mai conosciuto! Ci siamo amati e conosciuti nel tempo: ma tutto era così fugace e
              limitato!
              Io vivo nella serena e gioiosa attesa del tuo arrivo tra noi: tu pensami così, nelle tue
              battaglie pensa a questa meravigliosa casa,
              dove non esiste la morte, e dove ci
              disseteremo insieme nel trasporto più puro e
              più intenso alla fonte inestinguibile della gioia e dell'amore.
              Non piangere più se veramente mi ami!
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                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Auto-invitati

                E va bene, mettimi le mutande al contrario, telefona in Cina,
                fai volar via gli uccelli,
                compra un quadro di una colomba rossa e ricordati
                di Herbert Hoover.
                Quel che cerco di dire è che 6 delle ultime
                8 sere abbiamo avuto ospiti, tutti auto-invitati,
                e come dice mia moglie: "non vogliamo farli restar male".
                Sicché ci sediamo e li ascoltiamo, certuni famosi
                e certuni mica tanto, certuni piuttosto svegli
                e divertenti, certuni mica tanto
                ma finisce tutto in chiacchiera, chiacchiera, chiacchiera,
                parole, parole, parole, un garbato mulinello di suoni
                che rivela innanzitutto solitudine: in un modo o nell'altro
                chiedono tutti di essere accettati,
                di essere ascoltati, e ciò è comprensibile,
                ma io sono uno di quelli che preferirebbe
                starsene tranquillo a casa con la moglie e i suoi 6 gatti
                (o di sopra da solo a fare niente).
                L'impressione è che sia un egoista
                e mi senta sminuito dalla gente
                ma non ho l'impressione che loro
                si sentano vuoti, ho l'impressione
                che li diletti il movimento
                delle loro bocche.
                E quando se ne vanno quasi tutti accennano
                a un'altra visitina.
                Mia moglie è carina, li saluta con calore,
                ha un cuore d'oro, così d'oro che quando, che so,
                andiamo al ristorante e scegliamo un tavolo
                lei prende il posto da cui si può "veder la gente"
                e io quello da cui non è possibile.
                D'accordo, sono un figlio del demonio;
                l'intera umanità mi annoia e no, non è
                paura, sebbene qualcosa in loro mi spaventi,
                e non è invidia perché non voglio nulla
                di ciò che loro vogliono, è solo che
                in tutte quelle ore di
                parole parole parole
                non sento niente di davvero buono coraggioso o nobile,
                e che valga un briciolo del tempo in cui mi hanno impallinato
                le cervella.
                Te lo ricordi quando avevi l'abitudine di buttarli fuori
                dalla porta invece di fargli scaricar le batterie
                sui tuoi divani,
                quei tipi malinconici sempre a caccia di compagnia,
                e ti vergogni di te stesso per esserti arreso
                alle loro insane fesserie
                ma altrimenti tua moglie direbbe:
                "pensi di essere forse l'unico essere umano
                sulla terra?"
                Vedete, ecco come il diavolo
                mi acchiappa.
                Perciò io ascolto e loro si sentiranno
                realizzati.
                Composta mercoledì 25 settembre 2013
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                  Scritta da: Gabriella Stigliano
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Il talismano

                  Là dove il mare batte senza sosta
                  contro le rocce solitarie,
                  là dove la luna più calda brilla
                  nell'ora della nebbia serale,
                  dove, negli harem dilettandosi,
                  i giorni passa il musulmano,
                  là una fata, lusingandomi,
                  mi consegnò un talismano.
                  E, lusingandomi, diceva:
                  "custodisci il mio talismano:
                  in esso c'è una forza segreta!
                  Ora è qui nella tua mano.
                  Dalle malattie, dalla tomba,
                  nel minaccioso uragano,
                  la tua testa, amico caro,
                  non salverà il mio talismano.
                  E le ricchezze dell'oriente
                  esso giammai ti donerà,
                  e gli adoratori del profeta
                  esso non ti sottometterà;
                  e in grembo agli amici più cari,
                  da un triste paese lontano,
                  nella tua terra non ti porterà
                  questo mio talismano.
                  Ma quando dei perfidi occhi
                  ti vorranno affascinare,
                  o una bocca nella buia notte
                  ti bacerà senza amare –
                  da nuove ferite del cuore,
                  da ogni desiderio insano,
                  dal tradimento e dall'oblio
                  ti salverà il mio talismano.
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