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in Poesie (Poesie d'Autore)

Cento Sonetti D'amore (XVII)

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Forse un mattino

    Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
    arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
    il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
    di me, con un terrore da ubriaco.

    Poi, come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
    alberi, case, colli per l'inganno consueto.
    Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
    tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      La stella

      Perdettero la stella un giorno.
      Come si a perdere
      La stella? Per averla troppo a lungo fissata…
      I due re bianchi,
      ch'eran due sapienti di Caldea,
      tracciaron al suolo dei cerchi, col bastone.

      Si misero a calcolare, si grattarono il mento…
      Ma la stella era svanita come svanisce un'idea,
      e quegli uomini, la cui anima
      aveva sete d'essere guidata,
      piansero innalzando le tende di cotone.

      Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
      si disse: " Pensiamo alla sete che non è la nostra.
      Bisogna dar da bere, lo stesso, agli animali":

      E mentre sosteneva il suo secchio per l'ansa,
      nello specchio di cielo
      in cui bevevano i cammelli
      egli vide la stella d'oro che danzava in silenzio.
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        Scritta da: Carmine Carmine
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Tira i fili, la marionetta balla...

        Ogni uomo deve capire
        che tutto può sparire molto
        in fretta:
        il gatto, la donna, il lavoro,
        la ruota davanti,
        il letto, le pareti, la
        stanza; tutte le nostre necessità
        amore compreso,
        poggiano su fondamenta di sabbia -
        e ogni causa determinata,
        per sconnessa che sia:
        la morte di un ragazzo a Hong Kong
        o una tormenta a Omaha...
        può essere la tua rovina.
        Tutte le tue stoviglie che si spaccano
        sul pavimento della cucina, la tua ragazza entra
        e tu sei là, ubriaco,
        in mezzo alla stanza e lei domanda:
        mio Dio, cosa succede?
        E tu rispondi: non so,
        non so...
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          Scritta da: Andrew Ricooked
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Su due piedi

          Ci sono giorni
          in cui va tutto
          male.

          Sull'autostrada
          a casa
          al super-
          mercato
          e da qualsiasi altra
          parte

          assalti
          continui
          ininterrotti
          feroci
          accidentali
          a ciò
          che è rimasto del
          tuo
          equilibrio e della tua
          suscettibilità.

          Gli dei prima
          giocano con te
          e poi
          giocano
          contro
          di te.

          I tuoi nervi
          si tendono fino a
          spezzarsi.

          Nessuno scudo
          filosofico
          ti proteggerà,
          nessuna dose di saggezza è
          abbastanza.

          Sei allo scoperto
          facile preda
          dei
          cattivi e
          delle
          folle;
          la rottura
          del
          macchinario
          e della
          ragione
          è
          completa.

          Poi
          c'è sempre
          -all'improvviso-
          un volto gioioso
          sorridente
          dallo sguardo
          ottuso, qualche
          semi-sconosciuto
          che ti urla
          forte:
          "ehi, come ti
          va?"

          La sua faccia
          sempre troppo vicina,
          puoi vedere ogni
          macchia e
          poro della
          pelle,
          la bocca,
          aperta
          sembra una pesca
          spaccata
          marcia.

          Il tuo unico
          pensiero
          è:
          dovrei
          ucciderlo?

          Ma poi
          dici:
          "va tutto
          bene.
          E a te
          come va?"

          E
          prosegui,
          e la faccia-da-
          capra
          semi-sconosciuta
          è alle
          spalle
          mentre il sole
          filtra
          attraverso
          le nuvole
          acide.

          Vai
          avanti
          mentre gli dei
          ridono e
          ridono
          e
          ridono,
          metti un
          piede
          davanti
          all'altro,
          muovi le
          braccia
          mentre la comapana
          arrugginita
          non suona,
          e dentro la tua
          testa
          il sangue
          si trasforma in
          gelatina.

          Ma
          questo giorno finirà
          questa vita finirà
          gli avvoltoi
          voleranno
          finalmente
          via.

          Per favore
          in fretta, in fretta,
          in fretta.
          Composta domenica 3 gennaio 2010
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            Scritta da: mor-joy
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Valore

            Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
            Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
            Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
            la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
            Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
            che oggi vale ancora poco.
            Considero valore tutte le ferite.
            Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
            tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
            provare gratitudine senza ricordare di che.
            Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
            qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
            Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
            la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
            Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
            Molti di questi valori non ho conosciuto.
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              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Il silenzio fiorisce

              Qui il silenzio fiorisce movendo
              il pesante vascello dell'anima,
              e il vento, cane docile, lambisce
              i giunchi appena incurvati.

              Qui il desiderio in un'insenatura
              vuota fa attraccare i suoi vascelli.
              E in questa quiete è dolce non sapere
              dei murmuri lontani della terra.

              Qui a lievi immagini, a lievi pensieri
              io consacro i miei versi,
              e con un languido fruscío li accolgono
              le armoniose correnti del fiume.

              Abbassando le ciglia con languore,
              voi, fanciulle, nei versi avete letto
              come le gru da una pagina all'altra
              siano volate nella lontananza.

              Ed ogni suono era per voi allusione
              e sonava ineffabile ogni verso.
              Ed amavate nell'ampia largura
              delle mie rime scorrevoli.

              E ciascuna per sempre ha conosciuto
              e non potrà dimenticare mai
              come baciava, come s'avvinghiava,
              come cantava l'acqua silenziosa.
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