Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l'eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde.
Io sono l'unica il cui destino lingua non indaga, occhio non piange; non ho mai causato un cupo pensiero, né un sorriso di gioia, da quando sono nata.
Tra piaceri segreti e lacrime segrete, questa mutevole vita mi è sfuggita, dopo diciott'anni ancora così solitaria come nel giorno della mia nascita.
E vi furono tempi che non posso nascondere, tempi in cui tutto ciò era terribile, quando la mia triste anima perse il suo orgoglio e desiderò qualcuno che l'amasse.
Ma ciò apparteneva ai primi ardori di sentimenti poi repressi dal dolore; e sono morti da così lungo tempo che stento a credere siano mai esistiti.
Prima si dissolse la speranza giovanile, poi svanì l'arcobaleno della fantasia; infine l'esperienza mi insegnò che mai crebbe in un cuore mortale la verità.
Era già amaro pensare che l'umanità fosse insincera, sterile, servile; ma peggio fu fidarmi della mia mente e trovarvi la stessa corruzione.
Ma quando sono solo con questo naso al piede che almeno di mezz'ora da sempre mi precede si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore; non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso d'essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, ma dentro di me sento che il grande amore esiste, amo senza peccato, amo, ma sono triste perché Rossana è bella, siamo così diversi, a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi.
Alberi, eravate frecce cadute dall'azzurro? Che terribili guerrieri vi scagliarono? Sono state le stelle?
Le vostre musiche vengono dall'anima degli uccelli, dagli occhi di Dio, da una perfetta passione. Alberi! Le vostre radici rozze si accorgeranno del mio cuore sotto terra?
Se riesci a mantenere la calma, quando tutti attorno a te la stanno perdendo, e te ne fanno una colpa; Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te tenendo però nel giusto conto i loro dubbi; Se sai aspettare senza stancarti di aspettare, o essendo calunniato non rispondere con calunnie, o essendo odiato, non dare spazio all'odio, senza tuttavia sembrare troppo buono ne parlare troppo saggio;
Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni; Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine; Se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta e trattare questi due impostori allo stesso modo; Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per ingenui; o vedere le cose, per le quali hai dedicato la vita, distrutte, o umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;
Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie, e rischiarla in un sol colpo a testa o croce, e perdere, e ricominciare di nuovo dall'inizio senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso; se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più e così resistere quando in te non c'è più nulla tranne la volontà che dice loro "Resistete!";
Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà o passeggiare con i re senza perdere il comportamento normale; Se non possono ferirti né i nemici né gli amici troppo premurosi; Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo; Se riesci a riempire l'inesorabile minuto dando valore ad ogni istante che passa; tua è la Terra e tutto ciò che vi è in essa e - quel che più conta - tu sarai un Uomo, figlio mio!
Ti aspetto e ogni giorno mi spengo poco per volta e ho dimenticato il tuo volto. Mi chiedono se la mia disperazione sia pari alla tua assenza no, è qualcosa di più: è un gesto di morte fissa che non ti so regalare.