Poesie d'Autore migliori


in Poesie (Poesie d'Autore)
Se tu non parli
Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.

Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Al mare (o quasi)

    L'ultima cicala stride
    sulla scorza gialla dell'eucalipto
    i bambini raccolgono pinòli
    indispensabili per la galantina
    un cane alano urla dall'inferriata
    di una villa ormai disabitata
    le ville furono costruite dai padri
    ma i figli non le hanno volute
    ci sarebbe spazio per centomila terremotati
    di qui non si vede nemmeno la proda
    se può chiamarsi cosí quell'ottanta per cento
    ceduta in uso ai bagnini
    e sarebbe eccessivo pretendervi
    una pace alcionica
    il mare è d'altronde infestato
    mentre i rifiuti in totale
    formano ondulate collinette plastiche
    esaurite le siepi hanno avuto lo sfratto
    i deliziosi figli della ruggine
    gli scriccioli o reatini come spesso
    li citano i poeti. E c'è anche qualche boccio
    di magnolia l'etichetta di un pediatra
    ma qui i bambini volano in bicicletta
    e non hanno bisogno delle sue cure
    Chi vuole respirare a grandi zaffate
    la musa del nostro tempo la precarietà
    può passare di qui senza affrettarsi
    è il colpo secco quello che fa orrore
    non già l'evanescenza il dolce afflato del nulla
    Hic manebimus se vi piace non proprio
    ottimamente ma il meglio sarebbe troppo simile
    alla morte ( e questa piace solo ai giovani)
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      No, non dire mai che il mio cuore è stato falso (Sonetto 109)

      No, non dire mai che il mio cuore è stato falso
      Anche se l'assenza sembrò ridurre la mia fiamma;
      come non è facil ch'io mi stacchi da me stesso,
      così è della mia anima che vive nel tuo petto:
      quello è il rifugio mio d'amore; se ho vagato
      come chi viaggia, io di nuovo lì ritorno
      fedelmente puntuale, non mutato dagli eventi,
      tanto ch'io stesso porto acqua alle mie colpe.
      Non credere mai, pur se in me regnassero
      tutte le debolezze che insidiano la carne,
      ch'io mi possa macchiare in modo tanto assurdo
      da perdere per niente la somma dei tuoi pregi:
      perché niente io chiamo questo immenso universo
      tranne te, mia rosa; in esso tu sei il mio tutto.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Quanto ancor più bella sembra la bellezza (Sonetto 54)

        Quanto ancor più bella sembra la bellezza,
        per quel ricco ornamento che virtù le dona!
        Bella ci appar la rosa, ma più bella la pensiamo
        per la soave essenza che vive dentro a lei.
        Anche le selvatiche hanno tinte molto intense
        simili al colore delle rose profumate,
        hanno le stesse spine e giocano con lo stesso brio
        quando la brezza d'estate ne schiude gli ascosi boccioli:
        ma poiché il loro pregio è solo l'apparenza,
        abbandonate vivono, sfioriscono neglette e
        solitarie muoiono. Non così per le fragranti rose:
        la loro dolce morte divien soavissimo profumo:
        e così è; per te, fiore stupendo e ambito,
        come appassirai, i miei versi stilleran la tua virtù.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          La morte di Tantalo

          Noi sedemmo sull'orlo
          della fontana nella vigna d'oro.
          Sedemmo lacrimosi in silenzio.
          Le palpebre della mia dolce amica
          si gonfiavano dietro le lagrime
          come due vele
          dietro una leggera brezza marina.
          Il nostro dolore non era dolore d'amore
          né dolore di nostalgia
          né dolore carnale.
          Noi morivamo tutti i giorni
          cercando una causa divina
          il mio dolce bene ed io.

          Ma quel giorno già vanía
          e la causa della nostra morte
          non era stata rivenuta.

          E calò la sera su la vigna d'oro
          e tanto essa era oscura
          che alle nostre anime apparve
          una nevicata di stelle.

          Assaporammo tutta la notte
          i meravigliosi grappoli.
          Bevemmo l'acqua d'oro,
          e l'alba ci trovò seduti
          sull'orlo della fontana
          nella vigna non piú d'oro.

          O dolce mio amore,
          confessa al viandante
          che non abbiamo saputo morire
          negandoci il frutto saporoso
          e l'acqua d'oro, come la luna.

          E aggiungi che non morremo piú
          e che andremo per la vita
          errando per sempre.
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            Scritta da: Gabriella Stigliano
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Passa radiosa, come la notte tersa

            Passa radiosa, come la notte tersa
            dai cieli stellati;
            il meglio del buio e del fulgore
            si incontra nei suoi occhi
            addolciti a quella tenera luce
            che il cielo nega allo sforzo del giorno.
            Un'ombra in più, un raggio in meno, avrebbero
            in parte guastato la grazia senza nome
            che si posa sui capelli neri
            o illumina il volto con dolcezza,
            dove pensieri limpidi
            svelano pura e preziosa dimora.
            Su quella guancia, sopra quella fronte serena
            sorrisi e colori parlano di pacifici giorni,
            di un intelletto in armonia con tutto,
            di un cuore che ama innocente.
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Paura dei tuoi occhi

              Paura dei tuoi occhi,
              di quel vertice puro
              entro cui batte il pensiero,
              paura del tuo sguardo
              nascosto velluto d'algebra
              col quale mi percorri,
              paura delle tue mani
              calamite leggere
              che chiedono linfa,
              paura dei tuoi ginocchi
              che premono il mio grembo
              e poi ancora paura
              sempre sempre paura,
              finché il mare sommerge
              questa mia debole carne
              e io giaccio sfinita
              su te che diventi spiaggia
              e io che divento onda
              che tu percuoti e percuoti
              con il tuo remo d'Amore.
              Composta martedì 4 agosto 2015
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                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Seduto accanto al fuoco, rifletto
                Su tutto quel che ho visto,
                Sulle farfalle ed i fiori dei campi
                In estati ormai da me distanti;

                Penso alle foglie gialle e tele di ragno
                In autunni che più non torneranno;
                Alle nebbiose mattine, e al sole d'argento,
                E ai miei capelli agiatati dal vento.

                Seduto accanto al fuoco, rifletto
                Al mondo che sarà,
                Quando l'inverno un giorno giungerà,
                Ma della primavera io non vedrò l'aspetto.

                Vi sono infatti tante e tante cose
                Che io purtroppo ancora non conosco:
                Diversi in ogni prato ed ogni bosco
                Il verde e il profumo delle rose.

                Seduto accanto al fuoco, rifletto
                Ai popoli vissuti tanto tempo fa,
                Ed a coloro che vedranno un mondo
                Che a me per sempre ignoto resterà.

                Ma mentre lì seduto rifletto
                Sui tempi che fuggiron veloci,
                Ascolto in ansia ed aspetto
                Il ritorno di passi e di voci.
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