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in Poesie (Poesie d'Autore)

Su gioia e dolore

Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
E lui rispose:
La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,
E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di lacrime.
E come può essere altrimenti?
Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.
La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?
E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?
Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
Alcuni di voi dicono: "La gioia è più grande del dolore", e altri dicono: "No, è più grande il dolore".
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme, e se l'una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l'altro è addormentato nel vostro letto.

In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento, così la vostra gioia e il vostro dolore dovranno sollevarsi oppure ricadere.
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    Scritta da: Elisa Iacobellis
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Al chiar di luna

    Calma, calma questo cuore agitato,
    tu, notte tranquilla di luna piena.
    Troppe gravi preoccupazioni,
    più e più volte
    gravano sul mio cuore.
    Versa tenere lacrime
    Sopra brucianti pene.
    Con i tuoi raggi argentati,
    portatori di sogno e di magia,
    morbidi come petali di loto,
    o notte, vieni, accarezza
    tutto il mio essere
    e fammi dimenticare
    tutte le mie pene.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Or son molti e molti anni
      che in un regno in riva al mare
      viveva una fanciulla che col nome
      chiamerete di Annabel Lee:
      e viveva questa fanciulla con non altro pensiero
      che d'amarmi e d'essere amata da me.
      Io ero un bimbo e lei una bimba,
      in questo regno in riva al mare;
      ma ci amavamo d'un amore ch'era più che amore-
      io e la mia Annabel Lee –
      d'un amore che gli alati serafini in cielo
      invidiavano a lei ed a me.
      E fu per questo che –oh, molto tempo fa-
      in questo regno in riva al mare
      un vento soffiò da una nube, raggelando
      la mia bella Annabel Lee;
      così che vennero i suoi nobili parenti
      e la portarono da me lontano
      per rinchiuderla in un sepolcro
      in questo regno in riva al mare.
      Gli angeli, non così felici in cielo come noi,
      a lei e a me portarono invidia –
      oh sì! E fu per questo ( e tutti ben lo sanno
      in questo regno in riva al mare)
      che quel vento irruppe una notte dalla nube
      raggelando e uccidendo la mia bella Annabel Lee.
      Ma molto era più forte il nostro amore
      che l'amor d'altri di noi più grandi-
      che l'amor d'altri di noi più savi-
      e né gli angeli lassù nel cielo
      né i demoni dentro il profondo mare
      mai potran separare la mia anima dall'anima
      della bella Annabel Lee: -
      giacché mai raggia la luna che non mi porti sogni
      della bella Annabel Lee;
      e mai stella si leva ch'io non senta i fulgenti occhi
      della bella Annabel Lee: -
      e così, nelle notti, al fianco io giaccio
      del mio amore – mio amore – mia vita e mia sposa,
      nel suo sepolcro lì in riva al mare,
      nella sua tomba in riva al risonante mare.
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        Scritta da: mor-joy
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Educare

        Educare è equipaggiare il motore di una barca...
        Serve prendere le misure, pesare, equilibrare...
        e mettere tutto in funzione.
        Ma per questo si deve avere nell'animo un po' del marinaio... un po' del pirata... un po' del poeta... e un chilo e mezzo di pazienza concentrata.
        Ma è consolante sognare, mentre si lavora, che quella barca, quel bambino, prenderà il largo, se ne andrà lontano.
        Sognare che quel bastimento porterà il nostro carico di parole verso porti distanti, verso isole lontane.
        Sognare che quando si sarà messa a dormire la nostra barca, nuove barche porteranno inalberata la nostra bandiera.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Faccio tutto ciò che posso

          Faccio tutto ciò che posso
          perché il mio amore
          non ti disturbi,
          ti guardo di nascosto,
          ti sorrido quando non mi vedi.
          Poso il mio sguardo
          e la mia anima ovunque
          vorrei posare i miei baci:
          sui tuoi capelli,
          sulla tua fronte,
          sui tuoi occhi,
          sulle tue labbra,
          ovunque le carezze
          abbiano libero accesso.
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            Scritta da: Gabriella Stigliano
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Alla vita

            Amici ci aspetta una barca e dondola
            nella luce ove il cielo s'inarca
            e tocca il mare, volano creature pazze ad amare
            il viso d'Iddio caldo di speranza
            in alto in basso cercando
            affetto in ogni occulta distanza
            e piangono: noi siamo in terra
            ma ci potremo un giorno librare
            esilmente piegare sul seno divino
            come rose dai muri nelle strade odorose
            sul bimbo che le chiede senza voce.

            Amici dalla barca si vede il mondo
            e in lui una verità che precede
            intrepida, un sospiro profondo
            dalle foci alle sorgenti;
            la Madonna dagli occhi trasparenti
            scende adagio incontro ai morenti,
            raccoglie il cumulo della vita, i dolori
            le voglie segrete da anni sulla faccia inumidita.
            Le ragazze alla finestra annerita
            con lo sguardo verso i monti
            non sanno finire d'aspettare l'avvenire.

            Nelle stanze la voce materna
            senza origine, senza profondità s'alterna
            col silenzio della terra, è bella
            e tutto par nato da quella.
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              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Scintilla

              Mi hanno sempre irritato tutti gli anni, le ore i
              minuti che gli ho regalato lavorando come un mulo,
              mi ha fatto seriamente male alla testa,
              mi ha fatto male dentro, mi ha stordito
              e mi ha fatto diventare pazzo - non riuscivo ad accettare
              questi miei anni assassinati
              eppure i miei compagni di lavoro non davano segni di
              agonia, anzi molti di loro sembravano addirittura soddisfatti,
              e vederli così mi faceva impazzire quasi quanto
              quel lavoro monotono e insensato.

              I lavoratori sottostavano,
              il lavoro gli annientava, venivano
              racconti col cucchiaino e buttati via.

              Mi irritava ogni minuto, ogni minuto mentre veniva
              mutilato
              e nulla alleviava la noia.

              Ho valutato l'ipotesi del suicidio.
              Mi sono bevuto le poche ore di libertà.

              Ho lavorato per decenni.

              Ho vissuto con la peggiore specie di donne,
              e loro hanno ucciso
              quello che il lavoro non era riuscito ad uccidere.

              Sapevo che stavo morendo.
              Qualcosa dentro mi diceva: continua così, muori, spegniti,
              diventa come loro, accettalo.
              E poi qualcos'altro dentro diceva: no, salva un pezzetto
              minuscolo.
              Non importa che sia molto, basta solo una scintilla.
              Una scintilla può incendiare un'intera
              foresta.
              Solo una scintilla.
              Salvala.

              Penso di esserci riuscito.
              Sono fiero di esserci riuscito.
              Che stramaledetta
              fortuna.
              Composta domenica 20 ottobre 2013
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