Poesie d'Autore migliori


in Poesie (Poesie d'Autore)
Dai il meglio di te
Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici
non importa, fa il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa il bene
L'onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile
non importa, sii franco
e onesto.
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te.
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    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Demoni e meraviglie
    Venti e maree
    Lontano di già si è ritirato il mare
    E tu
    Come alga dolcemente accarezzata dal vento
    Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
    Demoni e meraviglie
    Venti e maree
    Lontano di già si è ritirato il mare
    Ma nei tuoi occhi socchiusi
    Due piccole onde son rimaste
    Demoni e meraviglie
    Venti e maree
    Due piccole onde per annegarmi.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Ora e sempre Resistenza

      Lo avrai
      camerata Kesserling
      il monumento che pretendi da noi italiani
      ma con che pietra si costruirà
      a deciderlo tocca a noi
      non con i sassi affumicati dei borghi inermi
      straziati dal tuo sterminio
      non con la terra dei cimiteri
      dove i nostri compagni giovinetti
      riposano in serenità
      non con la neve inviolata delle montagne
      che per due inverni ti sfidarono
      non con la primavera di queste valli
      che ti vide fuggire
      ma soltanto con il silenzio dei torturati
      più duro d'ogni macigno
      soltanto con la roccia di questo patto
      giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono
      per dignità non per odio
      decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo
      su queste strade se vorrai tornare
      ai nostri posti ci ritroverai
      morti e vivi con lo stesso impegno
      popolo serrato intorno al monumento
      che si chiama ora e sempre
      Resistenza.
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        Scritta da: Francesca Oniram
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Contro l'amore non c'è
        Rimedio alcuno, Nicia,
        né unguento né polvere - io credo - lieve,
        dolce farmaco.
        Da te, persino l'anima mi farei bruciare, persino
        L'occhio, che amo
        Più di tutto
        Mi tufferei da te, ti bacerei la mano
        E bianchi gigli ti porterei
        E il fragile papavero
        Dai petali scarlatti.
        Imparerò a nuotare
        Così saprò perché
        Vi è dolce abitare negli abissi.
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          Scritta da: mor-joy
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Se tu mio fratello

          Se tu mi rivenissi incontro vivo,
          con la mano tesa,
          ancora potrei,
          di nuovo in uno slancio d'oblio, stringere,
          fratello, una mano.

          Ma di te, di te più non mi circondano
          che sogni, barlumi,
          i fuochi senza fuoco del passato.

          La memoria non svolge che le immagini
          e a me stesso, io stesso
          non sono già più
          che l'annientante nulla del pensiero.
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            Scritta da: Robertyna Superbyna
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Questo amore
            Così violento
            Così fragile
            Così tenero
            Così disperato
            Questo amore
            Bello come il giorno
            E cattivo come il tempo
            Quando il tempo è cattivo
            Questo amore così vero
            Questo amore così bello
            Così felice
            Così gaio
            E così beffardo
            Tremante di paura come un bambino al buio
            E così sicuro di sé
            Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
            Questo amore che impauriva gli altri
            Che li faceva parlare
            Che li faceva impallidire
            Questo amore spiato
            Perché noi lo spiavamo
            Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
            Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
            Questo amore tutto intero
            Ancora così vivo
            E tutto soleggiato
            È tuo
            È mio
            È stato quel che è stato
            Questa cosa sempre nuova
            E che non è mai cambiata
            Vera come una pianta
            Tremante come un uccello
            Calda e viva come l'estate
            noi possiamo tutti e due
            Andare e ritornare
            Noi possiamo dimenticare
            E quindi riaddormentarci
            Risvegliarci soffrire invecchiare
            Addormentarci ancora
            Sognare la morte
            Svegliarci sorridere e ridere
            E ringiovanire
            Il nostro amore è là
            Testardo come un asino
            Vivo come il desiderio
            Crudele come la memoria
            Sciocco come i rimpianti
            Tenero come il ricordo
            Freddo come il marmo
            Bello come il giorno
            Fragile come un bambino
            Ci guarda sorridendo
            E ci parla senza dir nulla
            E io tremante l'ascolto
            E grido
            Grido per te
            Grido per me
            Ti supplico
            Per te per me per tutti coloro che si amano
            E che si sono amati
            Sì io gli grido
            Per te per me e per tutti gli altri
            Che non conosco
            Fermati là
            Là dove sei
            Là dove sei stato altre volte
            Fermati
            Non muoverti
            Non andartene
            Noi che siamo amati
            Noi tu abbiamo dimenticato
            Tu non dimenticarci
            Non avevamo che te sulla terra
            Non lasciarci diventare gelidi
            Anche se molto lontano sempre
            E non importa dove
            Dacci un segno di vita
            Molto più tardi ai margini di un bosco
            Nella foresta della memoria
            Alzati subito
            Tendici la mano
            E salvaci.
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              Scritta da: Domenico De Rosa
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              'A paura mia

              Tengo nemice? Faccio'o paro e sparo...
              'E ttengo mente e dico: "Stongo ccà!"
              E nun tremmo si sent''e dì: "Te sparo!"
              Chillo c''o ddice, '0 ddice, nun'0 ffà.
              Si è p''o buciardo, nun me movo, aspetto.
              ('A buscia corre assaie, ma campa poco).
              'O vuò vedè? '0 canusce comm''o "sette",
              va pè parlà', se fa una lamp''e fuoco.
              'A calunnia? E chella è un venticello,
              dico vicin'a'o viento: "Nun sciuscià?"
              Quann'ha fatt''a sfucata vene'o bello,
              allor'accuminciamm'a raggiunà.
              E manco'a morte, si me tene mente,
              me fa paura. 'A morte è generale.
              Ll'uommene sò rumanze differente,
              ma tenen'una chiusa, unu finale.
              M'arrobbano? Arreduco mmiez''a via?...
              Ì fatico e addevento chillu stesso,
              ma, quanto voglio bene a mamma mia,
              a mme me fa paura sul''o fesso!

              TRADUZIONE (per quanto possibile, rispettosa del testo in napoletano):
              Ho nemici? Faccio il "pari e dispari",
              li tengo a mente e dico: "sto qua!"
              E non tremo se sento dire "ti sparo!"
              Colui che lo dice, lo dice ma non lo fa.
              Quanto al bugiardo, io non mi muovo, io aspetto.
              (La bugia corre molto, ma vive poco).
              Lo vuoi vedere? Lo riconosci come il "sette",
              appena fa per parlare, si fa rosso come una vampata di fuoco.
              La calunnia? E quella è un venticello,
              dico al vento: "non soffiare"?
              Quando ha finito di scatenarsi, viene il bel tempo,
              allora cominciamo a ragionare.
              E nemmeno la morte, se mi tiene a mente,
              mi fa paura. La morte è generale.
              Gli uomini sono romanzi differenti
              ma hanno una identica conclusione, un unico finale.
              Mi derubano? Mi riducono in mezzo ad una strada?
              Io lavoro e ridivento lo stesso di prima;
              ma, per quanto voglio bene a mamma mia,
              a me fa paura solo il fesso!
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                Scritta da: Andrea De Candia
                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Sono un uomo ferito.
                E me ne vorrei andare
                e finalmente giungere,
                pietà, dove si ascolta
                l'uomo che è solo con sé.
                Non ho che superbia e bontà.
                E mi sento esiliato in mezzo agli uomini.
                Ma per essi sto in pena.
                Non sarei degno di tornare in me?
                Ho popolato di nomi il silenzio.
                Ho fatto a pezzi cuore e mente
                per cadere in servitù di parole?
                Regno sopra fantasmi.
                O foglie secche,
                anima portata qua e là...
                no, odio il vento e la sua voce
                di bestia immemorabile.
                Dio, coloro che t'implorano
                non ti conoscono più che di nome?
                M'hai discacciato dalla vita.
                Mi discaccerai dalla morte?
                Forse l'uomo è anche indegno di sperare.
                Anche la fonte del rimorso è secca?
                Il peccato che importa,
                se alla purezza non conduce più.
                La carne si ricorda appena
                che una volta fu forte.
                È folle e usata, l'anima.
                Dio guarda la nostra debolezza.
                Vorremmo una certezza.
                Di noi nemmeno più ridi?
                E compiangici dunque, crudeltà.
                Non ne posso più di stare murato
                nel desiderio senza amore.
                Una traccia mostraci di giustizia.
                La tua legge qual è?
                Fulmina le mie povere emozioni,
                liberami dall'inquietudine.
                Sono stanco di urlare senza voce.
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