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Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Federico
in Poesie (Poesie d'Autore)
Dammi il supremo coraggio dell'Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell'amore,
e dell'amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l'offesa,
ma disdegna di ripagarla con l'offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo.
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    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Quando quaranta inverni assedieranno la tua fronte
    e profonde trincee solcheranno il campo della tua bellezza,
    l'orgoglioso manto della gioventù, ora ammirato,
    sarà a brandelli, tenuto in nessun conto.
    Allora, se richiesto dove la tua bellezza giace,
    dove il tesoro dei tuoi gagliardi giorni,
    rispondere ch'essi s'adagiano infossati nei tuoi occhi
    per te vergogna bruciante sarebbe e ridicolo vanto.
    Quanta più lode meriterebbe la tua bellezza,
    se tu potessi replicare: "Questo mio bel bambino
    pareggia il conto e fa perdonare il passare degli anni",
    dando prova che la sua bellezza da te fu data.
    Sarebbe questo un sentirsi giovane quando sei vecchio,
    mirare il tuo sangue caldo quand'esso nelle tue vene è freddo.
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      Scritta da: Elisa Iacobellis
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Antico, sono ubriacato dalla voce ch'esce
      dalle tue bocche quando si schiudono come verdi campane
      e si ributtano indietro e si disciolgono.
      La casa delle mie estati lontane, t'era accanto, lo sai,
      là nel paese dove il sole cuoce e annuvolano l'aria le zanzare.
      Come allora oggi in tua presenza impietro, mare, ma non più
      degno mi credo del solenne ammonimento del tuo respiro.
      Tu m'hai detto primo che il piccino fermento del mio cuore
      non era che un momento del tuo; che mi era in fondo
      la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso e insieme fisso:
      e svuotarmi così d'ogni lordura come tu fai che sbatti
      sulle sponde tra sugheri alghe asterie le inutili macerie
      del tuo abisso.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Barbara

        Ricordati Barbara
        Pioveva senza tregua quel giorno su Brest
        E tu camminavi sorridente
        Raggiante rapita grondante
        Sotto la pioggia
        Ricordati Barbara
        Pioveva senza tregua su Brest
        E t'ho incontrata in rue de Siam
        Tu sorridevi
        E sorridevo anch'io
        Ricordati Barbara
        Tu che io non conoscevo
        Tu che non mi conoscevi
        Ricordati
        Ricordati comunque di quel giorno
        Non dimenticare
        Un uomo si riparava sotto un portico
        E ha gridato il tuo nome
        Barbara
        E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia
        Grondante rapita raggiante
        Gettandoti tra le sue braccia
        Ricordati di questo Barbara
        E non volermene se ti do del tu
        Io do del tu a tutti quelli che amo
        Anche se non li ho visti che una sola volta
        Io do del tu a tutti quelli che si amano
        Anche se non li conosco
        Ricordati Barbara
        Non dimenticare
        Questa pioggia buona e felice
        Sul tuo viso felice
        Su questa città felice
        Questa pioggia sul mare
        Sull'arsenale
        Sul battello d'Ouessant
        Oh Barbara
        Che cazzata la guerra
        E cosa sei diventata adesso
        Sotto questa pioggia di ferro
        Di fuoco acciaio sangue
        E lui che ti stringeva fra le braccia
        Amorosamente
        E forse morto disperso o invece
        Vive ancora
        Oh Barbara
        Piove senza tregua su Brest
        Come pioveva prima
        Ma non è più così e tutto si è guastato
        È una pioggia di morte desolata e crudele
        Non è nemmeno più bufera
        Di ferro acciaio sangue
        Ma solamente nuvole
        Che schiattano come cani
        Come cani che spariscono
        Seguendo la corrente su Brest
        E scappano lontano da Brest
        Dove non c'è più niente.
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          Scritta da: Andrea De Candia
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Vietnam

          Donna, come ti chiami? - Non lo so.
          Quando sei nata, da dove vieni? - Non lo so.
          Perché ti sei scavata una tana sottoterra? - Non lo so.
          Da quando ti nascondi qui? - Non lo so.
          Perché mi hai morso la mano? - Non lo so.
          Sai che non ti faremo del male? - Non lo so.
          Da che parte stai? - Non lo so.
          Ora c'è la guerra, devi scegliere. - Non lo so.
          Il tuo villaggio esiste ancora? - Non lo so.
          Questi sono i tuoi figli? - Sì.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Se tu dovessi venire in autunno
            mi leverei di torno l'estate
            con un gesto stizzito ed un sorrisetto,
            come fa la massaia con la mosca.

            Se entro un anno potessi rivederti,
            avvolgerei in gomitoli i mesi,
            per poi metterli in cassetti separati -
            per paura che i numeri si mescolino.

            Se mancassero ancora alcuni secoli,
            li conterei ad uno ad uno sulla mano -
            sottraendo, finché non mi cadessero
            le dita nella terra della Tasmania.

            Se fossi certa che, finita questa vita,
            io e te vivremo ancora -
            come una buccia la butterei lontano -
            e accetterei l'eternità all'istante.

            Ma ora, incerta della dimensione
            di questa che sta in mezzo,
            la soffro come l'ape-spiritello
            che non preannuncia quando pungerà.
            (dedicata a F. )
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              Scritta da: sagea
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Splash

              L'illusione è che tu semplicemente
              Stia leggendo questa poesia.
              La realtà è che questa è
              più di una poesia.
              Questo è il coltello
              Di un accattone.
              È un tulipano
              È un soldato che marcia
              Attraverso Madrid.
              Questo sei tu
              Sul tuo letto di morte.
              Questo è Li Po che ride
              Questo è il circo
              del diavolo.
              E non la stai leggendo
              Su una pagina
              Sottoterra.
              No, non è una dannata
              Poesia.
              È un cavallo
              che dorme.
              Una farfalla dentro
              Il tuo cervello.
              È la pagina che legge
              Te.
              La senti?
              È come un cobra.
              È un aquila affamata
              che sorvola la stanza.
              Questa non è una poesia
              La poesia è barbosa,
              ti fa venire sonno.
              Queste parole ti incitano
              a una nuova
              follia.
              Ti ha toccato la grazia,
              sei stato spinto
              dentro un abbacinante
              regione di luce.
              Adesso l'elefante
              Sogna insieme
              a te.
              La volta dello spazio
              curva e ride.
              Adesso puoi morire
              Tu puoi morire adesso come
              Si doveva morire da uomini:
              grande,
              vittorioso,
              con l'orecchio della musica,
              essendo tu la musica,
              che romba,
              romba,
              romba.
              Composta lunedì 18 luglio 2011
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                Scritta da: Andrea De Candia
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Possibilità

                Preferisco il cinema.
                Preferisco i gatti.
                Preferisco le querce sul fiume Warta.
                Preferisco Dickens a Dostoevskij.
                Preferisco me che vuol bene alla gente
                a me che ama l'umanità.
                Preferisco avere sottomano ago e filo.
                Preferisco il colore verde.
                Preferisco non affermare
                che l'intelletto ha la colpa di tutto.
                Preferisco le eccezioni.
                Preferisco uscire prima.
                Preferisco parlare con i medici d'altro.
                Preferisco le vecchie illustrazione a tratteggio.
                Preferisco il ridicolo di scrivere poesie
                al ridicolo di non scriverne.
                Preferisco in amore gli anniversari non tondi,
                da festeggiare ogni giorno.
                Preferisco i moralisti
                che non mi promettono nulla.
                Preferisco una bontà avveduta a una credulona.
                Preferisco la terra in borghese.
                Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori.
                Preferisco avere delle riserve.
                Preferisco l'inferno del caos all'inferno dell'ordine.
                Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine.
                Preferisco foglie senza fiori a fiori senza foglie.
                Preferisco i cani con la coda non tagliata.
                Preferisco gli occhi chiari, perché li ho scuri.
                Preferisco i cassetti.
                Preferisco molte cose che qui non ho menzionato
                a molte pure qui non menzionate.
                Preferisco gli zeri alla rinfusa
                che non allineati in una cifra.
                Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale.
                Preferisco toccare ferro.
                Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando.
                Preferisco prendere in considerazione perfino la possibilità
                che l'essere abbia una sua ragione.
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