Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Mario Biasiotti
in Poesie (Poesie d'Autore)
Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere "noi" in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia...

Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Blues in Memoria

    Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
    fate tacere il cane con un osso succulento,
    chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato
    portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

    Incrocino gli aereoplani lassù
    e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
    allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
    i vigili si mettano i guanti di tela nera.

    Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed il mio Ovest,
    la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
    il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
    pensavo che l'amore fosse eterno: avevo torto.

    Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
    imballate la luna, smontate pure il sole;
    svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
    perché ormai nulla può giovare.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      La mia bohème (Fantasia)

      I pugni nelle tasche rotte, me ne andavo
      con il mio pastrano diventato ideale;
      sotto il cielo andavo, o Musa, a te solidale;
      oh! Là, là! Quanti splendidi amori sognavo!

      La sola braca aveva un largo buco. - In corsa
      sgranavo rime, Puccetto sognante. E l'Orsa
      Maggiore era la mia locanda. - Lassù
      le stelle in cielo avevano un dolce fru fru;

      le ascoltavo, seduto ai lati delle strade,
      nelle sere del buon settembre ove rugiade
      mi gocciavano in fronte un vino di vigore;

      e, rimando in mezzo ai tenebrosi fantastici,
      come fossero lire, tiravo gli elastici
      delle mie scarpe ferite, un piede sul cuore!
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Ora e sempre Resistenza

        Lo avrai
        camerata Kesserling
        il monumento che pretendi da noi italiani
        ma con che pietra si costruirà
        a deciderlo tocca a noi
        non con i sassi affumicati dei borghi inermi
        straziati dal tuo sterminio
        non con la terra dei cimiteri
        dove i nostri compagni giovinetti
        riposano in serenità
        non con la neve inviolata delle montagne
        che per due inverni ti sfidarono
        non con la primavera di queste valli
        che ti vide fuggire
        ma soltanto con il silenzio dei torturati
        più duro d'ogni macigno
        soltanto con la roccia di questo patto
        giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono
        per dignità non per odio
        decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo
        su queste strade se vorrai tornare
        ai nostri posti ci ritroverai
        morti e vivi con lo stesso impegno
        popolo serrato intorno al monumento
        che si chiama ora e sempre
        Resistenza.
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          Scritta da: Francesca Oniram
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Contro l'amore non c'è
          Rimedio alcuno, Nicia,
          né unguento né polvere - io credo - lieve,
          dolce farmaco.
          Da te, persino l'anima mi farei bruciare, persino
          L'occhio, che amo
          Più di tutto
          Mi tufferei da te, ti bacerei la mano
          E bianchi gigli ti porterei
          E il fragile papavero
          Dai petali scarlatti.
          Imparerò a nuotare
          Così saprò perché
          Vi è dolce abitare negli abissi.
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            Scritta da: Marianna Mansueto
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Amici, se disertando la guerra a noi prossima
            voi e io fossimo destinati a vivere per sempre
            senza conoscere alcun decadimento, lo faremmo,
            non sarei fra i primi a combattere, non vi manderei
            nella battaglia che porta la gloria.
            Ma ora, stando così le cose, con i ministri della morte
            pronti attorno a noi a migliaia, che nessun uomo
            nato per morire può sfuggire e nemmeno evadere,
            andiamo.
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              Scritta da: Dario Pautasso
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              La morte si fuma i miei sigari

              Sai com'è: sono qui ubriaco ancora
              una volta
              e ascolto Chajkovskij
              alla radio.
              Gesù, lo sentivo quarantasette anni
              fa
              quando ero uno scrittore morto di fame
              ed eccolo qui
              di nuovo
              ora io sono uno scrittore con un po'
              di successo
              e la morte va
              su e giù
              per questa stanza
              e si fuma i miei sigari
              beve qualche sorso del mio
              vino
              mentre il vecchio Pietro continua a darci dentro
              con la sua "Patetica",
              ho fatto un bel pezzo di strada
              e se ho avuto fortuna è
              perché ho tirato bene
              i dadi:
              ho fatto la fame per l'arte, ho fatto la fame per
              riuscire a guadagnare cinque dannati minuti, cinque ore,
              cinque giorni,
              volevo soltanto buttare giù qualche
              frase,
              il successo, il denaro non importavano:
              io volevo scrivere
              e loro volevano che stessi alla pressa meccanica,
              in fabbrica alla catena di montaggio
              volevano che facessi il fattorino in un
              grande magazzino.

              Bè, dice la morte, passandomi accanto,
              ti prenderò comunque,
              non importa quello che sei stato:
              scrittore, tassista, pappone, macellaio,
              paracadutista acrobatico, io ti
              prenderò...
              okay, baby, le dico io.
              Adesso ci beviamo qualcosa insieme
              mentre l'una di notte diventano
              le due
              e lei solo sa
              quando verrà il
              momento, ma oggi sono
              riuscito a fregarla: mi sono preso
              altri cinque dannati minuti
              e molto di
              più.
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                Scritta da: Dario Pautasso
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Stile

                Lo stile è una risposta a tutto.
                un nuovo modo di affrontare un giorno noioso o pericoloso
                fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile.
                fare una cosa pericolosa con stile è ciò che io chiamo arte.
                La corrida può essere arte
                Boxare può essere arte.
                Amare può essere arte.
                Aprire una scatola di sardine può essere arte.
                Non molti hanno stile.
                Non molti possono mantenere lo stile.
                Ho visto cani con più stile degli uomini,
                Sebbene non molti cani abbiano stile.
                I gatti ne hanno in abbondanza.

                Quando Hemingway si è fatto saltare le cervella con un fucile, quello era stile.
                Alcune persone ti insegnano lo stile.
                Giovanna d'Arco aveva stile.
                Giovanni il Battista.
                Gesù
                Socrate.
                Cesare.
                García Lorca.
                In prigione ho conosciuto uomini con stile.
                Ho conosciuto più uomini con stile in prigione che fuori di prigione.
                Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto.
                Sei aironi tranquilli in uno specchio d'acqua, o tu, mentre esci dal bagno nuda senza
                vedermi.
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