Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Il Cavallino

O bel clivo fiorito Cavallino
ch'io varcai cò leggiadri eguali a schiera
al mio bel tempo; chi sa dir se l'era
d'olmo la tua parlante ombra o di pino?
Era busso ricciuto o biancospino,
da cui dorata trasparia la sera?
C'è un campanile tra una selva nera,
che canta, bianco, l'inno mattutino?
Non so: ché quando a te s'appressa il vano
desìo, per entro il cielo fuggitivo
te vedo incerta vision fluire.
So ch'or sembri il paese allor lontano
lontano, che dal tuo fiorito clivo
io rimirai nel limpido avvenire.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Alle fronde dei salici

    E come potevamo noi cantare
    con il piede straniero sopra il cuore,
    fra i morti abbandonati nelle piazze
    sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
    d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
    della madre che andava incontro al figlio
    crocifisso sul palo del telegrafo?
    Alle fronde dei salici, per voto,
    anche le nostre cetre erano appese,
    oscillavano lievi al triste vento.
    Vota la poesia: Commenta
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Non aspettare di finire l'università,
      di innamorarti,
      di trovare lavoro,
      di sposarti,
      di avere figli,
      di vederli sistemati,
      di perdere quei dieci chili,
      che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
      la primavera,
      l'estate,
      l'autunno o l'inverno.
      Non c'è momento migliore di questo per essere felice.
      La felicità è un percorso, non una destinazione.
      Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
      ama come se non ti avessero mai ferito e balla, come se non ti vedesse nessuno.
      Ricordati che la pelle avvizzisce,
      i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
      Ma l'importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
      Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela.
      Dietro ogni traguardo c'è una nuova partenza.
      Dietro ogni risultato c'è un'altra sfida. Finché sei vivo, sentiti vivo.
      Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.
      Vota la poesia: Commenta
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Il gatto in un appartamento vuoto

        Morire - questo a un gatto non si fa.
        Perché cosa può fare un gatto
        in un appartamento vuoto?
        Arrampicarsi sulle pareti.
        Strofinarsi tra i mobili.
        Qui niente sembra cambiato,
        eppure tutto è mutato.
        Niente sembra spostato,
        eppure tutto è fuori posto.
        E la sera la lampada non brilla più.

        Si sentono passi sulle scale,
        ma non sono quelli.
        Anche la mano che mette il pesce nel piattino
        non è quella di prima.

        Qualcosa qui non comincia
        alla solita ora.
        Qualcosa qui non accade
        come dovrebbe.
        Qui c'era qualcuno, c'era
        poi d'un tratto è scomparso
        e si ostina a non esserci.

        In ogni armadio si è guardato.
        Sui ripiani si è corso.
        Sotto il tappeto si è controllato.
        Si è perfino infranto il divieto
        di sparpagliare le carte.
        Che altro si può fare.
        Aspettare e dormire.

        Che lui provi solo a tornare,
        che si faccia vedere.
        Imparerà allora
        che con un gatto così non si fa.
        Gli si andrà incontro
        come se proprio non se ne avesse voglia,
        pian pianino,
        su zampe molto offese.
        E all'inizio niente salti né squittii.
        Composta lunedì 13 febbraio 2012
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          il mio amico William

          Il mio amico William è un uomo fortunato:
          non ha abbastanza immaginazione per soffrire.

          Ha conservato il suo primo impiego,
          la sua prima moglie.

          È capace di guidare per 50.000 miglia
          senza una frenata.

          Balla come un cigno
          e ha gli occhi più belli e inespressivi
          che ci siano da El Paso fino a qui.

          Il suo giardino è un paradiso,
          i tacchi delle sue scarpe sono sempre allo stesso livello
          e la sua stretta di mano è vigorosa.

          La gente gli vuol bene.

          Quando il mio amico William morirà
          non sarà certo di cancro o di pazzia,

          passerà davanti al diavolo
          per andare in paradiso.

          Stasera lo vedrete alla festa
          sorridere
          davanti al suo Martini

          beato e contento
          mentre qualcuno
          gli chiava la moglie
          nel bagno.
          Composta mercoledì 25 settembre 2013
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            L'odio

            Guardate com'è sempre efficiente,
            come si mantiene in forma
            nel nostro secolo l'odio.
            Con quanta facilità supera gli ostacoli.
            Come gli è facile avventarsi, agguantare.

            Non è come gli altri sentimenti.
            Insieme più vecchio e più giovane di loro.
            Da solo genera le cause
            che lo fanno nascere.
            Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.
            L'insonnia non lo indebolisce, ma lo rafforza.

            Religione o non religione -
            purché ci si inginocchi per il via.
            Patria o no -
            purché si scatti alla partenza.
            Anche la giustizia va bene all'inizio.
            Poi corre tutto solo.
            L'odio. L'odio.
            Una smorfia di estasi amorosa
            gli deforma il viso.

            Oh, quegli altri sentimenti -
            malaticci e fiacchi.
            Da quando la fratellanza
            può contare sulle folle?
            La compassione è mai
            giunta prima al traguardo?
            Il dubbio quanti volenterosi trascina?
            Lui solo trascina, che sa il fatto suo.

            Capace, sveglio, molto laborioso.
            Occorre dire quanti canzoni ha composto?
            Quante pagine ha scritto nei libri di storia?
            Quanti tappeti umani ha disteso
            su quante piazze, stadi?

            Diciamoci la verità:
            sa creare bellezza.
            Splendidi i suoi bagliori nella notte nera.
            Magnifiche le nubi degli scoppi nell'alba rosata.
            Innegabile è il pathos delle rovine
            e l'umorismo grasso
            della colonna che vigorosa le sovrasta.

            è un maestro del contrasto
            tra fracasso e silenzio,
            tra sangue rosso e neve bianca.
            E soprattutto non lo annoia mai
            il motivo del lindo carnefice
            sopra la vittima insozzata.

            In ogni istante è pronto a nuovi compiti.
            Se deve aspettare, aspetterà.
            Lo dicono cieco. Cieco?
            Ha la vista acuta del cecchino
            e guarda risoluto al futuro
            - lui solo.
            Vota la poesia: Commenta