Poesie d'Autore migliori


in Poesie (Poesie d'Autore)
Il dono tuo, il quaderno, è dentro la mia mente
scritto tutto in memoria imperitura,
che assai più durerà di quelle vuote pagine,
oltre ogni termine, fino all'eternità.
O almeno fino a che la mente e il cuore
avranno da natura la facoltà di esistere,
finché al labile oblio non daran la lor parte
di te, il tuo ricordo non potrà cancellarsi;
quei miseri appunti non potrebbero tanto contenere
né mi occorre un registro per segnare il tuo amore;
per questo ho osato dar via il tuo quaderno,
fidando invece in quello che meglio ti riceve.
Il tenere un qualcosa che serva a ricordarti
equivarrebbe a ammettere ch'io so dimenticarti.
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    Scritta da: Elisa Iacobellis
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Prima di tutto l'uomo

    Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista della natura.
    Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre:
    credi al grano, alla terra, al mare, ma prima di tutto credi nell'uomo.
    Ama le nuvole, le macchine,
    i libri, ma prima di tutto ama l'uomo.
    Senti la tristezza del ramo che si secca,
    dell'astro che si spegne,
    dell'animale ferito che rantola,
    ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell'uomo.
    Ti diano gioia tutti i beni della terra:
    l'ombra e la luce ti diano gioia,
    le quattro stagioni ti diano gioia,
    ma soprattutto
    a piene mani ti dia gioia l'uomo!
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      Scritta da: Elisa Iacobellis
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Se...

      Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
      la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
      se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
      e mettendo in conto anche il loro dubitare;
      se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa,
      se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
      o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,
      senza apparir però troppo buono o troppo saggio;

      se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
      se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
      se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso
      trattando quei due impostori allo stesso modo
      se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa
      distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
      o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
      e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;

      se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
      e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
      a perdere e a ricominciar tutto daccapo,
      senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
      se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
      benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
      e a tener duro quando niente più resta in te
      tranne la volontà che ingiunge: "tieni duro! ";

      se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
      o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario;
      se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti,
      se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
      se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile
      e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
      il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
      e - quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio!
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La filosofia dell'amore

        Le fonti si confondono col fiume
        i fiumi con l'Oceano
        i venti del Cielo sempre
        in dolci moti si uniscono
        niente al mondo è celibe
        e tutto per divina
        legge in una forza
        si incontra e si confonde.
        Perché non io con te?
        Vedi che le montagne baciano l'alto
        del Cielo, e che le onde una per una
        si abbracciano. Nessun fiore-sorella
        vivrebbe più ritroso
        verso il fratello-fiore.
        E il chiarore del sole abbraccia la terra
        e i raggi della Luna baciano il mare.
        Per che cosa tutto questo lavoro tenero
        se tu non vuoi baciarmi?
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Sorridi

          Sorridi, anche se il tuo cuore soffre
          Sorridi, anche se si sta spezzando
          Quando ci sono nuvole nel cielo,
          "Non ci penserai"
          Se sorridi
          Attraverso la tua paura ed il tuo dolore
          Sorridi e forse domani
          vedrai il sole levarsi e splendere
          Per te.

          Illumina il tuo volto con la gioia
          Nascondi ogni traccia di tristezza.
          Anche se una lacrima
          potrebbe essere sempre così vicina
          Questo è il tempo in cui devi continuare a tentare,
          Sorridi, che senso ha piangere?
          Scoprirai che vale ancora la pena di vivere
          Se solo sorridi.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Scintilla

            Mi hanno sempre irritato tutti gli anni, le ore i
            minuti che gli ho regalato lavorando come un mulo,
            mi ha fatto seriamente male alla testa,
            mi ha fatto male dentro, mi ha stordito
            e mi ha fatto diventare pazzo - non riuscivo ad accettare
            questi miei anni assassinati
            eppure i miei compagni di lavoro non davano segni di
            agonia, anzi molti di loro sembravano addirittura soddisfatti,
            e vederli così mi faceva impazzire quasi quanto
            quel lavoro monotono e insensato.

            I lavoratori sottostavano,
            il lavoro gli annientava, venivano
            racconti col cucchiaino e buttati via.

            Mi irritava ogni minuto, ogni minuto mentre veniva
            mutilato
            e nulla alleviava la noia.

            Ho valutato l'ipotesi del suicidio.
            Mi sono bevuto le poche ore di libertà.

            Ho lavorato per decenni.

            Ho vissuto con la peggiore specie di donne,
            e loro hanno ucciso
            quello che il lavoro non era riuscito ad uccidere.

            Sapevo che stavo morendo.
            Qualcosa dentro mi diceva: continua così, muori, spegniti,
            diventa come loro, accettalo.
            E poi qualcos'altro dentro diceva: no, salva un pezzetto
            minuscolo.
            Non importa che sia molto, basta solo una scintilla.
            Una scintilla può incendiare un'intera
            foresta.
            Solo una scintilla.
            Salvala.

            Penso di esserci riuscito.
            Sono fiero di esserci riuscito.
            Che stramaledetta
            fortuna.
            Composta domenica 20 ottobre 2013
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              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Allora capisco perché

              Quando vedo quei cowboy che vanno in autostrada
              con il loro pick-up rosso fiammante
              diciamo,
              un giorno di sole di marzo
              con un bel cane
              (o dei cani)
              slegati e sobbalzanti sul
              pianale
              mi viene da chiedermi, con
              che filosofia vivono e quale
              seguono,
              quali nobili sentimenti
              li muovono,
              e quando mi accosto per
              dare un'occhiata
              prima agli animali impauriti
              e poi ai loro padroni incuranti,
              non sono mai preparato
              all'eccesso di
              rabbia
              che mi monta dentro,
              una disperazione dello spirito
              talmente forte che
              la percepisco
              come qualcosa di
              fisico,
              come una mazzata
              su stomaco, testa e
              mente, e
              allora capisco perché
              ho avuto tanti guai
              nelle fabbriche
              nei bar
              alle feste
              i picnic
              a ogni riunione della
              gente,
              grande o piccola:
              quella gente non è altro che
              braccia, gambe, teste, orecchie, occhi, parti
              vuote
              cucite insieme
              senza
              alcun significato dentro.
              Non c'è proprio niente che gli si
              possa dire e
              imprecargli contro sarebbe
              come
              sparare in un mucchio di
              merda.

              Gli animali schiacciati che vedo
              lasciati sul ciglio
              dell'autostrada
              già morti o morenti -
              non li lasceremmo mica degli uomini
              così
              a spirare e marcire al sole,
              ci ricorderebbe
              troppo
              delle nostre deboli morti a venire
              che,
              il più delle volte
              passato il funerale
              sono di gran lunga
              più farsesche che
              profonde.
              Composta sabato 28 settembre 2013
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