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Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Federico
in Poesie (Poesie d'Autore)
Dammi il supremo coraggio dell'Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell'amore,
e dell'amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l'offesa,
ma disdegna di ripagarla con l'offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo.
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    Scritta da: Patty Diphusa
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Seguo questo corso di sabbia che scorre
    tra i ciottoli e la duna
    la pioggia d’estate piove sulla mia vita
    su me la mia vita che mi sfugge mi insegue
    e finirà il giorno del suo inizio
    caro istante ti vedo
    in questa tenda di bruma che indietreggia
    dove non dovrò più calpestare quelle lunghe soglie mobili
    e vivrò il tempo di una porta
    che si apre e si richiude.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Più felice sono quando più lontana
      porto la mia anima dalla sua dimora d'argilla,
      in una notte di vento quando la luna brilla
      e l'occhio vaga attraverso mondi di luce

      Quando mi annullo e niente mi è accanto
      né terra, né mare, né cieli tersi
      e sono tutta spirito, ampiamente errando
      attraverso infinite immensità.
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        Scritta da: Elisa Iacobellis
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Il sogno

        Per nessun altro, amore, avrei spezzato
        questo beato sogno.
        Buon tema per la ragione,
        troppo forte per la fantasia.
        Sei stata saggia a svegliarmi. E tuttavia
        tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi.
        Tu così vera che pensarti basta
        per fare veri i sogni e storia le favole.
        Entra tra queste braccia. Se ti sembrò
        più giusto per me non sognare tutto il sogno,
        ora viviamo il resto.

        Come un lampo o un bagliore di candela
        i tuoi occhi, non già il rumore, mi destarono.
        Così (poiché tu ami il vero)
        io ti credetti sulle prime un angelo.
        Ma quando vidi che mi vedevi in cuore,
        che conoscevi i miei pensieri meglio di un angelo,
        quando interpretasti il sogno, sapendo
        che la troppa gioia mi avrebbe destato
        e venisti, devo confessare
        che sarebbe stato sacrilegio crederti altro da te.

        Il venire, il restare ti rivelò: tu sola.
        Ma ora che ti allontani
        dubito che tu non sia più tu.
        Debole quell'amore di cui più forte è la paura,
        e non è tutto spirito limpido e valoroso
        se è misto di timore, di pudore, di onore.
        Forse, come le torce
        sono prima accese e poi spente, così tu fai con me.
        Venisti per accendermi, vai per venire. E io
        sognerò nuovamente
        quella speranza, ma per non morire.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Il sole e la lucerna

          In mezzo ad uno scampanare fioco
          sorse e batté su taciturne case
          il sole, e trasse d'ogni vetro il fuoco.
          C'era ad un vetro tuttavia, rossastro
          un lumicino. Ed ecco il sol lo invase,
          lo travolse in un gran folgorìo d'astro.
          E disse, il sole: - Atomo fumido! Io
          guardo, e tu fosti. - A lui l'umile fiamma:
          - Ma questa notte tu non c'eri, o dio;
          e un malatino vide la sua mamma
          alla mia luce, fin che tu sei sorto.
          Oh! grande sei, ma non ti vede: è morto! -
          E poi, guizzando appena:
          - Chiedeva te! Che tosse!
          Voleva te! Che pena!
          Tu ricordavi al cuore
          suo le farfalle rosse
          su le ginestre in fiore!
          Io stavo lì da parte...
          gli rammentavo sere
          lunghe di veglia e carte
          piene di righe nere!
          Stavo velata e trista,
          per fargli il ben non vista. -.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Sotto un abietto salice

            Sotto un abietto salice
            non ti affliggere più, innamorato:
            segua al pensiero rapida azione.
            A che serve pensare?
            La tua incessante prostrazione
            mostra quanto sei freddo;
            alzati, su, e ripiega
            la tua mappa di desolazione.

            I rintocchi che scorrono sui prati
            da quella fosca guglia
            suonan per queste ombre senza amore
            che all'amore non servono.
            Ciò che è vivo può amare: perché ancora
            piegarsi alla sconfitta
            con le braccia incrociate?
            Attacca e vincerai.

            Stormi di anatre in volo sul tuo capo
            e sanno dove andare,
            freddi ruscelli in corsa ai tuoi piedi
            e vanno verso l'oceano.
            Cupa e opaca è la tua costernazione:
            cammina, dunque, vieni,
            non più così tarpato
            in preda alla tua soddisfazione.
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Il Vampiro

              Tu che t'insinuasti come una lama
              Nel mio cuore gemente; tu che forte
              Come un branco di demoni venisti
              A fare folle e ornata, del mio spirito
              Umiliato il tuo letto e il regno-infame
              A cui, come il forzato alla catena,
              Sono legato: come alla bottiglia
              L'ubriacone; come alla carogna
              I vermi; come al gioco l'ostinato
              Giocatore - che sia maledetta.
              Ho chiesto alla fulminea spada, allora,
              Di conquistare la mia libertà;
              Ed il veleno perfido ho pregato
              Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada
              Ed il veleno, pieni di disprezzo,
              M'han detto: "Non sei degno che alla tua
              Schiavitù maledetta ti si tolga,
              Imbecille! - una volta liberato
              Dal suo dominio, per i nostri sforzi,
              tu faresti rivivere il cadaver
              del tuo vampiro, con i baci tuoi!"
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                Scritta da: Silvana Stremiz
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Alle fronde dei salici

                E come potevamo noi cantare
                con il piede straniero sopra il cuore,
                fra i morti abbandonati nelle piazze
                sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
                d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
                della madre che andava incontro al figlio
                crocifisso sul palo del telegrafo?
                Alle fronde dei salici, per voto,
                anche le nostre cetre erano appese,
                oscillavano lievi al triste vento.
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                  Scritta da: Kagib
                  in Poesie (Poesie d'Autore)
                  Non credere a quel che hai sentito.
                  Non credere alle tradizioni solo perché
                  si tramandano da generazioni.
                  Non credere a nulla di cui si parli da molto
                  tempo.
                  Non credere ad affermazioni scritte solo
                  perché provengono da un vecchio saggio.
                  Non credere nelle ipotesi.
                  Non credere nell'autorità dei maestri
                  o degli anziani.
                  Ma, dopo un'attenta osservazione e analisi, se ciò
                  concorderà con la ragione e sarà di beneficio
                  a tutti, allora accettalo e vivi in accordo
                  con esso.
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                    Scritta da: mor-joy
                    in Poesie (Poesie d'Autore)

                    Anormale

                    Quando facevo le elementari
                    il maestro ci raccontò la storia
                    di un marinaio
                    che disse al capitano:
                    "La bandiera? Spero di non
                    vederla più, la bandiera!"
                    "Molto bene," gli fu risposto,
                    "il tuo desiderio
                    sarà esaudito!"
                    E lo chiusero nella
                    stiva
                    e ce lo tennero,
                    mandandogli cibo
                    di sotto
                    e morì laggiù
                    senza vederla mai più
                    la bandiera.

                    Una storia davvero spaventosa
                    per dei bambini,
                    molto
                    efficace.
                    Ma non efficace
                    abbastanza per
                    me.
                    Stavo lì seduto a pensare,
                    bene, è brutto
                    non vedere la
                    bandiera,
                    ma il bello è
                    non dover vedere
                    la gente.
                    Però
                    non alzai la mano
                    per dir niente del genere.
                    Sarebbe stato ammettere
                    che non volevo vedere
                    neppure loro.
                    Ed era vero.

                    Guardavo dritto alla
                    lavagna
                    che sembrava migliore
                    di chiunque.
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