Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Thanaty
in Poesie (Poesie d'Autore)
Or poserai per sempre,
stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
in noi di cari inganni,
non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
palpitasti. Non val cosa nessuna
i moti tuoi, né di sospiri è degna
la terra. Amaro e noia
la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T'acqueta omai. Dispera
l'ultima volta. Al gener nostro il fato
non donò che il morire. Omai disprezza
te, la natura, il brutto
poter che, ascoso, a comun danno impera,
E l'infinita vanità del tutto.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Non chiederci la parola

    Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
    l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
    lo dichiari e risplenda come un croco
    perduto in mezzo a un polveroso prato.

    Ah l'uomo che se ne va sicuro,
    agli altri ed a se stesso amico,
    e l'ombra sua non cura che la canicola
    stampa sopra uno scalcinato muro!

    Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
    sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
    Codesto solo oggi possiamo dirti,
    ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Posta

      La posta aumenta.
      lettere su lettere per dirmi
      che grande scrittore
      che sono,
      e poesie, romanzi, novelle,
      racconti, ritratti.
      qualcuno chiede solo un autografo,
      un disegno, una parola.
      altri propongono una corrispondenza
      permanente.
      io leggo tutto, butto tutto,
      faccio i miei
      affari.
      so bene che nessuno è
      un "grande" scrittore.
      può esserlo
      stato,
      ma scrivere è un'impresa
      che ricomincia da capo
      ogni volta
      e tutti gli elogi,
      i sigari, le bottiglie
      di vino inviate
      in tuo onore
      non garantiscono
      come sarà la riga successiva,
      e soltanto quella conta,
      il passato è
      inutile,
      siede sulle ginocchia
      degli dei
      mentre i secoli
      svaniscono
      nel loro marcio
      celere
      sfarzo.
      Composta mercoledì 25 settembre 2013
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        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Lancia il dado

        Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo
        Altrimenti, non cominciare mai.

        Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo
        Ciò potrebbe significare perdere fidanzate,
        mogli, parenti, impieghi
        e forse la tua mente.

        Fallo fino in fondo.

        Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
        Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
        Potrebbe significare prigione, potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.

        L'isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza, di quanto tu realmente voglia farlo.

        E lo farai a dispetto dell'emarginazione e delle peggiori diseguaglianze. E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.

        Se hai intenzione di tentare,
        fallo fino in fondo.
        Non esiste sensazione altrettanto bella.
        Sarai solo con gli Dei.
        E le notti arderanno tra le fiamme

        Fallo, fallo, fallo.
        FALLO!

        Fino in fondo,
        fino in fondo

        Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta
        È l'unica battaglia giusta che esista.
        Composta lunedì 4 novembre 2013
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          Scritta da: Mario Biasiotti
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Se saprai starmi vicino,
          e potremo essere diversi,
          se il sole illuminerà entrambi
          senza che le nostre ombre si sovrappongano,
          se riusciremo ad essere "noi" in mezzo al mondo
          e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

          Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
          e non il ricordo di come eravamo,
          se sapremo darci l'un l'altro
          senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
          se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia...

          Allora sarà amore
          e non sarà stato vano aspettarsi tanto.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Se tu dovessi venire in autunno
            mi leverei di torno l'estate
            con un gesto stizzito ed un sorrisetto,
            come fa la massaia con la mosca.

            Se entro un anno potessi rivederti,
            avvolgerei in gomitoli i mesi,
            per poi metterli in cassetti separati -
            per paura che i numeri si mescolino.

            Se mancassero ancora alcuni secoli,
            li conterei ad uno ad uno sulla mano -
            sottraendo, finché non mi cadessero
            le dita nella terra della Tasmania.

            Se fossi certa che, finita questa vita,
            io e te vivremo ancora -
            come una buccia la butterei lontano -
            e accetterei l'eternità all'istante.

            Ma ora, incerta della dimensione
            di questa che sta in mezzo,
            la soffro come l'ape-spiritello
            che non preannuncia quando pungerà.
            (dedicata a F. )
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              Scritta da: Cheope
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Infinità d'amore

              Se ancor non ho tutto l'amore tuo,
              cara, giammai tutto l'avrò;
              non posso esalare un altro sospiro per intenerirti,
              né posso implorare un'altra lacrima a che sgorghi;
              ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti
              - sospiri, lacrime, e voti e lettere - l'ho consumato.
              Eppure non può essermi dovuto
              più di quanto fu inteso alla stipulazione del contratto;
              se allora il tuo dono d'amore fu parziale,
              si che parte a me toccasse, parte ad altri,
              cara giammai tutta ti avrò

              Ma se allora tu mi cedesti tutto,
              quel tutto non fu che il tutto di cui allora tu disponevi;
              ma se nel cuore tuo, in seguito, sia stato o sarà
              generato amor nuovo, ad opera di altri,
              che ancor possiedono intatte le lor sostanze, e possono di lacrime,
              di sospiri, di voti, di lettere, fare offerte maggiori,
              codesto amore nuovo può produrre nuove ansie,
              poiché codesto amore non fu da te impegnato.
              Eppur lo fu, dacché la tua donazione fu totale:
              il terreno, cioè il tuo cuore, è mio; quanto ivi cresca,
              cara, dovrebbe tutto spettare a me.

              Tuttavia ancor non vorrei avere tutto;
              chi tutto ha non può aver altro,
              e dacché il mio amore ammette quotidianamente
              nuovo accrescimento, tu dovresti avere in serbo nuove ricompense;
              tu non puoi darmi ogni giorno il tuo cuore:
              se puoi darlo, vuol dire che non l'hai mai dato.
              il paradosso d'amore consiste nel fatto che, sebbene il tuo cuore si diparta,
              tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.
              Ma noi terremo un modo più liberale
              di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo
              un solo essere, e il Tutto l'un dell'altro.
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                Scritta da: Irin Supertramp
                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Hai detto tutto questo
                Certo, ho detto tutto questo.
                Cosa vuoi? Voglio bruciare.
                Perché?
                Perché sono infiammabile, sono
                serio.
                Hai detto tutto questo...
                Certo, ho detto tutto questo.
                Non sai cosa vuoi
                E dici che la vita non è abbastanza.
                La vita non è abbastanza.
                Allora cos'è abbastanza?
                Sentire... altrimenti muoio.
                Cosa proverai?
                Il fuoco.
                Allora vai avanti e brucia.
                Ma la vita non è in fiamme.
                Allora muori.
                Fisicamente?

                Sì. Irriverenza.
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                  Scritta da: Andrea De Candia
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Ad ognuno un giorno

                  A ognuno un giorno muore un proprio caro,
                  tra l'essere e il non essere
                  è costretto a scegliere il secondo.

                  È duro riconoscere che è un fatto banale,
                  incluso nel corso degli eventi,
                  conforme a procedura,

                  prima o poi inserito nell'ordine del giorno,
                  della sera, della notte, di un pallido mattino;

                  scontato come una voce dell'indice,
                  come un paragrafo del codice,
                  come una data qualsiasi
                  del calendario.

                  Ma è il diritto e il rovescio della natura.
                  Il suo omen e amen distribuiti a caso.
                  La sua casistica e la sua onnipotenza.

                  Solo ogni tanto
                  ci mostra un po' di cortesia -
                  i nostri cari morti
                  ce li butta nei sogni.
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