Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)
I ricordi, un inutile infinito,
Ma soli e uniti contro il mare, intatto
In mezzo a rantoli infiniti...

Il mare,
Voce d'una grandezza libera,
Ma innocenza nemica nei ricordi,
Rapido a cancellare le orme dolci
D'un pensiero fedele...

Il mare, le sue blandizie accidiose
Quanto feroci e quanto, quanto attese,
E nella loro agonia,
Presente sempre, rinnovata sempre,
Nel vigile pensiero l'agonia...

I ricordi,
Il riversarsi vano
di sabbia che si muove
Senza pesare sulla sabbia,
Echi brevi protratti,
Senza voci echi degli addii
A minuti che parvero felici...
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Dovrei paragonarti ad un giorno d'estate? (Sonetto 18)

    Dovrei paragonarti ad un giorno d'estate?
    Tu sei ben più raggiante e mite:
    venti furiosi scuotono le tenere gemme di maggio
    e il corso dell'estate ha vita troppo breve:
    talvolta troppo cocente splende l'occhio del cielo
    e spesso il suo volto d'oro si rabbuia
    e ogni bello talvolta da beltà si stacca,
    spoglio dal caso o dal mutevol corso di natura.
    Ma la tua eterna estate non dovrà sfiorire
    nè perdere possesso del bello che tu hai;
    nè morte vantarsi che vaghi nella sua ombra,
    perché al tempo contrasterai la tua eternità:
    finché ci sarà un respiro od occhi per vedere
    questi versi avranno luce e ti daranno vita.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Accetterò il tuo caos.
      Non cercherò di fare ordine
      e mettere equilibrio.
      Dovrai restare così.
      Imperfetta e unica.
      Semplice e bellissima.
      Porterò poesia nelle tue stanze buie.
      Ho così tante paure
      che ormai le ho smesse di contare.
      Non mi spaventano le tue.
      Non passi un bel periodo, lo so.
      Sei così stanca
      che ormai nascondi il cuore
      per paura che la felicità lo trovi.
      E poi finisca chissà dove.
      Lo so.
      Dove ti trovi fa un freddo micidiale.
      Ci sono stato anch'io.
      E non ti va di uscirne fuori.
      E invece no.
      Devi rischiare.
      Lasciami entrare.
      Ci penso io a ricordarti
      a che miracolo appartieni.
      Vieni via da lì.
      Ricominciamo insieme
      da dove ti sei persa.
      Da dove non riesci più a tornare.
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        Scritta da: Elisa Iacobellis
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Come ti amo? Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
        Ti amo fino agli estremi di profondità,
        di altura e di estensione che l'anima mia
        può raggiungere, quando al di là del corporeo
        tocco i confini dell'Essere e della Grazia Ideale.
        Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
        alla luce del giorno e al lume di candela.
        Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
        Ti amo con la stessa purezza con cui essi
        rifuggono dalla lode;
        Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
        e quella che fanciulla mettevo nella fede;
        Ti amo con quell'amore che credevo aver smarrito
        coi miei santi perduti, ti amo col respiro,
        i sorrisi, le lacrime dell'intera mia vita! E,
        se Dio vuole, ancor meglio t'amerò dopo la morte.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          A lungo durerà il mio viaggio

          A lungo durerà il mio viaggio
          e lunga è la via da percorrere.

          Uscii sul mio carro ai primi albori
          del giorno, e proseguii il mio viaggio
          attraverso i deserti del mondo
          lasciai la mia traccia
          su molte stelle e pianeti.

          Sono le vie più remote
          che portano più vicino a te stesso;
          è con lo studio più arduo che si ottiene
          la semplicità d'una melodia.

          Il viandante deve bussare
          a molte porte straniere
          per arrivare alla sua,
          e bisogna viaggiare
          per tutti i mondi esteriori
          per giungere infine al sacrario
          più segreto all'interno del cuore.

          I miei occhi vagarono lontano
          prima che li chiudessi dicendo:
          "Eccoti! "

          Il grido e la domanda: "Dove? "
          si sciolgono nelle lacrime
          di mille fiumi e inondano il mondo
          con la certezza: " lo sono! "
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Il lago

            Nel fior di giovinezza, ebbi in sorte
            d'abitar del vasto mondo un luogo
            che non poteva ch'essermi caro e diletto -
            tanto m'era dolce d'un ermo lago
            la selvaggia bellezza, cinto di nere rocce,
            con alti pini torreggianti intorno.

            Ma poi che Notte, come su tutto,
            aveva lì disteso il suo manto,
            e il mistico vento e melodioso
            passava sussurrando - oh, allora,
            con un sussulto io mi destavo
            al terrore di quel solitario lago.

            Pure, non mi dava spavento quel terrore,
            ma anzi un tiepido diletto -
            un diletto che nè miniere di gemme
            nè lusinghe o donativi mai potrebbero
            indurmi a definir qual era -
            e neanche Amore - fosse anche l'Amor tuo.

            Morte abitava in quelle acque attossicate,
            e una tomba nel profondo gorgo
            era disposta per chi sapesse ricavarne
            un sollievo al suo immaginare:
            il solingo spirito sapesse fare
            un Eden di quell'oscuro lago.
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              Scritta da: Rita Cangiano
              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
              saprò vivere sola e fissare negli occhi
              ogni volto che passa e restare sempre la stessa.
              Questo fresco che sale a cercarmi le vene
              è un risveglio che mai nel mattino ho provato
              così vero: soltanto, mi sento più forte
              che il mio corpo, e un tremore più feddo accompagna il mattino.
              Son lontani i mattini che avevo vent'anni.
              E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
              ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.
              Da domani la gente riprende a vedermi
              e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
              e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
              ero giovane e non lo sapevo, e
              nemmeno sapevo
              di essere io che passavo-una donna, pdrona
              di se stessa. La magra bambina che fui
              si è svegliata da un pianto non fosse mai stato.
              E desidero solo colori. I colori non piangono,
              sono come un risveglio: domani i colori
              torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
              ogni corpo un colore-perfino i bambini.
              Questo corpo vestito di rosso leggero
              dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
              Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e saprò d'esser io: gettando un'occhiata,
              mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
              uscirò per le strade cercando i colori.
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                in Poesie (Poesie d'Autore)

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                lettere su lettere per dirmi
                che grande scrittore
                che sono,
                e poesie, romanzi, novelle,
                racconti, ritratti.
                qualcuno chiede solo un autografo,
                un disegno, una parola.
                altri propongono una corrispondenza
                permanente.
                io leggo tutto, butto tutto,
                faccio i miei
                affari.
                so bene che nessuno è
                un "grande" scrittore.
                può esserlo
                stato,
                ma scrivere è un'impresa
                che ricomincia da capo
                ogni volta
                e tutti gli elogi,
                i sigari, le bottiglie
                di vino inviate
                in tuo onore
                non garantiscono
                come sarà la riga successiva,
                e soltanto quella conta,
                il passato è
                inutile,
                siede sulle ginocchia
                degli dei
                mentre i secoli
                svaniscono
                nel loro marcio
                celere
                sfarzo.
                Composta mercoledì 25 settembre 2013
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                  Scritta da: Andrea De Candia
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Per una rosa

                  Vorrei essere te, così violenta
                  così aspra d'amore,
                  così accesa di vene di bellezza
                  e così castigata.

                  Vorrei essere te: sola è piovuta
                  una splendida frase musicale
                  dalle mani di Dio quando protese
                  dentro l'abbraccio della creazione
                  spaventava ogni nulla
                  e il cammino degli esseri incalzava.

                  Tu sei pausa di Dio: Dio in te riposa.
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