Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Thanaty
in Poesie (Poesie d'Autore)
Or poserai per sempre,
stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
in noi di cari inganni,
non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
palpitasti. Non val cosa nessuna
i moti tuoi, né di sospiri è degna
la terra. Amaro e noia
la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T'acqueta omai. Dispera
l'ultima volta. Al gener nostro il fato
non donò che il morire. Omai disprezza
te, la natura, il brutto
poter che, ascoso, a comun danno impera,
E l'infinita vanità del tutto.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale

    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    le coincidenze, le prenotazioni,
    le trappole, gli scorni di chi crede
    che la realtà sia quella che si vede.
    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
    non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
    erano le tue.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Non chiederci la parola

      Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
      l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
      lo dichiari e risplenda come un croco
      perduto in mezzo a un polveroso prato.

      Ah l'uomo che se ne va sicuro,
      agli altri ed a se stesso amico,
      e l'ombra sua non cura che la canicola
      stampa sopra uno scalcinato muro!

      Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
      sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
      Codesto solo oggi possiamo dirti,
      ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
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        Scritta da: Kagib
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Non credere a quel che hai sentito.
        Non credere alle tradizioni solo perché
        si tramandano da generazioni.
        Non credere a nulla di cui si parli da molto
        tempo.
        Non credere ad affermazioni scritte solo
        perché provengono da un vecchio saggio.
        Non credere nelle ipotesi.
        Non credere nell'autorità dei maestri
        o degli anziani.
        Ma, dopo un'attenta osservazione e analisi, se ciò
        concorderà con la ragione e sarà di beneficio
        a tutti, allora accettalo e vivi in accordo
        con esso.
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          Scritta da: Andrew Ricooked
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Fuori posto

          Brucia all'inferno
          questa parte di me che non si trova bene in nessun posto
          mentre le altre persone trovano cose
          da fare
          nel tempo che hanno
          posti dove andare
          insieme
          cose da
          dirsi.

          Io sto
          bruciando all'inferno
          da qualche parte nel nord del Messico.
          Qui i fiori non crescono.

          Non sono come
          gli altri
          gli altri sono come
          gli altri.

          Si assomigliano tutti:
          si riuniscano
          si ritrovano
          si accalcano
          sono
          allegri e soddisfatti
          e io sto
          bruciando all'inferno.

          Il mio cuore ha mille anni.
          Non sono come
          gli altri.
          Morirei nei loro prati da picnic
          soffocato dalle loro bandiere
          indebolito dalle loro canzoni
          non amato dai loro soldati
          trafitto dal loro umorismo
          assassinato dalle loro preoccupazioni.

          Non sono come
          gli altri.
          Io sto
          bruciando all'inferno.

          L'inferno di
          me stesso.
          Composta domenica 3 gennaio 2010
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            Scritta da: Ombra Nella Notte
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            De profundis clamavi

            Imploro pietà da Te, l'unica che io ami, dal fondo dell'anima in cui è caduto il mio cuore. È un universo tristissimo, dall'orizzonte plumbeo, e vi si muovono, la notte, l'orrore e la bestemmia;
            un sole privo di calore si libra sopra per sei mesi, gli altri se la notte copre la terra; è un paese più nudo della terra polare: né bestie, né ruscelli, né verde di boschi!
            Non v'è orrore al mondo che sorpassi la fredda crudeltà di questo sole di ghiaccio e di questa immensa notte simile al vecchio Caos;
            io invidio la sorte dei più vili animali, che possono inabissarsi in uno stupido sonno, tanto lentamente si dipana la matassa del tempo.
            Composta lunedì 14 febbraio 2011
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              Scritta da: Ombra Nella Notte
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Il gatto

              Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
              trattieni le unghie della zampa,
              e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
              di metallo e d'agata.
              Quando le dita indugiano ad accarezzare
              la tua testa e il dorso elastico
              e la mano s'inebria del piacere di palpare
              il tuo corpo elettrico,
              vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
              come il tuo, amabile bestia,
              profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
              e, dai piedi fino alla testa,
              un'aria sottile, un minaccioso profumo
              circolano attorno al suo corpo bruno.
              Composta martedì 15 febbraio 2011
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                Scritta da: Andrea De Candia
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Stupore

                Perché mai a tal punto singolare?
                Questa e non quella? E qui che ci sto a fare?
                Di martedì? In una casa e non nel nido?
                Pelle e non squame? Non foglia, ma viso?
                Perché di persona una volta soltanto?
                E sulla terra? Con una stella accanto?
                Dopo tante ere di non presenza?
                Per tutti i tempi e tutti gli ioni?
                Per i vibrioni e le costellazioni?
                E proprio adesso? Fino all'essenza?
                Sola da me e con me? Perché mi chiedo,
                non a lato, né a miglia di distanza,
                non ieri, né cent'anni addietro, siedo
                e guardo un angolo buio della stanza
                come, rizzato il capo, sta a guardare
                la cosa ringhiante che chiamano cane?
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                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Lancia il dado

                  Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo
                  Altrimenti, non cominciare mai.

                  Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo
                  Ciò potrebbe significare perdere fidanzate,
                  mogli, parenti, impieghi
                  e forse la tua mente.

                  Fallo fino in fondo.

                  Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
                  Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
                  Potrebbe significare prigione, potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.

                  L'isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza, di quanto tu realmente voglia farlo.

                  E lo farai a dispetto dell'emarginazione e delle peggiori diseguaglianze. E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.

                  Se hai intenzione di tentare,
                  fallo fino in fondo.
                  Non esiste sensazione altrettanto bella.
                  Sarai solo con gli Dei.
                  E le notti arderanno tra le fiamme

                  Fallo, fallo, fallo.
                  FALLO!

                  Fino in fondo,
                  fino in fondo

                  Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta
                  È l'unica battaglia giusta che esista.
                  Composta lunedì 4 novembre 2013
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                    Scritta da: Andrea De Candia
                    in Poesie (Poesie d'Autore)

                    Lirica antica

                    Caro, dammi parole di fiducia
                    per te, mio uomo, l'unico che amassi
                    in lunghi anni di stupido terrore,
                    fa che le mani m'escano dal buio
                    incantesimo amaro che non frutta...
                    Sono gioielli, vedi, le mie mani,
                    sono un linguaggio per l'amore vivo
                    ma una fosca catena le ha ben chiuse
                    ben legate ad un ceppo. Amore mio
                    ho sognato di te come si sogna
                    della rosa e del vento,
                    sei purissimo, vivo, un equilibrio
                    astrale, ma io sono nella notte
                    e non posso ospitarti. Io vorrei
                    che tu gustassi i pascoli che in dono
                    ho sortiti da Dio, ma la paura
                    mi trattiene nemica; oso parole,
                    solamente parole e se tu ascolti
                    fiducioso il mio canto, veramente
                    so che ti esalterai delle mie pene.
                    Composta venerdì 10 aprile 2015
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