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Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Mauro Barazzuol
in Poesie (Poesie d'Autore)
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte
e i passanti che passano li segnano a dito
ma i ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno
ed è la loro ombra soltanto
che trema nella notte
stimolando la rabbia dei passanti
la loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
essi sono altrove molto più lontano della notte
molto più in alto del giorno
nell'abbagliante splendore del loro primo amore.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Io ti amo

    Io ti amo
    e se non ti basta
    ruberò le stelle al cielo
    per farne ghirlanda
    e il cielo vuoto
    non si lamenterà di ciò che ha perso
    che la tua bellezza sola
    riempirà l'universo

    Io ti amo
    e se non ti basta
    vuoterò il mare
    e tutte le perle verrò a portare
    davanti a te
    e il mare non piangerà
    di questo sgarbo
    che onde a mille, e sirene
    non hanno l'incanto
    di un solo tuo sguardo

    Io ti amo
    e se non ti basta
    solleverò i vulcani
    e il loro fuoco metterò
    nelle tue mani, e sarà ghiaccio
    per il bruciare delle mie passioni

    Io ti amo
    e se non ti basta
    anche le nuvole catturerò
    e te le porterò domate
    e su te piover dovranno
    quando d'estate
    per il caldo non dormi
    E se non ti basta
    perché il tempo si fermi
    fermerò i pianeti in volo
    e se non ti basta
    vaffanculo.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      A lungo durerà il mio viaggio

      A lungo durerà il mio viaggio
      e lunga è la via da percorrere.

      Uscii sul mio carro ai primi albori
      del giorno, e proseguii il mio viaggio
      attraverso i deserti del mondo
      lasciai la mia traccia
      su molte stelle e pianeti.

      Sono le vie più remote
      che portano più vicino a te stesso;
      è con lo studio più arduo che si ottiene
      la semplicità d'una melodia.

      Il viandante deve bussare
      a molte porte straniere
      per arrivare alla sua,
      e bisogna viaggiare
      per tutti i mondi esteriori
      per giungere infine al sacrario
      più segreto all'interno del cuore.

      I miei occhi vagarono lontano
      prima che li chiudessi dicendo:
      "Eccoti! "

      Il grido e la domanda: "Dove? "
      si sciolgono nelle lacrime
      di mille fiumi e inondano il mondo
      con la certezza: " lo sono! "
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Allora

        Allora... in un tempo assai lunge
        felice fui molto; non ora:
        ma quanta dolcezza mi giunge
        da tanta dolcezza d'allora!
        Quell'anno! Per anni che poi
        fuggirono, che fuggiranno,
        non puoi, mio pensiero, non puoi,
        portare con te, che quell'anno!
        Un giorno fu quello, ch'è senza
        compagno, ch'è senza ritorno;
        la vita fu vana parvenza
        sì prima sì dopo quel giorno!
        Un punto!... così passeggero,
        che in vero passò non raggiunto,
        ma bello così, che molto ero
        felice, felice, quel punto!
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          La casa dei doganieri

          Tu non ricordi la casa dei doganieri
          sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
          desolata t'attende dalla sera
          in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri
          e vi sostò irrequieto.

          Libeccio sferza da anni le vecchie mura
          e il suono del tuo riso non è più lieto:
          la bussola va impazzita all'avventura
          e il calcolo dei dadi più non torna.

          Tu non ricordi; altro tempo frastorna
          la tua memoria; un filo s'addipana.

          Ne tengo ancora un capo; ma s'allontana
          la casa e in cima al tetto la banderuola
          affumicata gira senza pietà.
          Ne tengo un capo; ma tu resti sola
          nè qui respiri nell'oscurità.

          Oh l'orizzonte in fuga, dove s'accende
          rara la luce della petroliera!
          Il varco è qui? (ripullula il frangente
          ancora sulla balza che scoscende... ).
          Tu non ricordi la casa di questa
          mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Passato

            I ricordi, queste ombre troppo lunghe
            del nostro breve corpo,
            questo strascico di morte
            che noi lasciamo vivendo
            i lugubri e durevoli ricordi,
            eccoli già apparire:
            melanconici e muti
            fantasmi agitati da un vento funebre.
            E tu non sei più che un ricordo.
            Sei trapassata nella mia memoria.
            Ora sì, posso dire che
            che m'appartieni
            e qualche cosa fra di noi è accaduto
            irrevocabilmente.
            Tutto finì, così rapito!
            Precipitoso e lieve
            il tempo ci raggiunse.
            Di fuggevoli istanti ordì una storia
            ben chiusa e triste.
            Dovevamo saperlo che l'amore
            brucia la vita e fa volare il tempo.
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              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Che te ne fai d'un titolo?

              Non ce la fanno i belli muoiono tra le fiamme:
              sonniferi, veleno per i topi, corda, qualunque cosa...
              Si strappano le braccia, si buttano dalla finestra, si cavano gli occhi dalle orbite, respingono l'amore
              respingono l'odio respingono, respingono.
              Non ce la fanno i belli non resistono, sono le farfalle, sono le colombe, sono i passeri, non ce la fanno.
              Una lunga fiammata mentre i vecchi giocano a dama nel parco.
              Una fiammata, una bella fiammata mentre i vecchi giocano a dama nel parco, al sole.
              I belli si trovano all'angolo di una stanza
              accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio, e non sapremo mai perché se ne sono andati, erano tanto
              belli.
              Non ce la fanno i belli muoiono giovani e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
              Amabili e vivaci: vita e suicidio e morte mentre i vecchi giocano a dama sotto il sole nel parco.
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                Scritta da: Domenico De Rosa
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                'A paura mia

                Tengo nemice? Faccio'o paro e sparo...
                'E ttengo mente e dico: "Stongo ccà!"
                E nun tremmo si sent''e dì: "Te sparo!"
                Chillo c''o ddice, '0 ddice, nun'0 ffà.
                Si è p''o buciardo, nun me movo, aspetto.
                ('A buscia corre assaie, ma campa poco).
                'O vuò vedè? '0 canusce comm''o "sette",
                va pè parlà', se fa una lamp''e fuoco.
                'A calunnia? E chella è un venticello,
                dico vicin'a'o viento: "Nun sciuscià?"
                Quann'ha fatt''a sfucata vene'o bello,
                allor'accuminciamm'a raggiunà.
                E manco'a morte, si me tene mente,
                me fa paura. 'A morte è generale.
                Ll'uommene sò rumanze differente,
                ma tenen'una chiusa, unu finale.
                M'arrobbano? Arreduco mmiez''a via?...
                Ì fatico e addevento chillu stesso,
                ma, quanto voglio bene a mamma mia,
                a mme me fa paura sul''o fesso!

                TRADUZIONE (per quanto possibile, rispettosa del testo in napoletano):
                Ho nemici? Faccio il "pari e dispari",
                li tengo a mente e dico: "sto qua!"
                E non tremo se sento dire "ti sparo!"
                Colui che lo dice, lo dice ma non lo fa.
                Quanto al bugiardo, io non mi muovo, io aspetto.
                (La bugia corre molto, ma vive poco).
                Lo vuoi vedere? Lo riconosci come il "sette",
                appena fa per parlare, si fa rosso come una vampata di fuoco.
                La calunnia? E quella è un venticello,
                dico al vento: "non soffiare"?
                Quando ha finito di scatenarsi, viene il bel tempo,
                allora cominciamo a ragionare.
                E nemmeno la morte, se mi tiene a mente,
                mi fa paura. La morte è generale.
                Gli uomini sono romanzi differenti
                ma hanno una identica conclusione, un unico finale.
                Mi derubano? Mi riducono in mezzo ad una strada?
                Io lavoro e ridivento lo stesso di prima;
                ma, per quanto voglio bene a mamma mia,
                a me fa paura solo il fesso!
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