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Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Patty Diphusa
in Poesie (Poesie d'Autore)
Odiami dunque adesso, se lo vuoi,
ora che il mondo a contrastarmi seguita,
piegami giù, fa lega con la sorte,
non affacciarti per estrema perdita.
Oh no, se scampa a queste strette il cuore
non dar rinforzi a un'angoscia in disfatta,
non dare a un vento buio alba di pioggia
a tardare, già certa, la catastrofe.
Se vuoi lasciarmi non lasciarmi all'ultimo,
di già sfiancato da futili pene,
ma assalta primo, perché prima io gusti
di possente Fortuna il più e il peggio.
E ogni altra angoscia che ora par mortale,
di fronte al perder te, non parrà uguale.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Il lago

    Nel fior di giovinezza, ebbi in sorte
    d'abitar del vasto mondo un luogo
    che non poteva ch'essermi caro e diletto -
    tanto m'era dolce d'un ermo lago
    la selvaggia bellezza, cinto di nere rocce,
    con alti pini torreggianti intorno.

    Ma poi che Notte, come su tutto,
    aveva lì disteso il suo manto,
    e il mistico vento e melodioso
    passava sussurrando - oh, allora,
    con un sussulto io mi destavo
    al terrore di quel solitario lago.

    Pure, non mi dava spavento quel terrore,
    ma anzi un tiepido diletto -
    un diletto che nè miniere di gemme
    nè lusinghe o donativi mai potrebbero
    indurmi a definir qual era -
    e neanche Amore - fosse anche l'Amor tuo.

    Morte abitava in quelle acque attossicate,
    e una tomba nel profondo gorgo
    era disposta per chi sapesse ricavarne
    un sollievo al suo immaginare:
    il solingo spirito sapesse fare
    un Eden di quell'oscuro lago.
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      Scritta da: Gloria Levrini
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      La tigre

      Tigre! Tigre! Divampante fulgore
      Nelle foreste della notte,
      Quale fu l'immortale mano o l'occhio
      Ch'ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?

      In quali abissi o in quali cieli
      Accese il fuoco dei tuoi occhi?
      Sopra quali ali osa slanciarsi?
      E quale mano afferra il fuoco?
      Quali spalle, quale arte
      Poté torcerti i tendini del cuore?
      E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
      Quale tremenda mano? Quale tremendo piede?

      Quale mazza e quale catena?
      Il tuo cervello fu in quale fornace?
      E quale incudine?
      Quale morsa robusta osò serrarne i terrori funesti?

      Mentre gli astri perdevano le lance tirandole alla terra
      e il paradiso empivano di pianti?
      Fu nel sorriso che ebbe osservando compiuto il suo lavoro,
      Chi l'Agnello creò, creò anche te?

      Tigre! Tigre! Divampante fulgore
      Nelle foreste della notte,
      Quale mano, quale immortale spia
      Osa formare la tua agghiacciante simmetria?
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        Scritta da: Elisabetta
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Tramontata è la Luna

        Tramontata è la luna
        e le Pleiadi a mezzo della notte
        anche giovinezza già dilegua,
        e ora nel mio letto resto sola.

        Scuote l'anima mia Eros,
        come vento sul monte
        che irrompe entro le querce;
        e scioglie le membra e le agita,
        dolce amara indomabile belva.

        Ma a me non ape, non miele;
        e soffro e desidero.
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          Scritta da: Sonia Dem.
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Amo

          Amo...
          quello che non avrò più domani.
          Gli occhi di mia madre,
          le parole di mio padre...
          Il vento tra i capelli,
          il dolce cielo del domani.
          Amo...
          quei valori che ho perduto,
          affacciata a un cielo muto,
          di parole che ho taciuto.
          Amo...
          tutto quello che ho vissuto...
          contemplando in un minuto
          tutto il senso di un saluto.
          Amo...
          il vento dolce della sera
          la bella poesia
          la vita nella mia preghiera.
          Amo...
          tutto quello che so amare
          e considero valore
          le parole che al mio cuore
          danno anima e bagliore.
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            Scritta da: patrizia64
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Non posso darti soluzioni

            Non posso darti soluzioni per tutti i problema della vita
            Non ho risposte per i... tuoi dubbi o timori,
            però posso ascoltarli e dividerli con te

            Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro
            Però quando serve starò vicino a te

            Non posso evitarti di precipitare,
            solamente posso offrirti la mia mano
            perché ti sostenga e non cadi

            La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei
            Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice

            Non giudico le decisioni che prendi nella vita
            Mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi

            Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
            Però posso offrirti lo spazio necessario per crescere

            Non posso evitare la tua sofferenza,
            quando qualche pena ti tocca il cuore
            Però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.

            Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
            Solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.
            Composta sabato 25 giugno 2011
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Sono un uomo ferito.
              E me ne vorrei andare
              e finalmente giungere,
              pietà, dove si ascolta
              l'uomo che è solo con sé.
              Non ho che superbia e bontà.
              E mi sento esiliato in mezzo agli uomini.
              Ma per essi sto in pena.
              Non sarei degno di tornare in me?
              Ho popolato di nomi il silenzio.
              Ho fatto a pezzi cuore e mente
              per cadere in servitù di parole?
              Regno sopra fantasmi.
              O foglie secche,
              anima portata qua e là...
              no, odio il vento e la sua voce
              di bestia immemorabile.
              Dio, coloro che t'implorano
              non ti conoscono più che di nome?
              M'hai discacciato dalla vita.
              Mi discaccerai dalla morte?
              Forse l'uomo è anche indegno di sperare.
              Anche la fonte del rimorso è secca?
              Il peccato che importa,
              se alla purezza non conduce più.
              La carne si ricorda appena
              che una volta fu forte.
              È folle e usata, l'anima.
              Dio guarda la nostra debolezza.
              Vorremmo una certezza.
              Di noi nemmeno più ridi?
              E compiangici dunque, crudeltà.
              Non ne posso più di stare murato
              nel desiderio senza amore.
              Una traccia mostraci di giustizia.
              La tua legge qual è?
              Fulmina le mie povere emozioni,
              liberami dall'inquietudine.
              Sono stanco di urlare senza voce.
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