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in Poesie (Poesie d'Autore)
Il dono tuo, il quaderno, è dentro la mia mente
scritto tutto in memoria imperitura,
che assai più durerà di quelle vuote pagine,
oltre ogni termine, fino all'eternità.
O almeno fino a che la mente e il cuore
avranno da natura la facoltà di esistere,
finché al labile oblio non daran la lor parte
di te, il tuo ricordo non potrà cancellarsi;
quei miseri appunti non potrebbero tanto contenere
né mi occorre un registro per segnare il tuo amore;
per questo ho osato dar via il tuo quaderno,
fidando invece in quello che meglio ti riceve.
Il tenere un qualcosa che serva a ricordarti
equivarrebbe a ammettere ch'io so dimenticarti.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Io ti amo

    Io ti amo
    e se non ti basta
    ruberò le stelle al cielo
    per farne ghirlanda
    e il cielo vuoto
    non si lamenterà di ciò che ha perso
    che la tua bellezza sola
    riempirà l'universo

    Io ti amo
    e se non ti basta
    vuoterò il mare
    e tutte le perle verrò a portare
    davanti a te
    e il mare non piangerà
    di questo sgarbo
    che onde a mille, e sirene
    non hanno l'incanto
    di un solo tuo sguardo

    Io ti amo
    e se non ti basta
    solleverò i vulcani
    e il loro fuoco metterò
    nelle tue mani, e sarà ghiaccio
    per il bruciare delle mie passioni

    Io ti amo
    e se non ti basta
    anche le nuvole catturerò
    e te le porterò domate
    e su te piover dovranno
    quando d'estate
    per il caldo non dormi
    E se non ti basta
    perché il tempo si fermi
    fermerò i pianeti in volo
    e se non ti basta
    vaffanculo.
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      Scritta da: Cheope
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Infinità d'amore

      Se ancor non ho tutto l'amore tuo,
      cara, giammai tutto l'avrò;
      non posso esalare un altro sospiro per intenerirti,
      né posso implorare un'altra lacrima a che sgorghi;
      ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti
      - sospiri, lacrime, e voti e lettere - l'ho consumato.
      Eppure non può essermi dovuto
      più di quanto fu inteso alla stipulazione del contratto;
      se allora il tuo dono d'amore fu parziale,
      si che parte a me toccasse, parte ad altri,
      cara giammai tutta ti avrò

      Ma se allora tu mi cedesti tutto,
      quel tutto non fu che il tutto di cui allora tu disponevi;
      ma se nel cuore tuo, in seguito, sia stato o sarà
      generato amor nuovo, ad opera di altri,
      che ancor possiedono intatte le lor sostanze, e possono di lacrime,
      di sospiri, di voti, di lettere, fare offerte maggiori,
      codesto amore nuovo può produrre nuove ansie,
      poiché codesto amore non fu da te impegnato.
      Eppur lo fu, dacché la tua donazione fu totale:
      il terreno, cioè il tuo cuore, è mio; quanto ivi cresca,
      cara, dovrebbe tutto spettare a me.

      Tuttavia ancor non vorrei avere tutto;
      chi tutto ha non può aver altro,
      e dacché il mio amore ammette quotidianamente
      nuovo accrescimento, tu dovresti avere in serbo nuove ricompense;
      tu non puoi darmi ogni giorno il tuo cuore:
      se puoi darlo, vuol dire che non l'hai mai dato.
      il paradosso d'amore consiste nel fatto che, sebbene il tuo cuore si diparta,
      tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.
      Ma noi terremo un modo più liberale
      di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo
      un solo essere, e il Tutto l'un dell'altro.
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        Scritta da: Irin Supertramp
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Hai detto tutto questo
        Certo, ho detto tutto questo.
        Cosa vuoi? Voglio bruciare.
        Perché?
        Perché sono infiammabile, sono
        serio.
        Hai detto tutto questo...
        Certo, ho detto tutto questo.
        Non sai cosa vuoi
        E dici che la vita non è abbastanza.
        La vita non è abbastanza.
        Allora cos'è abbastanza?
        Sentire... altrimenti muoio.
        Cosa proverai?
        Il fuoco.
        Allora vai avanti e brucia.
        Ma la vita non è in fiamme.
        Allora muori.
        Fisicamente?

        Sì. Irriverenza.
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          Scritta da: Sonia Dem.
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Amo

          Amo...
          quello che non avrò più domani.
          Gli occhi di mia madre,
          le parole di mio padre...
          Il vento tra i capelli,
          il dolce cielo del domani.
          Amo...
          quei valori che ho perduto,
          affacciata a un cielo muto,
          di parole che ho taciuto.
          Amo...
          tutto quello che ho vissuto...
          contemplando in un minuto
          tutto il senso di un saluto.
          Amo...
          il vento dolce della sera
          la bella poesia
          la vita nella mia preghiera.
          Amo...
          tutto quello che so amare
          e considero valore
          le parole che al mio cuore
          danno anima e bagliore.
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            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Ad ognuno un giorno

            A ognuno un giorno muore un proprio caro,
            tra l'essere e il non essere
            è costretto a scegliere il secondo.

            È duro riconoscere che è un fatto banale,
            incluso nel corso degli eventi,
            conforme a procedura,

            prima o poi inserito nell'ordine del giorno,
            della sera, della notte, di un pallido mattino;

            scontato come una voce dell'indice,
            come un paragrafo del codice,
            come una data qualsiasi
            del calendario.

            Ma è il diritto e il rovescio della natura.
            Il suo omen e amen distribuiti a caso.
            La sua casistica e la sua onnipotenza.

            Solo ogni tanto
            ci mostra un po' di cortesia -
            i nostri cari morti
            ce li butta nei sogni.
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              Scritta da: mor-joy
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Anormale

              Quando facevo le elementari
              il maestro ci raccontò la storia
              di un marinaio
              che disse al capitano:
              "La bandiera? Spero di non
              vederla più, la bandiera!"
              "Molto bene," gli fu risposto,
              "il tuo desiderio
              sarà esaudito!"
              E lo chiusero nella
              stiva
              e ce lo tennero,
              mandandogli cibo
              di sotto
              e morì laggiù
              senza vederla mai più
              la bandiera.

              Una storia davvero spaventosa
              per dei bambini,
              molto
              efficace.
              Ma non efficace
              abbastanza per
              me.
              Stavo lì seduto a pensare,
              bene, è brutto
              non vedere la
              bandiera,
              ma il bello è
              non dover vedere
              la gente.
              Però
              non alzai la mano
              per dir niente del genere.
              Sarebbe stato ammettere
              che non volevo vedere
              neppure loro.
              Ed era vero.

              Guardavo dritto alla
              lavagna
              che sembrava migliore
              di chiunque.
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                Scritta da: sagea
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                E così vorresti fare lo scrittore?

                E così vorresti fare lo scrittore?
                Se non ti esplode dentro
                a dispetto di tutto,
                non farlo
                a meno che non ti venga dritto
                dal cuore e dalla mente e dalla bocca
                e dalle viscere,
                non farlo.
                E così vorresti fare lo scrittore?
                Se non ti esplode dentro
                a dispetto di tutto,
                non farlo
                a meno che non ti venga dritto
                dal cuore e dalla mente e dalla bocca
                e dalle viscere,
                non farlo.

                Se devi startene seduto per ore
                a fissare lo schermo del computer
                o curvo sulla macchina da scrivere
                alla ricerca delle parole,
                non farlo.

                Se lo fai solo per soldi o per fama,
                non farlo
                se lo fai perché vuoi
                delle donne nel letto,
                non farlo.

                Se devi startene lì a
                scrivere e riscrivere,
                non farlo.
                Se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
                non farlo.
                Se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
                lascia perdere.

                Se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
                allora aspetta pazientemente.
                Se non ti esce mai come un ruggito,
                fai qualcos'altro.
                Se prima devi leggerlo a tua moglie
                o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
                o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
                non sei pronto.

                Non essere come tanti scrittori,
                non essere come tutte quelle migliaia di
                persone che si definiscono scrittori,
                non essere monotono o noioso e
                pretenzioso, non farti consumare dall'autocompiacimento

                le biblioteche del mondo
                hanno sbadigliato
                fino ad addormentarsi per tipi come te
                non aggiungerti a loro
                non farlo
                a meno che non ti esca
                dall'anima come un razzo,
                a meno che lo star fermo
                non ti porti alla follia o
                al suicidio o all'omicidio,
                non farlo
                a meno che il sole dentro di te stia
                bruciandoti le viscere,
                non farlo.
                quando sarà veramente il momento,
                e se sei predestinato,
                si farà da sé e continuerà finché tu morirai o morirà in te.

                Non c'è altro modo
                e non c'è mai stato.
                Composta mercoledì 25 settembre 2013
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                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Scintilla

                  Mi hanno sempre irritato tutti gli anni, le ore i
                  minuti che gli ho regalato lavorando come un mulo,
                  mi ha fatto seriamente male alla testa,
                  mi ha fatto male dentro, mi ha stordito
                  e mi ha fatto diventare pazzo - non riuscivo ad accettare
                  questi miei anni assassinati
                  eppure i miei compagni di lavoro non davano segni di
                  agonia, anzi molti di loro sembravano addirittura soddisfatti,
                  e vederli così mi faceva impazzire quasi quanto
                  quel lavoro monotono e insensato.

                  I lavoratori sottostavano,
                  il lavoro gli annientava, venivano
                  racconti col cucchiaino e buttati via.

                  Mi irritava ogni minuto, ogni minuto mentre veniva
                  mutilato
                  e nulla alleviava la noia.

                  Ho valutato l'ipotesi del suicidio.
                  Mi sono bevuto le poche ore di libertà.

                  Ho lavorato per decenni.

                  Ho vissuto con la peggiore specie di donne,
                  e loro hanno ucciso
                  quello che il lavoro non era riuscito ad uccidere.

                  Sapevo che stavo morendo.
                  Qualcosa dentro mi diceva: continua così, muori, spegniti,
                  diventa come loro, accettalo.
                  E poi qualcos'altro dentro diceva: no, salva un pezzetto
                  minuscolo.
                  Non importa che sia molto, basta solo una scintilla.
                  Una scintilla può incendiare un'intera
                  foresta.
                  Solo una scintilla.
                  Salvala.

                  Penso di esserci riuscito.
                  Sono fiero di esserci riuscito.
                  Che stramaledetta
                  fortuna.
                  Composta domenica 20 ottobre 2013
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