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Poesie d'Autore migliori


in Poesie (Poesie d'Autore)

I vostri figli

I vostri figli non sono figli vostri... sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell'avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l'arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L'Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell'infinito e vi tiene tesi con tutto il suoi vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell'Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l'arco che rimane saldo.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Edge

    The woman is perfected.
    Her dead
    Body wears the smile of accomplishment,
    The illusion of a Greek necessity
    Flows in the scrolls of her toga,
    Her bare
    Feet seem to be saying:
    We have come so far, it is over.
    Each dead child coiled, a white serpent,
    One at each little
    Pitcher of milk, now empty.
    She has folded
    Them back into her body as petals
    Of a rose close when the garden
    Stiffens and odors bleed
    From the sweet, deep throats of the night flower.
    The moon has nothing to be sad about,
    Staring from her hood of bone.
    She is used to this sort of thing.
    Her blacks crackle and drag.
    Orlo
    -Sylvia Plath

    La donna è a perfezione.
    Il suo morto

    Corpo ha il sorriso del compimento,
    un'illusione di greca necessità

    scorre lungo i drappeggi della sua toga,
    i suoi nudi

    piedi sembran dire:
    abbiamo tanto camminato, è finita.

    Si sono rannicchiati i morti infanti ciascuno
    come un bianco serpente a una delle due piccole

    tazze del latte, ora vuote.
    Lei li ha riavvolti

    Dentro il suo corpo come petali
    di una rosa richiusa quando il giardino

    s'intorpidisce e sanguinano odori
    dalle dolci, profonde gole del fiore della notte.

    Niente di cui rattristarsi ha la luna
    che guarda dal suo cappuccio d'osso.

    A certe cose è ormai abituata.
    Crepitano, si tendono le sue macchie nere.
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      Scritta da: Rita Cangiano
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
      saprò vivere sola e fissare negli occhi
      ogni volto che passa e restare sempre la stessa.
      Questo fresco che sale a cercarmi le vene
      è un risveglio che mai nel mattino ho provato
      così vero: soltanto, mi sento più forte
      che il mio corpo, e un tremore più feddo accompagna il mattino.
      Son lontani i mattini che avevo vent'anni.
      E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
      ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.
      Da domani la gente riprende a vedermi
      e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
      e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
      ero giovane e non lo sapevo, e
      nemmeno sapevo
      di essere io che passavo-una donna, pdrona
      di se stessa. La magra bambina che fui
      si è svegliata da un pianto non fosse mai stato.
      E desidero solo colori. I colori non piangono,
      sono come un risveglio: domani i colori
      torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
      ogni corpo un colore-perfino i bambini.
      Questo corpo vestito di rosso leggero
      dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
      Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e saprò d'esser io: gettando un'occhiata,
      mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
      uscirò per le strade cercando i colori.
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        Scritta da: Irin Supertramp
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Hai detto tutto questo
        Certo, ho detto tutto questo.
        Cosa vuoi? Voglio bruciare.
        Perché?
        Perché sono infiammabile, sono
        serio.
        Hai detto tutto questo...
        Certo, ho detto tutto questo.
        Non sai cosa vuoi
        E dici che la vita non è abbastanza.
        La vita non è abbastanza.
        Allora cos'è abbastanza?
        Sentire... altrimenti muoio.
        Cosa proverai?
        Il fuoco.
        Allora vai avanti e brucia.
        Ma la vita non è in fiamme.
        Allora muori.
        Fisicamente?

        Sì. Irriverenza.
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          Scritta da: Eclissi
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          La stazione

          Il mio non arrivo nella città di N.
          È avvenuto puntualmente.

          Eri stato avvertito
          con una lettera non spedita.

          Hai fatto in tempo a non venire
          all'ora prevista.

          Il treno è arrivato sul terzo binario.
          È scesa molta gente.

          L'assenza della mia persona
          si avviava verso l'uscita tra la folla.

          Alcune donne mi hanno sostituito
          frettolosamente
          in quella fretta.

          A una è corso incontro
          qualcuno che non conoscevo,
          ma lei lo ha riconosciuto
          immediatamente.

          Si sono scambiati
          un bacio non nostro,
          intanto si è perduta
          una valigia non mia.

          La stazione della città di N.
          Ha superato bene la prova
          di esistenza oggettiva.

          L'insieme restava al suo posto.
          I particolari si muovevano
          sui binari designati.

          È avvenuto perfino
          l'incontro fissato.

          Fuori dalla portata
          della nostra presenza.

          Nel paradiso perduto
          della probabilità.

          Altrove.
          Altrove.
          Come risuonano queste piccole parole.
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            Scritta da: mor-joy
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Frammenti

            Ma la cosa migliore non furono quei baci
            e neppure le passeggiate serali, o i nostri segreti.
            La cosa migliore era la forza che quell'Amore mi dava,
            la forza lieta di vivere e di lottare per lei,
            di camminare sull'acqua e sul fuoco.
            Potersi buttare, per un istante,
            poter sacrificare degli anni
            per il sorriso di una donna:
            questa sì che è felicità, e io non l'ho perduta.
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              in Poesie (Poesie d'Autore)

              I furbi

              I furbi scendono la corrente come pesci bianchi
              sulla cresta d'acque blu, oltre le rapide.
              I furbi, con le loro gole e sopracciglia da furbi,
              i loro furbi peli nel naso, entrambe le scarpe allacciate, tutte le tragedie cancellate, denti splendenti.
              I furbi non si scompongono. Anche le loro morti sono morti al quadrato, furbi furbi furbi.
              Hanno case migliori, auto migliori, risate migliori.
              Persino i loro incubi sono sogni sgargianti.
              Questi furbi ti siedono di fronte, con un sorriso pulito, che li riempe, fianco i capelli sprizzano nitore.
              Quanto ho vissuto e quanti ne ho visti.
              Sapete cos'è davvero la morte?
              È uno di questi furbi rottinculo che ti stringe la mano e ti abbraccia.
              Sapete cos'è davvero la morte?
              Venite a vedermi mentre allungo la carta di credito
              al cameriere disprezzandovi. O peggio.
              Composta domenica 27 ottobre 2013
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                Scritta da: Andrea De Candia
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                L'odio

                Guardate com'è sempre efficiente,
                come si mantiene in forma
                nel nostro secolo l'odio.
                Con quanta facilità supera gli ostacoli.
                Come gli è facile avventarsi, agguantare.

                Non è come gli altri sentimenti.
                Insieme più vecchio e più giovane di loro.
                Da solo genera le cause
                che lo fanno nascere.
                Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.
                L'insonnia non lo indebolisce, ma lo rafforza.

                Religione o non religione -
                purché ci si inginocchi per il via.
                Patria o no -
                purché si scatti alla partenza.
                Anche la giustizia va bene all'inizio.
                Poi corre tutto solo.
                L'odio. L'odio.
                Una smorfia di estasi amorosa
                gli deforma il viso.

                Oh, quegli altri sentimenti -
                malaticci e fiacchi.
                Da quando la fratellanza
                può contare sulle folle?
                La compassione è mai
                giunta prima al traguardo?
                Il dubbio quanti volenterosi trascina?
                Lui solo trascina, che sa il fatto suo.

                Capace, sveglio, molto laborioso.
                Occorre dire quanti canzoni ha composto?
                Quante pagine ha scritto nei libri di storia?
                Quanti tappeti umani ha disteso
                su quante piazze, stadi?

                Diciamoci la verità:
                sa creare bellezza.
                Splendidi i suoi bagliori nella notte nera.
                Magnifiche le nubi degli scoppi nell'alba rosata.
                Innegabile è il pathos delle rovine
                e l'umorismo grasso
                della colonna che vigorosa le sovrasta.

                è un maestro del contrasto
                tra fracasso e silenzio,
                tra sangue rosso e neve bianca.
                E soprattutto non lo annoia mai
                il motivo del lindo carnefice
                sopra la vittima insozzata.

                In ogni istante è pronto a nuovi compiti.
                Se deve aspettare, aspetterà.
                Lo dicono cieco. Cieco?
                Ha la vista acuta del cecchino
                e guarda risoluto al futuro
                - lui solo.
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                  Scritta da: Eleonora La Pazza
                  in Poesie (Poesie d'Autore)
                  Ti manderò un bacio con il vento
                  e so che lo sentirai,
                  ti volterai senza vedermi ma io sarò li
                  Siamo fatti della stessa materia
                  di cui sono fatti i sogni
                  Vorrei essere una nuvola bianca
                  in un cielo infinito
                  per seguirti ovunque e amarti ogni istante
                  Se sei un sogno non svegliarmi
                  Vorrei vivere nel tuo respiro
                  Mentre ti guardo muoio per te
                  Il tuo sogno sarà di sognare me
                  Ti amo perché ti vedo riflessa
                  in tutto quello che c'è di bello
                  Dimmi dove sei stanotte
                  ancora nei miei sogni?
                  Ho sentito una carezza sul viso
                  arrivare fino al cuore
                  Vorrei arrivare fino al cielo
                  e con i raggi del sole scriverti ti amo
                  Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
                  tra i tuoi capelli,
                  per poter sentire anche da lontano
                  il tuo profumo!
                  Vorrei fare con te quello
                  che la primavera fa con i ciliegi.
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