Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Barbara Brussa
in Poesie (Poesie d'Autore)

A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra.
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    Scritta da: Barbara Brussa
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Ai giovani

    Bella ridente e giovane
    con il tuo ventre scoperto,
    e una medaglia d'oro
    sull'ombelico,
    mi dici che fai l'amore ogni giorno
    e sei felice e io penso che il tuo ventre
    è vergine mentre il mio
    è un groviglio di vipere
    che voi chiamate poesia
    ed è soltanto tutto l'amore
    che non ho avuto
    vedendoti io ho maledetto
    la sorte di essere un poeta.
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      Scritta da: mor-joy
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Sull'Amore

      Si chiama Amore ogni superiorità,
      ogni capacità di comprensione,
      ogni capacità di sorridere nel dolore.
      Amore per noi stessi e per il nostro destino,
      affettuosa adesione
      a ciò che l'Imperscrutabile
      vuole fare di noi
      anche quando
      non siamo ancora in grado di vederlo
      e di comprenderlo.
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        Scritta da: Gabriella Stigliano
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Passa radiosa, come la notte tersa

        Passa radiosa, come la notte tersa
        dai cieli stellati;
        il meglio del buio e del fulgore
        si incontra nei suoi occhi
        addolciti a quella tenera luce
        che il cielo nega allo sforzo del giorno.
        Un'ombra in più, un raggio in meno, avrebbero
        in parte guastato la grazia senza nome
        che si posa sui capelli neri
        o illumina il volto con dolcezza,
        dove pensieri limpidi
        svelano pura e preziosa dimora.
        Su quella guancia, sopra quella fronte serena
        sorrisi e colori parlano di pacifici giorni,
        di un intelletto in armonia con tutto,
        di un cuore che ama innocente.
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          Scritta da: Andrea De Candia
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Nato

          Dunque è sua madre.
          Questa piccola donna.
          Artefice dagli occhi grigi.

          La barca su cui, anni fa,
          lui approdò alla riva.

          È da lei che si è tirato fuori
          nel mondo,
          nella non-eternità.

          Genitrice dell'uomo
          con cui salto attraverso il fuoco.

          È dunque lei, l'unica
          che non lo scelse
          pronto, compiuto.

          Da sola lo tirò
          dentro la pelle a me nota,
          lo attaccò alle ossa
          a me nascoste.

          Da sola egli cercò
          gli occhi grigi
          con cui mi ha guardato.

          Dunque è lei, la sua Alfa.
          Perché mai me l'ha mostrata?

          Nato.
          Così è nato, anche lui.
          Nato come tutti.
          Come me, che morirò.

          Figlio d'una donna reale.
          Uno giunto dalle profondità del corpo.
          In viaggio verso l'Omega.

          Esposto
          alla propria assenza
          da ogni dove,
          in ogni istante.

          E la sua testa
          è una testa contro un muro
          cedevole per ora.

          E le sue mosse
          sono tentativi di eludere
          il verdetto universale.

          Ho capito
          che è già a metà cammino.

          Ma questo a me non l'ha detto,
          no.

          "Questa è mia madre"
          mi ha detto soltanto.
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            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Paura dei tuoi occhi

            Paura dei tuoi occhi,
            di quel vertice puro
            entro cui batte il pensiero,
            paura del tuo sguardo
            nascosto velluto d'algebra
            col quale mi percorri,
            paura delle tue mani
            calamite leggere
            che chiedono linfa,
            paura dei tuoi ginocchi
            che premono il mio grembo
            e poi ancora paura
            sempre sempre paura,
            finché il mare sommerge
            questa mia debole carne
            e io giaccio sfinita
            su te che diventi spiaggia
            e io che divento onda
            che tu percuoti e percuoti
            con il tuo remo d'Amore.
            Composta martedì 4 agosto 2015
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