Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t'ho visto dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,
con la scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all'altro fratello:
"Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
Le loro tombe affondano nella cenere,
e gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    La filosofia dell'amore

    Le fonti si confondono col fiume
    i fiumi con l'Oceano
    i venti del Cielo sempre
    in dolci moti si uniscono
    niente al mondo è celibe
    e tutto per divina
    legge in una forza
    si incontra e si confonde.
    Perché non io con te?
    Vedi che le montagne baciano l'alto
    del Cielo, e che le onde una per una
    si abbracciano. Nessun fiore-sorella
    vivrebbe più ritroso
    verso il fratello-fiore.
    E il chiarore del sole abbraccia la terra
    e i raggi della Luna baciano il mare.
    Per che cosa tutto questo lavoro tenero
    se tu non vuoi baciarmi?
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Sorridi

      Sorridi, anche se il tuo cuore soffre
      Sorridi, anche se si sta spezzando
      Quando ci sono nuvole nel cielo,
      "Non ci penserai"
      Se sorridi
      Attraverso la tua paura ed il tuo dolore
      Sorridi e forse domani
      vedrai il sole levarsi e splendere
      Per te.

      Illumina il tuo volto con la gioia
      Nascondi ogni traccia di tristezza.
      Anche se una lacrima
      potrebbe essere sempre così vicina
      Questo è il tempo in cui devi continuare a tentare,
      Sorridi, che senso ha piangere?
      Scoprirai che vale ancora la pena di vivere
      Se solo sorridi.
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        Scritta da: Federico
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Farò della mia anima uno scrigno
        per la tua anima,
        del mio cuore una dimora
        per la tua bellezza,
        del mio petto un sepolcro
        per le tue pene.
        Ti amerò come le praterie amano la primavera,
        e vivrò in te la vita di un fiore
        sotto i raggi del sole.
        Canterò il tuo nome come la valle
        canta l'eco delle campane;
        ascolterò il linguaggio della tua anima
        come la spiaggia ascolta
        la storia delle onde.
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          Scritta da: Patty Diphusa
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          I desideri stavano strappandomi l'anima.
          Potevo viverli, ma non ci son riuscito.
          Allora li ho incantati.
          E a uno a uno li ho lasciati dietro di me...
          Ho disarmato l'infelicità.
          Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri.
          Se tu potessi risalire il mio cammino,
          li troveresti uno dopo l'altro,
          incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta
          di questo viaggio strano che
          a nessuno mai ho raccontato se non a te.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Io sono l'unica il cui destino

            Io sono l'unica il cui destino
            lingua non indaga, occhio non piange;
            non ho mai causato un cupo pensiero,
            né un sorriso di gioia, da quando sono nata.

            Tra piaceri segreti e lacrime segrete,
            questa mutevole vita mi è sfuggita,
            dopo diciott'anni ancora così solitaria
            come nel giorno della mia nascita.

            E vi furono tempi che non posso nascondere,
            tempi in cui tutto ciò era terribile,
            quando la mia triste anima perse il suo orgoglio
            e desiderò qualcuno che l'amasse.

            Ma ciò apparteneva ai primi ardori
            di sentimenti poi repressi dal dolore;
            e sono morti da così lungo tempo
            che stento a credere siano mai esistiti.

            Prima si dissolse la speranza giovanile,
            poi svanì l'arcobaleno della fantasia;
            infine l'esperienza mi insegnò che mai
            crebbe in un cuore mortale la verità.

            Era già amaro pensare che l'umanità
            fosse insincera, sterile, servile;
            ma peggio fu fidarmi della mia mente
            e trovarvi la stessa corruzione.
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Le cose

              Le monete, il bastone, il portachiavi,
              la pronta serratura, i tardi appunti
              che non potranno leggere i miei scarsi
              giorni, le carte da giunco e gli scacchi,
              un libro e tra le pagine appassita
              la viola, monumento d'una sera
              di certo inobliabile e obliata,
              il rosso specchio a occidente in cui arde
              illusoria un'aurora. Quante cose,
              atlanti, lime, soglie, coppe, chiodi,
              ci servono come taciti schiavi,
              senza sguardo, stranamente segrete!
              Dureranno piú in là del nostro oblio;
              non sapran mai che ce ne siamo andati.
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                Scritta da: Silvana Stremiz
                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Io sono innamorato di tutte le signore
                che mangiano le paste nelle confetterie.

                Signore e signorine -
                le dita senza guanto -
                scelgon la pasta. Quanto
                ritornano bambine!

                Perché nïun le veda,
                volgon le spalle, in fretta,
                sollevan la veletta,
                divorano la preda.

                C'è quella che s'informa
                pensosa della scelta;
                quella che toglie svelta,
                né cura tinta e forma.

                L'una, pur mentre inghiotte,
                già pensa al dopo, al poi;
                e domina i vassoi
                con le pupille ghiotte.

                Un'altra - il dolce crebbe -
                muove le disperate
                bianchissime al giulebbe
                dita confetturate!

                Un'altra, con bell'arte,
                sugge la punta estrema:
                invano! Ché la crema
                esce dall'altra parte!

                L'una, senz'abbadare
                a giovine che adocchi,
                divora in pace. Gli occhi
                altra solleva, e pare

                sugga, in supremo annunzio,
                non crema e cioccolatte,
                ma superliquefatte
                parole del D'Annunzio.

                Fra questi aromi acuti,
                strani, commisti troppo
                di cedro, di sciroppo,
                di creme, di velluti,

                di essenze parigine,
                di mammole, di chiome:
                oh! Le signore come
                ritornano bambine!

                Perché non m'è concesso -
                o legge inopportuna! -
                il farmivi da presso,
                baciarvi ad una ad una,

                o belle bocche intatte
                di giovani signore,
                baciarvi nel sapore
                di crema e cioccolatte?

                Io sono innamorato di tutte le signore
                che mangiano le paste nelle confetterie.
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                  Scritta da: Silvana Stremiz
                  in Poesie (Poesie d'Autore)
                  So quello che dirmi
                  vorresti in quest'ora...
                  Non dirlo!
                  Guarda laggiù il fondo dello stagno
                  che si fa cupo
                  e come si rincorrono le nuvole
                  specchianti sul velluto nero...
                  Non dirlo!
                  Questa è una mala notte.
                  Lo so,
                  in quest'ora infuria
                  nel profondo del tuo petto
                  tutto ciò che ti preme.
                  Non chiedere!
                  Sulla tua bocca indugia
                  ancora la parola che ci fa infelici...
                  Non dirla!
                  Questa è una mala notte.
                  Me lo dirai domani.
                  Non lo sappiamo,
                  chissà forse
                  domani tutto sarà miracolosamente facile
                  ciò che oggi nessun cuore può sopportare,
                  ciò che oggi mi rende tanto infelice.
                  Non chiedere!
                  Questa è una mala notte.
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                    in Poesie (Poesie d'Autore)

                    Per la verità, io non ti amo coi miei occhi

                    Per la verità, io non ti amo coi miei occhi,
                    perché essi vedono in te un mucchio di difetti;
                    ma è il mio cuore che ama quel che loro disprezzano
                    e, apparenze a parte, ne gode alla follia.
                    Né i miei orecchi delizia il timbro della tua voce,
                    né la mia sensibilità è incline a vili toccamenti,
                    né il mio gusto e l'olfatto bramano l'invito
                    al banchetto dei sensi con te soltanto.
                    Ma né i miei cinque spiriti, né i miei cinque sensi
                    possono dissuadere questo mio sciocco cuore dal tuo servizio,
                    avendo ormai perso ogni sembianza umana,
                    ridotto a schiavo e misero vassallo del tuo superbo cuore.
                    Solo in questo io considero la mia peste un bene:
                    che chi mi fa peccare, m'infligge pure la penitenza.
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