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Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Federico
in Poesie (Poesie d'Autore)
Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
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    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Più felice sono quando più lontana

    Più felice sono quando più lontana
    porto la mia anima dalla sua dimora d'argilla,
    in una notte di vento quando la luna brilla
    e l'occhio vaga attraverso mondi di luce

    Quando mi annullo e niente mi è accanto
    né terra, né mare, né cieli tersi
    e sono tutta spirito, ampiamente errando
    attraverso infinite immensità.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)
      T'amo senza sapere come, né quando né da dove,
      t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
      così ti amo perché non so amare altrimenti
      che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
      così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
      così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
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        Scritta da: Marilù Rossi
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Pena d'amore

        Il clamore d'un passero sulle grondaie,
        La luna brillante e tutto il latteo cielo,
        E tutta quella famosa armonia di foglie,
        Avean cancellato l'immagine dell'uomo ed il suo grido.

        Una fanciulla sorse che aveva labbra rosse e dolenti
        E sembrava la grandezza del mondo in lacrime,
        Condannata come Odisseo e le navi travagliate
        E orgogliosa come Priamo assassinato con i suoi pari.

        Sorse, e sull'istante le grondaie piene di clamore,
        Una luna che si arrampicava su un vuoto cielo,
        E tutto quel lamento delle foglie,
        Potevano soltanto comporre l'immagine dell'uomo e il suo grido.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Ora e sempre Resistenza

          Lo avrai
          camerata Kesserling
          il monumento che pretendi da noi italiani
          ma con che pietra si costruirà
          a deciderlo tocca a noi
          non con i sassi affumicati dei borghi inermi
          straziati dal tuo sterminio
          non con la terra dei cimiteri
          dove i nostri compagni giovinetti
          riposano in serenità
          non con la neve inviolata delle montagne
          che per due inverni ti sfidarono
          non con la primavera di queste valli
          che ti vide fuggire
          ma soltanto con il silenzio dei torturati
          più duro d'ogni macigno
          soltanto con la roccia di questo patto
          giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono
          per dignità non per odio
          decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo
          su queste strade se vorrai tornare
          ai nostri posti ci ritroverai
          morti e vivi con lo stesso impegno
          popolo serrato intorno al monumento
          che si chiama ora e sempre
          Resistenza.
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            Scritta da: Lucia Galasso
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Infinità d'amore

            Se ancor non ho tutto l'amore tuo,
            cara, giammai tutto l'avrò;
            non posso esalare un altro sospiro per intenerirti,
            né posso implorare un'altra lacrima a che sgorghi;
            ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti
            - sospiri, lacrime, e voti e lettere - l'ho consumato.
            Eppure non può essermi dovuto
            più di quanto fu inteso alla stipulazione del contratto;
            se allora il tuo dono d'amore fu parziale,
            si che parte a me toccasse, parte ad altri,
            cara giammai tutta ti avrò

            Ma se allora tu mi cedesti tutto,
            quel tutto non fu che il tutto di cui allora tu disponevi;
            ma se nel cuore tuo, in seguito, sia stato o sarà
            generato amor nuovo, ad opera di altri,
            che ancor possiedono intatte le lor sostanze, e possono di lacrime,
            di sospiri, di voti, di lettere, fare offerte maggiori,
            codesto amore nuovo può produrre nuove ansie,
            poiché codesto amore non fu da te impegnato.
            Eppur lo fu, dacché la tua donazione fu totale:
            il terreno, cioè il tuo cuore, è mio; quanto ivi cresca,
            cara, dovrebbe tutto spettare a me.

            Tuttavia ancor non vorrei avere tutto;
            chi tutto ha non può aver altro,
            e dacché il mio amore ammette quotidianamente
            nuovo accrescimento, tu dovresti avere in serbo nuove ricompense;
            tu non puoi darmi ogni giorno il tuo cuore:
            se puoi darlo, vuol dire che non l'hai mai dato.
            il paradosso d'amore consiste nel fatto che, sebbene il tuo cuore si diparta,
            tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.
            Ma noi terremo un modo più liberale
            di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo
            un solo essere, e il Tutto l'un dell'altro.
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              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Un trucco per alleviare il nostro sanguinare

              In pratica
              le grandi parole dei grandi uomini
              non sono poi così grandi.

              E le grandi nazioni o le grandi bellezze
              non lasciano altro che il residuo
              della reputazione che sarà lentamente
              rosicchiato via.

              Né le grandi guerre sembrano così grandi,
              né le grandi poesie
              né le leggende di prima mano.

              Persino i lutti
              ora sono così tristi,
              e il fallimento non è stato altro che un
              trucco
              per farci continuare.

              E la celebrità e l'amore
              un trucco per alleviare il nostro sanguinare.

              E come il fuoco diventa cenere e l'acciaio
              diventa ruggine, noi diventiamo
              saggi
              e poi
              non così saggi.

              E sediamo su sedie
              leggendo vecchie mappe,
              guerre finite, amori finiti, vite finite,

              e un bambino gioca davanti a noi come una scimmia
              e noi diamo un colpetto alla pipa e sbadigliamo,
              chiudiamo gli occhi e dormiamo.

              Belle parole
              come belle signore,
              si accartocciano e muoiono.
              Composta mercoledì 25 settembre 2013
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                Scritta da: Andrea De Candia
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                La terra santa

                Ho conosciuto Gerico,
                ho avuto anch'io la mia Palestina,
                le mura del manicomio
                erano le mura di Gerico
                e una pozza di acqua infettata
                ci ha battezzati tutti.
                Lì dentro eravamo ebrei
                e i Farisei erano in alto
                e c'era anche il Messia
                confuso dentro la folla:
                un pazzo che urlava al Cielo
                tutto il suo amore in Dio.
                Noi tutti, branco di asceti
                eravamo come gli uccelli
                e ogni tanto una rete
                oscura ci imprigionava
                ma andavamo verso la messe,
                la messe di nostro Signore
                e Cristo il Salvatore.
                Fummo lavati e sepolti,
                odoravamo di incenso.
                E dopo, quando amavamo
                ci facevano gli elettrochoc
                perché, dicevano, un pazzo
                non può amare nessuno.
                Ma un giorno da dentro l'avello
                anch'io mi sono ridestata
                e anch'io come Gesù
                ho avuto la mia resurrezione,
                ma non sono salita ai cieli
                sono discesa all'inferno
                da dove riguardo stupita
                le mura di Gerico antica.
                Composta lunedì 30 marzo 2015
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