Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Nelle mie braccia tutta nuda

Nelle mie braccia tutta nuda
la città la sera e tu
il tuo chiarore l'odore dei tuoi capelli
si riflettono sul mio viso.

Di chi è questo cuore che batte
più forte delle voci e dell'ansito?
È tuo è della città è della notte
o forse è il mio cuore che batte forte?

Dove finisce la notte
dove comincia la città?
Dove finisce la città dove cominci tu?
Dove comincio e finisco io stesso?
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: sagea
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Splash

    L'illusione è che tu semplicemente
    Stia leggendo questa poesia.
    La realtà è che questa è
    più di una poesia.
    Questo è il coltello
    Di un accattone.
    È un tulipano
    È un soldato che marcia
    Attraverso Madrid.
    Questo sei tu
    Sul tuo letto di morte.
    Questo è Li Po che ride
    Questo è il circo
    del diavolo.
    E non la stai leggendo
    Su una pagina
    Sottoterra.
    No, non è una dannata
    Poesia.
    È un cavallo
    che dorme.
    Una farfalla dentro
    Il tuo cervello.
    È la pagina che legge
    Te.
    La senti?
    È come un cobra.
    È un aquila affamata
    che sorvola la stanza.
    Questa non è una poesia
    La poesia è barbosa,
    ti fa venire sonno.
    Queste parole ti incitano
    a una nuova
    follia.
    Ti ha toccato la grazia,
    sei stato spinto
    dentro un abbacinante
    regione di luce.
    Adesso l'elefante
    Sogna insieme
    a te.
    La volta dello spazio
    curva e ride.
    Adesso puoi morire
    Tu puoi morire adesso come
    Si doveva morire da uomini:
    grande,
    vittorioso,
    con l'orecchio della musica,
    essendo tu la musica,
    che romba,
    romba,
    romba.
    Composta lunedì 18 luglio 2011
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Federico
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Afferro le sue mani
      e la stringo al mio petto.
      Tento di riempire le mie braccia
      della sua bellezza,
      di depredare con i baci
      il suo dolce sorriso,
      di bere i suoi bruni sguardi
      con i miei occhi.
      Ma dov'è?
      Chi può spremere l'azzurro dal cielo?
      Cerco di afferrare la bellezza;
      essa mi elude
      lasciando soltanto il corpo
      nelle mie mani.
      Stanco e frustrato mi ritraggo.
      Come può il corpo toccare
      il fiore che soltanto
      lo spirito riesce a sfiorare?
      Vota la poesia: Commenta
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Avrei davvero voluto morire
        quando lei mi lasciò in affannoso pianto
        tra molte cose dicendomi ancora:
        "Come soffriamo atrocemente, Saffo,
        io ti lascio contro il mio volere."
        Ed io a lei rispondevo:
        "Và serena e di me serba il ricordo.
        Sai quanto ti ho amata.
        Se mai tu lo dimenticassi, sempre
        io ricorderò i bei momenti che vivemmo.
        Quando di corone di viole
        e di rose e di croco, accanto a me
        ti cingevi il capo gentile,
        e mettevi intorno al collo
        ghirlande intrecciate di fiori.
        E cosparsa di essenze profumate
        sul morbido letto ti saziavi,
        né mai vi furono danze
        nei sacri boschi a cui fossimo assenti..."
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Diego P.
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Parata dionisiaca

          Il sontuoso carro di Dioniso,
          Ricolmo di fiori e ghirlande,
          Avanza lento, trainato
          Da feroci bestie ammansite.
          È un percorso che irradia
          Magia: crollano le barriere,
          Si annullano i bisogni,
          Svaporano divieti e arbitrii.
          Riconciliazione, fusione,
          Riunione del singolo
          Con tutti in un'armonia
          Universale: ecco la suprema
          Beatificazione, l'ebbrezza
          Soprannaturale. Non camminiamo
          Più, né più parliamo:
          Cantiamo e danziamo invasati
          Simili a dèi rapiti, artisti
          Dionisiaci dell'ebbrezza.
          Vota la poesia: Commenta
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            La più bella storia d'amore

            L'ultimo suono del tuo addio,
            mi disse che non sapevo nulla
            e che era giunto
            il tempo necessario
            di imparare i perché della materia.

            Così, tra pietra e pietra
            seppi che sommare è unire
            e che sottrarre ci lascia
            soli e vuoti.
            Che i colori riflettono
            l'ingenua volontà dell'occhio.

            Che i solfeggi e i sol
            implorano la fame dell'udito.
            Che le strade e la polvere
            sono la ragione dei passi.

            Che la strada più breve
            fra due punti
            è il cerchio che li unisce
            in un abbraccio sorpreso.

            Che due più due
            può essere un brano di Vivaldi.
            Che i geni amabili
            abitano le bottiglie del buon vino.

            Con tutto questo già appreso
            tornai a disfare l'eco del tuo addio
            e al suo posto palpitante a scrivere
            La Più Bella Storia d'Amore
            ma, come dice l'adagio
            non si finisce mai
            di imparare e di dubitare.

            E così, ancora una volta
            tanto facilmente come nasce una rosa
            o si morde la coda una stella fugace,
            seppi che la mia opera era stata scritta
            perché La Più Bella Storia d'Amore
            è possibile solo
            nella serena e inquietante
            calligrafia dei tuoi occhi.
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Ayesha
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Svevo aveva ragione

              Svevo aveva ragione
              Fuori dalla penna non c'è salvezza
              diceva Svevo
              e io m'accorgo
              c'aveva ragione
              se questa è l'unica maniera
              che m'è rimasta di vivere
              ben venga tale splendore
              ornato di pezzi di carta
              e parole venute dal cuore,
              un cuore di plastica
              che scioglie al sole,
              auto combustibile
              e pieno di vapore -
              costretto a evaporare
              senza alcun pudore,
              lasciare il mondo
              cacciato dall'amore.

              Svevo aveva ragione
              che quando scrivo
              sento vita fluire
              nient'altro in questo paradiso
              mi allieta al punto da dire
              che vi sia qualcosa di meglio
              di migliaia di pagine da riempire,
              con svaghi di realtà e di orrore
              che paion fantasia
              all'occhi del lettore
              e che in verità
              son più reali
              di qualsiasi attore
              che impara a memoria un copione
              per compensare un vuoto interiore.

              Siamo attori di noi stessi
              e ci perdiamo tra i riflessi
              di una falsa ambizione
              costruita sulla notte
              e se mi chiami per nome
              allora posso dire
              che mi è concesso l'onore
              di portare vibrazione
              un vuoto d'emozione
              che parla più del sole
              un'assenza, una canzone
              una presenza priva di parole.

              Svevo aveva ragione
              non c'è salvezza senza penna
              senza un cuore lacerato
              che si apra alla vita
              e le faccia da antenna.
              Vota la poesia: Commenta