Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Prima di tutto l'uomo

Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista della natura.
Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare, ma prima di tutto credi nell'uomo.
Ama le nuvole, le macchine,
i libri, ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che si secca,
dell'astro che si spegne,
dell'animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell'uomo.
Ti diano gioia tutti i beni della terra:
l'ombra e la luce ti diano gioia,
le quattro stagioni ti diano gioia,
ma soprattutto
a piene mani ti dia gioia l'uomo!
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    No, non dire mai che il mio cuore è stato falso (Sonetto 109)

    No, non dire mai che il mio cuore è stato falso
    Anche se l'assenza sembrò ridurre la mia fiamma;
    come non è facil ch'io mi stacchi da me stesso,
    così è della mia anima che vive nel tuo petto:
    quello è il rifugio mio d'amore; se ho vagato
    come chi viaggia, io di nuovo lì ritorno
    fedelmente puntuale, non mutato dagli eventi,
    tanto ch'io stesso porto acqua alle mie colpe.
    Non credere mai, pur se in me regnassero
    tutte le debolezze che insidiano la carne,
    ch'io mi possa macchiare in modo tanto assurdo
    da perdere per niente la somma dei tuoi pregi:
    perché niente io chiamo questo immenso universo
    tranne te, mia rosa; in esso tu sei il mio tutto.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Quanto ancor più bella sembra la bellezza (Sonetto 54)

      Quanto ancor più bella sembra la bellezza,
      per quel ricco ornamento che virtù le dona!
      Bella ci appar la rosa, ma più bella la pensiamo
      per la soave essenza che vive dentro a lei.
      Anche le selvatiche hanno tinte molto intense
      simili al colore delle rose profumate,
      hanno le stesse spine e giocano con lo stesso brio
      quando la brezza d'estate ne schiude gli ascosi boccioli:
      ma poiché il loro pregio è solo l'apparenza,
      abbandonate vivono, sfioriscono neglette e
      solitarie muoiono. Non così per le fragranti rose:
      la loro dolce morte divien soavissimo profumo:
      e così è; per te, fiore stupendo e ambito,
      come appassirai, i miei versi stilleran la tua virtù.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La morte di Tantalo

        Noi sedemmo sull'orlo
        della fontana nella vigna d'oro.
        Sedemmo lacrimosi in silenzio.
        Le palpebre della mia dolce amica
        si gonfiavano dietro le lagrime
        come due vele
        dietro una leggera brezza marina.
        Il nostro dolore non era dolore d'amore
        né dolore di nostalgia
        né dolore carnale.
        Noi morivamo tutti i giorni
        cercando una causa divina
        il mio dolce bene ed io.

        Ma quel giorno già vanía
        e la causa della nostra morte
        non era stata rivenuta.

        E calò la sera su la vigna d'oro
        e tanto essa era oscura
        che alle nostre anime apparve
        una nevicata di stelle.

        Assaporammo tutta la notte
        i meravigliosi grappoli.
        Bevemmo l'acqua d'oro,
        e l'alba ci trovò seduti
        sull'orlo della fontana
        nella vigna non piú d'oro.

        O dolce mio amore,
        confessa al viandante
        che non abbiamo saputo morire
        negandoci il frutto saporoso
        e l'acqua d'oro, come la luna.

        E aggiungi che non morremo piú
        e che andremo per la vita
        errando per sempre.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Seduto accanto al fuoco, rifletto
          Su tutto quel che ho visto,
          Sulle farfalle ed i fiori dei campi
          In estati ormai da me distanti;

          Penso alle foglie gialle e tele di ragno
          In autunni che più non torneranno;
          Alle nebbiose mattine, e al sole d'argento,
          E ai miei capelli agiatati dal vento.

          Seduto accanto al fuoco, rifletto
          Al mondo che sarà,
          Quando l'inverno un giorno giungerà,
          Ma della primavera io non vedrò l'aspetto.

          Vi sono infatti tante e tante cose
          Che io purtroppo ancora non conosco:
          Diversi in ogni prato ed ogni bosco
          Il verde e il profumo delle rose.

          Seduto accanto al fuoco, rifletto
          Ai popoli vissuti tanto tempo fa,
          Ed a coloro che vedranno un mondo
          Che a me per sempre ignoto resterà.

          Ma mentre lì seduto rifletto
          Sui tempi che fuggiron veloci,
          Ascolto in ansia ed aspetto
          Il ritorno di passi e di voci.
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            Scritta da: Gabriella Stigliano
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Vi è un piacere nei boschi inesplorati

            Vi è un piacere nei boschi inesplorati
            e un'estasi nelle spiagge deserte,
            vi è una compagnia che nessuno può turbare
            presso il mare profondo,
            e una musica nel suo ruggito;
            non amo meno l'uomo ma di più la natura
            dopo questi colloqui dove fuggo
            da quel che sono o prima sono stato
            per confondermi con l'universo e lì sentire
            ciò che mai posso esprimere
            né del tutto celare.
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Amami

              Amami
              e nel ricordo prendi la fionda antica
              e battimi i capelli. Mi vedrai crescere
              nera come la foresta dell'Amazzonia,
              ma se scosti i miei rami vedrai nella mia lingua
              uccelli variopinti e paradisi terrestri.
              Allora non pregare il Signore,
              perché la dovizia del mio canto
              io l'ho rubata a lui in un giorno di distrazione.
              Composta domenica 12 aprile 2015
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                Scritta da: Paul Mehis
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Per la vecchia denti-storti

                Conosco una donna
                che compera continuamente puzzle
                cinesi
                puzzle
                cubi
                cavi
                pezzi che alla fine s'incastrano
                in un ordine
                li completa
                matematicamente
                risolve tutti i suoi
                puzzle
                vive giù in riva al mare
                mette lo zucchero fuori per le formiche
                e crede
                alla fin fine
                in un mondo migliore.
                Ha i capelli bianchi
                li pettina di rado
                ha i denti storti
                e indossa ampie tute informi
                su un corpo che molte
                donne vorrebbero avere.
                Per anni mi ha irritato
                con quelle che giudicavo
                eccentricità - come i gusci d'uovo a mollo
                (per nutrire le piante
                col calcio).
                Ma infine quando penso alla sua
                vita
                e la paragono alle altre vite
                più eccitanti, più belle
                e originali
                mi accorgo che lei ha ferito meno
                gente di tutti quelli che conosco
                (e per ferire intendo semplicemente ferire).
                Ha passato periodi tremendi,
                periodi in cui avrei forse potuto
                aiutarla di più
                perché è la madre della mia unica figlia
                e siamo stati un tempo grandi amanti,
                ma ne è uscita,
                come ho detto
                ha ferito meno gente di
                tutti quelli che conosco,
                e se guardi le cose così,
                beh,
                ha creato un mondo migliore.
                Ha vinto.
                Composta martedì 21 luglio 2009
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                  Scritta da: Davide Bidin
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Alle porte di Madrid

                  Non ascoltare le voci delle sfere dell'aldilà,
                  né intrecciare nella trama delle righe,
                  "poesie ermetiche"
                  né cercare
                  con pazienza di orafo
                  rime graziose
                  e fini espressioni,
                  stasera, grazie al cielo, io sto più su.
                  di tutto ciò.

                  Stasera io
                  sono un cantastorie di strada.
                  La mia voce è semplice, senza artifici,
                  e tu
                  non puoi udire la mia canzone...

                  È notte.
                  Nevica.
                  Tu sei alle porte di Madrid.
                  Davanti a te hai l'armata dei nemici,
                  che è venuta per uccidere
                  tutto ciò che c'è di più bello:
                  la libertà,
                  il sogno,
                  la speranza
                  e i ragazzi.

                  E nevica.
                  E forse,
                  i tuoi piedi nudi gelano.

                  Nevica...
                  Ed ecco,
                  in quest'istante
                  che io penso a te con tutto il mio cuore,
                  forse
                  una pallottola spezzerà la tua vita
                  e per te non ci sarà più
                  neve
                  né vento
                  né notte
                  né giorno...

                  E nevica.
                  So
                  che anche prima di gridare
                  "No pasaran"
                  e di montare la guardia
                  alle porte di Madrid,
                  tu esistevi!

                  Chi eri,
                  di dove sei venuto?
                  Forse
                  dalle miniere delle Asturie?
                  Forse
                  una benda insanguinata sulla tua fronte
                  ha coperto
                  una ferita che ti sei presa al Nord?
                  Forse
                  sei tu quello che per ultimo
                  sparò nella notte che gli junker
                  bombardavano Bilbao?
                  O servivi come bracciante
                  nelle tenute di un qualche
                  conte Pernando Valesquero di Cortolon?
                  O avevi una botteguccia
                  alla Porta del Sole
                  e vendevi le frutta dai colori spagnoli?
                  Forse, non avevi alcun talento,
                  o forse avevi una bella voce?
                  O eri uno studente,
                  un futuro giurista,
                  e i tuoi libri
                  sotto i cingoli d'un carro armato italiano
                  son rimasti
                  nella città universitaria?
                  Forse non credevi in Dio,
                  e forse invece portavi una piccola croce di rame
                  a un cordino di seta?

                  Chi sei,
                  come ti chiami,
                  quanti anni hai?
                  Non ho visto la tua faccia,
                  e non la vedrò.

                  Forse
                  essa ricorda le facce di quelli
                  che batterono le bande di Kolciak in Siberia?
                  O, in qualche tratto,
                  tu ricordi coloro
                  che sono caduti
                  a Domlupinar?

                  O somigli a Robespierre?
                  Non hai udito il mio nome,
                  e non l'udrai.

                  Tra noi due, fratello,
                  ci sono i mari e i monti,
                  e le mie maledette catene,
                  e le prescrizioni
                  del comitato di non intervento...
                  Non posso venire da te,
                  non posso mandarti di qui
                  né una cassa di cartucce
                  né uova
                  né un paio di calze di lana...

                  So
                  che in questo gelo
                  i tuoi piedi nudi,
                  là, alle porte di Madrid,
                  come due bimbi
                  gelano al vento...

                  E so
                  che tutto ciò che in questo mondo
                  c'è di grande
                  e di bello,
                  tutto ciò che sarà fatto dagli uomini,
                  tutta la Verità futura
                  e la Grandezza,
                  che io aspetto con tanta ansia nel cuore,
                  tutto questo riluce nei tuoi occhi,
                  sentinella mia,
                  stanotte
                  alle porte di Madrid...

                  E so
                  che oggi non posso,
                  come non potei ieri
                  e non potrò domani,
                  fare nient'altro
                  che pensare a te
                  e amarti.
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