Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Al mare (o quasi)

L'ultima cicala stride
sulla scorza gialla dell'eucalipto
i bambini raccolgono pinòli
indispensabili per la galantina
un cane alano urla dall'inferriata
di una villa ormai disabitata
le ville furono costruite dai padri
ma i figli non le hanno volute
ci sarebbe spazio per centomila terremotati
di qui non si vede nemmeno la proda
se può chiamarsi cosí quell'ottanta per cento
ceduta in uso ai bagnini
e sarebbe eccessivo pretendervi
una pace alcionica
il mare è d'altronde infestato
mentre i rifiuti in totale
formano ondulate collinette plastiche
esaurite le siepi hanno avuto lo sfratto
i deliziosi figli della ruggine
gli scriccioli o reatini come spesso
li citano i poeti. E c'è anche qualche boccio
di magnolia l'etichetta di un pediatra
ma qui i bambini volano in bicicletta
e non hanno bisogno delle sue cure
Chi vuole respirare a grandi zaffate
la musa del nostro tempo la precarietà
può passare di qui senza affrettarsi
è il colpo secco quello che fa orrore
non già l'evanescenza il dolce afflato del nulla
Hic manebimus se vi piace non proprio
ottimamente ma il meglio sarebbe troppo simile
alla morte ( e questa piace solo ai giovani)
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    No, non dire mai che il mio cuore è stato falso (Sonetto 109)

    No, non dire mai che il mio cuore è stato falso
    Anche se l'assenza sembrò ridurre la mia fiamma;
    come non è facil ch'io mi stacchi da me stesso,
    così è della mia anima che vive nel tuo petto:
    quello è il rifugio mio d'amore; se ho vagato
    come chi viaggia, io di nuovo lì ritorno
    fedelmente puntuale, non mutato dagli eventi,
    tanto ch'io stesso porto acqua alle mie colpe.
    Non credere mai, pur se in me regnassero
    tutte le debolezze che insidiano la carne,
    ch'io mi possa macchiare in modo tanto assurdo
    da perdere per niente la somma dei tuoi pregi:
    perché niente io chiamo questo immenso universo
    tranne te, mia rosa; in esso tu sei il mio tutto.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Quanto ancor più bella sembra la bellezza (Sonetto 54)

      Quanto ancor più bella sembra la bellezza,
      per quel ricco ornamento che virtù le dona!
      Bella ci appar la rosa, ma più bella la pensiamo
      per la soave essenza che vive dentro a lei.
      Anche le selvatiche hanno tinte molto intense
      simili al colore delle rose profumate,
      hanno le stesse spine e giocano con lo stesso brio
      quando la brezza d'estate ne schiude gli ascosi boccioli:
      ma poiché il loro pregio è solo l'apparenza,
      abbandonate vivono, sfioriscono neglette e
      solitarie muoiono. Non così per le fragranti rose:
      la loro dolce morte divien soavissimo profumo:
      e così è; per te, fiore stupendo e ambito,
      come appassirai, i miei versi stilleran la tua virtù.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La morte di Tantalo

        Noi sedemmo sull'orlo
        della fontana nella vigna d'oro.
        Sedemmo lacrimosi in silenzio.
        Le palpebre della mia dolce amica
        si gonfiavano dietro le lagrime
        come due vele
        dietro una leggera brezza marina.
        Il nostro dolore non era dolore d'amore
        né dolore di nostalgia
        né dolore carnale.
        Noi morivamo tutti i giorni
        cercando una causa divina
        il mio dolce bene ed io.

        Ma quel giorno già vanía
        e la causa della nostra morte
        non era stata rivenuta.

        E calò la sera su la vigna d'oro
        e tanto essa era oscura
        che alle nostre anime apparve
        una nevicata di stelle.

        Assaporammo tutta la notte
        i meravigliosi grappoli.
        Bevemmo l'acqua d'oro,
        e l'alba ci trovò seduti
        sull'orlo della fontana
        nella vigna non piú d'oro.

        O dolce mio amore,
        confessa al viandante
        che non abbiamo saputo morire
        negandoci il frutto saporoso
        e l'acqua d'oro, come la luna.

        E aggiungi che non morremo piú
        e che andremo per la vita
        errando per sempre.
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Seduto accanto al fuoco, rifletto
          Su tutto quel che ho visto,
          Sulle farfalle ed i fiori dei campi
          In estati ormai da me distanti;

          Penso alle foglie gialle e tele di ragno
          In autunni che più non torneranno;
          Alle nebbiose mattine, e al sole d'argento,
          E ai miei capelli agiatati dal vento.

          Seduto accanto al fuoco, rifletto
          Al mondo che sarà,
          Quando l'inverno un giorno giungerà,
          Ma della primavera io non vedrò l'aspetto.

          Vi sono infatti tante e tante cose
          Che io purtroppo ancora non conosco:
          Diversi in ogni prato ed ogni bosco
          Il verde e il profumo delle rose.

          Seduto accanto al fuoco, rifletto
          Ai popoli vissuti tanto tempo fa,
          Ed a coloro che vedranno un mondo
          Che a me per sempre ignoto resterà.

          Ma mentre lì seduto rifletto
          Sui tempi che fuggiron veloci,
          Ascolto in ansia ed aspetto
          Il ritorno di passi e di voci.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Gabriella Stigliano
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Vi è un piacere nei boschi inesplorati

            Vi è un piacere nei boschi inesplorati
            e un'estasi nelle spiagge deserte,
            vi è una compagnia che nessuno può turbare
            presso il mare profondo,
            e una musica nel suo ruggito;
            non amo meno l'uomo ma di più la natura
            dopo questi colloqui dove fuggo
            da quel che sono o prima sono stato
            per confondermi con l'universo e lì sentire
            ciò che mai posso esprimere
            né del tutto celare.
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Paul Mehis
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Per la vecchia denti-storti

              Conosco una donna
              che compera continuamente puzzle
              cinesi
              puzzle
              cubi
              cavi
              pezzi che alla fine s'incastrano
              in un ordine
              li completa
              matematicamente
              risolve tutti i suoi
              puzzle
              vive giù in riva al mare
              mette lo zucchero fuori per le formiche
              e crede
              alla fin fine
              in un mondo migliore.
              Ha i capelli bianchi
              li pettina di rado
              ha i denti storti
              e indossa ampie tute informi
              su un corpo che molte
              donne vorrebbero avere.
              Per anni mi ha irritato
              con quelle che giudicavo
              eccentricità - come i gusci d'uovo a mollo
              (per nutrire le piante
              col calcio).
              Ma infine quando penso alla sua
              vita
              e la paragono alle altre vite
              più eccitanti, più belle
              e originali
              mi accorgo che lei ha ferito meno
              gente di tutti quelli che conosco
              (e per ferire intendo semplicemente ferire).
              Ha passato periodi tremendi,
              periodi in cui avrei forse potuto
              aiutarla di più
              perché è la madre della mia unica figlia
              e siamo stati un tempo grandi amanti,
              ma ne è uscita,
              come ho detto
              ha ferito meno gente di
              tutti quelli che conosco,
              e se guardi le cose così,
              beh,
              ha creato un mondo migliore.
              Ha vinto.
              Composta martedì 21 luglio 2009
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: Davide Bidin
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Alle porte di Madrid

                Non ascoltare le voci delle sfere dell'aldilà,
                né intrecciare nella trama delle righe,
                "poesie ermetiche"
                né cercare
                con pazienza di orafo
                rime graziose
                e fini espressioni,
                stasera, grazie al cielo, io sto più su.
                di tutto ciò.

                Stasera io
                sono un cantastorie di strada.
                La mia voce è semplice, senza artifici,
                e tu
                non puoi udire la mia canzone...

                È notte.
                Nevica.
                Tu sei alle porte di Madrid.
                Davanti a te hai l'armata dei nemici,
                che è venuta per uccidere
                tutto ciò che c'è di più bello:
                la libertà,
                il sogno,
                la speranza
                e i ragazzi.

                E nevica.
                E forse,
                i tuoi piedi nudi gelano.

                Nevica...
                Ed ecco,
                in quest'istante
                che io penso a te con tutto il mio cuore,
                forse
                una pallottola spezzerà la tua vita
                e per te non ci sarà più
                neve
                né vento
                né notte
                né giorno...

                E nevica.
                So
                che anche prima di gridare
                "No pasaran"
                e di montare la guardia
                alle porte di Madrid,
                tu esistevi!

                Chi eri,
                di dove sei venuto?
                Forse
                dalle miniere delle Asturie?
                Forse
                una benda insanguinata sulla tua fronte
                ha coperto
                una ferita che ti sei presa al Nord?
                Forse
                sei tu quello che per ultimo
                sparò nella notte che gli junker
                bombardavano Bilbao?
                O servivi come bracciante
                nelle tenute di un qualche
                conte Pernando Valesquero di Cortolon?
                O avevi una botteguccia
                alla Porta del Sole
                e vendevi le frutta dai colori spagnoli?
                Forse, non avevi alcun talento,
                o forse avevi una bella voce?
                O eri uno studente,
                un futuro giurista,
                e i tuoi libri
                sotto i cingoli d'un carro armato italiano
                son rimasti
                nella città universitaria?
                Forse non credevi in Dio,
                e forse invece portavi una piccola croce di rame
                a un cordino di seta?

                Chi sei,
                come ti chiami,
                quanti anni hai?
                Non ho visto la tua faccia,
                e non la vedrò.

                Forse
                essa ricorda le facce di quelli
                che batterono le bande di Kolciak in Siberia?
                O, in qualche tratto,
                tu ricordi coloro
                che sono caduti
                a Domlupinar?

                O somigli a Robespierre?
                Non hai udito il mio nome,
                e non l'udrai.

                Tra noi due, fratello,
                ci sono i mari e i monti,
                e le mie maledette catene,
                e le prescrizioni
                del comitato di non intervento...
                Non posso venire da te,
                non posso mandarti di qui
                né una cassa di cartucce
                né uova
                né un paio di calze di lana...

                So
                che in questo gelo
                i tuoi piedi nudi,
                là, alle porte di Madrid,
                come due bimbi
                gelano al vento...

                E so
                che tutto ciò che in questo mondo
                c'è di grande
                e di bello,
                tutto ciò che sarà fatto dagli uomini,
                tutta la Verità futura
                e la Grandezza,
                che io aspetto con tanta ansia nel cuore,
                tutto questo riluce nei tuoi occhi,
                sentinella mia,
                stanotte
                alle porte di Madrid...

                E so
                che oggi non posso,
                come non potei ieri
                e non potrò domani,
                fare nient'altro
                che pensare a te
                e amarti.
                Vota la poesia: Commenta