Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Prima di tutto l'uomo

Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista della natura.
Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare, ma prima di tutto credi nell'uomo.
Ama le nuvole, le macchine,
i libri, ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che si secca,
dell'astro che si spegne,
dell'animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell'uomo.
Ti diano gioia tutti i beni della terra:
l'ombra e la luce ti diano gioia,
le quattro stagioni ti diano gioia,
ma soprattutto
a piene mani ti dia gioia l'uomo!
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    A N. V. N.

    C'è nel contatto umano un limite fatale,
    non lo varca né amore né passione,
    pur se in muto spavento si fondono le labbra
    e il cuore si dilacera d'amore.

    Perfino l'amicizia vi è impotente,
    e anni d'alta, fiammeggiante gioia,
    quando libera è l'anima ed estranea
    allo struggersi lento del piacere.

    Chi cerca di raggiungerlo è folle,
    se lo tocca soffre una sorda pena...
    ora hai compreso perché il mio cuore
    non batte sotto la tua mano.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Senza di te tornavo, come ebbro...

      Senza di te tornavo, come ebbro,
      non più capace d'esser solo, a sera
      quando le stanche nuvole dileguano
      nel buio incerto.
      Mille volte son stato così solo
      dacché son vivo, e mille uguali sere
      m'hanno oscurato agli occhi l'erba, i monti
      le campagne, le nuvole.
      Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
      della fatale sera. Ed ora, ebbro,
      torno senza di te, e al mio fianco
      c'è solo l'ombra.

      E mi sarai lontano mille volte,
      e poi, per sempre. Io non so frenare
      quest'angoscia che monta dentro al seno;
      essere solo.
      Vota la poesia: Commenta
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Il mio passato

        Spesso ripeto sottovoce
        che si deve vivere di ricordi solo
        quando mi sono rimasti pochi giorni.
        Quello che è passato
        è come se non ci fosse mai stato.
        Il passato è un laccio che
        stringe la gola alla mia mente
        e toglie energie per affrontare il mio presente.
        Il passato è solo fumo
        di chi non ha vissuto.
        Quello che ho già visto
        non conta più niente.
        Il passato ed il futuro
        non sono realtà ma solo effimere illusioni.
        Devo liberarmi del tempo
        e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
        che questo meraviglioso istante.
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Mamm'Emilia

          In te sono stato albume, uovo, pesce,
          le ere sconfinate della terra
          ho attraversato nella tua placenta,
          fuori di te sono contato a giorni.

          In te sono passato da cellula a scheletro
          un milione di volte mi sono ingrandito,
          fuori di te l'accrescimento è stato immensamente meno.
          Sono sgusciato dalla tua pienezza
          senza lasciarti vuota perché il vuoto
          l'ho portato con me.

          Sono venuto nudo, mi hai coperto
          così ho imparato nudità e pudore
          il latte e la sua assenza.
          Mi hai messo in bocca tutte le parole
          a cucchiaini, tranne una: mamma.
          Quella l'inventa il figlio sbattendo le due labbra
          quella l'insegna il figlio.
          Da te ho preso le voci del mio luogo,
          le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
          da te ho ascoltato il primo libro
          dietro la febbre della scarlattina.
          Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
          a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
          a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
          e ho macchiato la tavola,
          non ti ho messo un nipote sulle gambe
          non ti ho fatto bussare a una prigione
          non ancora,
          da te ho imparato il lutto e l'ora di finirlo,
          a tuo padre somiglio, a tuo fratello,
          non sono stato figlio.
          Da te ho preso gli occhi chiari
          Non il loro peso
          a te ho nascosto tutto.
          Ho promesso di bruciare il tuo corpo
          di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco
          fratello vulcano che ci orientava il sonno.
          Ti spargerò nell'aria dopo l'acquazzone
          all'ora dell'arcobaleno
          che ti faceva spalancare gli occhi.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Gabriella Stigliano
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Non mi accorsi del momento

            Non mi accorsi del momento in cui varcai
            per la prima volta la soglia
            di questa vita
            Quale fu la potenza che mi schiuse
            in questo vasto mistero
            come sboccia un fiore
            in una foresta a mezzanotte?
            Quando al mattino guardai la luce,
            subito sentii che non ero
            uno straniero in questo mondo,
            che l'inscrutabile, senza nome e forma
            mi aveva preso tra le sue braccia
            sotto l'aspetto di mia madre.
            Così, nella morte, lo stesso sconosciuto
            m'apparirà come sempre a me noto.
            e poiché amo questa vita
            so che amerò anche in morte.
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Come crepiti nelle mie mani.
              Da quando ti ho conosciuto
              ho perso i valori estremi della vita.
              Sai quanto pesa una carezza?
              Sai cosa sono le mani?
              Sono uccelli che cercano orizzonti,
              sono uccelli che cercano pace,
              sono le mani dell'intelligenza e della ritrosia,
              sono il pane quotidiano degli angeli,
              sono le ali che cercano refrigerio.
              Il tuo volto è un nido d'aria
              attraverso il quale io trovo il mio nulla.
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: Gabriella Stigliano
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Alla vita

                Amici ci aspetta una barca e dondola
                nella luce ove il cielo s'inarca
                e tocca il mare, volano creature pazze ad amare
                il viso d'Iddio caldo di speranza
                in alto in basso cercando
                affetto in ogni occulta distanza
                e piangono: noi siamo in terra
                ma ci potremo un giorno librare
                esilmente piegare sul seno divino
                come rose dai muri nelle strade odorose
                sul bimbo che le chiede senza voce.

                Amici dalla barca si vede il mondo
                e in lui una verità che precede
                intrepida, un sospiro profondo
                dalle foci alle sorgenti;
                la Madonna dagli occhi trasparenti
                scende adagio incontro ai morenti,
                raccoglie il cumulo della vita, i dolori
                le voglie segrete da anni sulla faccia inumidita.
                Le ragazze alla finestra annerita
                con lo sguardo verso i monti
                non sanno finire d'aspettare l'avvenire.

                Nelle stanze la voce materna
                senza origine, senza profondità s'alterna
                col silenzio della terra, è bella
                e tutto par nato da quella.
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: Andrea De Candia
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Contributo alla statistica

                  Su cento persone

                  che ne sanno sempre più degli altri
                  - cinquantadue;

                  insicuri ad ogni passo
                  - quasi tutti gli altri;

                  pronti ad aiutare
                  purché la cosa non duri molto
                  - ben quarantanove;

                  buoni sempre,
                  perché non sanno fare altrimenti
                  - quattro, bè, forse cinque;

                  propensi ad ammirare senza invidia
                  - diciotto;

                  viventi con la continua paura
                  di qualcuno o qualcosa
                  - settantasette;

                  dotati per la felicità,
                  - al massimo poco più di venti;

                  innocui singolarmente,
                  che imbarbariscono nella folla
                  - di sicuro più della metà;

                  crudeli,
                  se costretti dalle circostanze
                  - è meglio non saperlo
                  neppure approssimativamente;

                  quelli col senno di poi
                  - non molti di più
                  di quelli col senno di prima;

                  che dalla vita prendono solo cose
                  - quaranta,
                  anche se vorrei sbagliarmi;

                  ripiegati, dolenti
                  e senza torcia nel buio
                  - ottantatré
                  prima o poi;

                  degni di compassione
                  - novantanove;

                  mortali
                  - cento su cento.
                  Numero al momento invariato.
                  Vota la poesia: Commenta