Poesie d'Autore migliori


in Poesie (Poesie d'Autore)
Quando quaranta inverni assedieranno la tua fronte
e profonde trincee solcheranno il campo della tua bellezza,
l'orgoglioso manto della gioventù, ora ammirato,
sarà a brandelli, tenuto in nessun conto.
Allora, se richiesto dove la tua bellezza giace,
dove il tesoro dei tuoi gagliardi giorni,
rispondere ch'essi s'adagiano infossati nei tuoi occhi
per te vergogna bruciante sarebbe e ridicolo vanto.
Quanta più lode meriterebbe la tua bellezza,
se tu potessi replicare: "Questo mio bel bambino
pareggia il conto e fa perdonare il passare degli anni",
dando prova che la sua bellezza da te fu data.
Sarebbe questo un sentirsi giovane quando sei vecchio,
mirare il tuo sangue caldo quand'esso nelle tue vene è freddo.
Vota la poesia: Commenta
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    T'amo senza sapere come, né quando né da dove,
    t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
    così ti amo perché non so amare altrimenti
    che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
    così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
    così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Elisa Iacobellis
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Perché era Cupido un ragazzo...

      Perché era Cupido un ragazzo
      e perché un ragazzo era?
      Dovrebbe essere stato una Ragazza
      per tutto quello che posso vedere;

      perché lui tira col suo arco,
      e la Ragazza tira con il suo Occhio;
      e tutti e due sono allegri e giulivi,
      e ridono quando noi piangiamo.

      E fare Cupido un Ragazzo
      fu della Ragazza Cupido il piano derisorio;

      perché un ragazzo non può capire la cosa
      finché è diventato uomo;

      e allora è così pieno di cure
      e ferito di colpi di freccia
      che l'intera occupazione della sua vita
      è raccoglier via le punte delle frecce.

      È stato l'amore della guerra dei Greci
      a trasformare l'Amore in un Ragazzo
      e la Donna in una Statua di Pietra,
      e via ogni Gioia è scomparsa.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La casa dei doganieri

        Tu non ricordi la casa dei doganieri
        sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
        desolata t'attende dalla sera
        in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri
        e vi sostò irrequieto.

        Libeccio sferza da anni le vecchie mura
        e il suono del tuo riso non è più lieto:
        la bussola va impazzita all'avventura
        e il calcolo dei dadi più non torna.

        Tu non ricordi; altro tempo frastorna
        la tua memoria; un filo s'addipana.

        Ne tengo ancora un capo; ma s'allontana
        la casa e in cima al tetto la banderuola
        affumicata gira senza pietà.
        Ne tengo un capo; ma tu resti sola
        nè qui respiri nell'oscurità.

        Oh l'orizzonte in fuga, dove s'accende
        rara la luce della petroliera!
        Il varco è qui? (ripullula il frangente
        ancora sulla balza che scoscende... ).
        Tu non ricordi la casa di questa
        mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          A Zacinto

          Né più mai toccherò le sacre sponde
          ove il mio corpo fanciulletto giacque,
          Zacinto mia, che te specchi nell'onde
          del greco mar da cui vergine nacque

          Venere, e fea quelle isole feconde
          col suo primo sorriso, onde non tacque
          le tue limpide nubi e le tue fronde
          l'inclito verso di colui che l'acque

          cantò fatali, ed il diverso esiglio
          per cui bello di fama e di sventura
          baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

          Tu non altro che il canto avrai del figlio,
          o materna mia terra; a noi prescrisse
          il fato illacrimata sepoltura.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Rosita Matera
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Se...

            Se riesci a mantenere la calma, quando tutti attorno a te la stanno perdendo, e te ne fanno una colpa;
            Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
            tenendo però nel giusto conto i loro dubbi;
            Se sai aspettare senza stancarti di aspettare,
            o essendo calunniato non rispondere con calunnie,
            o essendo odiato, non dare spazio all'odio,
            senza tuttavia sembrare troppo buono
            ne parlare troppo saggio;

            Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
            Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine;
            Se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
            e trattare questi due impostori allo stesso modo;
            Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
            distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per ingenui;
            o vedere le cose, per le quali hai dedicato la vita,
            distrutte,
            o umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

            Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie,
            e rischiarla in un sol colpo a testa o croce,
            e perdere, e ricominciare di nuovo dall'inizio
            senza mai lasciarti sfuggire una parola
            su quello che hai perso;
            se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi,
            i tuoi polsi
            a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più
            e così resistere quando in te non c'è più nulla
            tranne la volontà che dice loro "Resistete!";

            Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà
            o passeggiare con i re senza perdere il comportamento normale;
            Se non possono ferirti né i nemici né gli amici troppo premurosi;
            Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;
            Se riesci a riempire l'inesorabile minuto
            dando valore ad ogni istante che passa;
            tua è la Terra e tutto ciò che vi è in essa
            e - quel che più conta - tu sarai un Uomo, figlio mio!
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: mor-joy
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Sii gentile

              Ci viene sempre chiesto
              di comprendere l'altrui
              punto di vista
              non importa quanto sia
              antiquato
              stupido o
              disgustoso.

              Uno dovrebbe
              guardare
              agli errori degli altri
              e alle loro vite sprecate
              con
              gentilezza,
              specialmente se si tratta di
              anziani.

              Ma l'età è la somma
              delle nostre azioni.
              Sono invecchiati
              malamente
              perché hanno
              vissuto
              senza mettere mai a fuoco,
              hanno rifiutato di
              vedere.

              Non è colpa loro?
              Di chi è la colpa?
              Mia?

              A me si chiede di mascherare
              il mio punto di vista
              agli altri
              per paura della loro
              paura.

              L'età non è un crimine
              ma l'infamia
              di un'esistenza
              deliberatamente
              sprecata
              in mezzo a tante
              esistenze
              deliberatamente
              sprecate lo è.
              Vota la poesia: Commenta
                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Difficoltoso è riconoscer l'amore.
                Ma io quella sera più del tuo corpo
                ho desiderato il tuo tempo.
                Ho desiderato il tuo cuore.
                E forse questo significa amare.
                Voler aspettare.
                Voler condividere.
                Voler ricordare.
                Perciò sognavo di averti vicina.
                Di averti con me.
                Per ogni mattina.
                Quando la luce del giorno
                ci avrebbe svegliati.
                Accolti.
                Abbracciati.
                A far colazione.
                Dopo una doccia veloce.
                Chiederti: ti va di restare?
                Possiamo andarcene a correre.
                E dopo pranzare.
                Magari se vuoi questa sera ti porto a ballare.
                Nessun programma.
                Nessuna promessa.
                Soltanto una luce negli occhi
                a indicarci la strada.
                La stessa.
                E mentre stai dormendo
                penso che potrei abbracciarti.
                E invece resto fermo
                fermo ad osservarti.
                Che vadano affanculo
                tutte le paure della vita.
                Mi perdo dentro ai tuoi respiri
                e mi ripeto che ogni notte
                passata accanto a te
                vicino ai nostri sogni
                dovrebbe per giustizia
                essere infinita.
                Vota la poesia: Commenta