Poesie d'Autore migliori


in Poesie (Poesie d'Autore)
T'amo senza sapere come, né quando né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
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    Scritta da: Elisa Iacobellis
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Perché era Cupido un ragazzo...

    Perché era Cupido un ragazzo
    e perché un ragazzo era?
    Dovrebbe essere stato una Ragazza
    per tutto quello che posso vedere;

    perché lui tira col suo arco,
    e la Ragazza tira con il suo Occhio;
    e tutti e due sono allegri e giulivi,
    e ridono quando noi piangiamo.

    E fare Cupido un Ragazzo
    fu della Ragazza Cupido il piano derisorio;

    perché un ragazzo non può capire la cosa
    finché è diventato uomo;

    e allora è così pieno di cure
    e ferito di colpi di freccia
    che l'intera occupazione della sua vita
    è raccoglier via le punte delle frecce.

    È stato l'amore della guerra dei Greci
    a trasformare l'Amore in un Ragazzo
    e la Donna in una Statua di Pietra,
    e via ogni Gioia è scomparsa.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      A Zacinto

      Né più mai toccherò le sacre sponde
      ove il mio corpo fanciulletto giacque,
      Zacinto mia, che te specchi nell'onde
      del greco mar da cui vergine nacque

      Venere, e fea quelle isole feconde
      col suo primo sorriso, onde non tacque
      le tue limpide nubi e le tue fronde
      l'inclito verso di colui che l'acque

      cantò fatali, ed il diverso esiglio
      per cui bello di fama e di sventura
      baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

      Tu non altro che il canto avrai del figlio,
      o materna mia terra; a noi prescrisse
      il fato illacrimata sepoltura.
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        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Che te ne fai d'un titolo?

        Non ce la fanno i belli muoiono tra le fiamme:
        sonniferi, veleno per i topi, corda, qualunque cosa...
        Si strappano le braccia, si buttano dalla finestra, si cavano gli occhi dalle orbite, respingono l'amore
        respingono l'odio respingono, respingono.
        Non ce la fanno i belli non resistono, sono le farfalle, sono le colombe, sono i passeri, non ce la fanno.
        Una lunga fiammata mentre i vecchi giocano a dama nel parco.
        Una fiammata, una bella fiammata mentre i vecchi giocano a dama nel parco, al sole.
        I belli si trovano all'angolo di una stanza
        accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio, e non sapremo mai perché se ne sono andati, erano tanto
        belli.
        Non ce la fanno i belli muoiono giovani e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
        Amabili e vivaci: vita e suicidio e morte mentre i vecchi giocano a dama sotto il sole nel parco.
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          Scritta da: Rosita Matera
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Se...

          Se riesci a mantenere la calma, quando tutti attorno a te la stanno perdendo, e te ne fanno una colpa;
          Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
          tenendo però nel giusto conto i loro dubbi;
          Se sai aspettare senza stancarti di aspettare,
          o essendo calunniato non rispondere con calunnie,
          o essendo odiato, non dare spazio all'odio,
          senza tuttavia sembrare troppo buono
          ne parlare troppo saggio;

          Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
          Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine;
          Se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
          e trattare questi due impostori allo stesso modo;
          Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
          distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per ingenui;
          o vedere le cose, per le quali hai dedicato la vita,
          distrutte,
          o umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

          Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie,
          e rischiarla in un sol colpo a testa o croce,
          e perdere, e ricominciare di nuovo dall'inizio
          senza mai lasciarti sfuggire una parola
          su quello che hai perso;
          se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi,
          i tuoi polsi
          a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più
          e così resistere quando in te non c'è più nulla
          tranne la volontà che dice loro "Resistete!";

          Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà
          o passeggiare con i re senza perdere il comportamento normale;
          Se non possono ferirti né i nemici né gli amici troppo premurosi;
          Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;
          Se riesci a riempire l'inesorabile minuto
          dando valore ad ogni istante che passa;
          tua è la Terra e tutto ciò che vi è in essa
          e - quel che più conta - tu sarai un Uomo, figlio mio!
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            Scritta da: Marco Giannetti
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Sul destino di questo bizzarro mondo
            nascono fiori aridi e terribili
            spinosi nel cuore i sentimenti
            che dolcissime albe, dalla notte
            ancora avvolte di nebulose nostalgie,
            riportano nel cuore corroso dalla vita.

            Ed io attendo sul prato di ginestre
            ma tu, incredibile, non giungi.
            Per prenderti la mano ti raggiungo,
            e dalla tua rassegnata indifferenza
            mi porgi in cambio petali e sorrisi
            - logora vita, mia anima, mio tutto! –
            che hanno l'amaro sapore di un addio.
            Composta lunedì 3 agosto 2009
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              Scritta da: Rosarita De Martino
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Andiamo fino a Betlemme

              Andiamo fino a Betlemme,
              come i pastori.
              L'importante è muoversi.
              E se invece di un Dio glorioso,
              ci imbattiamo nella fragilità
              di un bambino,
              non ci venga il dubbio di aver
              sbagliato il percorso.
              Il volto spaurito degli oppressi,
              la solitudine degli infelici,
              l'amarezza di tutti gli
              uomini della Terra,
              sono il luogo dove Egli continua
              a vivere in clandestinità.
              A noi il compito di cercarlo.
              Mettiamoci in cammino senza paura.
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                Scritta da: Gabriella Stigliano
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                IL SALICE

                Io crebbi in un silenzio arabescato,
                in un'ariosa stanza del nuovo secolo.
                Non mi era cara la voce dell'uomo,
                ma comprendevo quella del vento.
                Amavo la lappola e l'ortica,
                e più di ogni altro un salice d'argento.
                Riconoscente, lui visse con me
                la vita intera, alitando di sogni
                con i rami piangenti la mia insonnia.
                Strana cosa, ora gli sopravvivo.
                Lì sporge il ceppo, e con voci estranee
                parlano di qualcosa gli altri salici
                sotto quel cielo, sotto il nostro cielo.
                Io taccio... come se fosse morto un fratello.
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                  Scritta da: Sharmas
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  L'uomo e la donna

                  L'uomo è la più elevata delle creature.
                  La donna è il più sublime degli ideali.
                  Dio fece per l'uomo un trono, per la donna un altare.
                  Il trono esalta, l'altare santifica.

                  L'uomo è il cervello. La donna il cuore.
                  Il cervello fabbrica luce, il cuore produce amore.
                  La luce feconda, l'amore resuscita.
                  L'uomo è forte per la ragione.
                  La donna è invincibile per le lacrime.
                  La ragione convince, le lacrime commuovono.

                  L'uomo è capace di tutti gli eroismi.
                  La donna di tutti i martìri.
                  L'eroismo nobilita, il martirio sublima.
                  L'uomo ha la supremazia.
                  La donna la preferenza.
                  La supremazia significa forza;
                  la preferenza rappresenta il diritto.

                  L'uomo è un genio. La donna un angelo.
                  Il genio è incommensurabile;
                  l'angelo indefinibile.
                  L'aspirazione dell'uomo è la gloria suprema.
                  L'aspirazione della donna è la virtù estrema.
                  La gloria rende tutto grande; la virtù rende tutto divino.

                  L'uomo è un codice. La donna un vangelo.
                  Il codice corregge, il vangelo perfeziona.
                  L'uomo pensa. La donna sogna.
                  Pensare è avere il cranio di una larva;
                  sognare è avere sulla fronte un'aureola.

                  L'uomo è un oceano. La donna un lago.
                  L'oceano ha la perla che adorna;
                  il lago la poesia che abbaglia.
                  L'uomo è l'aquila che vola.
                  La donna è l'usignolo che canta.
                  Volare è dominare lo spazio;
                  cantare è conquistare l'Anima.

                  L'uomo è un tempio. La donna il sacrario.
                  Dinanzi al tempio ci scopriamo;
                  davanti al sacrario ci inginocchiamo. Infine:
                  l'uomo si trova dove termina la terra,
                  la donna dove comincia il cielo.
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