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Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Buongiorno, mezzanotte

Buongiorno, mezzanotte.
Torno a casa.
Il giorno si è stancato di me:
come potevo io - di lui?
Era bella la luce del sole.
Stavo bene sotto i suoi raggi.
Ma il mattino non mi ha voluta più,
e così, buonanotte, giorno!

Posso guardare, vero,
l'oriente che si tinge di rosso?
Le colline hanno dei modi allora
che dilatano il cuore.

Tu non sei così bella, mezzanotte.
Io ho scelto il giorno.
Ma, ti prego, prendi una bambina
che lui ha mandato via.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Alla mia nazione

    Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
    ma nazione vivente, ma nazione europea:
    e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
    governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
    avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
    funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
    una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
    Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
    pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
    tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
    Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
    proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
    E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
    che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
    Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
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      Scritta da: Lorenzo Mariani
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Inno alla bellezza

      Vieni dal cielo profondo o esci dall'abisso,
      Bellezza? Il tuo sguardo, divino e infernale,
      dispensa alla rinfusa il sollievo e il crimine,
      ed in questo puoi essere paragonata al vino.

      Racchiudi nel tuo occhio il tramonto e l'aurora;
      profumi l'aria come una sera tempestosa;
      i tuoi baci sono un filtro e la tua bocca un'anfora
      che fanno vile l'eroe e il bimbo coraggioso.

      Esci dal nero baratro o discendi dagli astri?
      Il Destino irretito segue la tua gonna
      come un cane; semini a caso gioia e disastri,
      e governi ogni cosa e di nulla rispondi.

      Cammini sui cadaveri, o Bellezza, schernendoli,
      dei tuoi gioielli l'Orrore non è il meno attraente,
      l'Assassinio, in mezzo ai tuoi più cari ciondoli
      sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.

      Verso di te, candela, la falena abbagliata
      crepita e arde dicendo: Benedetta la fiamma!
      L'innamorato ansante piegato sull'amata
      pare un moribondo che accarezza la tomba.

      Che tu venga dal cielo o dall'inferno, che importa,
      Bellezza! Mostro enorme, spaventoso, ingenuo!
      Se i tuoi occhi, il sorriso, il piede m'aprono la porta
      di un Infinito che amo e che non ho mai conosciuto?

      Da Satana o da Dio, che importa? Angelo o Sirena,
      tu ci rendi -fata dagli occhi di velluto,
      ritmo, profumo, luce, mia unica regina!
      L'universo meno odioso, meno pesante il minuto?
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        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Avrei davvero voluto morire
        quando lei mi lasciò in affannoso pianto
        tra molte cose dicendomi ancora:
        "Come soffriamo atrocemente, Saffo,
        io ti lascio contro il mio volere."
        Ed io a lei rispondevo:
        "Và serena e di me serba il ricordo.
        Sai quanto ti ho amata.
        Se mai tu lo dimenticassi, sempre
        io ricorderò i bei momenti che vivemmo.
        Quando di corone di viole
        e di rose e di croco, accanto a me
        ti cingevi il capo gentile,
        e mettevi intorno al collo
        ghirlande intrecciate di fiori.
        E cosparsa di essenze profumate
        sul morbido letto ti saziavi,
        né mai vi furono danze
        nei sacri boschi a cui fossimo assenti..."
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          in Poesie (Poesie d'Autore)
          La vita – è il solo modo
          per coprirsi di foglie,
          prendere fiato sulla sabbia,
          sollevarsi sulle ali;
          essere un cane,
          o carezzarlo sul suo pelo caldo;
          distinguere il dolore
          da tutto ciò che dolore non è;
          stare dentro gli eventi,
          dileguarsi nelle vedute,
          cercare il più piccolo errore.
          Un'occasione eccezionale
          per ricordare per un attimo
          di che si è parlato
          a luce spenta;
          e almeno per una volta
          inciampare in una pietra,
          bagnarsi in qualche pioggia,
          perdere le chiavi tra l'erba;
          e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
          e persistere nel non sapere
          qualcosa d'importante.
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            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Come crepiti nelle mie mani.
            Da quando ti ho conosciuto
            ho perso i valori estremi della vita.
            Sai quanto pesa una carezza?
            Sai cosa sono le mani?
            Sono uccelli che cercano orizzonti,
            sono uccelli che cercano pace,
            sono le mani dell'intelligenza e della ritrosia,
            sono il pane quotidiano degli angeli,
            sono le ali che cercano refrigerio.
            Il tuo volto è un nido d'aria
            attraverso il quale io trovo il mio nulla.
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              Scritta da: Rosita Matera
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Se...

              Se riesci a mantenere la calma, quando tutti attorno a te la stanno perdendo, e te ne fanno una colpa;
              Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
              tenendo però nel giusto conto i loro dubbi;
              Se sai aspettare senza stancarti di aspettare,
              o essendo calunniato non rispondere con calunnie,
              o essendo odiato, non dare spazio all'odio,
              senza tuttavia sembrare troppo buono
              ne parlare troppo saggio;

              Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
              Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine;
              Se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
              e trattare questi due impostori allo stesso modo;
              Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
              distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per ingenui;
              o vedere le cose, per le quali hai dedicato la vita,
              distrutte,
              o umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

              Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie,
              e rischiarla in un sol colpo a testa o croce,
              e perdere, e ricominciare di nuovo dall'inizio
              senza mai lasciarti sfuggire una parola
              su quello che hai perso;
              se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi,
              i tuoi polsi
              a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più
              e così resistere quando in te non c'è più nulla
              tranne la volontà che dice loro "Resistete!";

              Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà
              o passeggiare con i re senza perdere il comportamento normale;
              Se non possono ferirti né i nemici né gli amici troppo premurosi;
              Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;
              Se riesci a riempire l'inesorabile minuto
              dando valore ad ogni istante che passa;
              tua è la Terra e tutto ciò che vi è in essa
              e - quel che più conta - tu sarai un Uomo, figlio mio!
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                Scritta da: Andrea De Candia
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Una vita all'istante

                Una vita all'istante.
                Spettacolo senza prove.
                Corpo senza modifiche.
                Testa senza riflessione.

                Non conosco la parte che recito.
                So solo che è la mia, non mutabile.

                Il soggetto della pièce
                va indovinato direttamente in scena.

                Mal preparata all'onore di vivere,
                reggo a fatica il ritmo imposto dell'azione.
                Improvviso, benché detesti improvvisare.
                Inciampo a ogni passo nella mia ignoranza.
                Il mio modo di fare sa di provinciale.
                I miei istinti hanno del dilettante.
                L'agitazione, che mi scusa, tanto più mi umilia.
                Sento come crudeli le attenuanti.

                Parole e impulsi non revocabili,
                stelle non calcolate,
                il carattere come un capotto abbandonato in corsa -
                ecco gli esiti penosi di tale fulmineità.

                Poter provare prima, almeno un mercoledì,
                o replicare ancora una volta, almeno un giovedì!
                Ma qui già sopraggiunge il venerdì
                con un copione che non conosco.
                Mi chiedo se sia giusto
                (con voce rauca,
                perché neanche l'ho potuta schiarire tra le quinte).

                Illusorio pensare che sia solo un esame superficiale,
                fatto in un locale provvisorio. No.

                Sto sulla scena e vedo quant'è solida.
                Mi colpisce la precisione di ogni attrezzo.
                Il girevole è già in funzione da tempo.
                Anche le nebulose più lontane sono state accese.
                Oh, non ho dubbi che questa sia la prima.
                E qualunque cosa io faccia,
                si muterà per sempre in ciò che ho fatto.
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