Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Patty Diphusa
in Poesie (Poesie d'Autore)
Nessuno può rivelarvi nulla
se non ciò che già si trova
in stato di dormiveglia
nell’albeggiare della nostra conoscenza.
L’insegnante che avanza
nell’ombra del tempio,
fra i suoi discepoli,
non trasmette la sua sapienza,
ma piuttosto la sua fede
e la sua amorevolezza.
Se è veramente saggio,
non vi introdurrà
nella casa della sua sapienza,
ma vi accompagnerà
alla soglia
della vostra mente.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Serenata Indiana

    Sorgo dal tuo sogno soave
    Dal primo sogno della notte folta
    Mentre il vento respira leggero
    Ed ogni stella palpitando ascolta.

    Sorgo dal tuo sogno soave
    E uno Spirito mi ha recato
    Chi mai, chi mai saprà come?
    Sotto la tua finestra, bene amato.

    Nel tacito, oscuro cammino
    Anche la brezza già muore.
    Come pensiero nel sogno
    Del ciàmpak esala l'odore.

    Si spegne sul piccolo petto
    Dall'usignolo il lamento
    Come su te io cadrei
    Per come amata ti sento.

    Sollevami dall'erba dove muoio.
    Irrora di pioggia mai stanca
    Di baci gli occhi sfiniti,
    La bocca immobile, bianca.

    Io sussulti d'anèliti profondi.
    Ho pallida, fredda la faccia.
    Oh stringi il mio cuore sul tuo
    Fino a che taccia.
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      Scritta da: Federico
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      L'uomo e il mare

      Sempre il mare, uomo libero, amerai!
      Perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
      nell'infinito svolgersi dell'onda
      l'anima tua, e un abisso è il tuo spirito
      non meno amaro. Godi nel tuffarti
      in seno alla tua immagine; l'abbracci
      con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
      si distrae dal suo suono al suon di questo
      selvaggio ed indomabile lamento.
      Discreti e tenebrosi ambedue siete:
      uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
      dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
      mare, le tue più intime ricchezze,
      tanto gelosi siete d'ogni vostro
      segreto. Ma da secoli infiniti
      senza rimorso né pietà lottate
      fra voi, talmente grande è il vostro amore
      per la strage e la morte, o lottatori
      eterni, o implacabili fratelli!
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        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Un giorno esisterà la fanciulla e la donna, il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per sé, qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine, ma solo a vita reale: l'umanità femminile. Questo progresso trasformerà l'esperienza dell'amore, che ora è piena d'errore, la muterà dal fondo, la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano, non più da maschio a femmina. E questo più umano amore somiglierà a quello che noi faticosamente prepariamo, all'amore che in questo consiste, che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda.
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          Scritta da: Barbara Brussa
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Come polvere o vento

          Se la mia poesia mi abbandonasse
          come polvere o vento,
          se io non potessi più cantare,
          come polvere o vento,
          io cadrei a terra sconfitta
          trafitta forse come la farfalla
          e in cerca della polvere d'oro
          morirei sopra una lampadina accesa,
          se la mia poesia non fosse come una gruccia
          che tiene su uno scheletro tremante,
          cadrei a terra come un cadavere
          che l'amore ha sconfitto.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Solitudine

            La solitudine è come la pioggia.
            Si alza dal mare verso sera;
            dalle pianure lontane, distanti,
            sale verso il cielo a cui da sempre appartiene.
            E proprio dal cielo ricade sulla città.

            Piove quaggiù nelle ore crepuscolari,
            allorché tutti i vicoli si volgono verso il mattino
            e i corpi, che nulla hanno trovato,
            delusi e affranti si lasciano l'un l'altro;
            e persone che si odiano a vicenda
            sono costrette a dormire insieme in un letto unico:

            è allora che la solitudine scorre insieme ai fiumi.
            Composta domenica 21 settembre 1902
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              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Fammi un quadro del sole -
              posso appenderlo in camera mia
              e fingere di scaldarmi
              mentre gli altri lo chiamano "Giorno!".

              Disegna per me un pettirosso - su un ramo -
              così sognerò di sentirlo cantare
              e quando nei frutteti cesserà il canto -
              ch'io deponga l'illusione.

              Dimmi se è vero che fa caldo a mezzogiorno -
              se sono i ranuncoli che "volano"
              o le farfalle che "fioriscono".
              E poi, sfuggi il gelo sopra i prati
              e la ruggine sugli alberi.
              Dammi l'illusione che questi due - ruggine e gelo -
              non debbano arrivare mai!
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