Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Canzone

Pesci nei placidi laghi
sfoggiano scie di colori,
cigni nell'aria invernale
hanno un candore perfetto
e incede il grande leone
per il suo bosco innocente;
leone, pesci e cigno
in scena e già sono andati
sull'onda irruente del Tempo.

Noi, finché i giorni d'ombra son maturi,
noi dobbiamo piangere e cantare
del dovere il sopruso consapevole,
il Diavolo nell'orgoglio,
la bontà portata attentamente
per espiazione o per nostra fortuna;
noi i nostri amori li dobbiamo perdere,
volgendo uno sguardo invidioso
a ogni animale e uccello che si muove.

Sospiri per folliecompiute e dette
attorcono i nostri angusti giorni,
ma devo benedire e celebrare
che tu, mio cigno, avendo
tutti i doni che Natura
impulsiva ha dato al cigno,
la maestà e l'orgoglio,
vi aggiungessi ieri notte
il tuo amore volontario.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Miei occhi e il cuore son venuti a patti (Sonetto 47)

    I miei occhi e il cuore son venuti a patti
    ed or ciascuno all'altro il suo ben riversa:
    se i miei occhi son desiosi di uno sguardo,
    o il cuore innamorato si distrugge di sospiri,
    gli occhi allor festeggian l'effigie del mio amore
    e al fantastico banchetto invitano il mio cuore;
    un'altra volta gli occhi son ospiti del cuore
    che a lor partecipa il suo pensier d'amore.
    Così, per la tua immagine o per il mio amore,
    anche se lontano sei sempre in me presente;
    perché non puoi andare oltre i miei pensieri
    e sempre io son con loro ed essi son con te;
    o se essi dormono, in me la tua visione
    desta il cuore mio a delizia sua e degli occhi.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Tanto gentil e tanto onesta pare

      Tanto gentil e tanto onesta pare
      la donna mia quand'ella altrui saluta,
      ch'ogne lingua deven tremando muta,
      e li occhi no l'ardiscon di guardare.

      Ella si va, sentendosi laudare,
      benignamente d'umiltà vestuta;
      e par che sia una cosa venuta
      da cielo in terra a miracol mostrare.

      Mostrasi sì piacente a chi la mira,
      che dà per li occhi una dolcezza al core,
      che 'ntender non la può chi no la prova;

      e par che de la sua labbia si mova
      uno spirito soave pien d'amore,
      che va dicendo a l'anima: Sospira.
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        Scritta da: Maresa Schembri
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Sì. Detta così l'ispirazione:
        la mia libera fantasia s'appiglia
        sempre a quei luoghi dov'è umiliazione,
        dov'è sporcizia e tenebra e indigenza.
        Laggiù, laggiù, con più umiltà, più in basso, -
        di là si scorge meglio un altro mondo...
        Hai mai visto i bambini a Parigi
        o sul ponte i poveri d'inverno?
        Dischiudi gli occhi, schiudili al più presto
        sul fittissimo orrore della vita,
        prima che un grande nubifragio spazzi
        tutto quello che c'è nella tua patria, -
        lascia maturare il giusto sdegno,
        prepara al lavoro le braccia...
        E se non puoi, fa sì che in te si accumuli
        e divampi il fastidio e la mestizia...
        Ma di questo vivere mendace
        cancella l'untuoso rossetto
        e, come talpa timida, nasconditi
        sotto terra alla luce ed impietrisci,
        tutta la vita odiando con ferocia
        e tenendo in dispregio questo mondo,
        e, anche se tu non veda l'avvenire,
        dicendo no alle cose del presente!
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          Scritta da: Elisabetta
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Eros ha scosso la mia mente

          Eros ha scosso la mia mente
          come il vento che giù dal monte
          batte sulle querce.

          Dolce madre, non posso più tessere la tela
          domata nel cuore dall'amore di un giovane:
          colpa della soave Afrodite.

          Sei giunta, ti bramavo,
          hai dato ristoro alla mia anima
          bruciante di desiderio.
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            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Impresso nella memoria

            Si amarono tra i noccioli
            sotto soli di rugiada,
            raccolsero nei capelli,
            foglie e terra bagnata.

            Cuore della rondine,
            abbi pietà di loro.

            In ginocchio sulla riva,
            pettinarono le foglie,
            e i pesci si accostavano
            lucenti nelle scaglie.

            Cuore della rondine,
            abbi pietà di loro.

            I riflessi degli alberi _
            fumo sull'onda minuta.
            Rondine, fa che da loro mai
            sia dimenticato.

            Rondine, spina di nube,
            ancora dell'aria,
            Icaro perfezionato,
            frac asceso in cielo,

            rondine calligrafa,
            lancetta senza minuti,
            primo gotico pennuto,
            strabismo nell'alto dei cieli,

            rondine, silenzio acuto,
            lutto festante,
            aureola degli amanti,
            abbi pietà di loro.
            Composta lunedì 7 marzo 2016
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              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Il figlio

              Sai da dove vieni?
              ... vicino all'acqua d'inverno
              io e lei sollevammo un rosso fuoco
              consumandoci le labbra
              baciandoci l'anima,
              gettando al fuoco tutto,
              bruciandoci la vita.
              Così venisti al mondo.
              Ma lei per vedermi
              e per vederti un giorno
              attraversò i mari
              ed io per abbracciare
              il suo fianco sottile
              tutta la terra percorsi,
              con guerre e montagne,
              con arene e spine.
              Così venisti al mondo.
              Da tanti luoghi vieni,
              dall'acqua e dalla terra,
              dal fuoco e dalla neve,
              da così lungi cammini
              verso noi due,
              dall'amore che ci ha incatenati,
              che vogliamo sapere
              come sei, che ci dici,
              perché tu sai di più
              del mondo che ti demmo.
              Come una gran tempesta
              noi scuotemmo
              l'albero della vita
              fino alle più occulte
              fibre delle radici
              ed ora appari
              cantando nel fogliame,
              sul più alto ramo
              che con te raggiungemmo.
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