Scritta da: Carlotta B.
in Poesie (Poesie d'Autore)
Muore la parola
appena è pronunciata:
così qualcuno dice.
Io invece dico
che comincia a vivere
proprio in quel momento.
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Muore la parola
appena è pronunciata:
così qualcuno dice.
Io invece dico
che comincia a vivere
proprio in quel momento.
Urlava attorno a me la via assordante.
Lunga, sottile, in lutto, maestoso
dolore, alto agitando della gonna
il pizzo e l'orlo con fastosa mano,
una donna passò agilmente, nobile,
con la sua gamba statuaria. Ed io,
come un folle, bevevo nel suo occhio
- livido cielo nel cui fondo romba
l'imminente uragano - la dolcezza
affascinante e il piacere che uccide.
Un lampo... poi la notte! - O fuggitiva
beltà, per il cui sguardo all'improvviso
sono rinato, non potrò vederti
che nell'eternità? In un altro luogo,
ben lontano di qui, e troppo tardi,
mai, forse! Perché ignoro dove fuggi,
e tu non sai dove io vado, o te
che avrei amata, o te che lo sapevi!
Molte persone, vedono
l'impresa privata, come
una tigre feroce,
da uccidere subito.
Altre invece, come una
mucca da mungere.
Pochissime la vedono
com'è in realtà; un robusto
cavallo che, in silenzio,
traina un pesante carro.
Che mi ami tu lo dici, ma con una voce
più casta di quella d'una suora
che per sé sola i dolci vespri canta,
quando la campana risuona -
Su, amami davvero!
Che mi ami tu lo dici, ma con un sorriso
freddo come un'alba di penitenza,
Suora crudele di San Cupido
Devota ai giorni d'astinenza -
Su, amami davvero!
Che mi ami tu lo dici, ma le tue labbra
tinte di corallo insegnano meno gioia
dei coralli del mare -
Mai che s'imbroncino di baci -
Su, amami davvero!
Che mi ami tu lo dici, ma la tua mano
non stringe chi teneramente la stringe.
È morta come quella d'una statua.
Mentre la mia brucia di passione -
Su, amami davvero!
Su, incendiamoci di parole
e bruciandomi sorridimi - stringimi
come devono gli amanti - su, baciami.
E l'urna, poi, delle mie ceneri seppelliscila nel tuo cuore -
Su, amami davvero!
T'adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!
E tanto più t'amo quanto più mi fuggi, o bella,
e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.
Mi porto all'attacco, m'arrampico all'assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.
Volata sei, fuggita
come una colomba
e ti sei persa là, verso oriente.
Ma son rimasti i luoghi che ti videro
e l'ore dei nostri incontri.
Ore deserte,
luoghi per me divenuti un sepolcro
a cui faccio la guardia.
Contemplo
lo stesso
paralume
da
5 anni
e s'è coperto
d'una polvere da scapolo,
e
le ragazze che entrano qui
sono troppo
indaffarate
per pulirlo.
Ma io non ci bado,
anch'io sono stato troppo
indaffarato
per accorgermi
finora.
Che la luce
balugina
fioca
dietro questi
5 anni
di vita.
Uno spazio di pausa
devi averne uno, altrimenti le pareti ti schiacceranno.
Devi mollare tutto quanto, gettarlo
via, liberarti di tutto.
Devi guardare ciò che guardi
o pensare ciò che pensi
o fare ciò che fai
oppure non fai,
senza pensare ai vantaggi
personali,
senza accettare la guida di nessuno.
La gente si consuma per
la fatica
si nasconde nelle abitudini
comuni.
Le sue preoccupazioni sono
le preoccupazioni del gregge.
Soltanto pochi sono capaci di fissare
una vecchia scarpa per
dieci minuti
o di pensare a cose strampalate
tipo chi ha inventato
il pomello della porta?
Le persone perdono il senso della vita
perché sono incapaci di
fermarsi,
di disfarsi di se stessi,
di sciogliersi,
di smettere di vedere,
di disimparare,
di mettersi in salvo.
Ascolta la propria falsa
risata, e poi
puoi andar
via.
È l'ora in cui s'ode tra i rami
la nota acuta dell'usignolo;
è l'ora in cui i voti degli amanti
sembrano dolci in ogni parola sussurrata
e i venti miti e le acque vicine
sono musica all'orecchio solitario.
Lieve rugiada ha bagnato ogni fiore
e in cielo sono spuntate le stelle
e c'è sull'onda un azzurro più profondo
e nei cieli quella tenebra chiara,
dolcemente oscura e oscuramente pura,
che segue al declino del giorno mentre
sotto la luna il crepuscolo si perde.
Restate vicini
anche quando la vita
è contraria
quando i muri si alzano
e le strade spariscono.
Mostrate la bellezza
a chi oramai ha smesso di cercarla.
Respirate profondamente
anche senza un motivo
abbracciate profondamente
anche senza un perché.
Certi dolori
hanno bisogno
di carezze forti
prima per andare via.
Poi, per non tornare più.
Scusarsi per un errore
equivale a non averlo fatto;
fatelo. Fatelo spesso.
Giudicatevi voi, meglio degli altri
e non vergognatevi mai di piangere
per qualcuno: le lacrime non si nascondono.
Guarite la rabbia leggendo poesia.
Siate sempre chiari con voi stessi.
Fatevi mettere all'angolo solo
per farvi riempire di baci.
Abbiate cura della vostra solitudine
e non avrete bisogno
di altri consigli.