Scritta da: Celeste Fiore
Da domani sarò triste,
da domani.
Ma oggi sarò contenta:
a che serve essere tristi,
a che serve?
Perché soffia un vento cattivo?
Perché dovrei dolermi oggi,
del domani?
Forse il domani è buono,
forse il domani è chiaro,
forse domani splenderà ancora il sole.
E non vi sarà ragione di tristezza.
Da domani sarò triste,
da domani.
Ma oggi,
oggi sarò contenta;
e ad ogni amaro giorno dirò:
da domani sarò triste.
Oggi no!
Anonimo
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    Anna

    Anna,
    come la luce di un mattino inaspettato
    che filtra sicura
    attraverso ogni apertura sul mondo,
    così è il tuo sorriso
    così si presenta ai miei occhi la tua dolcezza.

    Anna,
    cascata gelida è la tua voce,
    risveglio dall'opaco tepore dell'ignoranza
    sono le tue parole;
    trovo la morte
    nelle tue risate
    troppo sincere per appartenere
    a quest'insensibile terra.

    Anna,
    soffro nel sentire il tuo profumo
    temo di vederlo aleggiare nell'aria
    come un tormentoso e incantevole fantasma
    durante la tua assenza.

    Anna,
    mantello di seta lucente
    i tuoi capelli
    si confondono
    giocano,
    con la meraviglia
    dei tuoi occhi castani.

    Anna,
    esiste ancora l'amore?
    Tu lo puoi saPere,
    libro di un piccolo mondo
    sei saetta,
    illuminami, fulminami!

    Anna,
    ti amo, forse.
    Anonimo
    Composta martedì 29 marzo 1994
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      Scritta da: Giuditta C.

      Filastrocca del sole

      Sole che ridi e mi baci la faccia
      sento il calore delle tue braccia
      Con una mano mi copro gli occhi
      mentre mi tingi di scarabocchi
      Macchie, lentiggini e piccoli nei
      tutti i tuoi segni saranno miei
      Saran di tutti, saranno belli
      Racconteranno che siamo fratelli
      Figli del mondo, e come ogni gente
      nati dal tutto e dal niente.
      Anonimo
      Composta martedì 4 marzo 2014
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        Scritta da: bluedeep

        Accordo scordato

        Neanche la seta
        ti aiuta stasera
        a trovare riposo,
        come un giro finito di giostra,
        rattrista il bimbo scherzoso,
        il sogno d'un tratto s'arresta
        impressa negli occhi,
        la faccia del mostro
        il bimbo ormai desto
        da un sonno indigesto.
        Dormendo il mostro non sempre è uno spettro
        a volte è un viso alabastro, la voce di un astro.
        Un volto nel sonno è un suono, un accordo
        riapro i miei occhi e poi me lo scordo.
        E gira, gira e rigira la giostra
        e suono ed accordo diventano inno della mia orchestra.
        Anonimo
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