Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie anonime)
Abbraccio
Donami un abbraccio
sincero, luminoso
come un giorno d'Estate,
ma che sia lungo,
lungo una vita.
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Donami un abbraccio
sincero, luminoso
come un giorno d'Estate,
ma che sia lungo,
lungo una vita.
Dalla stradina antica, a mare,
nello scurir dell'imbrunire,
un piccolo golfo m'appare,
pria che nebbia inizi a salire.
Spinge l'onde un furioso vento:
su neri scogli s'abbattono,
con ria schiuma da far spavento
e stanche, e vinte, s'infrangono.
Scuro, silente, l'austero monte
s'oppone, v'è più indifferente,
a cupe nubi già di fronte,
ché n'è colmo il cielo rasente.
E presto la luce s'attenua,
l'aria oscura si fa trascinante,
e presto il freddo s'accentua.
Al riparo incauto viandante!
Addio giorno! La notte scende.
T'ho speso per ciò ch'ho dovuto,
gelido un brivido mi prende,
t'ho speso per il non voluto.
Mi volto: che bello vederti!
L'anima mia non è più mesta:
più grande è la gioia d'averti,
nell'irosa notte in tempesta.
Si dice che il tempo cancelli ogni cosa,
che col tempo le ferite si rimarginino e i ricordi diventino sbiaditi...
eppure il tempo non ha cancellato
il tuo ricordo
e neppure il dolore che mi hai procurato
quando ti sei voltato
e te ne sei andato
lasciando il mio cuore sanguinante.
Io vivo di emozioni,
di sorrisi, di lacrime,
di amore, di passioni.
Io vivo di incontri vecchi e nuovi
Di parole dette, taciute... ascoltate
Vivo di silenzi...
di esperienze sempre nuove...
vivo di sogni forse irraggiungibili,
ma vivo.
La bottega era in fondo alla via,
tutti quanti sapevano dove.
Fa Giuseppe: "Adorata Maria,
molto presto sarà il diciannove;
vola il tempo, a gran passi s'appresta.
Invitiamo qui a casa gli amici.
È il mio nome, lo sai; la mia festa.
Che ti pare, Marì? Che ne dici?"
Alza gli occhi Maria dal ricamo,
risplendenti di grazia divina.
"Peppe mio, tu lo sai quanto t'amo,
però sono un disastro, in cucina.
Ti ricordi dell'ultima volta?
Mi ci sono davvero impegnata,
ma mi venne uno schifo, la torta,
e alla fine l'abbiamo buttata.
Ma stavolta andrà meglio, lo sento,
lo vedrai: non ti dico di più.
Voglio farti davvero contento,
con il nostro figliolo Gesù!"
E così ci provò. Poveretta,
ben tre giorni passò a cucinare,
ma non era una cuoca provetta
(era molto più brava a pregare).
Questa volta riuscì! Nella stanza
in cui stava la Sacra Famiglia
si diffuse una dolce fragranza.
Che languore! Che gran meraviglia!
Su un vassoio fan mostra di sé
(beh, Maria, certe volte sei in vena!)
Zeppoloni di pasta bignè
ben guarniti di crema e amarena.
San Giuseppe però storce il naso.
"Moglie mia, chi può averti aiutato?
Non mi dire che è frutto del caso;
tu lo sai, la menzogna è peccato.
E non fare quel viso contrito!
Dai, sorridi, mia cara Maria:
l'aiutante, l'ho bell'e capito,
si nasconde costì, in casa mia.
Vieni qua, figlio mio, fatti avanti.
I miracoli son limitati,
vanno usati per cose importanti;
se li impieghi così, son sprecati!"
Ma Gesù, ch'era ancora un bambino
lo guardò con grandissimo amore,
e gli disse: "Mio caro papino,
stai facendo – perdona – un errore:
questa zeppola dolce, squisita
da gustare in un giorno di festa
rende un poco migliore la vita:
la magia quotidiana è anche questa.
È un miracolo lieve, leggero;
una semplice, morbida cosa,
che anche al giorno più cupo e nero
dà una piccola mano di rosa".
Il papà sentì in gola un magone.
"Caro figlio, non critico più.
Su'sti zeppole hai proprio ragione:
io sò Santo, ma tu sì Gesù!"
Rinascerò un giorno,
nell'animo rinnovato
da promesse mai sopite,
ritroverò l'essenza di un domani dimenticato.
Ma non adesso
è l'attimo di eterno che cerco.
Non ora
può essere sospeso il cammino.
E se dolore ancora mi accompagna
procederò a testa alta,
perché speranza
si è aggiunta a noi.
Quando scendono le tenebre nel cuore,
si accende la luce della vita,
la luce della vita eterna.
Mi piace pensare
che sei in Paradiso tra gli angeli
e tu, mio angelo custode,
dall'alto mi veglierai e
mi guiderai perché un giorno
anch'io possa essere con te
tra gli angeli del Paradiso.
All'improvviso mi regali un sorriso,
un tenero bacio e un caloroso abbraccio.
Sono confusa credevo mi avessi dimenticata.
Sei ritornato da me e non voglio sapere perché.
Mi basta averti qui,
stringerti fra le mie braccia,
accoglierti dentro di me,
fondere il mio corpo col tuo,
in un interminabile abbraccio
che profuma di un affetto sincero,
che profuma di amore vero.
"Ciao, Come stai?... mi riconosci ancora?". Probabilmente no, dato che tu ti sei fatto una vita insieme a quell'altra, buttandomi in uno scatolone etichettato come "acqua passata". Quindi voglio ricordarti chi sono.
Io sono quella che hai abbandonato senza una spiegazione, uno sguardo, un gesto.
Sono quella a cui hai spezzato il cuore e non hai neanche chiesto scusa.
Sono quella che quando incontri per strada, mentre sei insieme alla tua nuova fiamma, fai finta di non conoscere.
Sono quella insultata e presa in giro dalla tua ragazza, senza un motivo.
Sono quella che tu non hai difeso in quel momento e che lasci tutt'ora umiliare.
Sono quella che ti ha amato tanto e ha finito tutte le lacrime per te.
Sono quella a cui non interessava la differenza d'età.
Sono quella che era sempre indecisa se cercarti o meno.
Sono quella che ti avrebbe dato il mondo se solo avessi chiesto.
Sono quella che voleva lottare.
Sono quella che ci ha creduto troppo.
Sono quella che ha cercato di capire il tuo comportamento e di scusarlo.
Sono quella che le amiche non riconoscevano da quanto fossi cambiata e che volevano che ritornassi come prima.
Sono quella che ti cerca continuamente su Facebook solo per guardare la tua foto, sperando sempre che tu non sia più con lei.
Sono quella che, quando si imbatte nelle vostre foto, le scende sempre una lacrima.
Sono quella che le osserva per minuti interi perché desidera fortemente che lei scompaia per lasciarle il posto.
Sono quella a cui hai ferito i sogni.
Sono quella che non ha mai smesso di pensarti.
Sono quella che è andata in vacanza per scordarti e per stare lontano migliaia di chilometri da te.
Sono quella che hai voluto e che da sempre hai cercato.
Sono quella che tu sottovaluti e sono quella che hai deluso...
ma sono anche quella che è riuscita ad andare avanti con un sorriso.
Sono quella ha ricominciato tutta una vita.
Sono quella che nonostante tutto non ti odia perché sa che la rimpiangerai.
Sono quella che quando lo farai ti sorriderà e se ne andrà senza voltarsi.
Sono quella che quando lo farà ti chiede di non odiarla, perché in fondo sarà stata colpa tua.
Sono quella che un giorno te la farà pagare.
Sono quella che un giorno ti farà male con la sua indifferenza.
Sono quella che pensa che rimarrai pur sempre un idiota.
Sono quella che ti potrò anche perdonare ma che non dimenticherà mai.
Sono quella che non si pente di quello che ha fatto e non rimpiange nulla.
Sono quella che è maturata.
Sono quella che ha imparato a sorridere di nuovo.
Sono quella che ha riscoperto il piacere di essere donna.
Sono quella che ha capito che può avere cento altri uomini migliori di te.
Sono quella che ha deciso di godersi il presente.
Sono quella che riflettendo pensa sia meglio che sia andata così.
Sono quella che ha imparato a stare senza di te.
Sono quella che ha smesso di aspettarti.
Sono quella che grazie a te ha imparato a vivere.
Sono quella che ha dato uno smacco morale all'oca che tu chiami "fidanzata".
Sono quella che ha vinto e che ti ha reso un perdente.
Sono quella che se la vuole godere fino in fondo.
Insomma io sono quella che ora è Felice.
Se potesse il buio della notte
annullare l'universo che separa le nostre vite!
Allora aspetterei
il calare della sera
per sentirmi più forte.
E troverei il coraggio
di volare tra le stelle
per raggiungere il tuo viso,
limpido come un giorno di primavera.
E non avrei più paura
di stringerti tra le mie braccia
e sussurrati
le parole più dolci che il mondo abbiamo mai ascoltato.
Mentre nel mio cuore pregherei
che non venisse mai su il giorno.