Scritta da: Silvana Stremiz

Due amici

Una storia racconta di due amici
che camminavano nel deserto. In un momento
del viaggio i due cominciarono a discutere,
ed un amico diede uno schiaffo all'altro...
questi addolorato, ma senza dire nulla,
scrisse nella sabbia:

il mio migliore amico oggi mi ha dato uno schiaffo.

continuarono a camminare, finché trovarono un'oasi,
dove decisero di fare un bagno.
L'amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare,
ma il suo amico lo salvò. Dopo che si fu ripreso,
scrisse su una pietra:

il mio migliore amico oggi mi ha salvato la vita.

L'amico che aveva dato lo schiaffo
e aveva salvato il suo migliore amico domandò:

"quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia,
e adesso lo fai su una pietra. perché? "

l'altro amico rispose:

"quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia,
dove i venti del perdono possano cancellarlo.
ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi,
dobbiamo inciderlo nella pietra,
dove nessun vento possa cancellarlo."

Impara a scrivere le tue ferite nella sabbia e ad incidere nella pietra le tue gioie.
Anonimo
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    Affollata di solitudine

    Niente
    provo a sentire un sentimento
    non mi riempie
    forse il vuoto
    lasciato da un calice
    solo falsamente riempito
    di un vino che non disseta il mio cuore

    il mio animo si rannicchia
    in un angolo della doccia
    mentre scorre un'acqua
    fredda
    come la solitudine

    voci sorde intorno a me
    richiamano l'attenzione delle mie idee
    ma l'ombra che vive dentro il mio corpo
    le riprende con ragnatele di tristezza

    mi sento sola.
    Anonimo
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      Scritta da: Assia & Niki
      Ho fatto un patto col vento,
      la mia voce gli ho donato perché arrivi a te in ogni momento.
      Ho fatto un patto con il sole,
      il mio amore gli ho donato perché ti scaldi in ogni istante.
      Ho fatto un patto con Dio,
      Il mio cuore gli ho donato perché mai ti faccia dubitare
      Dell'immenso amore che provo per te.
      Anonimo
      Composta giovedì 3 maggio 2012
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        Scritta da: Rosy Zangala
        È un clown,
        dal viso coperto di cerone bianco,
        una bocca vermiglia in un sorriso aperto e franco,
        un naso grande, grosso, rosso ciliegia,
        un informe vestito variopinto di cui si fregia.
        Questo il suo aspetto,
        ma quel ch'è strano
        nessuno s'accorge del suo cuore umano.
        Scherzi, frizzi, capitomboli e lazzi
        per far ridere tutti... nonni e ragazzi:
        ma il suo cuore è triste...
        lui dona amore
        ma nessuno lo vuole ricambiare.
        "Son qui" par che dica
        "questo è il cuor mio...
        ma ho bisogno di amore anch'io"
        nessun l'ascolta...
        il clown di lacrime ha coperto il viso
        nascoste dalla maschera e da quel sorriso...
        a lui son richieste sol capriole,
        ilarità, sberleffi sotto il riflettore...
        questo è il clown,
        e questo il suo cuore,
        spera sempre che ad ogni spettacolo fiorisca l'amore...
        La musica sale... la rappresentazione deve iniziare...
        va vecchio romantico clown
        e continua a sognare.
        Anonimo
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          Scritta da: Anonimo Anonimo

          Quello che vorrei

          Lontana sei inconsapevole,
          la tua inventiva mi stupisce,
          originale in questa indifferenza
          io non posso far altro che sognarti.
          Lo faccio ogni notte,
          mi lascio trasportare da dolci pensieri
          e viziare da quelli della carne.
          Ti confesso che un pensiero costante mi assale,
          porterei indietro ogni secondo
          pur di riviverti.
          Ogni notte parto per vasti campi,
          rimango nascosto nella nebbia,
          mimetizzato tra gli alti fusti,
          in sospensione tra sogno e realtà
          mi isolo e ritorno da te.
          Sogno di portarti con me,
          lì in quei campi che non esistono,
          dove ti affronterei tra l odore della rugiada
          e la fredda luce della luna.
          Ti inviterei a combattere le tue paure
          e a conoscermi in quei teneri sogni,
          ed è forse solo così che sentiresti
          l'urlo straziante del mio cuore
          che ancora ti cerca.
          In quei campi aleggia una strana aria
          quasi sensibile al tatto,
          tu saresti confusa,
          lontana da tutto,
          e circondata da quell'aurea
          misticamente respirerai il mio profumo
          e ti sazierai.
          Assisterai alla morte dei tuoi problemi
          e curiosa ti allontanerai.
          La luna maternamente ti parlerebbe
          mostrandoti il suo lato scuro,
          ti racconterebbe i miei segreti che come un bambino,
          in tutti queste notti,
          ho saputo confidarle.
          Tu, libera dai pensieri
          stupita da tutto rimarresti lì ad ascoltarla,
          io complice della scura notte
          sarei lì ancora nascosto a guardarti e desiderarti.
          Poi al cenno di un tuo riposo,
          ti sorprenderei raggiungendoti,
          abbraciandoti colmerei il mio desiderio di te
          e tu incredula rimerresti immobile,
          rapita dall'estasi e dalla mia dolce voglia.
          Danzeremo uniti in un abbraccio,
          come due teneri amanti
          ci sporcheremo di quella misteriosa terra,
          resi complici dal desiderio.
          Alla fine esausti riposeremo
          abbracciati sull'erba,
          e attenderemo l'alba di un nuovo sogno.
          Anonimo
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            Scritta da: minù64

            Donna

            Il mio odio è troppo forte, che ti amo.
            Ti amo e ti odio, dolce creatura, tu donna.
            Donna dai mille volti e dalle mille nostalgie.
            La tua presenza mi urta, ma senza te mi sento solo.
            Ti odio, ma ti cerco.
            Odio uguale amore,
            amore uguale insieme,
            insieme nell'infinito dei giorni.
            Giorni trascorsi, da vivere,
            giorni persi,
            persi senza te, donna.
            Anonimo
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              Scritta da: Pierre

              Notte di pianto

              Il ripetersi incessante d'armonie di pianto,
              ricordi sparsi, persi rancori
              lacrime d'odio e di dolce perdono,
              grida mutate dal pianto,
              desideri, sopiti nell'animo,
              di dolcezze nel mondo sparse
              e nel cuor svanite

              Un lamento costante permane
              nello stravolto volto avvolto nel pianto,
              eterno e muto in frammenti
              tra delicati e devastanti eventi,
              Un lamento sparso nel vuoto
              di un anima dolorante
              che implora dolcezza

              Il gridare d'una sola notte
              di freddo lacrimare,
              il rifletter del vile dolore,
              il tremare della delusione
              coglie convulsi spasmi di pianto
              che, implacabili, conducono
              l'anima a vani pensieri

              Il ricordo di tenere voci,
              suadenti menzogne,
              tormento dell'anima affranta
              e sorgono tra fiumi di pianto
              ingenui perché.
              Ampolle di cristallo s'infrangono,
              fittizie illusioni di relazioni sopite

              Deluse speranze, illuse e tradite,
              rantolano morenti tra crudeli realtà,
              come pesci su nuda roccia
              ma non spirano, vivono sofferenti e contorte
              tra mari di sangue versato
              dal cuore impigliato e squarciato
              da acuminati rovi di false promesse...

              Nulla... né rancore né odio...
              Nulla... nemmeno conforto.
              Solo cupa rassegnazione,
              pace corrotta da un nero oblio,
              vuota serenità dal sapore di morte...
              Un Nulla vorace che tutto divora...
              Unico superstite.
              Anonimo
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