Scritta da: Marianna Mansueto
Passo ore e ore a pensarti,
dolci tramonti che riflettono
i colori del tuo splendido viso.
E vorrei averti accanto questa sera,
anche solo per guardarti
e perdermi tra le gocce di eternità
racchiuse nei tuoi occhi.
Ma anche questa sera sarai con lei
a donarle il tuo sorriso,
dolci tramonti si perderanno all'orizzonte
e, sognando il tuo viso a occhi aperti,
soffrirò in silenzio
perché non potrò mai averti...
Anonimo
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz
    Nuove parole vorrei inventare,
    parole che vorrei trovare
    quando l'orgoglio mi fa tacere,
    quando la notte mi fa pensare.
    Un dolce bacio,
    una tremante carezza
    che vorrei scoprire,
    quando tutto viene a mancare
    quando tutto non può finire,
    e tutto quello che non sono
    riuscito a dirti
    vorrei lo sentisse sussurrare
    direttamente il tuo cuore
    nell'irreale silenzio
    di un bacio.
    Anonimo
    Vota la poesia: Commenta

      Ti voglio bene

      Ti voglio bene non solo per quello che sei, ma per quello che sono io quando sto con te.
      Ti voglio bene non solo per quello che hai fatto di te stesso, ma per ciò che stai facendo di me.
      Ti voglio bene perché tu hai fatto più di quanto abbia fatto qualsiasi fede per rendermi migliore,
      e più di quanto abbia fatto qualsiasi destino per rendermi felice.
      L'hai fatto senza un tocco, senza una parola, senza un cenno.
      L'hai fatto essendo te stesso.
      Forse, dopo tutto, questo vuol dire essere un amico.
      Anonimo
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Daduncolo

        Sento le sirene

        Sento le sirene di
        tanto in tanto,
        recluso in profondo
        rifugio segreto,
        trascorro la gran
        parte dei miei giorni,
        la luce di una candela
        e qualche buon libro
        ammazzano il tempo
        infinito.

        Una radio trasmette
        notizie mentre lo
        sguardo segue le
        mie orme nella
        stanza buia.

        Il riflesso sullo
        specchio, il tocco
        delle campane di città,
        una pena infinita
        e una speranza lontana
        anni luce.

        Sento le sirene di
        tanto in tanto, la paura
        cresce nei miei occhi,
        l'intenso suono arresta
        il mio respiro, il
        marciare interrotto dei
        soldati verdi nelle strade
        è un continuo precipitare
        nel vuoto.

        Non mi resta che pregare,
        lo faccio di tanto in tanto,
        quando non riesco a
        svegliarmi da un brutto
        sogno.

        Sento le sirene di
        tanto in tanto,
        come di tanto in
        tanto osservo la
        stella di David
        sul mio braccio.

        Piango nel silenzio,
        il ricordo di mia moglie
        uccisa nel grigiore dei
        miei occhi, sale la
        rabbia al cielo, tento
        di trovare un po' di
        giustizia, inseguo
        invano quel desiderio
        fiorito nel cuore, il
        nostro sogno di famiglia
        è divenuta una lontana
        stella nel cielo.

        Sento le sirene di
        tanto in tanto, l'aria
        è infetta da rancore
        e noi esule anime
        costrette a fuggire
        per continuare a
        vivere nella terra
        del genocidio, abbiamo
        mollato, il coraggio
        ci è mancato.

        Sento il mio destino
        marciare nel campo
        della morte, sento
        il vento soffiare
        così forte, che
        penso d'esser
        divenuto già
        polvere.
        Anonimo
        Vota la poesia: Commenta

          Mamma

          Ciao Mamma,
          tu che mi guardi da lassù,
          tu che te ne sei andata via troppo presto,
          porgimi la mano.

          Dammi la serenità,
          la dolcezza,
          l'amore.

          Dimmi che non sono malevole come mi hanno descritto.

          Fai capire a lei che l'amore non ha catene,
          fai capire a lei che l'amore non può finire.

          Vorrei essere compreso,
          Vorrei amare ed essere amato,
          Vorrei riuscire nella mia vita,
          Ma non ho più la forza per proseguire.

          Cara mamma,
          tu che mi guardi da lassù,
          porgimi la mano,
          portami via con te.
          Anonimo
          Composta martedì 15 giugno 2010
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Giulio Pintus

            Accordo scordato

            Neanche la seta
            ti aiuta stasera
            a trovare riposo,
            come un giro finito di giostra,
            rattrista il bimbo scherzoso,
            il sogno d'un tratto s'arresta
            impressa negli occhi,
            la faccia del mostro
            il bimbo ormai desto
            da un sonno indigesto.
            Dormendo il mostro non sempre è uno spettro
            a volte è un viso alabastro, la voce di un astro.
            Un volto nel sonno è un suono, un accordo
            riapro i miei occhi e poi me lo scordo.
            E gira, gira e rigira la giostra
            e suono ed accordo diventano inno della mia orchestra.
            Anonimo
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: MesaQueen

              Vorrei volare come un gabbiano...

              Vorrei volare come un gabbiano
              libero di sfiorare il mare
              e accompagnare le piccole onde...
              vorrei volare come un gabbiano
              per correre incontro ad un sole che tramonta
              e lasciarmi abbracciare dai suoi ultimi raggi...
              vorrei volare come un gabbiano
              per sentire il vento tra le ali
              e lasciarmi avvolgere dalla sua forza...
              vorrei volare come un gabbiano
              per sentire la libertà impossessarsi di me
              e cercare la felicità in qualche posto nel mondo...
              vorrei volare come un gabbiano
              per scappare dalla tristezza
              e cercare l'amore nello spazio infinito...
              vorrei volare... come un gabbiano...!
              Anonimo
              Composta lunedì 27 giugno 2011
              Vota la poesia: Commenta