Scritta da: Silvana Stremiz
Il canto allegro della Vita si fa sempre più lento nel mio cuore.
Una ninna nanna portata dalla freschezza lo avvolge, cullandolo dolcemente nella gioia dei suoi sogni.
Piano piano, il colori spariscono, coperti da una morbida coperta bianca che scende lieve, dono dal cielo, sopra di loro.
Li prega di tranquilizzarsi, perché per loro è arrivato il momento di dormire.
Dormire... i miei occhi si chiudono pesanti, lasciandomi fluttuare nella fantasia del mondo.
Com'è meravigliosa la pace.
Anonimo
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    Scritta da: Elisabetta

    Il girotondo delle maschere

    È Gianduia torinese
    Meneghino milanese.
    Vien da Bergamo Arlecchino
    Stenterello è fiorentino.
    Veneziano è Pantalone,
    con l'allegra Colombina.
    Di Bologna Balanzone,
    con il furbo Fagiolino.
    Vien da Roma Rugantino:
    Pur romano è Meo Patacca.
    Siciliano Peppenappa,
    di Verona Fracanappa
    e Pulcinella napoletano.
    Lieti e concordi si dan la mano;
    vengon da luoghi tanto lontani,
    ma son fratelli, sono italiani.
    Anonimo
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      Scritta da: Elisabetta

      Il passero ferito

      Era d'agosto. Un povero uccelletto
      ferito dalla fionda di un maschietto
      andò, per riposare l'ala offesa
      sulla finestra aperta di una chiesa.

      Dalle tendine del confessionale
      il parroco intravide l'animale
      ma, pressato da molti peccatori
      che pentirsi dovean dei loro errori
      rinchiuse le tendine immantinente
      e si rimise a confessar la gente.

      Mentre in ginocchio oppur stando a sedere
      diceva ogni fedele le preghiere,
      una donna, notato l'uccelletto,
      lo prese, e al caldo se lo mise in petto.

      Ad un tratto improvviso un cinguettio
      ruppe il silenzio: cìo, cìo, cìo, cìo.

      Rise qualcuno, e il prete, a quel rumore
      il ruolo abbandonò di confessore;
      scuro nel volto, peggio della pece
      s'arrampicò sul pulpito, poi fece:
      "Fratelli, chi ha l'uccello, per favore
      vada fuori dal tempio del Signore".

      I maschi, un po' stupiti a tali parole,
      lesti s'accinsero ad alzar le suole,
      ma il prete a quell'errore madornale,
      "Fermi, gridò, mi sono espresso male!
      Rientrate tutti e statemi a sentire:
      sol chi ha preso l'uccello deve uscire!"

      A testa bassa, la corona in mano,
      cento donne s'alzarono piangendo.
      Ma, mentre se n'andavano di fuora
      il prete rigridò: "Sbagliato ho ancora;
      rientrate tutte quante, figlie amate,
      che io non volevo dir quel che pensate!"

      Poi riprese; "Già dissi e torno a dire
      che chi ha preso l'uccello deve uscire.
      Ma mi rivolgo, a voce chiara e tesa,
      soltato a chi l'uccello ha preso in chiesa!"

      A tali detti, nello stesso istante,
      le monache s'alzaron tutte quante;
      quindi col viso pieno di rossore
      lasciarono la casa del Signore.

      "Oh Santa Vergine! - esclamò il buon prete -
      Sorelle orsù rientrate e state quiete,
      poiché voglio concludere, o signori,
      la serie degli equivoci ed errori;
      perciò, senza rumori, piano piano,
      esca soltato chi ha l'uccello in mano".

      Una fanciulla con il fidanzato,
      ch'eran nascosti in un angolo appartato
      dentro una cappelletta laterale,
      poco mancò che si sentisser male.
      Quindi lei sussurrò col viso smorto
      "che ti dicevo, hai visto? Se n'è
      accorto!"
      Anonimo
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        Scritta da: A B
        Come foglie...
        agitate dal sopraggiungere del vento,
        malinconiche in quest'ultima danza di vita,
        sono i miei pensieri.
        Nell'attesa di staccarsi dal loro sicuro ancoraggio,
        un brivido muto le fa svolazzare sbarazzine
        per planare silenziosamente a coprire la terra.
        Come foglie i miei pensieri...
        si adagiano su questo foglio
        nell'attesa di ingiallire
        come antica sapienza.
        Anonimo
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          Scritta da: Nastjia

          Viaggio nel buio

          Pensi che il sole illumini la vita,
          non è vero, esiste un sole nero.

          Pensi che un fiore rallegri la vita,
          non è vero, esiste un fiore nero.

          Pensi che un sorriso sollevi la vita,
          non è vero, esiste un ghigno nero.

          Ci vuole coraggio per guardare nel buio.
          Perdono il tuo oltraggio, mosso dalla paura,
          mi allontano da chi non potrà avere di me buona cura.

          Ma ricorda:

          Non teme il nero chi conosce la via,
          ti avrei tenuto per mano
          mostrandoti la luminosa scia.
          Anonimo
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            Scritta da: Danza di Venere

            Time to sax

            Sono qui non so se senti,
            Voltati guardami ascoltami
            Sono quel sibilo quel rullante quella foglia
            Eccomi guarda in alto
            Sono nuvola vento rondine
            Fermati guarda in basso
            Cosa vedi riflesso in quel piccolo specchio d'acqua?
            Dentro te esiste la bellezza del mondo il suono dell'universo ed il cuore di madre terra...
            Io qui buono buono mi limito a saperti!
            Anonimo
            Composta lunedì 1 ottobre 2018
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