Scritto da: Feliciarosa Boccia
Avete presente quando la vostra vita è piena di cose e voi siete lì che vi fate passare le cose davanti ai vostri occhi, senza prendere una posizione, vi lasciate trascinare e trasportare dalle cose. È un mostro che ti mangia da dentro e quando ha finito di divorare i vostri pensieri e i vostri sentimenti vi lascia un voto dentro. E ti senti perso. E ti senti triste. Maledettamente triste. Il mondo si è spento, tu sei spento.
Anonimo
Composto giovedì 23 novembre 2017
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    Scritto da: Orion V96
    Conosci quella sensazione?
    Le braccia deboli, gli occhi stanchi, lo stomaco pieno, le gambe tremolanti, la mente annebbiata dai pensieri e il cuore in frantumi.
    Io la conosco bene. È la sensazione di chi, come me, non sa reagire.
    Se sei incapace di reagire, tutti i pensieri negativi, tutti i torti subiti, tutte le opinioni represse, tutte le parole, si accumulano nel corpo. Lo distruggono a poco a poco, lasciandone solo una sagoma, priva di vita.
    È quella sagoma che presento ogni giorno a chi mi incontra, a chi mi rivolge uno sguardo o una parola. Ma io non sono quella sagoma. Serve soltanto a coprirmi, ad impedire di mostrarmi nuda. Perché se mi mostrassi nuda, allora dovrei dire quanto mi sento sola e quanto mi abbiate lasciata sola. Io pronta ad esaudire i desideri, io pronta ad accontentarvi, io pronta a mettere da parte le mie ragioni per adeguarmi alle vostre. E lo so, non siete stati voi a chiedermelo. L'ho deciso io. Ho deciso io di comportarmi così, di diventare il burattino del mondo, il burattino nelle vostre mani. Ma siete stati voi a muoverle. Perché mentre io sono costantemente occupata a nascondermi dietro le quinte per regalarvi il palcoscenico, voi non fate nulla per inserirmi nella scena.
    Non sono utile, non sono indispensabile, non sono importante. Lo spettacolo può continuare benissimo senza di me.
    Dovrei uscire dal mio nascondiglio e mettermi a dirigere, modificando il copione in base alle mie regole, ai miei desideri, alle mie opinioni, alle mie idee!
    Sono stanca di essere la bambola di pezza dalle labbra cucite e i bottoni al posto degli occhi. Non vedo, non parlo. È così che mi mostro.
    Ma dietro quei bottoni, ci sono le mie pupille e dentro quelle labbra ci sono fiumi di parole che aspettano con ardore di essere pronunciate.
    Se le facessi uscire cosa direbbero?
    Tanto
    Poco
    Niente
    Probabilmente rimarrei immobile. Le mie parole uscirebbero dalla loro prigione per rimanere sospese in aria. Non avrebbero forma e io non sarei in grado di raccoglierle e metterle in ordine.
    Perché non sono abbastanza forte. Perché il mio cuore è di legno e la mia mente è di legno e le mie braccia e le mie gambe sono di legno. Perché ho imparato ad essere così, mi ci sono abituata a questa mia sagoma, a questa mia maschera.
    E come si fa a cambiare rotta se per anni si ha percorso sempre e solo una stessa direzione?
    Come si fa ad avere il coraggio di rischiare, di immettersi nella tempesta con la possibilità di essere travolti da quel vortice nero che è la paura?
    Ma attenzione...
    perché questa volta, c'è chi naviga accanto a me.
    Anonimo
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      Scritto da: Wìldheart
      Delle volte esagero, con le parole, con i modi di fare, col vino, con la vita.
      Esagero perché sono esagerata, esasperata, esaustiva, malinconica, triste e tormentata.
      Dentro mi sento un costante uragano che gira e rigira il mio stomaco e le mie emozioni fino a farle diventare confuse ed è tutto sparso li, nel profondo del mio corpo, all'interno delle costole niente più organi, solo ansia. Continua a crescere e giorno dopo giorno non vedo niente di concreto che cresce accanto a me. Niente di buono.
      Così mi descrivono tutti, come qualcosa di marcio, come un vestito che ti sei scocciato di indossare ed io invece, non faccio altro che ricoprirmi di sbagli che ho commesso e che mostro con fierezza perché mi hanno formato... forse male, forse bene, ma tutto questo mi ha pur sempre fatto andare avanti.
      So di essere un disastro, una persona con la quale è difficile convivere ma io non ho fatto altro che chiedere amore nei miei silenzi disperati. Non ho fatto altro che ricevere schiaffi in faccia e pugni che fanno sanguinare fino alla morte.
      Morta. È così che mi sento.
      Sola e morta in un pianeta vasto e desolato, per me, vasto e contagiato, per gli altri.
      Non mi sono mai chiesta se stavo facendo la cosa giusta, ho sempre fatto parlare l'impulso e lasciato che ogni tanto mi facesse cadere, e tutte le volte che sono inciampata nel dolore me le ricordo. Tutte le volte che ho detto no, che ho urlato fino a finire il fiato, pianto fino a non vedere, 'ho capito che si impara dalle delusionì, ma anche che si perde tanto.
      Io ho perso me stessa, e non sono capace di ritrovarmi. Non sono capace di aiutarmi, sono in movimento ma non sento il calore.
      Un pezzo di ghiaccio. Così mi hanno descritta altri, di una freddezza tale, di un menefreghismo inusuale ed io ogni volta sempre più ostinata a voler perdere qualsiasi traccia del mio destino.
      Ho preferito il buio alla luce, almeno così non sono costretta a dover guardare cose che non mi interessano affatto.
      Lasciati andare, mi dico, lasciati scoprire... ma a che servirebbe? A tagliare il mio cuore a metà ancora, a far ribollire il sangue nelle vene, a sentire inutili discorsi sul come o cosa... basta!
      Basta umiliazioni, basta con le stronzate, con le finte serenità, con la finta vita.
      Anonimo
      Composto lunedì 11 dicembre 2017
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