Scritto da: [Aspiring writer]
Qualche volta sento un nodo alla gola, cerco di non pensarci. Vorrei scriverti ma non so cosa dire, fondamentalmente non mi va di dire nulla. Mi sto rassegnando, sono incredula, ma ci sto provando. In fondo lo sapevamo entrambi, che sarebbe finita. In fondo mi va bene così, in fondo cos'eravamo noi, rispetto a tutte le altre coppie banali esistente sulla terra? Niente.
Anonimo
Composto giovedì 17 maggio 2018
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    Scritto da: D
    Mi colpisce forte chi racconta di un tempo bello che non c'è più, un uomo che piange suo fratello, l'amore che non lascia mai, gli occhi sinceri di chi lotta un male che non può essere vinto, la dignità del povero, mi emoziona il coraggio del cavaliere che affronta l'ultima battaglia, chi ti accompagnerebbe dappertutto, chi ti ha salutato ed dovuto andare via, mi colpisce forte, la carezza che è la madre, il racconto del padre, non dimentico chi non lo ha fatto con me. Mi emoziona la poesia, l'arte, la scintilla che da voce e forza agli uomini, il suono di un piano forte, mi commuove l'ultimo verso di una poesia meravigliosa, il bambino che ride, e gli occhi quelli sanno far piangere.
    Anonimo
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      Scritto da: Feliciarosa Boccia
      Avete presente quando la vostra vita è piena di cose e voi siete lì che vi fate passare le cose davanti ai vostri occhi, senza prendere una posizione, vi lasciate trascinare e trasportare dalle cose. È un mostro che ti mangia da dentro e quando ha finito di divorare i vostri pensieri e i vostri sentimenti vi lascia un voto dentro. E ti senti perso. E ti senti triste. Maledettamente triste. Il mondo si è spento, tu sei spento.
      Anonimo
      Composto giovedì 23 novembre 2017
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        Scritto da: Orion V96
        Conosci quella sensazione?
        Le braccia deboli, gli occhi stanchi, lo stomaco pieno, le gambe tremolanti, la mente annebbiata dai pensieri e il cuore in frantumi.
        Io la conosco bene. È la sensazione di chi, come me, non sa reagire.
        Se sei incapace di reagire, tutti i pensieri negativi, tutti i torti subiti, tutte le opinioni represse, tutte le parole, si accumulano nel corpo. Lo distruggono a poco a poco, lasciandone solo una sagoma, priva di vita.
        È quella sagoma che presento ogni giorno a chi mi incontra, a chi mi rivolge uno sguardo o una parola. Ma io non sono quella sagoma. Serve soltanto a coprirmi, ad impedire di mostrarmi nuda. Perché se mi mostrassi nuda, allora dovrei dire quanto mi sento sola e quanto mi abbiate lasciata sola. Io pronta ad esaudire i desideri, io pronta ad accontentarvi, io pronta a mettere da parte le mie ragioni per adeguarmi alle vostre. E lo so, non siete stati voi a chiedermelo. L'ho deciso io. Ho deciso io di comportarmi così, di diventare il burattino del mondo, il burattino nelle vostre mani. Ma siete stati voi a muoverle. Perché mentre io sono costantemente occupata a nascondermi dietro le quinte per regalarvi il palcoscenico, voi non fate nulla per inserirmi nella scena.
        Non sono utile, non sono indispensabile, non sono importante. Lo spettacolo può continuare benissimo senza di me.
        Dovrei uscire dal mio nascondiglio e mettermi a dirigere, modificando il copione in base alle mie regole, ai miei desideri, alle mie opinioni, alle mie idee!
        Sono stanca di essere la bambola di pezza dalle labbra cucite e i bottoni al posto degli occhi. Non vedo, non parlo. È così che mi mostro.
        Ma dietro quei bottoni, ci sono le mie pupille e dentro quelle labbra ci sono fiumi di parole che aspettano con ardore di essere pronunciate.
        Se le facessi uscire cosa direbbero?
        Tanto
        Poco
        Niente
        Probabilmente rimarrei immobile. Le mie parole uscirebbero dalla loro prigione per rimanere sospese in aria. Non avrebbero forma e io non sarei in grado di raccoglierle e metterle in ordine.
        Perché non sono abbastanza forte. Perché il mio cuore è di legno e la mia mente è di legno e le mie braccia e le mie gambe sono di legno. Perché ho imparato ad essere così, mi ci sono abituata a questa mia sagoma, a questa mia maschera.
        E come si fa a cambiare rotta se per anni si ha percorso sempre e solo una stessa direzione?
        Come si fa ad avere il coraggio di rischiare, di immettersi nella tempesta con la possibilità di essere travolti da quel vortice nero che è la paura?
        Ma attenzione...
        perché questa volta, c'è chi naviga accanto a me.
        Anonimo
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