Ruberei

Se solo ne fossi capace,
ruberei un paio di ali per farti volare in alto
e volerei insieme a te.
Ruberei una stella dal cielo per illuminare le tue notti
e un raggio di sole per dar calore alle tue giornate.
Correremo insieme su un bel prato
e ruberei alla terra un fiore profumato per regalarlo a te.
E se tutto questo non bastasse
ti porterei al mare
e ruberei per te il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli.
Ruberei le sette note musicali
e anche il pentagramma per dedicarti canzoni e melodie
mai ascoltate prima e che ti apparterrebbero per sempre.
Ruberei i colori dell'arcobaleno
per colorarti con colori nuovi
e ti regalerei i miei occhi per farti vedere il mondo come lo vedo io
e allora capiresti che sei tutto quello che voglio
e che... ti ruberei.
Anonimo
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    Le soleil se n'est allè,
    Il s'est couché dans la mer.
    La lune, son épouse brille dans le ciel.
    Elle veille sur lui comme une mère sur son fils.

    Il sole se n'è andato,
    è andato a dormire sul mare.
    La luna, sua sposa, brilla nel cielo.
    Essa veglia su di lui come una madre sul figlio.
    Anonimo
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      Scritta da: Elisabetta

      Il passero ferito

      Era d'agosto. Un povero uccelletto
      ferito dalla fionda di un maschietto
      andò, per riposare l'ala offesa
      sulla finestra aperta di una chiesa.

      Dalle tendine del confessionale
      il parroco intravide l'animale
      ma, pressato da molti peccatori
      che pentirsi dovean dei loro errori
      rinchiuse le tendine immantinente
      e si rimise a confessar la gente.

      Mentre in ginocchio oppur stando a sedere
      diceva ogni fedele le preghiere,
      una donna, notato l'uccelletto,
      lo prese, e al caldo se lo mise in petto.

      Ad un tratto improvviso un cinguettio
      ruppe il silenzio: cìo, cìo, cìo, cìo.

      Rise qualcuno, e il prete, a quel rumore
      il ruolo abbandonò di confessore;
      scuro nel volto, peggio della pece
      s'arrampicò sul pulpito, poi fece:
      "Fratelli, chi ha l'uccello, per favore
      vada fuori dal tempio del Signore".

      I maschi, un po' stupiti a tali parole,
      lesti s'accinsero ad alzar le suole,
      ma il prete a quell'errore madornale,
      "Fermi, gridò, mi sono espresso male!
      Rientrate tutti e statemi a sentire:
      sol chi ha preso l'uccello deve uscire!"

      A testa bassa, la corona in mano,
      cento donne s'alzarono piangendo.
      Ma, mentre se n'andavano di fuora
      il prete rigridò: "Sbagliato ho ancora;
      rientrate tutte quante, figlie amate,
      che io non volevo dir quel che pensate!"

      Poi riprese; "Già dissi e torno a dire
      che chi ha preso l'uccello deve uscire.
      Ma mi rivolgo, a voce chiara e tesa,
      soltato a chi l'uccello ha preso in chiesa!"

      A tali detti, nello stesso istante,
      le monache s'alzaron tutte quante;
      quindi col viso pieno di rossore
      lasciarono la casa del Signore.

      "Oh Santa Vergine! - esclamò il buon prete -
      Sorelle orsù rientrate e state quiete,
      poiché voglio concludere, o signori,
      la serie degli equivoci ed errori;
      perciò, senza rumori, piano piano,
      esca soltato chi ha l'uccello in mano".

      Una fanciulla con il fidanzato,
      ch'eran nascosti in un angolo appartato
      dentro una cappelletta laterale,
      poco mancò che si sentisser male.
      Quindi lei sussurrò col viso smorto
      "che ti dicevo, hai visto? Se n'è
      accorto!"
      Anonimo
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        Scritta da: A B
        Come foglie...
        agitate dal sopraggiungere del vento,
        malinconiche in quest'ultima danza di vita,
        sono i miei pensieri.
        Nell'attesa di staccarsi dal loro sicuro ancoraggio,
        un brivido muto le fa svolazzare sbarazzine
        per planare silenziosamente a coprire la terra.
        Come foglie i miei pensieri...
        si adagiano su questo foglio
        nell'attesa di ingiallire
        come antica sapienza.
        Anonimo
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          Scritta da: anonimo61

          Le parole che non leggerai mai

          Poco tempo ancora è passato
          e nella mia mente nulla ho dimenticato
          si dice che il tempo cancelli i ricordi
          o almeno li renda velati,
          ma quello che tra noi c'è stato
          niente e nessuno cancellare potrà mai,
          i tuoi occhi,
          il tuo sorriso,
          il tuo amore vero,
          i giorni con te passati,
          uno squarcio mi si è aperto nel cuore
          una ferita che porterò dentro
          e con essa un gran dolore,
          tutto mi riporta a te
          tutto mi parla di te,
          vorrei che capissi i miei silenzi
          e poter riuscire a farti guardare il vuoto che ho dentro,
          l'orgoglio, l'odio, ci ha rovinto,
          io non ti ho mai tradita,
          e nemmeno il pensiero ho sfiorato
          ti avevo giurato con te o con nessuna
          ti sembrerà strano, forse non crederai
          un giorno mi auguro di reincontrarti
          e coi tuoi occhi guarderai
          che quest'uomo, il giuramento ha mantenuto
          nonostante tu non mi hai creduto,
          e mentre scrivo
          la gola è stretta in una morsa, mi attanaglia,
          stringe forte, fino a togliere il fiato,
          vago senza una meta
          i miei occhi ormai spenti
          non godranno mai più della tua luce,
          queste parole son dettate dal cuore
          non dalla mente,
          che ormai spenta
          nulla immagina, nulla pensa,
          ma tutto è fatto ormai
          e queste, lo so bene,
          sono parole che non leggerai mai
          ti amo forever.
          Anonimo
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            Scritta da: Danza di Venere

            Non sono

            Se la mia dote fosse il disegno,
            potrei ritrarti in ogni tuo particolare,
            Se fosse l'arte della parola,
            Convincerei il passato a cambiare gli eventi e farci conoscere prima,
            Se la mia dote fosse la scrittura,
            Scriverei versi capaci di sintetizzare l'infinito,
            Se fossi il caso anziché scelta,
            vorrei poterti abbracciare tra milioni di persone in una notte senza luna,
            Se fossi un opportunità,
            vorrei poterti ricordare ancora una volta che adoro ogni attimo di te.
            Anonimo
            Composta domenica 14 maggio 2017
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