Filastrocche


Scritta da: Bernardo Panzeca
in Poesie (Filastrocche)

La palla arancione

Ricordo ancora
quella palla
colorata,
sembrava quasi
un bicchiere d'aranciata.
Non vi era emporio
che non l'avesse sui muri,
in alto, bella ed in mostra
quasi fosse una magica giostra.
Era dentro una retina,
e non vi era bambino
che alla suo vedere
non versava lacrime
per poterla avere.
Non vi era altro gioco
che si desiderava,
a quei tempi
con poco ci si cibava.
Erano giorni davvero felici,
bastava una palla
e non una bici.
Attorno ad essa
accorrevano in tanti,
a costo della vita
la si difendeva come i fanti.
Riuniva intere vie e quartieri,
bastava tirarla su un cancello
e da lì a poco un capannello.
Era una grande amica,
e quando si era assieme
non vi era mai alcuna fatica.
Di tanto in tanto
ancora la sogno
E quando mi sveglio
ne avverto tutt'ora bisogno.
Composta domenica 11 aprile 2021
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    Scritta da: Alisia7
    in Poesie (Filastrocche)

    Primavera

    L'inverno sussurrò alla primavera:
    "Tra qualche giorno io sparirò."
    La primavera rispose regalando un mazzo di mimose.
    Le farfalle già svolazzano tra i prati di mille colori che riempiono i cuori.
    Le rose, i tulipani e le violette si preparano perfette, per incontrare il sole che dona tanto calore.
    La margherita, invidiosa, di bianco e di giallo si colorò e gridò a squarciagola, mentre era nell'aiuola:
    "Ogni petalo offrirò e prometto che a m'ama, non m'ama giocherò..."
    Intanto, le rondini nel cielo allontanano il gelo.
    Dal lungo letargo molti animali si fan largo.
    I pittori con i loro pennelli, mostrano paesaggi, portandoti in lunghi viaggi.
    I poeti sognano ad occhi aperti ed i loro versi ti portano in tanti universi.
    Dolce primavera, si sente già l'atmosfera.
    Composta venerdì 12 marzo 2021
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      Scritta da: Carmine De Masi
      in Poesie (Filastrocche)

      La meraviglia del Natale

      Una pecora s'è smarrita
      era piccina e impaurita
      la pastorella molto paziente
      chiedeva in giro a tanta gente,
      la pecorella si mise a belare
      e cominciò a camminare
      giunse davanti alla capanna
      sentì cantare la ninna nanna,
      sulla grotta la stella splendeva
      Gesù bambino nella stalla nasceva
      la pecorella meravigliata
      dalla luce è stata abbagliata,
      vide un bambino sorridente
      davanti alla grotta tanta gente
      ha incontrato la pastorella
      ora è felice la pecorella
      giunti tre magi dall'oriente
      sono stati accolti festosamente
      l'accaduto è molto rilevante
      la nascita di Gesù è affascinante.
      Composta mercoledì 16 dicembre 2020
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        Scritta da: Bernardo Panzeca
        in Poesie (Filastrocche)

        Santa Lucia

        C'era una notte
        nel mese di dicembre
        dove una Santa
        girovagava da sempre.
        Un asinello la accompagnava
        in giro per il mondo
        la Santa andava.
        Porte e finestre si spalancavano
        al suo passaggio tanti desideri
        i bambini le affidavano.
        Lei felice le letterine leggeva
        il suo asinello tanta acqua beveva.
        Tanta strada Santa Lucia faceva
        pur di esaudire
        chiunque glielo chiedeva.
        Nonostante la tanta stanchezza
        a lei bastava solo una carezza,
        mentre carote e mandarini
        all'asinello donavano i bambini.
        Entro il giorno doveva finire
        Santa Lucia per poter gioire.
        Bastava svegliarsi di buon mattino
        per far felice il proprio cuoricino,
        dolci giocattoli e sorrisi si trovavano
        con tante preghiere
        tutti quanti Santa Lucia ringraziavano.
        Composta domenica 13 dicembre 2020
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          Scritta da: Miriam Poesia
          in Poesie (Filastrocche)

          Santa Lucia

          Cara Santa Lucia,
          ogni anno lasci una scia
          di doni desiderati
          e a volte inaspettati.
          Quanta allegria!
          Quanta magia!

          Sei la stella dei bambini
          porti dolci e cioccolatini.
          Sei luce nella fredda notte
          quando arrivi a mezzanotte.

          Quando scoccano i rintocchi
          devo chiudere gli occhi
          ma so bene che il regalo arriverà.
          Evviva, che felicità!

          E quando sarò grande
          non scorderò tutto l'amore
          che dal tuo cuore si espande.
          Composta mercoledì 9 dicembre 2020
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            Scritta da: Paolo Delladio
            in Poesie (Filastrocche)

            LA CAMPANELLA

            Suona suona campanella
            c'è un'alunna birbantella
            non sorride e non favella
            tiene stretta la sua cartella
            lesta corre, è una gazzella

            suona suona campanella
            porto un fiore alla bidella
            la delizia della genzianella
            ricreazione con la mortadella
            nel cielo vola una rondinella

            suona suona campanella
            vedrò mai la mia pagella?
            C'era una volta la varicella
            or c'è il covid, ti accoltella
            spensierato balla pulcinella.
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              Scritta da: Antonio Belsito
              in Poesie (Filastrocche)
              È un valzer di ipocrisia
              dammi una mano che poi
              - chissà -
              ti dono la mia
              così ti dico
              parole portate dal vento
              affinché tu
              poi
              - e solo poi -
              capisca che io non sento
              così è tutto giustificato
              non si guarda in bocca
              a caval donato
              e amarezza
              non puoi recriminare
              perché c'è stata una reciproca
              carezza
              e
              - allora -
              taci
              che sei nell'Eden luccicante
              di un vizioso birbante
              e cerca di convincerti
              che tu sei sbagliato
              perché tanto
              in questo mondo
              è già tutto consumato.
              Quindi
              - anche tu -
              fatti prendere
              per il culo
              che la vita passa
              ed è meglio ragliare
              come un mulo.
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