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Poesie di Bernardo Panzeca

Nato mercoledì 8 giugno 1977
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione, in Diario e in Preghiere.

Scritta da: Bernardo Panzeca
All'inizio furono tutti contenti,
niente lavoro per i dipendenti
e vacanze di colpo per gli studenti.
Per le strade fu quasi festa,
tanti politici narrarono le proprie gesta.
L'un con l'altro si incoraggiarono
e la peste quasi sbeffeggiarono.
Chi moriva in Oriente era solo una figura
pertanto a gran voce fu sconsigliata la paura.
Al risveglio però un bel dì
un gran colpo di tosse si udì,
uno starnuto a seguire
e tanta gente si vide morire.
Era la peste ed era arrivata
senza avvisare e tanto adirata.
Porte e finestre si barricarono
copri fuoco i governi ordinarono.
Gli alimentari si assaltarono
e tante bare circolarono.
Tanto il mondo fu disperato
che anche dagli atei Dio fu invocato.
Non vi era più speranza
giorni e mesi trascorrevano
e in molti si deprimevano.
Anche il Papa sottotono
in ginocchio per tutti chiese perdono.
Tutto stava al Signore
far cessare quel gran dolore,
La natura silenziosa
oramai faceva la preziosa,
Tanto gli uomini le spezzarono il cuore
che non volle più sentir parlare di amore.
Bernardo Panzeca
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    Scritta da: Bernardo Panzeca

    #Andratuttobene

    Andrà tutto bene
    ci si ripeteva ogni giorno
    per alleviare le pene.
    Andrà tutto bene
    si urlava dai balconi
    per reagire come leoni.
    Andrà tutto bene
    lo dicevano i bambini
    sussurrandolo ai giochini.
    Andrà tutto bene
    lo pregavano gli anziani
    in silenzio sui divani.
    Andrà tutto bene
    annuivano i genitori
    guardandosi con i cuori.
    Andrà tutto bene
    lo scrivevano gli innamorati
    distanti ma non rassegnati.
    Andrà tutto bene
    lo intonavano tutti quanti
    a squarciagola con canti.
    Andrà tutto bene
    In ginocchio supplicavamo
    e la fine del gelo
    al Cielo chiedevamo.
    Bernardo Panzeca
    Composta domenica 22 marzo 2020
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      Scritta da: Bernardo Panzeca

      Rinchiusi

      Dentro dimore
      abitate ad ore
      incatenati
      Ci ritrovammo
      Disperati.

      Vetri appannati
      da sguardi
      rassegnati
      Fecero delle mura
      Una stia di paura.

      Seduti a pensare
      Quanto bello
      Era amare
      Restammo mesi
      con i cuori tesi.

      Una rondine garriva
      Un mandorlo
      Applaudiva
      Tutto all'interno
      Era un inferno.

      Si doveva
      Pazientare
      Meditare
      e ancor più
      Pregare.

      Era questa
      La forza umana
      Il ferro
      e il suono
      Di una campana.
      Bernardo Panzeca
      Composta giovedì 19 marzo 2020
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