Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie Filastrocche migliori


Scritta da: Giuditta C.
in Poesie (Filastrocche)

Filastrocca del sole

Sole che ridi e mi baci la faccia
sento il calore delle tue braccia
Con una mano mi copro gli occhi
mentre mi tingi di scarabocchi
Macchie, lentiggini e piccoli nei
tutti i tuoi segni saranno miei
Saran di tutti, saranno belli
Racconteranno che siamo fratelli
Figli del mondo, e come ogni gente
nati dal tutto e dal niente.
Composta martedì 4 marzo 2014
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Elisabetta
    in Poesie (Filastrocche)

    Oh, se potessi!

    Oh, se potessi,
    Gesù Bambino,
    farti dormire
    nel mio lettino!
    Da questa grotta
    portarti via
    là nel calduccio
    di casa mia.
    Io di dormire
    sarei contento
    sopra una sedia
    sul pavimento,
    purché sapessi
    che tu, mio Re,
    dormi e riposi
    meglio di me.
    Ma la maestra
    mi ha detto a scuola
    che tu domandi una cosa sola:
    non la mia casa,
    non il mio letto,
    ma solo un cuore pieno d'affetto.
    Se questo chiedi,
    questo ti dono:
    con lo promessa di essere buono.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Syndy Arts
      in Poesie (Filastrocche)

      La leggenda delle zeppole di San Giuseppe

      La bottega era in fondo alla via,
      tutti quanti sapevano dove.
      Fa Giuseppe: "Adorata Maria,
      molto presto sarà il diciannove;

      vola il tempo, a gran passi s'appresta.
      Invitiamo qui a casa gli amici.
      È il mio nome, lo sai; la mia festa.
      Che ti pare, Marì? Che ne dici?"

      Alza gli occhi Maria dal ricamo,
      risplendenti di grazia divina.
      "Peppe mio, tu lo sai quanto t'amo,
      però sono un disastro, in cucina.

      Ti ricordi dell'ultima volta?
      Mi ci sono davvero impegnata,
      ma mi venne uno schifo, la torta,
      e alla fine l'abbiamo buttata.

      Ma stavolta andrà meglio, lo sento,
      lo vedrai: non ti dico di più.
      Voglio farti davvero contento,
      con il nostro figliolo Gesù!"

      E così ci provò. Poveretta,
      ben tre giorni passò a cucinare,
      ma non era una cuoca provetta
      (era molto più brava a pregare).

      Questa volta riuscì! Nella stanza
      in cui stava la Sacra Famiglia
      si diffuse una dolce fragranza.
      Che languore! Che gran meraviglia!

      Su un vassoio fan mostra di sé
      (beh, Maria, certe volte sei in vena!)
      Zeppoloni di pasta bignè
      ben guarniti di crema e amarena.

      San Giuseppe però storce il naso.
      "Moglie mia, chi può averti aiutato?
      Non mi dire che è frutto del caso;
      tu lo sai, la menzogna è peccato.

      E non fare quel viso contrito!
      Dai, sorridi, mia cara Maria:
      l'aiutante, l'ho bell'e capito,
      si nasconde costì, in casa mia.

      Vieni qua, figlio mio, fatti avanti.
      I miracoli son limitati,
      vanno usati per cose importanti;
      se li impieghi così, son sprecati!"

      Ma Gesù, ch'era ancora un bambino
      lo guardò con grandissimo amore,
      e gli disse: "Mio caro papino,
      stai facendo – perdona – un errore:

      questa zeppola dolce, squisita
      da gustare in un giorno di festa
      rende un poco migliore la vita:
      la magia quotidiana è anche questa.

      È un miracolo lieve, leggero;
      una semplice, morbida cosa,
      che anche al giorno più cupo e nero
      dà una piccola mano di rosa".

      Il papà sentì in gola un magone.
      "Caro figlio, non critico più.
      Su'sti zeppole hai proprio ragione:
      io sò Santo, ma tu sì Gesù!"
      Composta mercoledì 17 marzo 2010
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Elisabetta
        in Poesie (Filastrocche)

        Il girotondo delle maschere

        È Gianduia torinese
        Meneghino milanese.
        Vien da Bergamo Arlecchino
        Stenterello è fiorentino.
        Veneziano è Pantalone,
        con l'allegra Colombina.
        Di Bologna Balanzone,
        con il furbo Fagiolino.
        Vien da Roma Rugantino:
        Pur romano è Meo Patacca.
        Siciliano Peppenappa,
        di Verona Fracanappa
        e Pulcinella napoletano.
        Lieti e concordi si dan la mano;
        vengon da luoghi tanto lontani,
        ma son fratelli, sono italiani.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Consuelo
          in Poesie (Filastrocche)

          25 Dicembre

          Filastrocca per Gesù Bambino
          che nasce stanotte piccino piccino
          che nasce stanotte col freddo che fa
          che nasce soletto con mamma e papà.
          Non ha coperte, non ha focherello
          ha solamente il bue e l'asinello
          per scaldarsi, poverino,
          non ha legna né camino
          ma porta un amore sì grande e profondo
          che può scaldare anche tutto il mondo.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: martymina96
            in Poesie (Filastrocche)

            Il Natale...

            Il Natale tante cose può significare:
            per i più piccoli regali di Babbo Natale,
            decorazioni d'oro e alberi luccicanti,
            che in tutte le case sonveramente tanti;
            per i più grandi è stare in famiglia, tutti uniti
            per festeggiare con torte e canditi.
            Una cosa è certa: è per amare
            e stando tutti insieme va via tutto il male,
            che si trasforma in pace e bontà
            per ognuno di noi, che poi molto seguirà!
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: adessosi
              in Poesie (Filastrocche)

              Uomo lesto

              La mia mamma ha 6 galline
              vispe belle e canterine
              quando fanno coccodè c'è un
              bel uovo anche per me
              6 galline e un bel gallo
              di colore nero e giallo
              che sul far della mattina
              fà una bella cantatina
              con quel canto sveglia presto
              l'uomo pigro l'uomo lesto
              chi lavora
              chi va a scuola
              ogni mamma resta sola
              resta sola coi bambini
              che son troppo
              piccolini per andarsene
              anche loro
              alla scuola del lavoro.
              Composta martedì 3 gennaio 2012
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: SatiaMimi
                in Poesie (Filastrocche)

                Mi chiamo lola

                Mi chiamo Lola,
                e son spagnola,
                per imparare l'italiano,
                vado a scuola.
                le mie sorelle,
                son tutte belle,
                la più bella,
                è Antonella.
                I miei fratelli,
                son pipistrelli.
                Il mio cane,
                è un salame,
                il mio gatto è tutto matto,
                la mia mammina,
                e' parigina.
                Il mio papino è l'imperatore della Cina,
                Cina,
                cococodè
                1-2-3
                Splash.
                Composta venerdì 5 marzo 2010
                Vota la poesia: Commenta