Scritta da: *marta*
in Poesie (Poesie anonime)
Immobile sul mondo che sopito dorme, e popola di sogni questa notte, deserta di noi, regina di se stessa".
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Immobile sul mondo che sopito dorme, e popola di sogni questa notte, deserta di noi, regina di se stessa".
Una grossa lacrima cadde dal mio viso
finché in te ho visto l'amore
una grossa lacrima cadde nel pensiero
e capii di amarti davvero...
la grossa lacrima infine si asciugò...
ti prego non piangere... presto tornerò!
I nostri sguardi si incrociarono dal primo momento che ci vidimo e fu subito magia. Ad un tratto il mondo attorno a noi si fermò. Solo io e te e niente più! Io con lui, tu con lei, ma mai noi due insieme... almeno non davvero! Ovunque c'eri tu e il resto taceva. Silenzi, sospiri, imbarazzi, sorrisi e voglia di noi!
E adesso? È tutto più strano... perché adesso no? Non voglio, voglio ma non posso!
Non so se sarà più lo stesso ma io ti cercherò. "Ti cercherò negli occhi della gente che nel mondo incontrerò e dentro quegli sguardi mi ricorderò di te. Chissà se si chiamava amore!?"
Caro amore splendido come quel puledro che corre nella prateria dell'infinito che non è null'altro che c'è dopo il finito.
Caro amore innocente come quel neonato che dorme nella sua culla e che non conosce ancora l'ipocrisia degli uomini.
Caro amore leale come quel guerriero che combatte tenacemente i pregiudizi che ci sono nel mondo.
Caro amore limpido come quel ruscello che dalle rocce della montagna dei diversi che in fondo sono i giusti.
Caro amore mio... tuo... che mi scorri nelle vene come fuoco e mi scaldi l'anima e, mi fai bruciare di voglia di vivere.
Mi chiamo Lola,
e son spagnola,
per imparare l'italiano,
vado a scuola.
le mie sorelle,
son tutte belle,
la più bella,
è Antonella.
I miei fratelli,
son pipistrelli.
Il mio cane,
è un salame,
il mio gatto è tutto matto,
la mia mammina,
e' parigina.
Il mio papino è l'imperatore della Cina,
Cina,
cococodè
1-2-3
Splash.
Glaub an wunder, liebe und glùck.
Schau nach vorne und nicht zùruck.
Tu was du willst und steh dazu,
denn dein leben lebst nur du!
TRADUZIONE:
Credi nei miracoli, nell'amore e nella felicità.
Guarda avanti e non indietro.
Fai quello che vuoi e stai in piedi.
Perché la tua vita è solo da vivere!
Sussurro alle stelle
amore perduto
sussurro alla luna
gioia infinita
guardale quelle
stanno beate
nel cielo vibrante
blu scuro e luccicante
l'oceano s'infrange
gabbiano sparuto
la libertà è la tua fortuna
vita finita
guarda che belle
le meduse striate
nell'acqua scivolano
in un istante immacolato
nostalgia costante
il cuore si spande
spirito sperduto
l'oppressione, la mia è una
mente minuta
osservo le stelle
di luce abbracciate
nella mente rattristano
pensando al passato
che non tornerà più
rimarrà per sempre nostalgico
questo immenso mare blu.
Sei un dono perché quando sorridi,
le tue labbra disegnano splendidi orizzonti,
Sei un dono perché quando parli,
è melodico il suono della tua voce,
Sei un dono al quale non riesco a rinunciare,
Perché è di passione che è fatto il tuo cuore,
Sei un dono perché anche se mi fissi in silenzio,
Nel tuo volto percepisco ogni piccola espressione,
Sei un dono quando ti muovi,
ammiro in silenzio la tua eleganza apprezzando ogni forma da te disegnata,
Sei un dono quando finalmente posso rivederti,
Perché sta un attimo per riempire il vuoto che si crea,
Sei un dono al quale mi sono legato o forse lo sono sempre stato.
È quando non sostengo il tuo sguardo,
che temo di perdere il contatto con te,
avvolte mi nascondo dietro l'imbarazzo,
ma ipnotizzato non posso far altro che fissare te,
i tuoi occhi il tuo volto,
penetri l'anima e ne esco sconvolto,
ogni tratto scritto sulla mia pelle,
porta i segni della tuo sorriso ribelle,
lascio spazio ad un tempo infinito,
vivo il momento sfidando il sole non sono impaurito,
è vero la vicinanza può bruciare,
ma nell'assoluta galanteria lancio un dado nel mio universo,
magari questa volta quel lumino ad olio conviene tenerlo acceso.
Mi sveglio e mi trovo in un manto bianco,
sotto di me una valle senza fine,
non odo rumori, solo un freddo silenzio che mi avvolge
e porta con sé il suo gelo.
Anche il cielo è bianco e spento
e riflette ciò che vi è al di sotto,
non un raggio di sole, né una nuvola
cupa, così come l'aria manifesta,
fredda ma salubre, calma e vuota.
Sotto di me una violenta macchia rossa
si mescola col bianco, ma non diventano
un tutt'uno, il bianco si oppone,
ma il rosso penetra fino al terreno.
Muta anche il cielo, perde la calma,
rosso anch'esso ed il vento si alza
e la quiete termina,
corrono le nuvole ed il fuoco s'innalza.
Il bianco è vinto, mentre il rosso infiamma,
colorando le nuvole del suo stesso calore.
Non trovo più pace, non sono più solo,
il silenzio cede alle grida di guerra,
l'incubo divien concreto e io devo svegliarmi.
Ed ancora mi sveglio.