in Poesie (Poesie personali)
Di un amore una volta sola
di un amore che non è amore
e la notte ci pensi ancora
mentre piangi e non sai che fare.
Ma non è vero che sei sbagliata
nei suoi occhi vedevi il mare
Cenerentola innamorata.
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Di un amore una volta sola
di un amore che non è amore
e la notte ci pensi ancora
mentre piangi e non sai che fare.
Ma non è vero che sei sbagliata
nei suoi occhi vedevi il mare
Cenerentola innamorata.
Strimpello quattro note alla chitarra
il fluire di una musica fra le mura
strizzo l'occhio alla vicina
una lucertola si avvicina
stritolato da un reale virtuale
nel fluire originale di immagini virali
streaming
scorre lento il tempo mio
strilla un bimbo sul balcone
striscia lenta la lumaca
cuoce lenta la polenta
il verso stridulo delle cicale
fra piattaforme multimediali.
Sapessi quanto tremo
dinanzi al tuo bagliore
in questa notte sei regina
e brilli come cento lune
sono entrato in collisione
con la tua stella cometa
hai mutato l'atmosfera
e reso innocuo il suo veleno
mi sembra di danzare
sugli anelli planetari
dove è splendido rincorrersi
fra milioni di diamanti
hai inclinato il mio destino
e la galassia è nuova strada
dal mio spazio esagonale
vedo tutto il tuo spettacolo
drappeggi variopinti
ed eleganti archi di luce
di sole le scintille
che pulsano e si agitano
sei il colore della vita
e melodia che bacia il cuore
la mia aurora boreale
nel cielo di saturno.
Di malinconia l'autunno
e d'infinita solitudine
eri un vuoto incalcolabile
e un amore mai sopito
nel rumore del silenzio
ripensavo ai giorni persi
quando cantavi fra i ciliegi
e mi sembrava sempre aprile
ti adornavi a primavera
con le perle di rugiada
per inebriarmi i sensi
di profumi rosa e soffici
d'arcobaleno i petali
e carezze di orchidee
congelavo le emozioni
dentro sogni di cristallo
immenso il labirinto
dove avevo perso il cuore
in quel mio inverno profondissimo
dove pensarti era l'estate.
I poeti?
Distillano parole come assenzio,
bevono da calici di cristallo fragili, e corrono sulla forza delle parole.
I poeti?
Piangono con il cuore,
gridano con l'anima,
nel tormento del sangue
sciolgono gioie e dolori di una vita.
I poeti?
Bussano alla luna,
chiedono permesso al giorno,
e si presentano alle sere degli innamorati
che indiscreti e inconsapevoli
sono artefici delle sue parole.
I poeti?
S'innalzano nell'infinito
a cercare ali di angeli che volano, e piume che bruciano su spalle di parole famelici.
I poeti?
Maledetti guerrieri di emozioni,
combattenti di desideri e passioni
che Dio dia loro,
la pace con un verso.
È caduto su di noi
qualcosa di inconcepibile
di oscuro e invisibile
un mostro che non immaginavamo esistesse
nella nostra meravigliosa terra
piena di storia, cultura, tradizioni antiche
bellezza, leggiadria, nei quadri dei nostri
grandi pittori, che nel corso dei secoli
hanno rappresentato l'Italia,
le nostre città sono musei a cieli aperti
gli antichi romani hanno posto basi profonde
hanno forgiato la nostra identità
il nostro carattere, le basi delle nostre leggi,
circondati da mari meravigliosi, isole, vulcani,
montagne, laghi e fiumi, in Italia nulla manca.
Cattolici, ligi alle tradizioni della chiesa
vivevamo le nostre splendide vite
fino a un giorno di febbraio, dove tutto iniziò
un virus che uccide persone di tutte le età,
sventrando i polmoni, il respiro se ne va...
lo chiamano Covid-19. Famiglie scomparse
divise, lontane, che non si vedranno più.
L'assassino è tra noi, spietato e silenzioso
non concede tregua, non accenna ad andare via.
L'urgenza della pioggia è la caduta
non il precipizio.
È sollievo, non rovina.
È il passo lento del silenzio
che vibra sul dorso della foglia.
Vite spezzate e resti mai trovati.
Violenze subite e perpetrate.
Governi corrotti e silenzi comprati.
Aerei abbattuti e muri di gomma innalzati.
Scoperte agghiaccianti e mai rivelate.
Chi sa, e tace non sa che il silenzio è come la goccia che con il tempo perfora la roccia.
Urlate dunque al mondo quel silenzio assordante
che vi erode l'anima e la vita di chi, da sempre cerca la verità,
e anela giustizia e pace per la salvezza dell'umanità.
Hai gettato tra le acque tumultuose del mare un sogno.
Fluttuando tra la tempesta è approdato poi in una spiaggia
dove un sole rovente lo ha esiccato,
e l'orma di un greve piede insabbiato.
Ma poi, il forte vento è arrivato
e come relitto inabbissato alla luce lo ha riportato.
Corri ragazzo vieni finché sei in tempo a recuperarlo,
curarlo, amalo, vivi in esso perché un sogno...
non può morire.
Morbido vespero in questo sol calante
fa del tiepido intorno e nella mesta sera
il contadin pensante all'orizzonte
come l'innamorata alla finestra
mentre altra natura viva
è intenta a preparar giaciglio illùne
per l'avversa notte.