Scritta da: Rosanna Russo
in Poesie (Poesie personali)
Un dolce suono è l'amore
Dolci emozioni –
le velate parole
attraversano il cuore
lieve frastuono
nascosto tra i battiti
– è melodia d'amore.
Composta mercoledì 6 aprile 2016
Dolci emozioni –
le velate parole
attraversano il cuore
lieve frastuono
nascosto tra i battiti
– è melodia d'amore.
L'estate è finita
le giornate si copriranno
di nostalgia e rimpianto
la nebbia offuscherà
la vita.
Il paesaggio non brillerà
alla luce del sole.
Piano, piano
scenderà la sera
tutto s'addormenterà,
finirà, poi
risorgerà.
Siamo nati sotto lo stesso cielo,
siamo cresciuti sotto lo stesso sole,
la stessa luna ha cullato i nostri sonni.
Insieme abbiamo imparato a camminare.
Parliamo la stessa lingua.
La campagna è stata la nostra casa,
i prati verdi i nostri giardini.
La complicità ha unito le nostre vite.
Abbiamo costruito aquiloni, volato con i nostri sogni.
Il nostro cammino come autostrade.
Tu eri con me, io ero con te,
tu eri felice, io ero felice.
Ma la vita non sempre è amica.
Il mio cielo senza stelle,
il corpo mi sta sfuggendo,
il dolore si è impadronito di me.
La mia strada è diventata un sentiero
di pietre e spine, i miei piedi feriti come Gesù.
Dove sei, ho bisogno di te,
la tua porta sbarrata: grido,
non c'è la tua voce, il tuo respiro.
Hai paura di me, della mia follia.
Non hai il coraggio di guardare i miei occhi,
vigliacco: cosa sono per te.
Hai usato il mio corpo, la mia compagnia.
Gli anni, i Re Magi, Babbo Natale,
non sono guidati dalla mia cometa.
L'amicizia non è uno scambio di doni,
è poesia, tachicardia, allegria, melodia,
nostalgia, piangere, ridere, sogni perduti,
aurore, tramonti, arcobaleni,
melograni in fiore.
La forza ha ripulito il mio cammino,
sono solo, ma sono sereno.
Il mio cuore ha ritrovato la luce,
la pace accompagna il mio respiro,
la speranza è tornata nei miei occhi.
Il mio prato pieno di fiori, di farfalle felici,
il canto dei grilli culla i miei sogni.
Il cielo, le stelle, la luna, il sole,
sono con me.
Rimembro pensier pensati,
che insegnar sostanza
e donar puote al nostro intelletto,
figur concreta dun pensier effimero e fugace.
Scivolano i battiti del tempo,
gocce di nero inchiostro,
a tingere le mute parole
dei fragili pensieri
in un volo obliquo di ricordi.
Quelli dell'igiene mentale
quelli come noi,
mai creduti,
sempre col sospetto addosso,
beffeggiati,
parlati,
criticati,
guardati con disprezzo
e pietà;
qualunque cosa facciamo,
per quanto abbiamo successo,
o ci impegniamo,
sempre dubbi su di noi,
sempre pettegolezzi,
alla fine siamo sempre dei pazzi,
e la nostra parola vale poco,
quasi niente;
vita segnata per sempre,
costretti a lottare il doppio,
per avere dignità,
per dimostrare,
che non siamo
lucchi o fessi;
in mezzo all'idiozia della gente,
all'imbecillità del sistema.
Raggi di sole vivace, abbraccia boschi e campi
colori che scintillano, il nuovo verde così sorprendente!
Di smeraldo che affascina, è la festa del verde!
Il colore più amato della terra, significa speranza
tutte le ore, i minuti, ogni istante della nostra vita
è importante e grandioso, non cercate felicità ma serenità,
le piccole cose quotidiane, sono loro che donano gioia,
gustate ogni attimo di vita, centellinate le emozioni,
sono l'energia del nostro sangue che scorre!
Emozioni per tutte le cose che facciamo,
esce dal nostro cuore colmo di amore,
la bellezza della natura, l'amore dei nostri cari,
il pulsare dell'intero universo dentro di noi,
lo spirito di Dio che mai abbandona la sua creatura.
Aurora e tramonto
vita e morte
uomo e donna
figli dell'essere
e del nulla.
Tutto e niente
giorno e notte
sole e luna:
ritratto a mezze tinte
di un uomo.
La donna è ombra
l'ombra è uomo:
nel vento e nella polvere
questo è un girotondo
d'acqua e di fuoco
nel carosello umano
del mondo.
Una fila di cipressi silenziosi
s’innalza nell’inoltrato tramonto.
L’ultima passerotto vola al suo nido
portandosi nel becco la notte.
È l’ora dei colori forti
quando gli occhi viaggiano
nella tranquillità del cuore
inabissandosi nella pace.
Svanisce lentamente la luce
sparendo con gli uccelli
dietro foglie di alberi secolari:
solo si sente il fruscio delle ombre.
Ê questo il tramonto autunnale
racchiuso in mani tremanti
di un anziano senza nome
ma ricco di aurore e speranze.
Camminano silenziosi e insieme
i cipressi, l’anziano e il tramonto.
Resta solo una voce che canta
nel rosso acceso dell’orizzonte.
Aspettiamo l'anno della grazia
con la faccia rivolta in alto,
le mani dipinte di bianco,
il fianco trafitto di speranza.
Camminiamo curvi sotto il sole
con la solitudine negli occhi.
La tristezza è rifatta amica
nelle pupille del vagabondo.
Arriverà il Cristo della croce
sui marciapiedi delle città:
sapremo riconoscerlo
quando ci guarda senza parlare?
Aspettiamo questa nuova pace
del millennio della fede,
quando i poveri saranno ricchi
di aurore senza tramonti.