Poesie personali


Scritta da: Alido Ramacciani
in Poesie (Poesie personali)

Amico

Siamo nati sotto lo stesso cielo,
siamo cresciuti sotto lo stesso sole,
la stessa luna ha cullato i nostri sonni.
Insieme abbiamo imparato a camminare.
Parliamo la stessa lingua.
La campagna è stata la nostra casa,
i prati verdi i nostri giardini.
La complicità ha unito le nostre vite.
Abbiamo costruito aquiloni, volato con i nostri sogni.
Il nostro cammino come autostrade.
Tu eri con me, io ero con te,
tu eri felice, io ero felice.

Ma la vita non sempre è amica.
Il mio cielo senza stelle,
il corpo mi sta sfuggendo,
il dolore si è impadronito di me.
La mia strada è diventata un sentiero
di pietre e spine, i miei piedi feriti come Gesù.
Dove sei, ho bisogno di te,
la tua porta sbarrata: grido,
non c'è la tua voce, il tuo respiro.
Hai paura di me, della mia follia.
Non hai il coraggio di guardare i miei occhi,
vigliacco: cosa sono per te.
Hai usato il mio corpo, la mia compagnia.
Gli anni, i Re Magi, Babbo Natale,
non sono guidati dalla mia cometa.
L'amicizia non è uno scambio di doni,
è poesia, tachicardia, allegria, melodia,
nostalgia, piangere, ridere, sogni perduti,
aurore, tramonti, arcobaleni,
melograni in fiore.

La forza ha ripulito il mio cammino,
sono solo, ma sono sereno.
Il mio cuore ha ritrovato la luce,
la pace accompagna il mio respiro,
la speranza è tornata nei miei occhi.
Il mio prato pieno di fiori, di farfalle felici,
il canto dei grilli culla i miei sogni.
Il cielo, le stelle, la luna, il sole,
sono con me.
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    Scritta da: Stefano Medel
    in Poesie (Poesie personali)

    Quelli dell'igiene mentale

    Quelli dell'igiene mentale
    quelli come noi,
    mai creduti,
    sempre col sospetto addosso,
    beffeggiati,
    parlati,
    criticati,
    guardati con disprezzo
    e pietà;
    qualunque cosa facciamo,
    per quanto abbiamo successo,
    o ci impegniamo,
    sempre dubbi su di noi,
    sempre pettegolezzi,
    alla fine siamo sempre dei pazzi,
    e la nostra parola vale poco,
    quasi niente;
    vita segnata per sempre,
    costretti a lottare il doppio,
    per avere dignità,
    per dimostrare,
    che non siamo
    lucchi o fessi;
    in mezzo all'idiozia della gente,
    all'imbecillità del sistema.
    Composta sabato 9 aprile 2016
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      Scritta da: Daniela Cesta
      in Poesie (Poesie personali)

      Verde speranza d'amore

      Raggi di sole vivace, abbraccia boschi e campi
      colori che scintillano, il nuovo verde così sorprendente!

      Di smeraldo che affascina, è la festa del verde!
      Il colore più amato della terra, significa speranza

      tutte le ore, i minuti, ogni istante della nostra vita
      è importante e grandioso, non cercate felicità ma serenità,

      le piccole cose quotidiane, sono loro che donano gioia,
      gustate ogni attimo di vita, centellinate le emozioni,

      sono l'energia del nostro sangue che scorre!
      Emozioni per tutte le cose che facciamo,

      esce dal nostro cuore colmo di amore,
      la bellezza della natura, l'amore dei nostri cari,

      il pulsare dell'intero universo dentro di noi,
      lo spirito di Dio che mai abbandona la sua creatura.
      Composta venerdì 8 aprile 2016
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        Una fila di cipressi silenziosi
        s’innalza nell’inoltrato tramonto.
        L’ultima passerotto vola al suo nido
        portandosi nel becco la notte.

        È l’ora dei colori forti
        quando gli occhi viaggiano
        nella tranquillità del cuore
        inabissandosi nella pace.

        Svanisce lentamente la luce
        sparendo con gli uccelli
        dietro foglie di alberi secolari:
        solo si sente il fruscio delle ombre.

        Ê questo il tramonto autunnale
        racchiuso in mani tremanti
        di un anziano senza nome
        ma ricco di aurore e speranze.

        Camminano silenziosi e insieme
        i cipressi, l’anziano e il tramonto.
        Resta solo una voce che canta
        nel rosso acceso dell’orizzonte.
        Composta mercoledì 30 settembre 2015
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)
          Aspettiamo l'anno della grazia
          con la faccia rivolta in alto,
          le mani dipinte di bianco,
          il fianco trafitto di speranza.

          Camminiamo curvi sotto il sole
          con la solitudine negli occhi.
          La tristezza è rifatta amica
          nelle pupille del vagabondo.

          Arriverà il Cristo della croce
          sui marciapiedi delle città:
          sapremo riconoscerlo
          quando ci guarda senza parlare?

          Aspettiamo questa nuova pace
          del millennio della fede,
          quando i poveri saranno ricchi
          di aurore senza tramonti.
          Composta giovedì 31 marzo 2016
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