Scritta da: Arturo Donadoni
in Poesie (Poesie personali)
Nulla non è
silenzio non è
solitudine non è
è percezione
di sensi in embrione.
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Nulla non è
silenzio non è
solitudine non è
è percezione
di sensi in embrione.
A volte ho la strana sensazione
di essere già vissuta in un lontano passato,
sensazioni struggenti, echi di stelle
che avvolgono la nostra memoria, oltre la vita...
respiri di vento e del tempo andato via,
ricordi incomprensibili e mistero dell'esistenza,
che a volte abbraccia il mio cuore come per fermarlo,
sfavillio nella mente, attimi brucianti che mozzano il fiato,
chi siamo noi, non lo sapremo in questa vita,
lo rivelerà il Creatore nell'eternità.
Stessi occhi, stesso sguardo
e alla fine stessa fisionomia
per questo mi sento orgogliosa e generosa
non è malinconia ma riconoscenza
non è depressione ma solo riflessione
non è arroganza ma semplice ammirazione
per me te nonno sei stato e sarai sempre
un grande uomo.
Penna che,
guidi la mia mano
con te mi racconto,
mi ascolto.
Leggo e scrivo
il mio profondo.
La mia anima
si rigenera,
e rinata
vive un'arcobaleno
di emozioni, luci e splendore.
Musica che sgorghi
dentro
la mia anima
e che lenisci
le tensioni
del cuore
dammi quella nota
per cantare alla vita.
Bramar carezze
dalle tue mani,
inaridito corpo
che mendica
le tue labbra,
come un nidiaceo
che attende il suo
pasto vitale:
tu sei la mia nutrizione!
Attendo questo tempo
che scorre lento
vorrei corresse
come il vento
vorrei cavalcarlo
questo tempo
pigro e spietato!
Attendimi amore
in questa valle
del dolore,
attendimi ti prego
il tempo io impreco
lascio il mondo alle mie spalle
con le sue rovine
e le sue disgrazie
da lontano
invoco il tuo nome
e dico: amore!
Pezzi di vetro
tra carte impolverate,
lame che tagliano
a pezzi il cuore.
Fissi l'immenso
tra l'azzurro del cielo
per afferrare
una speranza.
Fra i fili d'erba
ai tuoi piedi,
gli occhi
calano lo sguardo.
È nato un fiore giallo!
Per amore
ci si tuffa
nel vuoto,
si raggiungono
molteplici altezze,
ma non si cade
mai a sangue
quando
nell'aria c'è il cuore.
Ci si ritrova
sempre
ad avere le ali!
Io vivo nel respiro degli alberi,
armonia infinita che tocca il mio cuore,
eleva lo spirito come tocco magico,
il silenzio melodioso, proporzionato, ordinato, equilibrato
del bosco in qualsiasi ora del giorno e della notte,
prende il cuore, cullandolo con amore,
io sono la figlia della foresta selvaggia,
la terra è mia madre e l'albero il mio nutrimento spirituale
i fiori la mia gioia, il cielo il mio respiro,
e le poesie sono parole ispirate dalla natura,
alberi, piante e fiori, parlano attraverso me,
in simbiosi con l'amore di Dio,
che ha concesso questo grande dono.
Quanti anni sono passati,
poi il silenzio è sceso tra noi,
pesante, insistente,
in modo travolgente.
Ci è sfuggito come folate
di vento impazzito.
Nulla abbiamo potuto.
Lui era sempre presente,
un piccolo gesto,
uno sguardo, un sorriso,
una lieve carezza,
che non è stata.
L'abbiamo rincorso,
afferrato, ma lui era sfrontato,
forse geloso di quello
che avevamo,
e con fare spavaldo
ci ha sfidato,
ma con il tempo,
la sua convivenza
è stata accettata.
Era parte di noi,
un tenue filo,
che si è tramutato in un cavo
d'acciaio indistruttibile,
contorto avvinghiato.
Ed ora più niente ci sostiene,
solo silenzio resta di noi.