Poesie personali


Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
in Poesie (Poesie personali)
La tristezza si è chiusa in una canto ardente
in questo popolo con veri sogni di grandezza.
Spine di vento venute dal mare e dal deserto
sono fioriti nei cuori e nei balconi sotto il tetto.
I marciapiedi sono onde dell'oceano sotto i piedi
costruite con pietre nere e da un maturo silenzio.
I suoi navigatori hanno appreso a solcare e amare
giocando con le onde sui piccoli cavallini del mare.
Il fado è il volto di questa terra dove muore il sole
dove l'aurora ritarda ma poi sboccia come un fiore.
I lusitani hanno aperto le finestre su terre lontane
portando nel cuore e nelle mani sogni e aromi.
Hanno chiuso con fucili pieni di sorrisi e garofani
l'ultimo capitolo di un libro pieno di secoli coloniali.
In futuro rinascerà la nuova musica dell'anima portoghese
quando l'allegria sarà il vero fiore profumato all'occhiello.
Il popolo si sentirà il vero e unico padrone di se stesso
in questo mondo senza frontiere, in pace e senza guerre.
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)
    L'uomo pianse ad alta voce il primo giorno
    vedendo l'aurora sorgere dall'acqua notturna.
    Ammirava commosso il canto e volo di uccelli,
    il prato, le nuvole, la pioggia e la tempesta.

    Camminavano il sole e la luna sulla sua testa
    gli alberi e le erbe insieme ai fiori lo salutavano
    inchinandosi quando lui passava e li toccava.
    Era il suo primo giorno solo, libero nell'immenso
    con il suo grande giardino colmo di animali e colori.

    Vide crescere i fiumi che scendevano lentamente
    le montagne innalzarsi nel lontano e vasto orizzonte
    gli animali pascolare ammirando la sua ombra.

    Saltava su pietre calde di sole ammirando la luce.
    Seduto tutto solo all'ombra di un salice piangente:
    "che farò – disse - per vivere in allegria e pienezza
    su questa terra piena di colori e di gioia eterna?".

    Dormì la sua prima notte con il sorriso nel cuore
    mentre la luna giocando con le nuvole lo cullava.

    Sognava contento guardando l'acqua del fiume
    che lentamente accarezzava le rocce della riva,
    il fiore sorrideva di gioia quando la rugiada lo baciava,
    la nuvola giocava a nascondiglio e cadeva la pioggia.

    Solo lui era solo sotto le nuvole in attesa della parola.

    Venne l'aurora con un manto pieno di raggi di luce,
    il suo cuore batteva dolcemente in attesa del mattino.
    Quando i raggi di luce lo svegliarono udì un sospiro:
    una mano delicata stringeva come un fiore la sua
    due occhi si specchiavano nei suoi come lui nel lago.

    I due si alzarono in piedi abbracciandosi nell'azzurro,
    i fiori si inchinarono, gli animali formarono un cerchio,
    loro due sorrisero iniziando il lungo viaggio della vita.
    L'uomo e la donna mano nella mano si strinsero forte,
    costruirono con gioia, sudore, morte e qualche dolore
    il giardino terra che ancora oggi coltiviamo con amore.
    Composta lunedì 30 novembre 2015
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      in Poesie (Poesie personali)
      Le isole umane le portiamo negli occhi
      quando gli uomini stendono la mano
      per chiedere lo spicciolo del giorno.
      Abbiamo forse gettato le maschere di ieri
      lungo il marciapiede che altri hanno eretto
      con i soldi del benessere a singhiozzi?

      Siamo sempre i soliti farabutti di ieri
      con leggi meschine per affondare gli altri
      mangiando latte e miele di terre lontane.
      Così passano gli anni stendendo la mano
      mentre tanto veleno rovina il raccolto.
      La gente perbene allarga la sua cinghia
      dimenticando quelli che masticano fame.

      Abbiamo perduto la gioia della primavera
      leggendo i volti tristi del popolo di oggi.
      Eppure è nato da tempo il mondo di domani
      da una donna-madre con un solo figlio.
      Il nuovo calendario senza Dio ha molte feste
      nel nuovo museo dell'uomo senza testa.

      Le isole umane le portiamo negli occhi,
      nelle mani odoriamo il sapore di sale.
      I bambini sognano di avere una famiglia
      insieme a questa terra senza pene e guai.
      Il nostro cuore è il nuovo mondo di domani
      ricco di sogni che dobbiamo ancora realizzare.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        Anche oggi cantano i poeti lungo le strade del mondo
        non li accompagna molta gente a leggere i propri sogni,
        non si affiggono versi su pareti sterili di nudo cemento,
        non si sentono le note di flauto appese a finestre verdi.

        Eppure i poeti cantano e vivono nel silenzio delle strade
        misurano con i versi i cadenzati e lenti passi degli uomini
        sognando un futuro dove politica e giustizia siano oneste
        con semafori rossi che accendono quando passano i disonesti.

        Anche oggi la poesia rinasce vergine nel cuore del mondo:
        i poeti ascoltano le voci che volano leggere portate dal vento,
        la musica le raccoglie e trasforma in note che sentiamo dentro,
        poi sbocciano canzoni che raccogliamo nelle ore di silenzio.

        Anche domani canteranno i poeti affacciati ai balconi del mondo,
        non saranno solo voci perdute e solitarie in ristretti vicoli sociali,
        ma note che volano nell'etere insieme ai cinguettii degli uccelli
        a inni di bambini, donne, anziani e stelle piene di pace e sentimenti.
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          in Poesie (Poesie personali)

          Dalla vita

          Ti fisso nella tua misera altezza,
          ti vengo incontro decisa,
          la testa bassa e la mente alta,
          sicura di me,
          con appresso queste pesanti gambe incatenate da cavigliere che mi lacerano senza pietà.
          Uno sgabello innocuo,
          chissà cosa sei stato prima di ospitare questi stanchi piedi per l'ultima volta.
          Si annoda oltre modo questo nodo in gola,
          oggi certo che sarà l'ultimo,
          così fermo e deciso,
          nido di immense personali sofferenze,
          cellula cancerogena che sopravvive imperterrita.
          Volgo il volto alla corda,
          quanti nodi quelli dei marinai,
          quanto fascino nel riconoscerli e saperli fare.
          Sono obesa oggi
          ma ho forza in queste braccia magre,
          unica cosa che non ho mai odiato abbastanza di me
          e dono loro il privilegio di un atto tanto illecito quanto risolutivo.
          Ti stringo forte a questo esile e lungo collo,
          dove i vampiri si sono cibati e gli angeli mi hanno baciato,
          ma i denti lasciano il segno,
          i baci solo una vibrazione che vola immediata.
          Sono pronta per il decollo, non mi aspetto niente verso il niente,
          vedo l'aria e il verde,
          il mare e le montagne,
          la libertà che mi chiama minacciosa.
          Salto nel vuoto che poco spazia da un fermo pavimento
          che si fa calpestare come ho fatto io,
          non ci sarà mai un prezzo da pagare per questa ignobile libertà.
          Mi appendo egoisticamente all'albo dei vigliacchi che non sono rimasti.
          Composta lunedì 3 aprile 2017
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            in Poesie (Poesie personali)

            Alla luna nuova di marzo

            Ancora la luna a governare il cielo,
            due piccoli fari illuminano il campo deserto,
            un trattore va avanti e dietro,
            e solca un pezzo di terra grassa, fertile e bella,
            e le zolle si ristorano dalla rugiada della notte,
            e sono pronte alla sementa.

            Che seminano alla luna nuova di marzo?
            E già verdeggia lieto il grano
            e cresce ad ogni battito d'ali,
            è tutto un brulicare di vita,
            ed oltre il pane, cos'altro ci da il vecchio campo
            in quest'anno?

            Si è fatto giorno,
            e il trattore è allontanato,
            ed io e il mio cane si rincasa,
            respirando a pieni polmoni il profumo
            della terra fresca.
            Composta lunedì 3 aprile 2017
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              in Poesie (Poesie personali)
              Andrò anche oggi in cerca dell'uomo
              starò seduto davanti a uno specchio
              avrò gli occhi umidi di lontani ricordi
              in quest'ora di crepuscolo benedetto.

              Trovo l'uomo camminando solitario
              lungo la strada che porta alla vigna.
              Il suo cane fiuta i pensieri dispersi
              che il padrone appende a cardi secchi.

              I pensieri si accavallano con le nuvole
              in un giorno pieno di pioggia e di vento.
              Il cuore segue il ritmo dei suoi passi
              ascoltando le voci che gli parlano dentro.

              Oggi è questo l'uomo che ho scoperto.
              Non gli ho rivolto nemmeno una parola
              avevo paura di trovarlo pieno di silenzio
              quando invece lo volevo vestito di festa.
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                in Poesie (Poesie personali)
                Un toro nero nel cerchio dell'arena
                solleva nervoso la polvere al cielo
                grida vendetta con gli occhi fissi
                annusando il color rosso della sera.

                Affonda le nere corna nell'aria calda
                descrive circoli stretti intorno al torero
                vestito d'oro e colori in movimento
                come una donna carica di sentimento.

                Due vite girano difronte alla morte
                in mezzo alle grida del tramonto:
                una forte del suo istinto animale
                l'altra sicura di essere umana.

                Un toro nero nel cerchio dell'arena
                un uomo solo con la sua danza
                un paso doble si posa su mantillas
                una spada uccide lenta la speranza.
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                  Scritta da: Rosa Di Fraia
                  in Poesie (Poesie personali)

                  La mia vita

                  Succede
                  che la mia
                  forte sensibilità
                  mi porta a lasciare posti
                  e condizioni
                  che non mi appartengono
                  allora cerco di capire
                  dov'è l'errore
                  e mi lascio condurre facendomi
                  trasportare dall'istinto
                  e da una forza interiore
                  che mi avvolge.
                  Mi accorgo che qualcosa
                  sta mutando o crescendo
                  e quindi preferisco "partire"
                  allontanandomi dalle cose
                  apparentemente "vuote"
                  che mi circondano
                  tuffandomi in qualcosa di diverso
                  in una realtà diversa
                  che mi spinge a capire e quandi a tentare.
                  Allora ti accorgi quanto sia
                  bello sentire l'odore del mare
                  farti accarezzare dal
                  profumo della primavera
                  lasciarti baciare dai raggi del sole
                  farti cullare dal dolce
                  tepore del silenzio
                  e stringere a te tutte quelle
                  emozioni che solo il cuore
                  riesce a farti provare
                  e quanto sia bello
                  continuare a "respirare" la vita
                  a cui ringraziare nonostante
                  quello che ti manca e che non hai
                  mai dimenticato e
                  a ciò che volevi e che non hai mai avuto e
                  continuare a vivere con lo stesso desiderio
                  di sempre perché in fondo quando "parti"
                  ritorni con un altro spirito
                  con una nuova consapevolezza di ciò che hai
                  e che non hai ma ciò che ti resta
                  è la tua vita.
                  Composta domenica 26 marzo 2017
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