Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

È finito il tempo del perdono

È finito il tempo del perdono
è finito il tempo perso
dove io aspetto ciò che tu non farai mai più,
il chiedere perdono ed il rispetto che da te non mi aspetto più,
è la mano che tu non mi hai mai dato
che da sempre cercavo
ma che è come se
avessi in anticipo già lasciato
a cui io ora ci rinuncio
perché non ce la faccio più!
Composta sabato 10 giugno 2017
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    Scritta da: Linda Viezzoli
    in Poesie (Poesie personali)
    Stavo con te
    e tu mi assomigliavi
    come nella notte un sogno
    come nel pensiero un ricordo.
    Ti cercavo e con te mi ritrovavo
    nel silenzio del tempo che se ne andava
    Forse ti amavo
    ed era più forte di ogni regola
    e di ciò che ero stata
    Ed ora che sono senza nome
    mi ritrovo a non dimenticarti ancora.
    Composta mercoledì 29 marzo 2017
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      in Poesie (Poesie personali)

      Sapori di marzo

      Nell'aria c'è l'urlo
      di alberi spogli
      che gridano al vento.
      Il sole s'affaccia
      da coltre di nubi
      e guarda il torrente
      che parla coi sassi,
      lo alletta giocando
      coi guizzi di raggi
      e scompare,
      al vento che corre
      tra versi giganti di pini
      rimuove le ombre,
      passeggia
      sull'onda dei campi
      di vecchi canneti riarsi
      e plaghe di verde risveglia
      tra ciuffi di sterpi
      e bianco di fiori e di giallo
      su suolo sentiero che odora
      di primi sapori di marzo.
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        in Poesie (Poesie personali)

        Tramonto primaverile

        Il sole sulle zolle
        sta giocando con le margherite
        traccia filigrane di colori
        scivola sul torrente
        sotto raggi rosati di tramonto,
        l'alito verde della primavera
        muove sull'acqua
        l'ombra degli arbusti,
        oziano inginocchiati sulla sponda
        gli acheni rossi
        secchi dell'autunno...
        ora si è dipinto di vermiglio
        sta scrivendo l'ultima poesia
        prima di scomparire,
        si avvale di tutta la sua arte
        per farla diventare
        un capolavoro,
        perciò lascia la veste
        di splendore
        si spoglia tutto e mostra
        i lineamenti nudi
        e il suo sorriso.
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          Scritta da: Nobodywrite
          in Poesie (Poesie personali)
          Mille voci, mille luci
          che corrono frettolosamente,
          non si sa da dove vengano
          né dove vadano.
          Migliaia di facce,
          gente mai vista e conosciuta,
          tutta in un luogo
          per un obiettivo comune.
          Minuti che si trasformano in ore,
          ore che si trasformano in delusioni,
          perdite di coincidenze.
          Un'unica via che unisce miliardi di persone.
          Composta domenica 26 febbraio 2017
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            Il sole taglia le pietre antiche
            di un muro millenario e cadente.
            Ancora respira l'anima romana
            in quel pezzo di muro ardente.

            Trasportiamo ricordi e guerre
            in un museo fuori del tempo.
            Oggi mastichiamo rancori di eri
            seduti a terra sull'erba di sempre.

            Camminiamo come pecore tosate
            dietro l'abbaiare di un gran cane
            ma non c'è più il pastore d'una volta
            suonando la canna pieno di vento.

            Il sole taglia anche i miei occhi
            accovacciato sotto archi di trionfo
            aspettando un grido da una statua
            nascosta nell'umida penombra.
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              in Poesie (Poesie personali)
              Guardavo l'orizzonte affacciato al mio balcone
              pieno di fiori nati di notte con montagne all'orizzonte.
              Scorgevo lontano un volto nelle bianche nuvole
              che mi chiamava sottovoce ripetendo il mio nome.

              I sogni volavano su maschere con occhi azzurri
              scolpite a mano chi sa quando da destrezza africana.
              Avevano gli occhi gonfi di umano e triste dolore
              le labbra grosse dipinte da acceso e rosso carbone.

              L'amore era nascosto dietro muri di pietra viva
              indossava un cappotto di lana rossa senza bottoni
              mi offriva un bianco fiore acceso dai suoi occhi
              con un sottile profumo trapunto di pure illusioni.

              Guardavo l'orizzonte affacciato al mio balcone
              non so se i fiori che pendevano erano sogni sbocciati
              oppure i sogni erano fiori senza ancora un nome
              che aspettavano di sbocciare nella prossima aurora.

              Ricordo solo che quella sera perduto sul balcone
              viaggiavo senza biglietto e senza alcun bagaglio
              in un treno che trascinava vagoni pieno di ricordi
              e una ghirlanda di fiori rossi e umane passioni.

              Non ricordo il tempo trascorso insieme al vento
              che muoveva con leggerezza le verdi foglie nella sera
              Ricordo solo che i passeri danzavano sul mio tetto
              in cerca del nido tessuto con estrema delicatezza.

              Non chiesi più niente quella limpida sera pieno d'incanto
              mi bastava l'orizzonte, il cielo e una pace senza rimpianto.
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