Scritta da: Rosanna Russo
in Poesie (Poesie personali)
Legàmi di te
Nodi di vento
intrecciano pensieri
- tra i miei capelli
cingo nel cuore
quei passaggi d'amore
- legàmi di te.
Composta lunedì 20 marzo 2017
Nodi di vento
intrecciano pensieri
- tra i miei capelli
cingo nel cuore
quei passaggi d'amore
- legàmi di te.
La sera è arrabbiata
la nebbia respira su di te
lassù stelle che non sono le mie illuminano altri
è il tempo che mi ha lasciata sola
mentre io perdo il ricordo.
È finito il tempo del perdono
è finito il tempo perso
dove io aspetto ciò che tu non farai mai più,
il chiedere perdono ed il rispetto che da te non mi aspetto più,
è la mano che tu non mi hai mai dato
che da sempre cercavo
ma che è come se
avessi in anticipo già lasciato
a cui io ora ci rinuncio
perché non ce la faccio più!
Stavo con te
e tu mi assomigliavi
come nella notte un sogno
come nel pensiero un ricordo.
Ti cercavo e con te mi ritrovavo
nel silenzio del tempo che se ne andava
Forse ti amavo
ed era più forte di ogni regola
e di ciò che ero stata
Ed ora che sono senza nome
mi ritrovo a non dimenticarti ancora.
Nell'aria c'è l'urlo
di alberi spogli
che gridano al vento.
Il sole s'affaccia
da coltre di nubi
e guarda il torrente
che parla coi sassi,
lo alletta giocando
coi guizzi di raggi
e scompare,
al vento che corre
tra versi giganti di pini
rimuove le ombre,
passeggia
sull'onda dei campi
di vecchi canneti riarsi
e plaghe di verde risveglia
tra ciuffi di sterpi
e bianco di fiori e di giallo
su suolo sentiero che odora
di primi sapori di marzo.
Il sole sulle zolle
sta giocando con le margherite
traccia filigrane di colori
scivola sul torrente
sotto raggi rosati di tramonto,
l'alito verde della primavera
muove sull'acqua
l'ombra degli arbusti,
oziano inginocchiati sulla sponda
gli acheni rossi
secchi dell'autunno...
ora si è dipinto di vermiglio
sta scrivendo l'ultima poesia
prima di scomparire,
si avvale di tutta la sua arte
per farla diventare
un capolavoro,
perciò lascia la veste
di splendore
si spoglia tutto e mostra
i lineamenti nudi
e il suo sorriso.
Mille voci, mille luci
che corrono frettolosamente,
non si sa da dove vengano
né dove vadano.
Migliaia di facce,
gente mai vista e conosciuta,
tutta in un luogo
per un obiettivo comune.
Minuti che si trasformano in ore,
ore che si trasformano in delusioni,
perdite di coincidenze.
Un'unica via che unisce miliardi di persone.
Mi soffermai
al rintocco
delle campane.
Vidi quell'immagine
allontanarsi.
Bianca e leggera
come una piuma
si innalzava.
In quel cielo
limpido
quell'anima
osservando
la terra
dall'Eden
salutava.
Il sole taglia le pietre antiche
di un muro millenario e cadente.
Ancora respira l'anima romana
in quel pezzo di muro ardente.
Trasportiamo ricordi e guerre
in un museo fuori del tempo.
Oggi mastichiamo rancori di eri
seduti a terra sull'erba di sempre.
Camminiamo come pecore tosate
dietro l'abbaiare di un gran cane
ma non c'è più il pastore d'una volta
suonando la canna pieno di vento.
Il sole taglia anche i miei occhi
accovacciato sotto archi di trionfo
aspettando un grido da una statua
nascosta nell'umida penombra.
Guardavo l'orizzonte affacciato al mio balcone
pieno di fiori nati di notte con montagne all'orizzonte.
Scorgevo lontano un volto nelle bianche nuvole
che mi chiamava sottovoce ripetendo il mio nome.
I sogni volavano su maschere con occhi azzurri
scolpite a mano chi sa quando da destrezza africana.
Avevano gli occhi gonfi di umano e triste dolore
le labbra grosse dipinte da acceso e rosso carbone.
L'amore era nascosto dietro muri di pietra viva
indossava un cappotto di lana rossa senza bottoni
mi offriva un bianco fiore acceso dai suoi occhi
con un sottile profumo trapunto di pure illusioni.
Guardavo l'orizzonte affacciato al mio balcone
non so se i fiori che pendevano erano sogni sbocciati
oppure i sogni erano fiori senza ancora un nome
che aspettavano di sbocciare nella prossima aurora.
Ricordo solo che quella sera perduto sul balcone
viaggiavo senza biglietto e senza alcun bagaglio
in un treno che trascinava vagoni pieno di ricordi
e una ghirlanda di fiori rossi e umane passioni.
Non ricordo il tempo trascorso insieme al vento
che muoveva con leggerezza le verdi foglie nella sera
Ricordo solo che i passeri danzavano sul mio tetto
in cerca del nido tessuto con estrema delicatezza.
Non chiesi più niente quella limpida sera pieno d'incanto
mi bastava l'orizzonte, il cielo e una pace senza rimpianto.