Poesie personali


Scritta da: CINELLA MICCIANI
in Poesie (Poesie personali)

Essere donna

Sono sempre stata
felice ed orgogliosa
d'essere nata donna.
Ho sempre pensato
che non ci sono donne
migliori o peggiori
degli uomini.
Sono solo diverse,
profondamente.
Le differenze fisiche
sono le più evidenti
ma anche le più banali.
La donna è un essere
forte e fragile a un tempo.
Sa usare mente e cuore
con la stessa leggiadria.
Sa essere responsabile
generosa, altruista.
Sa sacrificarsi
per gli affetti veri.
È madre, moglie,
compagna, sorella.
Lavora in casa e fuori.
Prende iniziative,
e le porta a termine.
Le vere donne
sanno dare tanto.
Per amore tutto.
Ogni conquista
è combattuta
con dignità.
Le vittorie,
rare, sudate,
sono faticose
ma gratificanti.
Una vera donna,
quella ideale,
è un essere prezioso
unico e raro
da maneggiare con cura
ed infinito amore.
Composta giovedì 6 aprile 2017
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    Scritta da: Simone Morana Cyla
    in Poesie (Poesie personali)

    Eternamente fragile

    E poi arrivava l'estate
    c'era quel tuo profumo
    nella casa d'infanzia
    d'amore e di buono

    Giocavo ed oziavo
    sapevo farti infuriare
    quei pomeriggi infiniti
    imparavo a sognare

    Adesso sono un uomo
    che si sente spesso bimbo
    nascerei in quella carezza
    come fossi ancora in grembo

    Vedo il mondo grazie a te
    ed io ti porto in ogni dove
    vivi dentro gli occhi miei
    fra le mille storie nuove

    Ma non è mai il posto giusto
    da quando non ti ho più accanto.
    luci e suoni si confondono
    il mio cuore ormai è spento

    Nostalgia che riempie attimi
    sarò eternamente fragile
    mi hai insegnato tanta vita
    la mia vita adesso è instabile

    Se solo avessi forze
    mi rialzerei guerriero
    lo spirito immortale
    si ciberà del tuo pensiero

    Sarò l'onda di un oceano
    un mago ed anche un Dio
    destinato a sopravvivere
    al vuoto immenso del tuo addio.
    Composta mercoledì 5 aprile 2017
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      Scritta da: Simone Morana Cyla
      in Poesie (Poesie personali)

      Il primo sole

      Ogni nostro inverno
      era nascosto sotto pelle
      disgiunta dal mio tatto
      mi lasciasti un corpo imbelle

      Orgoglio e giovinezza
      non ho più trovato uscita
      labirinti le giornate
      di infelicità la vita

      Ed ogni mia ferita
      è prova della mia esistenza
      cicatrizzerà i ricordi
      mantenendone l'essenza

      Mi risveglio solo e uomo
      bianca pagina da scrivere
      un briciolo di immenso
      luce per tornare a vivere

      È il primo sole amore mio
      dopo una notte lunga mesi
      questa ardente sua carezza
      scioglie tutti i malintesi

      Vibran le mie ossa
      ed il mio spirito mi muove
      il raggio caldo illumina
      percorsi e strade nuove.
      Composta domenica 13 febbraio 2011
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        Scritta da: Simone Morana Cyla
        in Poesie (Poesie personali)

        Ritorno alla vita

        La fine non era
        in quel letto bianco
        quel tempo minuscolo
        guardiano al tuo fianco

        La notte vedeva
        ancora un giorno e poi ancora
        con forza e fortuna
        pazienza e coraggio

        Corridoio infinito
        ed attese preziose
        le labbra di nuovo
        colorano il viso

        Vorrei congelare
        quest'attimo intenso
        le mani si muovono
        e ritornano a vivere.
        Composta sabato 8 gennaio 2011
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          in Poesie (Poesie personali)

          Sono un peccatore

          Spirito d'amore,
          fa' ch'io viva ascoltando il tuo dolore.
          La mia fede è
          troppo flebile e sottile,
          per l'anima che arranca
          e che si porta nel difetto,
          nel peccato che ci prostra,
          nell'inganno che ci stanca.
          Fa' ch'io possa realizzarmi nell'intento,
          lodando solo te,
          nella gioia e nel tormento;
          in qualunque situazione
          che avvii, senza dubbi,
          alla tua perfezione.
          Concedi respiro
          nel lungo cammino,
          passaggio obbligato,
          tra livide nuvole
          e tanta amarezza;
          mortal condizione e reale incertezza,
          conducono al sangue,
          al volto che piange,
          al capo fasciato,
          ai chiodi, alla croce;
          al grido straziante
          che aumenta il dolore.
          Ed ecco che poscia, la luce compare,
          donando la pace,
          un mite sorriso,
          speranza che serbo
          di lodare il mio Dio.
          Composta martedì 4 aprile 2017
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            Scritta da: Rosarita De Martino
            in Poesie (Poesie personali)

            Verso le altezze

            Contemplo l'arcobaleno
            dopo la tempesta,
            contemplo l'Etna
            innevata,
            superba in sua possente
            bellezza.
            Ascolto il mattutino
            gorgheggio degli uccelli
            che pregano
            al sorgere dell'alba rosea
            nell'infinità del cielo.
            Ritrovo
            la complicità
            dei tuoi limpidi occhi
            che, incrociando i miei
            mi conducono
            a vette di eternità.
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