Poesie personali


Scritta da: Rosa Cassese
in Poesie (Poesie personali)

Distacco terreno

Un susseguirsi di "morti"
unico conforto il Sole
come estremo saluto
l'Amore
il dolore del
distacco;
ognuno va
per la sua via,
chi tra le tende
chi nell'etere
a vagare
chi in Paradiso
chi tra mucchi
di pietre,
tra tumuli
e detriti
da cui, forse
non si libererà più...
La scena, si conclude
con un
abbraccio corale...
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    Scritta da: dax
    in Poesie (Poesie personali)

    il silenzio dei poeti

    Tacciono i poeti con le loro silenziose paure
    con le loro speranze subite, tradite

    Tacciono davanti ai crocefissi spezzati
    davanti alle case crollate
    piangendo morti innocenti

    Tacciono i ricordi, le felicità,
    i giochi innocenti,
    tace il canto dell'allodola,
    il gorgheggio dell'usignolo il tubare della tortora

    Griderà l'amore dai petti di nuovi poeti
    che spazzeranno dalle vite dei popoli
    i tiranni, i corrotti, i malamente

    Per una vera rivoluzione
    uno sconvolgimento morale, viscerale
    che porti gli uomini
    calpestare il prato della felicità

    Il sentiero della risurrezione,
    la via che conduca l'umanità
    a conquistare le stelle.
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      Scritta da: Gerlando Cacciatore
      in Poesie (Poesie personali)

      Nausea

      Diciotto anni.
      Giovane spensierato.
      Giovane avrai soltanto,
      sentimenti d'amore;
      sussurra la gente.
      Beato te, mi dicevi,
      amico mio.
      Sai quel che sa la gente.
      Mediti quel che medita la gente.
      Ficca il naso nel mio cuore.
      Troverai dell'amarezza che l'affligge.
      Amarezza composta,
      di odio, nausea per il mondo.
      Non erro.
      Nausea, odio.
      Motivi efficienti,
      per far di diciotto anni,
      un Mosè.
      Oh giovane.
      Come invidio tua spensieratezza.
      Come invidio tuoi sentimenti.
      Come invidio tuo mondo.
      Venire da te?
      Lasciare Mosè?
      Contro natura.
      Chissà;
      erro non erro,
      interrogativi che non mi pongo.
      Interrogativi, che renderebbero me,
      ancor più posseduto
      dalla nausea.
      Composta mercoledì 10 luglio 1974
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        Scritta da: Ada Roggio
        in Poesie (Poesie personali)

        Voglio

        Scrivo poco ora
        aspetto che Dio illumini l'uomo
        e l'uomo saggio segua il mio cammino,
        tempestato ancora
        dal male,
        e lo renda un piccolo sentiero che io possa attraversare
        Voglio sorridere
        Voglio cantare
        voglio sognare
        Voglio danzare
        Voglio Vivere
        Come...
        Donna
        Mamma
        Abbracciare un bambino
        e cantargli la ninna nanna.
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          Scritta da: Valerio Varaldo
          in Poesie (Poesie personali)

          Noi

          Da un tasto
          cominciò tutta questa favola.
          Quella scatola magia complice.
          Questo Facebook così odiato.
          Il caso e il destino
          ci hanno uniti.
          Una favola che sta mutando
          e che presto sarà realtà.
          Una realtà di vita.
          Una realtà di cominciare a vivere.
          Si vivere.
          La nostra vita...
          Finalmente insieme.
          Ora che sono nato
          sto imparando a camminare
          e l'ho faccio venendo da te.
          Tu stammi davanti.
          Io non cadrò
          se non tra le tue braccia.
          Sono pronto a tutto
          pur di veder
          dipinto sul tuo volto
          quel magico sorriso.
          Lottare al tuo fianco
          difenderti sempre
          amarti all'infinito
          sono i motivi della mia nascita
          saranno i principi della mia vita.
          La mia vita con te.
          Sempre
          in ogni momento
          al tuo fianco.
          La mia indole guerriera
          ti travolgerà mia Regina.
          Saremo ammirati dal cielo e dalla terra.
          Al nostro passaggio
          il cielo ci festeggerà
          con una pioggia di stelle
          ed un sentiero di saette.
          La terra
          facendo fiorire i suoi frutti.
          La gente ci osserverà
          estasiata e invidiosa
          di questo nostro sentimento
          chiamato Amore.
          Dovrai solo volere.
          Ora ti vedo
          Lì sulla scogliera
          innanzi al mare
          nel momento del crepuscolo
          con un tuo cenno della mano
          il tramonto non sa più d'esistere.
          Ecco è l'alba
          e sia...
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            in Poesie (Poesie personali)

            A tu per tu

            Aprile, verde e giovani sono

            le erbe, esplosi sono i fiori,

            c'è il sole e c'è luce ed è buio.
            Lontano ha tremato la terra

            di incolpevoli vite in sonno

            ha fatto razzia la morte

            uno spettro antico ritorna

            una tristezza dentro mi accascia
            .
            Destino cieco, hai aspettato

            la notte fonda per abbattere

            tetti ricoveri e cose

            moltiplicare sepolture

            rivoli di lacrime e dolori!

            Dove sono i nidi delle rondini

            sorti sotto le cimase, le logge

            e i balconi in fiore, le campane a doppio

            l'altare votivo e l'ostensorio?

            E Tu in cielo, eterno assente,

            che hai da dire alla matrigna terra

            che ci fa tremare il cuore

            e tenace ritma altre scosse

            che spalanca ancora vuoti

            all'animo nostro già in lutto?

            Più memoria e amore e potere

            abbiamo noi fatti di creta!

            Io ricordo la natia terra sconvolta

            al venir delle brume novembrine:

            quel festivo giorno di lutto

            non è ancora oggi passato!

            Pur fragili, finiti, senza aureola,

            noi di Gaia non perpetriamo

            la tua divina indifferenza:

            anche il fatale accartocciarsi
            di una sola foglia ci commuove

            l'immobilità ci è estranea

            un avvampo ci prende

            se salva possiamo fare una vita

            non ancora giunta alla fine!

            Da piccolo misi gli occhiali

            e li cambiai più volte

            poi usai il cannocchiale

            poi ricorsi al telescopio per vederti

            quando sulla razza umana

            piovevano lutti pene e dolori

            ma mai in nessun luogo tu eri!

            Le lenti non servivano

            nulla si rivela se non esiste

            solo l'oppio può darci una visione
            fortuna e disgrazie, poi imparai

            come la vita, sono solo

            l'inesplicabile prole del caso.
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