Poesie personali


Scritta da: Brunason
in Poesie (Poesie personali)

You take my breath away

È una parola!

Dire al mio cuore di non sognarti.
Dire alla mia volontà di non seguirti.
Dire a me stessa che non esisti.

È una parola!

Come dire al sole di non brillare.
Come dire a un fiore di non profumare.
Come dire alla luna di non far sognare.

È una parola!

Staccare il mio cuor da te.
Vivere e sognare,
Respirare senza di te.

È una parola!
Composta mercoledì 13 ottobre 2010
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Matteo Cotugno
    in Poesie (Poesie personali)

    Attentato

    L'odore acre di morte e sangue
    ammorba l'aria e la terra,
    trapassata da tremenda esplosione
    che investe in muro impietoso
    vite e vite e vite e vite,
    alla rinfusa buttate in cielo
    a ricadere giocattoli rotti,
    ammucchiati e smembrati,
    fra detriti e rottami frammisti,
    stroncati nel quotidiano apparente
    d'un Paese in guerra da sempre
    e fra sussurri sommessi e silenzi
    si leva il pianto d'un bimbo,
    solo in lacrime e stracci...
    solo...
    a dilaniare i cuori rimasti in piedi,
    a disegnare nel sangue la parola pace.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Alessandro Celato
      in Poesie (Poesie personali)

      un uomo solo

      Un uomo solo
      mesto vagavo fra montagne boschive enormi alberi
      oscuravano la luce del sole un arcano rumore
      sentivo, un fruscio, il vento travolgere un lungo
      silenzio un'ombra muta di un uomo solo invano
      cercai di nascondermi, invano rimasi avvinghiato
      fra le braccia lunghe dell'odio-la mia fine!
      In ginocchio cominciai a pregare sempre
      avvolto in quell'orribile male della morte
      che piangeva per me...
      sandro celato.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Vera Somerova
        in Poesie (Poesie personali)

        Pantera

        Lucido
        Le mie unghie
        Affilate come
        scimitarre
        dei feroci saladini
        Mi specchio
        nel loro grigio perlato
        d'acciaio damaschino
        Lampeggiano gli occhi,
        fari abbaglianti,
        tremolanti segnali
        delle navi
        sperse tra oceani
        in burrasca.
        Che bramo
        Io?
        Ho già fatto a brandelli
        il passato
        Addentato saldamente
        il presente.
        Deposto in fondo all'armadio
        la mia pelle umana
        decorata da immagini
        d'inutili pellegrinaggi
        ai pendii
        delle montagne sacre.
        Ora
        sfoggio
        voluttuosa
        lucida
        pelliccia nera
        sul corpo di donna
        dal cuore di pantera.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Salvatore Coppola
          in Poesie (Poesie personali)

          Io sono così

          "Io sono così!"...
          So essere dolce come gli occhi di un bambino.
          So amare come nessuno ha mai saputo amare.
          So essere altruista e generoso.
          so capire anche i problemi della gente.

          "Io sono così!"...
          Non sopporto l'ipocrisia è la cattiveria.
          Non tollero la prevaricazione.
          Non ammetto la stupidità e l'ignoranza.
          Non scendo a compromessi se ho ragione.

          "Io sono così!"...
          So di essere me stesso e tale voglio rimanere.
          Sono dolce amabile è corporato.
          Sono sensibile, concreto e passionale.
          Sono arcigno, inflessibile ed anche spietato.

          Piaccia o no, "Io sono così!"...
          Composta martedì 12 ottobre 2010
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Rex Akragas
            in Poesie (Poesie personali)

            Profumo d'acqua

            Notte di settembre
            lungo la strada deserta
            i pini scossi si sottomettono
            al vento di scirocco
            gli aghi caduti, intrecciati
            ed ammassati alla loro base,
            formano cuscini per fachiri.
            Nel cielo, come colpi di pennello,
            Immense nuvole biancastre portatrici di pioggia.
            E nell'aria, messaggera di antiche essenze, un profumo forte, intenso... d'acqua.
            Composta sabato 4 settembre 2010
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: annysea
              in Poesie (Poesie personali)

              Di te novembre amo

              Di te novembre amo il debole sole
              che a stento s'incunea
              tra i filari denudati
              e grondanti nostalgie
              di festeggiate vendemmie.

              Di te amo il tiepido vento
              che filtra tra le fronde degli agrumeti,
              intriganti e complici ad ingrossare spicchi,
              come turiboli di liquido sorriso
              della dea Cerere.

              Amo la zolla rorida di brina
              che al mattino s'imbeve
              come biscotto dorato nel tiepido
              raggio affacciato
              tra le balaustre del giorno.

              Di te amo il profumo del castagneto,
              il suono dei passi sul tappeto
              di foglie porporine
              che ridono scricchiolando
              come fossero fanciulle sbarazzine.

              Di te talvolta amo
              quel sole gagliardo, vetusto e generoso
              quasi fosse un vegliardo
              che ama sostare pensoso
              sul suo affabulante limitare,
              e rimirasi intorno
              in cerca di qualcosa da stupire,
              in cerca di qualcuno da scaldare.
              Composta giovedì 19 novembre 2009
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: Giuseppe Romano
                in Poesie (Poesie personali)

                Ascoltami

                Ora che sei qui davanti a me ascoltami,
                vorrei parlare al tuo cuore
                poi forse andrò via con aria indifferente
                oppure portandoti di nuovo con me.
                Sei uscita dai labirinti del passato,
                li hai attraversati senza mai perderti,
                delicata ed impercettibile come un alito di vento
                oscura ed astuta come un demone,
                guidata dal filo dei ricordi
                di cui non ci si libera mai
                sei giunta nel presente così improvvisamente,
                simile ad un fulmine quando squarcia il cielo...
                Non sono mai stato libero dal tuo ricordo
                che come un fantasma si divertiva a torturare l'anima,
                ho cercato in tutti i modi di cacciarlo via
                ma non se ne è mai andato
                fino a quando non sei arrivata tu,
                oh ragazza lui è stato più forte
                della mia volontà ed ancor di più
                della bellezza delle altre,
                della mia rabbia per la tua perdita
                e soprattutto del tempo trascorso senza te,
                ora tu mi domandi cosa mi piace così tanto di te
                ma non so darti ancora una risposta.
                Ho diverse cose da capire,
                ad esempio vorrei sapere del perché
                nasce un brivido sulla mia pelle
                quando mi guardi con quello sguardo
                velato da una particolare tristezza,
                non capisco come mai tremano le mie mani
                appena mi accingo a stringerti tra le mie braccia,
                ma ancora di più non comprendo
                come mai sento il fuoco divampare dentro me
                quando le mie labbra si uniscono alle tue...
                Cosa potrà mai essere tutto questo?
                Paura di averti, paura di perderti... Paura di amarti?
                Se ne sei capace dimmelo, parlami,
                dammi quello che provi, che senti...
                Forse tu non lo sai ma una tua parola
                può farmi precipitare in un abisso di dubbi e paure
                oppure darmi il coraggio per fare qualsiasi cosa,
                non parli sei silenziosa...
                Ti sto confondendo?
                Ecco come immaginavo,
                stai per scomparire di nuovo
                ma non è colpa tua questa volta
                sono io che scelgo di andarmene,
                il tuo ricordo non mi fa più paura
                se tornerà a farmi visita
                verrà divorato dalla mia rabbia
                e se nella mia mente compariranno
                di nuovo le tue dolci parole
                saranno cancellate dalle mie lacrime.
                Se è vero che non vuoi perdermi
                fammi sentire il brivido
                del tuo abbraccio, dovrà essere forte
                come una catena che non mi permetta
                di scappare via e voglio i tuoi baci e
                le tue carezze di un tempo
                saranno di nuovo la mia droga
                da cui non mi disintossicherò,
                non so se tu sei un angelo o un demone e
                mi sento uno stupido nel dirti queste cose
                ma alla fine tutto quello che ti chiedo
                è di essere di nuovo mia.
                Composta domenica 6 settembre 2009
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: Antonio Prencipe
                  in Poesie (Poesie personali)

                  In questi giorni miei

                  Non te ne puoi andare
                  io ti amo come la prima volta
                  io ti amo come se fosse ancora ieri
                  Cazzo,
                  il sole non sorge
                  ed io sono qui
                  stesso su quel letto
                  rincorrendo l'odore della tua pelle
                  che vive ancora tra le lenzuola,
                  quelle lenzuola macchiate,
                  devastate dalle mie lacrime,
                  Ma dove sei,
                  nella solitudine il mio cuore vaga
                  inondato da mille pensieri
                  e da mille sentimenti,
                  Sto toccando il fondo
                  cerco, inseguo te
                  ogni volta che cammino, che respiro
                  ogni volta che cerco di morire,
                  Da solo al mondo sto morendo
                  aiutami ti prego,
                  Sento che ci sei
                  nell'aria, nella vita mia,
                  In questi giorni miei
                  non so nemmeno cos'è più l'amore,
                  per te cosa darei,
                  darei gli occhi miei
                  ti farei vedere ciò che vedo,
                  ciò che si è consumato tra le braccia del tuo cielo
                  ti farei vedere il mio cuore
                  che ora senza te non batte più
                  e insieme alla mia anima scompare
                  nel silenzio inspiegabile di un addio
                  che consuma i giorni, i secondi
                  e i sorrisi miei.
                  Composta lunedì 11 ottobre 2010
                  Vota la poesia: Commenta